Phthorimaea operculella

Phthorimaea operculella

La Tignola della patata (Phthorimaea operculella Zeller, 1873) è un lepidottero appartenente alla famiglia dei Gelechiidae.

Sistematica –
Dal putno di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Sottoregno Eumetazoa,
Superphylum Protostomia,
Phylum Arthropoda,
Subphylum Tracheata,
Superclasse Hexapoda,
Classe Insecta,
Sottoclasse Pterygota,
Coorte Endopterygota,
Superordine Oligoneoptera,
Sezione Panorpoidea,
Ordine Lepidoptera,
Sottordine Glossata,
Infraordine Heteroneura,
Divisione Apoditrysia,
Superfamiglia Gelechioidea,
Famiglia Gelechiidae,
Genere Phthorimaea,
Specie P. operculella.
Sono sinonimi i termini:
– Bryotropha solanella Boisduval, 1874;
– Gelechia operculella Zeller, 1873;
– Gelechia piscipellis Howard, 1897;
– Gelechia sedata Butler, 1880;
– Gelechia tabacella Ragonot, 1879;
– Gelechia terrella Walker, 1864;
– Gnorimoschema operculella (Zeller, 1873);
– Phthorimaea argentinae Povolný, 1989;
– Phthorimaea piscipellis Haword, 1897;
– Phthorimaea sedata (Butler, 1880);
– Phthorimaea solanella Boisduval, 1874;
– Phthorimaea tabacella (Ragonot, 1879);
– Phthorimaea terrella Walker, 1864;
– Phtorimaea operculella (Zeller, 1873);
– Pthorimaea operculella Zeller.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Tignola della patata è un lepidottero di origine americana ma oggi divenuto cosmopolita anche se preferisce i climi subtropicali, tropicali e mediterranei. Questo insetto si trova infatti comunemente in Africa, Asia, Europa, Sud America e Oceania. In totale, questa falena è stata segnalata in più di 90 paesi.
Il suo habitat è, tipicamente, quello delle aree vicine alla coltivazione delle patate o, comunque, di Solanacee. Si è visto che questo lepidottero si nutre di vari generi della famiglia delle Solanacee come piante di tabacco (Nicotiana tabacum), melanzane (Solanum melongena), pomodori (Lycopersicon esculentum) e peperoni (Capsicum annuum).
La temperatura è un fattore importante nel tasso di sopravvivenza e sviluppo di P. operculella per cui si trova tipicamente nei climi più caldi, preferendo gli habitat subtropicali e tropicali.

Morfologia –
Gli adulti di Phthorimaea operculella si riconoscono per avere un’apertura alare di circa 12-15 mm, con le ali anteriori di colore grigio-brunastro, marezzato, che presentano delle punteggiature nerastre sparse; le ali posteriori sono più chiare ed uniformi.
Le larve hanno una lunghezza di circa 10-12 mm e sono di colore biancastre, con sfumature dorsali rosee o brunastre. Man mano che le larve maturano, il loro colore cambia da bianco a giallo a rosa-verde. Il torace contiene piccole macchie nere e setole su ciascun segmento.
Le pupe sono di conformazione stretta e in genere lunghe 12-13 cm e, di solito sono di colore bianco.
Le uova sono tipicamente di forma ovale, lisce e hanno un colore da bianco perlaceo a giallastro.

Attitudine e Ciclo biologico –
La Tignola della Patata sverna allo stadio larvale o come crisalide, sia nel terreno tra i residui della vegetazione infestata dell’anno precedente, che in magazzino, sempre dentro ai tuberi infestati. L’attività di questa falena riprende in momenti diversi in funzione dell’habitat dove si sviluppa e quindi delle condizioni climatiche o se si sviluppa in campo o in magazzino.
Le femmine di questo lepidottero rilasciano un feromone sessuale per attirare i maschi che ha dimostrato di essere composto da tridecadienile e tridecatrienil acetati. I maschi che percepiscono questo feromone in genere mostrano un comportamento a ventaglio e camminano in un percorso “a zig-zag” verso la sorgente.
Le femmine adulte di P. operculella possono deporre oltre 200 uova nel corso della loro vita, a seconda delle condizioni ambientali. Le uova di solito impiegano circa cinque giorni per schiudersi.Le uova possono essere deposte sul terreno accanto a una pianta ospite preferita, ma in genere vengono deposte vicino alle venature delle foglie, tra la gemma e lo stelo, o sotto lo stelo.
Le femmine posseggono un raro processo di deposizione delle uova in cui l’ovopositore contiene sensori che raccolgono segnali chimici emessi dalla pianta ospite. Pertanto, la gli esemplari adulti devono solo trovarsi nelle vicinanze di una pianta ospite per deporre le uova.
Generalmente all’esterno l’attività viene ripresa alla fine di marzo-aprile con gli adulti che sfarfallano, si accoppiano ed ovidepongono sulla vegetazione. L’ovideposizione può avvenire alla base delle gemme, all’inserzione delle foglie sul fusto, ma anche in magazzino sui tuberi conservati.
Spesso si assiste ad una migrazione degli adulti dai magazzini ai campi coltivati, dove ovidepongono.
Le larve neonate inizialmente “minano” le foglie, poi scavano gallerie sui fusti ed infine raggiungono i tuberi dove scavano le tipiche gallerie descritte; le larve si nutrono della pianta ospite fino a due settimane prima di divenire pupe.
In magazzino i tuberi vengono colpiti subito e direttamente; la penetrazione diretta nei tuberi avviene generalmente in corrispondenza delle gemme.
La Phthorimaea operculella può svolgere nel corso dell’anno da 3 a 6 generazioni; tuttavia in ambienti molto caldi il numero delle generazioni può essere anche superiore.
Il danno si manifesta su tutte le parti della pianta ed è determinato dalle larve. La loro presenza è visibile sulle foglie per via di mine praticate dalle giovani larve.Sui fusti le larve scavano invece delle piccole gallerie.
I tuberi, dove si ha il maggior danno, possono essere attaccati sia in campo che in magazzino, durante la conservazione.
Il danno sui tuberi consiste nella presenza di gallerie scavate nel parenchima amilifero e rivestite da caratteristiche formazioni sericee biancastre, molto evidenti in sezione. Questi tuberi sono poi soggetti a successivi fenomeni degenerativi e/o marcescenze, per l’aggressione da parte di agenti patogeni da ferita.

Ruolo Ecologico –
La Phthorimaea operculella è un insetto oligofago che si nutre della famiglia di piante delle Solanacee ed è particolarmente noto per essere un importante parassita delle colture di patate.
Attualmente gli agricoltori utilizzano insetticidi, parassiti e irrigazione a pioggia per evitare che P. operculella infesti i loro terreni coltivati.
Per contenere questo insetto si stanno sperimentando e provando tecniche di lotta biologica.
È stato introdotto ed utilizzato, ad esempio, il parassita larvale Apanteles subandinus. Questo parassita uccide la falena verso la fine del suo stadio larvale e si è scoperto che riesce a controllare le infestazioni fogliari della falena del tubero della patata. In Sud Africa, il ragno Selenops radiatus si è dimostrato un efficace agente di controllo per questa specie. La vespa Diadegma mollipla, che esiste anche in Sud Africa, è un parassita delle larve della falena.
Allo stato attuale la lotta contro la Phthorimaea operculella è di tipo guidato ed integrato e si avvale di molteplici interventi di natura agronomica, biotecnologica e chimica.
Si consiglia, comunque, di eseguire monitoraggi con trappole a ferormoni, sia in campo che in magazzino, che consentono di seguire la reale consistenza delle popolazioni del fitofago; sulla base delle indicazioni dei monitoraggi si possono impostare congrue misure:
– profilattiche di natura agronomica: scelta del momento della semina;
– razionali interventi chimici nell’ottica della lotta guidata.
Le trappole vanno installate:
– in campo: nella seconda metà di marzo, con una densità di 1 trappola per ettaro;
– in magazzino: nel caso di temperature degli ambienti superiori a 10°C, si devono mantenere tutto l’anno, con una densità di 1 trappola per ambiente (temperature più basse sono sfavorevoli alla vita e all’attività del fitofago).
In magazzino i ferormoni possono essere utilizzati anche nelle trappole sessuali ad imbuto, per la cattura massale; inoltre, sempre nei magazzini devono essere messi in atto tutti quegli accorgimenti che consentano l’isolamento degli ambienti (reti alle finestre) dall’esterno.
Infine la temperatura dei magazzini deve essere mantenuta a livelli relativamente bassi, per ostacolare l’attività del fitofago.
La lotta chimica in pieno campo viene eseguita, seguendo il volo degli adulti ed in corrispondenza delle prime infestazioni larvali sulle foglie, con 1-2 trattamenti. Tuttavia l’ausilio della lotta chimica è stato eseguito fin qui non tenendo conto della possibilità di intervenire su vari fattori quali:
– Attuazione di tecniche di agroecologia con inserimento di consociazioni e rotazioni per diminuire il rapporto fitofago/pianta ospite;
– Coltivazione delle piante in areali meno adatti al fitofago.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Pollini A., 2002. Manuale di entomologia applicata. Edagricole, Bologna.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.
Fonte foto:
https://scan-bugs.org/imglib/scan/MISSA_MEM/MEM13/MEM13314_Phthorimaea_operculel_1520869382_lg.jpg



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