Symplocarpus foetidus

Symplocarpus foetidus

Il cavolo puzzolente (Symplocarpus foetidus (L.) Salisb. ex W.P.C.Barton, 1817) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Araceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Liliopsida,
Ordine Arales,
Famiglia Araceae,
Genere Symplocarpus,
Specie S. foetidus.
È basionimo il termine:
– Dracontium foetidum L.;
Sono sinonimi i termini:
– Ictodes foetidus (L.) Bigelow;
– Ictoides foetidus (L.) Bigelow;
– Pothos foetidus (L.) Aiton;
– Pothos putorii Barton;
– Spathyema angusta Raf.;
– Spathyema foetida (L.) Raf.;
– Spathyema lanceolata Raf.;
– Spathyema latifolia Raf.;
– Symplocarpus foetidus (L.) W.Salisb..

Etimologia –
Il termine Symplocarpus deriva dalle parole greche symploke, che significa connessione, e karpos, che significa frutto, riferendosi alle ovaie che crescono insieme per formare un unico frutto.
L’epiteto specifico foetidus viene da foéteo, esalare fetore: fetido, dall’odore sgradevole, puzzolente, maleodorante.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Symplocarpus foetidus è una pianta originaria del Nord America orientale, in un areale che va dalla Nuova Scozia e dal Quebec meridionale a ovest fino al Minnesota e a sud fino alla Carolina del Nord e al Tennessee. È una specie protetta, inoltre, in via di estinzione nel Tennessee.
Il suo habitat è quello degli argini di torrenti, boschi umidi, torbiere e aree umide come le paludi.

Descrizione –
Il Symplocarpus foetidus è una pianta erbacea alta fino a 50 cm, con un rizoma spesso 30 cm.
Ha foglie grandi, ciascuna lunga 40–55 cm e larga 30–40 cm.
Gli steli rimangono sepolti sotto la superficie del terreno con le foglie che emergono più tardi.
In inverno è in grado di riscaldarsi per perforare la neve, dato che lo spadice conserva la propria temperatura attorno ai 20 °C nel periodo invernale in cui la temperatura dell’aria è sotto lo zero, quindi si tratta di una pianta termoregolatrice, e per la sua produzione di calore trae il combustibile dalle radici.
I fiori sono prodotti su uno spadice lungo 5–10 cm contenuto all’interno di una spata, alto 10–15 cm e di colore viola screziato. I fiori, dall’odore particolarmente intenso, sono ermafroditi.
Il periodo della fioritura è all’inizio della primavera quando solo i fiori sono visibili sopra il fango.

Coltivazione –
Il Symplocarpus foetidus è una pianta che viene raccolta in natura per uso locale come cibo, medicina e fonte di materiali.
È una pianta che cresce al sole o all’ombra in suoli umidi o torbosi, privi di calcare ma ricchi di sostanza organica.
È una pianta molto rustica che tollera temperature fino ad almeno -35 °C.
La pianta può aumentare la temperatura della sua infiorescenza di 15 – 35°C sopra la temperatura dell’aria circostante, proteggendosi così dal gelo e aiutando ad attirare gli insetti impollinatori.
Anche se fiorisce mentre c’è ancora neve e ghiaccio sul terreno, viene impollinato con successo dai primi insetti che emergono anche in questo momento. Alcuni studi suggeriscono che oltre a consentire alla pianta di crescere in un terreno ghiacciato, il calore che produce può aiutare a diffondere il suo odore nell’aria. Gli insetti che si nutrono di carogne, che sono attratti dall’odore, possono essere doppiamente incoraggiati a entrare nella spata perché è più calda dell’aria circostante, favorendo l’impollinazione.
Questa pianta ha radici che si contraggono dopo essere cresciute nella terra. Questo espediente richiama lo stelo della pianta più in profondità nel fango, in modo che la pianta in effetti cresca verso il basso, non verso l’alto. Ogni anno, la pianta cresce più in profondità nella terra, in modo che le piante più vecchie siano praticamente impossibili da scavare.
La propagazione avviene per seme. Il seme va subito seminato, appena maturo, oppure conservato in acqua se non viene seminato immediatamente.
I semi conservati possono essere seminati a fine inverno o all’inizio della primavera.
La semina va fatta in contenitori immersi in 2 cm di acqua per mantenere umido il compost. La germinazione dovrebbe avvenire in primavera.
Il trapianto va fatto a primavera inoltrata quando le piante sono abbastanza grandi.
Si può propagare anche per divisione, prelevando le parti mentre la pianta è dormiente.

Usi e Tradizioni –
Il cavolo puzzolente è una pianta le cui foglie, se calpestate, emettono un odore che ricorda la puzzola ed è maleodorante anche quando fiorisce. La pianta non è velenosa al tatto. Il cattivo odore attira i suoi impollinatori, inoltre l’odore delle foglie può anche servire a scoraggiare i grandi animali dal disturbare o danneggiare questa pianta, che cresce nei terreni delle zone umide. Oltre alle api alcuni mosconi, come Calliphora vomitoria, sono noti impollinatori di questa pianta.
Nel diciannovesimo secolo la farmacopea statunitense elencava il Symplocarpus foetidus come il farmaco “dracontium” che veniva usato nel trattamento di malattie respiratorie, disturbi nervosi, reumatismi e idropisia.
In Nord America e in Europa, il Symplocarpus foetidus viene occasionalmente coltivato nei giardini acquatici.
In passato questa pianta è stata ampiamente utilizzata come pianta medicinale, condimento e talismano magico da varie tribù di nativi americani.
Tutte le parti di questa pianta, ma soprattutto i fiori, hanno un forte odore sgradevole.
Tra gli usi commestibili si usa la radice cotta.
Le foglie giovani vengono consumate cotte ed hanno un sapore pepato.
Le foglie devono essere ben cotte in quanto questa pianta spesso contiene cristalli di ossalato di calcio e quindi si ritiene che abbia una tossicità media per l’uomo. Pare che la tossicità venga rimossa attraverso un’attenta preparazione.
In campo medicinale la pianta era già molto usato dai nativi indiani nordamericani, principalmente per le sue proprietà espettoranti e antispasmodiche per curare bronchiti e condizioni asmatiche, un uso, tuttavia, ancora frequente nell’erboristeria moderna.
La pianta va comunque utilizzata con una certa cautela e preferibilmente sotto la supervisione di professionisti. Maneggiare le foglie fresche può infatti causare la formazione di vesciche sulla pelle mentre dosi eccessive di radice possono provocare nausea e vomito, mal di testa e vertigini.
La radice è antispasmodica, diaforetica, diuretica, emetica, espettorante e leggermente narcotica.
La parte epigea viene raccolta nel tardo autunno o all’inizio della primavera ed essiccato per un uso successivo ma non va conservato a lungo in quanto perde le sue proprietà medicinali. È stato utilizzato internamente nel trattamento di disturbi respiratori e nervosi, tra cui asma, pertosse, catarro, bronchite e raffreddore da fieno.
Occasionalmente è usata per trattare epilessia, mal di testa, vertigini e problemi reumatici.
Esternamente è stata utilizzata come cataplasma per schegge e spine, per curare ferite e per curare mal di testa.
I peli della radice o le radichette sono stati applicati alle cavità dentali per curare il mal di denti.
Dai peli della radice si ricava un tè che è stato utilizzato esternamente per fermare l’emorragie.
Un’inalazione delle foglie schiacciate è stata utilizzata nel trattamento del mal di testa.
Le basi delle foglie sono state applicate come medicazione umida per le contusioni.
Veniva usata la radice in polvere come detersivo contro il sudore ed i cattivi odori.

Modalità di Preparazione –
Il Symplocarpus foetidus è una pianta che, nonostante il suo odore non gradevole, è stata utilizzata da tempo soprattutto dai nativi americani dove la pianta cresceva.
Il suo impiego è stato, soprattutto in passato, sia in campo alimentare che medicinale.
Le giovani foglie ben essiccate sono abbastanza buone per preparare zuppe o stufati. Gli steli ben essiccati possono essere trasformati in una gradevole farina simile al cacao.
Per usare la radice questa deve essere accuratamente essiccata o cotta prima di essere mangiata, per via della sua possibile tossicità.
Tradizionalmente la radice veniva essiccata per almeno 5 settimane o bollita per 3 giorni prima di essere mangiata.
Anche l’acqua di cottura delle foglie deve essere cambiata almeno una volta.
La parte epigea della pianta va raccolta nel tardo autunno o all’inizio della primavera ed essiccata per un uso successivo. Non va comunque conservata a lungo perché perde le sue virtù medicinali.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/179656961/original.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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