Mappa geografica della Cambogia

Mappa geografica della Cambogia

La Cambogia è uno Stato del Sud-est asiatico che confina a nord con Thailandia e Laos, a est e a sud con il Vietnam, a sud anche con il golfo del Siam, a ovest ancora con golfo del Siam e Thailandia.
Dal punto di vista politico la Cambogia è una monarchia costituzionale, con religione ufficiale il Buddhismo e la maggior parte della popolazione ne pratica la dottrina Theravada.
La Cambogia ha una estensione di 181.035 km² ed ha una popolazione di 14.494.293 abitanti (2009).
La capitale è Phnom Penh, con una popolazione di 2.282.000 di abitanti (2019).

Geografia –
La Cambogia, dal punto di vista geografico, si trova nella porzione sud-orientale dell’Indocina.
Questa regione corrisponde al basso bacino del Mekong e alla depressione del Tonle Sap, una vasta regione di colmamento fluviale delimitata verso la Thailandia e verso il golfo del Siam da bassorilievi, ovvero i Monti Dângrêk e i Monti Cardamomi, mentre a est le ultimi propaggini della Catena Annamita lo separano dal Mar Cinese Meridionale.
La vetta più elevata della Cambogia, con i suoi 1.813 metri, è il Phnom Aural, che fa parte dei Cardamomi.
La Cambogia confina a nord-ovest con la Thailandia per circa 800 km, a nord con il Laos per circa 541 km e a est con il Vietnam per oltre 1.200 km. Questo Paese ha inoltre 443 km di costa sul golfo del Siam, nel Sud del paese.
Il confine dello Stato comprende per la maggior parte i bacini idrografici dei fiumi nazionali, con l’eccezione del confine orientale col Vietnam, non stabilito secondo criteri geografici ma secondo le vicende politiche che si sono verificate fin dal periodo coloniale. I rapporti tra i due Paesi hanno attraversato momenti di aperta tensione, i governi hanno comunque affrontato la questione confinaria formando commissioni di studio e siglando trattati diplomatici già nei primi anni ottanta, quando fu instaurato il regime filo-vietnamita della Repubblica Popolare di Kampuchea. Facendo seguito agli accordi dell’ottobre 2005 (basati su un trattato del dicembre 1985) si è iniziata una vasta operazione di posa di segnali confinari. La conclusione dei lavori era prevista per il 2012.

Clima –
Il clima della Cambogia è tipicamente quello dell’area monsonica, anche sul clima del paese influiscono alcuni fattori locali come la vicinanza all’equatore, che tende a prolungare il periodo piovoso, e la presenza periferica di alte terre che riparano alquanto la depressione centrale, dove si hanno valori pluviometrici moderati, inferiori a 1.500 mm annui (media annuale di Phnom Penh: 1125 mm).
In Cambogia la stagione delle piogge va da maggio a ottobre (cielo coperto, temperature moderatamente elevate); il massimo delle precipitazioni si concentra in ottobre, quando cadono i 2/3 delle piogge. La stagione secca va da novembre a febbraio, con un minimo di precipitazioni in febbraio. Vi è bel tempo e temperature relativamente fresche, che tendono ad aumentare in misura notevole fino alla seconda metà di maggio in cui, avvicinandosi la stagione piovosa, si vanno facendo torride. Gli altopiani periferici hanno condizioni climatiche diverse: temperature più fresche e soprattutto un’umidità più diffusa e abbondante, con precipitazioni superiori ai 2.000 mm, e una stagione secca ridotta a 3 mesi. I monti Cardamomi, direttamente esposti al monsone di sud-ovest, ricevono sui loro versanti marittimi precipitazioni superiori a 5.000 mm, tra i più alti valori della zona monsonica.

Flora-
Come molti altri Paesi anche in Cambogia, anche se le foreste coprono ancora il 60% del suolo, la copertura della foresta pluviale primaria è scesa drasticamente dal 73% del 1965 al 3,1% nel 2005; ciò è dovuto al disboscamento illegale e al rapido sviluppo del paese.
Fiumi e paludi coprono il 3% della superficie del paese, mentre i territori coltivabili ne corrispondono al 20,5%, ma non tutti sono coltivati. Oltre il 70% del territorio cambogiano è coperto dalla grande giungla; la sua relativa conservazione si deve alla tenue espansione demografica del paese: si calcola infatti che solo il 10% della superficie della Cambogia sia effettivamente coltivato, mentre il resto è costituito da regioni del tutto disabitate. La foresta tropicale decidua o “giungla” ospita specie vegetali tipiche, come il teak, adatto a un clima in cui una stagione piovosa si alterna a una secca. Sui versanti dei Cardamomi si passa invece alla foresta sempreverde, dove però l’intervento dell’uomo praticante da secoli la coltura itinerante, ha causato una larga degradazione che lascia sempre più spazio alla savana. Infine nelle parti incolte della depressione cambogiana si estende la foresta paludosa. Nella maggior parte dei casi il suolo delle zone periferiche del paese sono lateritici, ovvero provenienti dalla decomposizione superficiale delle rocce: trattasi quindi di suoli poveri, che non hanno mai favorito l’insediamento agrario. Al contrario, i suoli di decomposizione basaltica che si estendono sugli altopiani del sud-est sono particolarmente fertili e si prestano alle piantagioni di albero della gomma. La regione vitale della Cambogia è la depressione del Tonle Sap dove si estendono i suoli alluvionali, arricchiti ogni anno dalle inondazioni.
Si consideri, inoltre, che la flora delle zone più basse del paese è condizionata dall’agricoltura: la caratteristica principale del paesaggio è il riso, oltre ad altri cereali come il tabacco e il granturco. Nella parte settentrionale del paese, dominata dai rilievi, si trovano foreste di sempreverdi. Nel sud-ovest del paese si trovano tratti di foresta primaria e tek. Il tek è un albero molto comune in Cambogia nonostante non sia nativo della regione, ma sia stato importato nel XVII secolo ed è importante e prezioso perché fonte di legno resistente all’acqua. Sempre in questa regione crescono, a temperature più elevate, pini. Lungo i 440 chilometri di costa si trovano foreste di mangrovie, mentre lungo i fiumi dell’entroterra si trova comunemente il loto della Cambogia, che si trova anche in Cina e in India ed è considerato sacro e associato tradizionalmente al Buddha.

Fauna –
Anche la fauna ha risentito, negli ultimi tempi, della riduzione e perdita di habitat.
Tuttavia si possono trovare ancora nelle campagne molte specie di grossa taglia che nel resto del mondo stanno diventando sempre più rare; non sono insoliti elefanti, leopardi, tigri e buoi selvatici. Inoltre nelle acque del grande fiume Mekong presso il villaggio di Kampi (provincia di Kratié) si possono vedere i rari delfini dell’Irrawaddy. La guerra che ebbe inizio nel 1970, i bombardamenti statunitensi e il bracconaggio hanno causato un danno ambientale di vasta scala diminuendo drasticamente la popolazione di animali selvatici. L’animale più insolito della Cambogia è il kouprey, una specie di bue scoperta nel 1937 che è diventato l’animale-simbolo del paese, e che è adesso quasi estinto. La Cambogia ospita una popolazione di volatili ricca e variegata, che include pellicani, ardeidi, aironi, gru, pappagalli tropicali e martin pescatori. Sono comuni anche cormorani, fagiani, galli cedroni e, specialmente nell’area del Tonlé Sap, specie di uccelli pescatori, presenti soprattutto quando le inondazioni portano nel lago una grande quantità di pesce. Anche i serpenti sono molto comuni in Cambogia, e vi si trovano quattro specie particolarmente letali: il cobra, il cobra reale, la vipera di Russell e il bungaro fasciato.

Guido Bissanti




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