Sigesbeckia orientalis

Sigesbeckia orientalis

La Siegesbeckia orientale o Erba di San Paolo (Sigesbeckia orientalis L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Asteridae,
Ordine Asterales,
Famiglia Asteraceae,
Genere Sigesbeckia,
Specie S. orientalis.
Sono sinonimi i termini:
– Minyranthes heterophylla Turcz.;
– Siegesbeckia orientalis L.;
– Sigesbeckia brachiata Roxb.;
– Sigesbeckia caspia Fisch. & C.A.Mey.;
– Sigesbeckia caspia Fisch. & C.A.Mey. ex Hohen.;
– Sigesbeckia caspica Fisch. & C.A.Mey. ex Hohen.;
– Sigesbeckia caspica Fisch. & C.A.Mey., 1838;
– Sigesbeckia droseroides Sw.;
– Sigesbeckia droseroides Sweet;
– Sigesbeckia esquirolii H.Lév. & Vaniot;
– Sigesbeckia glutinosa Wall.;
– Sigesbeckia gracilis DC.;
– Sigesbeckia humilis Koidz.;
– Sigesbeckia iberica Willd.;
– Sigesbeckia jorullensis Kunth;
– Sigesbeckia microcephala DC.;
– Sigesbeckia microphylla;
– Sigesbeckia orientalis f. angustifolia Makino;
– Sigesbeckia orientalis f. orientalis;
– Sigesbeckia orientalis subsp. angustifolia Makino;
– Sigesbeckia orientalis subsp. caspica (Fisch. & C.A.Mey.) Kitam.;
– Sigesbeckia orientalis subsp. tenggerensis Hochr.;
– Sigesbeckia orientalis subsp. typica Hochr.;
– Sigesbeckia orientalis var. angustifolia Makino;
– Sigesbeckia orientalis var. orientalis;
– Sigesbeckia orientalis var. tenggerensis Hochr.;
– Sigesbeckia orientalis var. typica Hochr., 1934;
– Sigesbeckia triangularis Cav..
All’interno di questa specie, oltre alla specie nominale si riconosce la seguente varietà:
– Sigesbeckia orientalis var. subdenticulata Miq., 1856.

Etimologia –
Il termine Sigesbeckia del genere è stato dedicato da Linneo al botanico tedesco Johann Georg Siegesbeck (1686-1755), professore di botanica a Pietroburgo, che avversò come immorale il metodo di classificazione di Linneo, di cui era acerrimo rivale (infatti il genere ha fiori piccoli, odore sgradevole é infestante e cresce nel fango): nome ortograficamente sbagliato (la forma corretta sarebbe Siegesbeckia) ma valido in quanto così pubblicato nel 1753.
L’epiteto specifico orientalis viene da sol orientis, il sole levante e quindi il levante stesso: del levante, orientale, indicazione dell’area di distribuzione.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Sigesbeckia orientalis è una pianta con origine probabili delle regioni tropicali e subtropicali dell’Africa e dell’Asia orientale anche se è in discussione la sua possibile origine in Australia. Ha un’ampia distribuzione in Africa e in Asia ma ampiamente naturalizzata al di fuori di questo areale.
Il suo habitat è quello dei luoghi aperti e incolti, ai bordi delle strade, nei campi incolti, nelle giovani foreste secondarie, nelle piantagioni di tè e caffè; principalmente a basse quote ma presente fino a 2.100 metri, come nel Kashmir.

Descrizione –
La Sigesbeckia orientalis è una pianta erbacea annuale, con portamento eretto, pelosa, alta 40–50 cm.
Le foglie sono opposte, da ovali a triangolari a lanceolate, lunghe, 2–4 cm, dentellate, acuminate e vellutate, con la base che decorre verso il picciolo.
I fiori sono raccolti in capolini gialli e arrotondati, posti all’estremità dei rami, di 5–6 mm di diametro, con 5 petali, cadono molto presto dopo la fioritura che avviene in autunno.
Il frutto è una cypsela di colore da marrone scuro a nera, lunga 2–3 mm, curva e increspata.
La fioritura e la fruttificazione avvengono in tutti i mesi dell’anno.
Sia i semi che i fiori emanano un cattivo odore.

Coltivazione –
La Siegesbeckia orientalis è una pianta ampiamente utilizzata come erba medicinale, essendo raccolta allo stato selvatico in Africa, nelle regioni più calde dell’Asia e anche in Sud America. Talvolta è coltivata anche per uso medicinale.
Cresce allo stato selvatico dalla zona temperata calda alla zona tropicale, crescendo meglio dove la temperatura è compresa tra 10 e 27 °C durante la stagione di crescita. Di solito non si trova nelle zone più aride ma nelle coltivazioni predilige condizioni umide, fertili, in suoli ben drenati e in posizione soleggiata.
In condizioni climatiche favorevoli si possono fare due coltivazioni nello stesso anno; la pianta può fiorire tutto l’anno nei climi caldi, ma ha il suo apice durante la stagione delle piogge e può fiorire anche in condizioni umide.
La pianta è considerata invasiva in diverse aree, comprese molte delle isole del Pacifico.
La propagazione è fondamentalmente per seme con semina direttamente in pieno campo.

Usi e Tradizioni –
La Sigesbeckia orientalis è una pianta utilizzata per varie patologie nella medicina tradizionale e alternativa nei paesi in cui è diffusa:
– nelle Filippine, il decotto delle foglie è come cicatrizzante sulle ferite e sulle piaghe, inoltre l’estratto acquoso, in sciroppo, a volte è mescolato con ioduro di potassio come sudorifero e antisifilitico; utilizzata sulla pelle, una miscela di parti uguali di una tintura e glicerina, come rimedio per la tigna; il decotto di foglie e germogli giovani, usato come lozione per ulcere e malattie parassitarie della pelle; il succo dell’erba fresca come condimento per le ferite, dove si asciuga lasciando una pellicola protettiva;
– in Cina, come un rimedio per la febbre, reumatismi e colica renale, per alleviare i dolori delle ferite, la malaria cronica e come antielmintico;
– in Indocina, la pianta intera come cardiotonico;
– a Tahiti è un ingrediente per le preparazioni a base di erbe utilizzate per le ferite, distorsioni, lussazioni, e contusioni;
– in Gran Bretagna, mista a glicerina, come rimedio per la tigna;
– nell’Isola di Mauritius, per curare sifilide, lebbra e malattie della pelle;
– usta dai Creoli come copertura di protezione per ferite, ustioni.
È una pianta con odore sgradevole e si dice che la pianta puzzi come un maiale e abbia un sapore acre e amaro.
Per quanto riguarda gli usi commestibili, si possono utilizzare le foglie giovani cotte; la bollitura delle foglie rimuove il cattivo odore e il sapore e produce un erba aromatica mucillaginosa.
Nell’uso medicinale la Sigesbeckia orientalis è una pianta ad ampio spettro che viene utilizzata in medicina in molte delle regioni in cui cresce e talvolta viene coltivata per uso medicinale. L’intera pianta è considerata alterativa, anodina, antielmintica, antiflogistica, cardiaca, diuretica, febbrifuga, pomata, scialagoga, stimola la circolazione sanguigna.
Gli estratti delle foglie sono ampiamente utilizzati per ripristinare la circolazione sanguigna; stimolare la secrezione di urina; come tonico renale; per lo stomaco; cardiotonico; per facilitare le mestruazioni (come antidolorifico); per il trattamento di malattie quali diarrea, leucorrea, ecc. e per curare morsi di serpenti, insetti o cani.
Un decotto della pianta viene utilizzato nel trattamento dell’artrite reumatoide, dolori alle gambe e ai fianchi, emiplegia, ipertensione, sciatica, dermatite piangente e mastite.
Nel trattamento della dissenteria si usa un decotto di foglie e fiori essiccati.
Una pasta ottenuta dalla pianta viene applicata sulle ferite tra le dita dei piedi causate da una camminata prolungata a piedi nudi in acqua fangosa.
La linfa è comunemente usata esternamente nel trattamento di condizioni come ulcere e piaghe; lesioni cutanee della lebbra; sifilide e altre malattie veneree; e come rimedio per tigna e infezioni parassitarie. La linfa fresca lascia una copertura simile a una vernice sulla pelle quando si asciuga.
Un decotto, ottenuto dallo stelo, è usato per curare la stitichezza nei bambini.
Una pasta ottenuta dalla radice è usata nel trattamento dell’indigestione. Il succo della radice viene applicato sulle ferite.
Le parti aeree della pianta contengono vari composti medicinali attivi tra cui un olio essenziale, diterpeni, sesquiterpeni e un glucoside amaro.
Nelle prove, estratti delle parti aeree hanno mostrato una certa attività ipoglicemizzante; qualche attività ipotensiva; una certa attività antispasmodica; e debole azione contro la malattia di Rhaniket.
L’estratto acquoso delle parti aeree essiccate non mostra alcuna attività analgesica quando somministrato per via intraperitoneale a topi alla dose di 9 g/kg, ma mostra un debole effetto inibitorio sull’angiotensina II e sul legame del recettore della colecistochinina.
Un estratto etanolico al 95% delle parti aeree essiccate mostra una significativa attività battericida contro il Trypanosoma cruzi.
L’estratto in acqua o in etanolo delle parti aeree della pianta essiccate mostra attività antiepatotossica.
Per quanto riguarda la valutazione della tossicità dell’intera pianta nei topi mostra una dose massima tollerata di 1 g/kg per via intraperitoneale.
Tra gli altri si riporta che dal seme si ottiene un olio grasso; questo contiene circa il 20% di acidi epossidici (16% di acido coronarico, 4% di acido vernolico); questi sono di potenziale interesse come sostituti dei composti epossidici sintetici, usati come stabilizzanti peri materiali plastici.
Le parti aeree della pianta contengono un olio essenziale, che è stato raccomandato per l’uso in profumeria.
Un estratto della pianta ha mostrato significative proprietà antifeedant e insetticide sulle larve di Crocidolomia binotalis, un importante parassita sulle colture di crocifere a Mauritius.
Un estratto delle foglie viene utilizzato come ingrediente di balsami e tonici per la pelle.
Per quanto riguarda i principi attivi presenti, nel 1885 Lionel Auffray isolò da essa un glucoside bianco e cristallino, dal sapore amaro, la darutina (o darutoside), che chiamò così in onore di Clement Daruty de Grandpré, autore di piante medicinali dell’isola di Mauritius.
Uno studio sulle parti aeree ha portato all’individuazione di otto sostanze liposolubili: acido siegesesterico, ovvero acido ent-17-acetossi-18-isobutirilossi-16(α)-kauran-19-oico, acido siegeseterico, ovvero acido ent-17-etossi-16(α)-(-)-kauran-19-oico, acido ent-16β,17-diidrossi-kauran-19-oico, kirenolo, β-sitosteril glucoside, eneicosanolo, metil arachidato, β-sitosterolo.
In una ricerca su estratti in etanolo della pianta sono stati scoperti sei nuovi composti diterpenoidi: ent-14β,16-epossi-8-pimarene-3β, 15α-diolo, 7β-idrossidarutigenolo, 9β-idrossidarutigenolo, 16-O-acetildarutigenolo, 15,16-di-O-acetildarutoside, 6-O-acetildarutoside.
In uno studio sono state isolate quattro sostanze cristalline e un flavonoide, la 3,7-dimetilquercetina, insieme a sali inorganici, nitrato di potassio, e due terpenoidi sconosciuti.
Un altro studio ancora ha scoperto otto nuovi composti diterpenoidi e glicosidi diterpenoidi, insieme a sette diterpeni già noti.

Modalità di Preparazione –
La Sigesbeckia orientalis è una pianta che viene utilizzata sia per fini commestibili che medicinali.
In campo alimentare si possono utilizzare le foglie giovani cotte.
In campo medicinale si utilizzano varie parti della pianta e con ampio spettro.
Si utilizzano estratti delle foglie, decotti della pianta o decotti di foglie e fiori essiccati.
Si utilizzano anche paste ed estratti di varie parti della pianta impiegate diversamente in funzione dei Paesi dove cresce.
Inoltre estratti delle foglie vengono utilizzati come ingrediente di balsami e tonici per la pelle.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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