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Sambucus ebulus

Sambucus ebulus

Il Sambuco lebbio, ebbio o sambuchella (Sambucus ebulus L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Caprifoliaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Dipsacales,
Famiglia Caprifoliaceae,
Genere Sambucus,
Specie S. ebulus.
Sono sinonimi i termini:
– Ebulus humile Garcke;
– Sambucus deborensis Košanin;
– Sambucus ebulus var. africanus Engl.;
– Sambucus herbacea Stokes, 1812;
– Sambucus paucijuga Steven.
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie e varietà:
– Sambucus ebulus subsp. africana (Engl.) Bolli;
– Sambucus ebulus subsp. ebulus;
– Sambucus ebulus var. deborensis Košanin, 1930;
– Sambucus ebulus var. ebulus.

Etimologia –
Il termine Sambucus proviene da sambucus, nome latino del sambuco in Plinio e Columella; secondo alcuni il nome latino deriverebbe dal greco σαμβύκη sambúke sambuca, uno strumento musicale a corde che si suppone venisse realizzato usando legno di sambuco; secondo altri per la somiglianza dei germogli epicormici del sambuco con le corde della sambuca.
L’epiteto specifico ebulus viene da ebulum, nome latino dell’ebbio in Virgilio, Plinio e altri Autori.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Sambuco lebbio è una pianta originaria dell’Europa centrale e Sud Ovest dell’Asia. La specie si è naturalizzata in molte parti del Nord America (New York, New Jersey e Québec).
In Europa è presente nell’aria meridionale ed in Italia in tutte le regioni salvo che in Valle d’Aosta.
Il suo habitat è quello dei terreno incolti, boschi, siepi e sterpaglia dove forma anche popolamenti quasi puri in vegetazioni pioniere, su suoli limoso-argillosi profondi, freschi, talvolta con ristagno d’acqua, da subacidi a neutri, ricchi in composti azotati, dal livello del mare a 1300 m circa, con optimum al di sotto della fascia montana inferiore.

Descrizione –
Il Sambucus ebulus è una pianta erbacea perenne che raggiunge un’altezza di 1,20 ed oltre cm.
Ha un fusto eretto in genere non ramificato con un apparato radicale perenne esteso.
Le foglie sono opposte, pennate, lunghe 15–30 cm con 5-9 foglioline di odore fetido.
Il fusto termina con un corimbo di 10–15 cm di diametro con numerosi fiori ermafroditi bianchi (raramente rosa), piatti.
Il frutto è una piccola drupa sferica di 4-7 mm, nero-violacea, glabra, lucida, con 3-4 noccioli, prismatici e rugosi che misurano 3-3,5 x 1,5-1,8 mm.

Coltivazione –
Il Sambucus ebulus è una pianta perenne che viene raccolta in natura per uso locale come cibo, medicina e fonte di materiali.
È una pianta che cresce su molti tipi di suolo ma preferisce quelli umidi e argillosi.
Può crescere in zona parzialmente ombreggiata ma preferisce posizioni soleggiate.
È una pianta che tollera l’inquinamento atmosferico e i venti provenienti dal mare.
Per le sue caratteristiche può divenire una pianta molto invasiva.
La propagazione avviene per seme. La semina va effettuata subito dopo la maturazione del seme in autunno e le giovani piantine germogliano normalmente all’inizio della primavera. I semi possono conservati e seminati in primavera ma germinano meglio se subiscono un periodo di 2 mesi caldi seguiti da 2 mesi di stratificazione fredda prima della semina.
Se si semina in semenzaio, le singole piantine vanno poi messe in vasi singoli e poi trapiantate in pieno campo nel periodo di metà primavera.
Questa pianta si può propagare facilmente anche agamicamente tramite divisione dei polloni in primavera o in autunno.

Usi e Tradizioni –
Il Sambucus ebulus è una pianta utilizzata da tempo per uso nelle medicine tradizionali.
Sono note alcune tradizioni su questa pianta come quella del nome inglese danewort che deriva dalla credenza che cresca nei siti dove si sono combattute battaglie contro i Danesi (da walewort o walwort, che significa “pianta straniera”).
Inoltre i frutti di Sambucus ebulus sono utilizzati nella tradizione austriaca per trattare disordini dell’apparato respiratorio e febbre.
Tutte le parti aeree di questa pianta contengono un principio gastro tossico ancora non ben identificato e termolabile.
I frutti possono essere consumati dopo cottura, e la pianta ha la nomea (tutta da dimostrare) di respingere topi e talpe. Le foglie contengono un inibitore della sintesi proteica di interesse per la ricerca medica (ebulina 1). Si tratta di una proteina molto simile alla ricina del ricino ma che, diversamente da questo veleno rapidamente assorbito (addirittura attraverso la pelle), presenta scarso assorbimento a livello intestinale e cellulare. Per questa ragione, l’ebulina 1 non è tossica.
Tuttavia la pianta, specialmente le bacche, è da considerarsi velenosa.
Le sostanze contenute sono: un alcaloide (sambucina), olio essenziale, glucoside, antociani, flavonoidi, saponine. Nei frutti verdi c’è anche la sambunicina; in quelli maturi molti antocianosidi e nelle radici una saponina, l’acido ursolico e gli acidi fenolici.
Il frutto di questa pianta è drasticamente purgativo, per cui non va confuso con quello del Sambucus nigra, che, come noto, è utilizzato nella confezione di liquori e marmellate e come colorante di vini o altri prodotti commestibili.
Questa pianta ha, comunque, molte proprietà medicinali; a questo scopo si utilizzano le radici, la corteccia, i fiori e le foglie.
I frutti sono, invece, poco usati nella medicina popolare per l’intensa colorazione del loro succo, per il sapore ingrato e per la loro pericolosità.
La radice è lassativo-purgativa, efficace diuretico e antiedematosa, la corteccia, sempre essiccata e mai fresca, viene impiegata come antireumatico o come diuretico (meno efficace della radice ma di più pratica raccolta); le foglie mitigano i dolori reumatici.
I fiori sono soprattutto sudoriferi e impiegati nelle affezioni bronchiali e dell’apparato respiratorio in genere, ma devono essere, anch’essi, utilizzati sempre essiccati. Godono fama di aumentare la secrezione lattea delle nutrici.
Dai frutti si ottiene un colorante blu e un inchiostro. Il succo della radice è utilizzato per tingere i capelli neri.
II Sambuco Sambucus ebulus ha azioni molto più intense del Sambucus nigra ed è in grado di rigenerare i tocoferoli, agenti antiossidanti, che aiutano a ridurre il tasso dei colesterolo nel sangue.
Si conoscono anche degli usi alimentari.
I frutti, dopo cottura, si usano come condimento nelle zuppe, ecc.
Le foglie sono usate come sostituto del tè ma vanno consumate, con cautela, tenendo conto della tossicità della pianta.
Le foglie sono antiflogistiche, colagoghe, diaforetiche, diuretiche, espettoranti e lassative.
Talvolta si usa anche il frutto, ma è meno attivo delle foglie.
L’erba è comunemente usata nel trattamento di disturbi epatici e renali.
Le foglie, opportunamente, schiacciate possono essere trasformate in un impiastro per il trattamento di gonfiori e contusioni.
La radice è diaforetica, leggermente diuretica e un drastico purgante.
Dal punto di vista ecologico oltre ad essere una pianta in grado di colonizzare rapidamente aree marginali è, sia pur raramente, visitata dalle api per il polline ed il nettare.

Modalità di Preparazione –
Il Sambucus ebulus è una pianta utilizzata da tempo, da varie popolazioni per uso medicinale e marginalmente per uso alimentare.
Le foglie vanno raccolte in estate e possono essere essiccate per un uso successivo.
I frutti, dopo cottura, si usano nel condimento delle zuppe, ecc.
Dalle foglie si prepara un succedaneo del tè ma vanno consumate, con cautela, tenendo conto della tossicità della pianta.
Si utilizzano anche i frutti e le radici e quest’ultime vengono utilizzate come purganti.
Dalle bacche fresche o dalla corteccia si ottiene un rimedio omeopatico che viene usato nel trattamento dell’idropisia.
L’estratto delle radici viene utilizzato per tingere i capelli di nero.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://plantsam.com/sambucus-ebulus/

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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