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Sambucus ebulus

Il Sambuco lebbio, ebbio o sambuchella (Sambucus ebulus L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Caprifoliaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Dipsacales,
Famiglia Caprifoliaceae,
Genere Sambucus,
Specie S. ebulus.
Sono sinonimi i termini:
– Ebulus humile Garcke;
– Sambucus deborensis Košanin;
– Sambucus ebulus var. africanus Engl.;
– Sambucus herbacea Stokes, 1812;
– Sambucus paucijuga Steven.
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie e varietà:
– Sambucus ebulus subsp. africana (Engl.) Bolli;
– Sambucus ebulus subsp. ebulus;
– Sambucus ebulus var. deborensis Košanin, 1930;
– Sambucus ebulus var. ebulus.

Etimologia –
Il termine Sambucus proviene da sambucus, nome latino del sambuco in Plinio e Columella; secondo alcuni il nome latino deriverebbe dal greco σαμβύκη sambúke sambuca, uno strumento musicale a corde che si suppone venisse realizzato usando legno di sambuco; secondo altri per la somiglianza dei germogli epicormici del sambuco con le corde della sambuca.
L’epiteto specifico ebulus viene da ebulum, nome latino dell’ebbio in Virgilio, Plinio e altri Autori.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Sambuco lebbio è una pianta originaria dell’Europa centrale e Sud Ovest dell’Asia. La specie si è naturalizzata in molte parti del Nord America (New York, New Jersey e Québec).
In Europa è presente nell’aria meridionale ed in Italia in tutte le regioni salvo che in Valle d’Aosta.
Il suo habitat è quello dei terreno incolti, boschi, siepi e sterpaglia dove forma anche popolamenti quasi puri in vegetazioni pioniere, su suoli limoso-argillosi profondi, freschi, talvolta con ristagno d’acqua, da subacidi a neutri, ricchi in composti azotati, dal livello del mare a 1300 m circa, con optimum al di sotto della fascia montana inferiore.

Descrizione –
Il Sambucus ebulus è una pianta erbacea perenne che raggiunge un’altezza di 1,20 ed oltre cm.
Ha un fusto eretto in genere non ramificato con un apparato radicale perenne esteso.
Le foglie sono opposte, pennate, lunghe 15–30 cm con 5-9 foglioline di odore fetido.
Il fusto termina con un corimbo di 10–15 cm di diametro con numerosi fiori ermafroditi bianchi (raramente rosa), piatti.
Il frutto è una piccola drupa sferica di 4-7 mm, nero-violacea, glabra, lucida, con 3-4 noccioli, prismatici e rugosi che misurano 3-3,5 x 1,5-1,8 mm.

Coltivazione –
Il Sambucus ebulus è una pianta perenne che viene raccolta in natura per uso locale come cibo, medicina e fonte di materiali.
È una pianta che cresce su molti tipi di suolo ma preferisce quelli umidi e argillosi.
Può crescere in zona parzialmente ombreggiata ma preferisce posizioni soleggiate.
È una pianta che tollera l’inquinamento atmosferico e i venti provenienti dal mare.
Per le sue caratteristiche può divenire una pianta molto invasiva.
La propagazione avviene per seme. La semina va effettuata subito dopo la maturazione del seme in autunno e le giovani piantine germogliano normalmente all’inizio della primavera. I semi possono conservati e seminati in primavera ma germinano meglio se subiscono un periodo di 2 mesi caldi seguiti da 2 mesi di stratificazione fredda prima della semina.
Se si semina in semenzaio, le singole piantine vanno poi messe in vasi singoli e poi trapiantate in pieno campo nel periodo di metà primavera.
Questa pianta si può propagare facilmente anche agamicamente tramite divisione dei polloni in primavera o in autunno.

Usi e Tradizioni –
Il Sambucus ebulus è una pianta utilizzata da tempo per uso nelle medicine tradizionali.
Sono note alcune tradizioni su questa pianta come quella del nome inglese danewort che deriva dalla credenza che cresca nei siti dove si sono combattute battaglie contro i Danesi (da walewort o walwort, che significa “pianta straniera”).
Inoltre i frutti di Sambucus ebulus sono utilizzati nella tradizione austriaca per trattare disordini dell’apparato respiratorio e febbre.
Tutte le parti aeree di questa pianta contengono un principio gastro tossico ancora non ben identificato e termolabile.
I frutti possono essere consumati dopo cottura, e la pianta ha la nomea (tutta da dimostrare) di respingere topi e talpe. Le foglie contengono un inibitore della sintesi proteica di interesse per la ricerca medica (ebulina 1). Si tratta di una proteina molto simile alla ricina del ricino ma che, diversamente da questo veleno rapidamente assorbito (addirittura attraverso la pelle), presenta scarso assorbimento a livello intestinale e cellulare. Per questa ragione, l’ebulina 1 non è tossica.
Tuttavia la pianta, specialmente le bacche, è da considerarsi velenosa.
Le sostanze contenute sono: un alcaloide (sambucina), olio essenziale, glucoside, antociani, flavonoidi, saponine. Nei frutti verdi c’è anche la sambunicina; in quelli maturi molti antocianosidi e nelle radici una saponina, l’acido ursolico e gli acidi fenolici.
Il frutto di questa pianta è drasticamente purgativo, per cui non va confuso con quello del Sambucus nigra, che, come noto, è utilizzato nella confezione di liquori e marmellate e come colorante di vini o altri prodotti commestibili.
Questa pianta ha, comunque, molte proprietà medicinali; a questo scopo si utilizzano le radici, la corteccia, i fiori e le foglie.
I frutti sono, invece, poco usati nella medicina popolare per l’intensa colorazione del loro succo, per il sapore ingrato e per la loro pericolosità.
La radice è lassativo-purgativa, efficace diuretico e antiedematosa, la corteccia, sempre essiccata e mai fresca, viene impiegata come antireumatico o come diuretico (meno efficace della radice ma di più pratica raccolta); le foglie mitigano i dolori reumatici.
I fiori sono soprattutto sudoriferi e impiegati nelle affezioni bronchiali e dell’apparato respiratorio in genere, ma devono essere, anch’essi, utilizzati sempre essiccati. Godono fama di aumentare la secrezione lattea delle nutrici.
Dai frutti si ottiene un colorante blu e un inchiostro. Il succo della radice è utilizzato per tingere i capelli neri.
II Sambuco Sambucus ebulus ha azioni molto più intense del Sambucus nigra ed è in grado di rigenerare i tocoferoli, agenti antiossidanti, che aiutano a ridurre il tasso dei colesterolo nel sangue.
Si conoscono anche degli usi alimentari.
I frutti, dopo cottura, si usano come condimento nelle zuppe, ecc.
Le foglie sono usate come sostituto del tè ma vanno consumate, con cautela, tenendo conto della tossicità della pianta.
Le foglie sono antiflogistiche, colagoghe, diaforetiche, diuretiche, espettoranti e lassative.
Talvolta si usa anche il frutto, ma è meno attivo delle foglie.
L’erba è comunemente usata nel trattamento di disturbi epatici e renali.
Le foglie, opportunamente, schiacciate possono essere trasformate in un impiastro per il trattamento di gonfiori e contusioni.
La radice è diaforetica, leggermente diuretica e un drastico purgante.
Dal punto di vista ecologico oltre ad essere una pianta in grado di colonizzare rapidamente aree marginali è, sia pur raramente, visitata dalle api per il polline ed il nettare.

Modalità di Preparazione –
Il Sambucus ebulus è una pianta utilizzata da tempo, da varie popolazioni per uso medicinale e marginalmente per uso alimentare.
Le foglie vanno raccolte in estate e possono essere essiccate per un uso successivo.
I frutti, dopo cottura, si usano nel condimento delle zuppe, ecc.
Dalle foglie si prepara un succedaneo del tè ma vanno consumate, con cautela, tenendo conto della tossicità della pianta.
Si utilizzano anche i frutti e le radici e quest’ultime vengono utilizzate come purganti.
Dalle bacche fresche o dalla corteccia si ottiene un rimedio omeopatico che viene usato nel trattamento dell’idropisia.
L’estratto delle radici viene utilizzato per tingere i capelli di nero.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://plantsam.com/sambucus-ebulus/

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





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Sambucus ebulus

Danewort, dane weed, danesblood or dwarf elder (Sambucus ebulus L.) is a herbaceous species belonging to the Caprifoliaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Spermatophyta superdivision,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Order Dipsacales,
Caprifoliaceae family,
Genus Sambucus,
S. ebulus species.
The terms are synonymous:
– Ebulus humile Garcke;
– Sambucus deborensis Košanin;
– Sambucus ebulus var. africanus Engl.;
– Sambucus herbacea Stokes, 1812;
– Sambucus paucijuga Steven.
Within this species, the following subspecies and varieties are recognized:
– Sambucus ebulus subsp. africana (Engl.) Bolli;
– Sambucus ebulus subsp. ebulus;
– Sambucus ebulus var. deborensis Košanin, 1930;
– Sambucus ebulus var. ebulus.

Etymology –
The term Sambucus comes from sambucus, the Latin name of the elder in Pliny and Columella; according to some, the Latin name derives from the Greek σαμβύκη sambúke sambuca, a stringed musical instrument that is supposed to have been made using elder wood; according to others for the similarity of the epicormic shoots of the elderberry with the strings of the elderberry.
The specific epithet ebulus comes from ebulum, the Latin name of the ebbio in Virgil, Pliny and other authors.

Geographic Distribution and Habitat –
Danewort is a plant native to Central Europe and South West Asia. The species has naturalized in many parts of North America (New York, New Jersey and Québec).
In Europe it is present in the southern air and in Italy in all regions except in the Aosta Valley.
Its habitat is that of uncultivated land, woods, hedges and scrub where it also forms almost pure populations in pioneer vegetation, on deep, fresh loamy-clay soils, sometimes with stagnation of water, from subacid to neutral, rich in nitrogen compounds, from sea level to about 1300 m, with optimum below the lower mountain belt.

Description –
Sambucus ebulus is a perennial herbaceous plant that reaches a height of 1.20 and over cm.
It has an usually unbranched erect stem with an extended perennial root system.
The leaves are opposite, pinnate, 15-30 cm long with 5-9 leaflets of fetid odor.
The stem ends in a 10-15 cm diameter corymb with numerous flat white (rarely pink) hermaphroditic flowers.
The fruit is a small 4-7 mm spherical drupe, black-purplish, hairless, shiny, with 3-4 prismatic and wrinkled stones measuring 3-3.5 x 1.5-1.8 mm.

Cultivation –
Sambucus ebulus is a perennial plant that is harvested in nature for local use as a food, medicine and source of materials.
It is a plant that grows on many types of soil but prefers moist and clayey ones.
It can grow in a partially shaded area but prefers sunny locations.
It is a plant that tolerates air pollution and winds from the sea.
Due to its characteristics it can become a very invasive plant.
Propagation occurs by seed. Sowing should be done immediately after the seed has matured in autumn and the young seedlings usually germinate in early spring. The seeds can be stored and sown in spring but germinate better if they undergo a period of 2 warm months followed by 2 months of cold stratification before sowing.
If sowing in seedbeds, the individual plants must then be placed in single pots and then transplanted in the open field in the mid-spring period.
This plant can also be easily propagated agamically by dividing the suckers in spring or autumn.

Customs and Traditions –
Sambucus ebulus is a plant that has long been used for use in traditional medicines.
Some traditions are known about this plant such as that of the English name danewort which derives from the belief that it grows in the sites where battles were fought against the Danes (from walewort or walwort, which means “foreign plant”).
Furthermore, the fruits of Sambucus ebulus are used in the Austrian tradition to treat disorders of the respiratory system and fever.
All the aerial parts of this plant contain a still not well identified and thermolabile gastro-toxic principle.
The fruits can be eaten after cooking, and the plant has the reputation (to be proven) of repelling mice and moles. The leaves contain a protein synthesis inhibitor of interest for medical research (ebulin 1). It is a protein very similar to ricin in castor oil but which, unlike this rapidly absorbed poison (even through the skin), has poor absorption at the intestinal and cellular level. For this reason, ebulin 1 is not toxic.
However, the plant, especially the berries, is to be considered poisonous.
The substances contained are: an alkaloid (sambucina), essential oil, glucoside, anthocyanins, flavonoids, saponins. In the green fruits there is also the sambunicina; in the mature ones many anthocyanosides and in the roots a saponin, ursolic acid and phenolic acids.
The fruit of this plant is drastically purgative, so it should not be confused with that of Sambucus nigra, which, as is known, is used in the packaging of liqueurs and jams and as a colorant for wines or other edible products.
However, this plant has many medicinal properties; for this purpose the roots, bark, flowers and leaves are used.
The fruits, on the other hand, are little used in popular medicine due to the intense coloring of their juice, their ungrateful taste and their dangerousness.
The root is laxative-purgative, effective diuretic and anti-edematous, the bark, always dried and never fresh, is used as an antirheumatic or as a diuretic (less effective than the root but more practical to collect); the leaves relieve rheumatic pains.
The flowers are mainly sudoriferous and used in bronchial and respiratory diseases in general, but they too must always be used dried. They have a reputation for increasing the milk secretion of nurses.
From the fruits a blue dye and an ink are obtained. The juice of the root is used for dyeing black hair.
Elderberry Sambucus ebulus has much more intense actions than Sambucus nigra and is able to regenerate tocopherols, antioxidant agents, which help reduce the level of cholesterol in the blood.
Food uses are also known.
The fruits, after cooking, are used as a condiment in soups, etc.
The leaves are used as a substitute for tea but should be consumed with caution, taking into account the toxicity of the plant.
The leaves are anti-inflammatory, cholagogue, diaphoretic, diuretic, expectorant and laxative.
Sometimes the fruit is also used, but it is less active than the leaves.
The herb is commonly used in the treatment of liver and kidney ailments.
The crushed leaves can be transformed into a poultice for the treatment of swellings and bruises.
The root is diaphoretic, slightly diuretic, and a drastic purgative.
From an ecological point of view, in addition to being a plant capable of rapidly colonizing marginal areas, it is, albeit rarely, visited by bees for pollen and nectar.

Preparation Method –
Sambucus ebulus is a plant used for some time, by various populations for medicinal use and marginally for food use.
The leaves are harvested in the summer and can be dried for later use.
The fruits, after cooking, are used in the dressing of soups, etc.
A tea substitute is prepared from the leaves but should be consumed with caution, taking into account the toxicity of the plant.
The fruits and roots are also used and the latter are used as purgatives.
From fresh berries or bark a homeopathic remedy is obtained which is used in the treatment of dropsy.
The root extract is used to dye the hair black.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://plantsam.com/sambucus-ebulus/

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Sambucus ebulus

El saúco menor o yezgo (Sambucus ebulus L.) es una especie herbácea perteneciente a la familia Caprifoliaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
subarigno traqueobionta,
superdivisión de espermatofitas,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
Orden Dipsacales,
familia de las caprifoliáceas,
Género Sambucus,
Especies de S. ebulus.
Los términos son sinónimos:
– Ebulus humile Garcke;
– Sambucus deborensis Košanin;
– Sambucus ebulus var. africanus Engl.;
– Sambucus herbacea Stokes, 1812;
– Sambucus paucijuga Steven.
Dentro de esta especie se reconocen las siguientes subespecies y variedades:
– Sambucus ebulus subsp. africana (Engl.) Bolli;
– Sambucus ebulus subsp. ebulus;
– Sambucus ebulus var. deborensis Košanin, 1930;
– Sambucus ebulus var. ebulus.

Etimología –
El término Sambucus proviene de sambucus, el nombre latino del anciano en Plinio y Columela; según algunos, el nombre en latín deriva del griego σαμβύκη sambúke sambuca, un instrumento musical de cuerda que se supone fue fabricado con madera de saúco; según otros por la similitud de los brotes epicórmicos de la baya del saúco con las cuerdas de la baya del saúco.
El epíteto específico ebulus proviene de ebulum, el nombre latino del ebbio en Virgilio, Plinio y otros autores.

Distribución Geográfica y Hábitat –
El saúco menor es una planta originaria de Europa Central y el Sudoeste de Asia. La especie se ha naturalizado en muchas partes de América del Norte (Nueva York, Nueva Jersey y Québec).
En Europa está presente en el aire del sur y en Italia en todas las regiones excepto en el Valle de Aosta.
Su hábitat es el de baldíos, bosques, setos y matorrales donde también forma poblaciones casi puras en vegetación pionera, sobre suelos franco-arcillosos frescos y profundos, a veces con encharcamiento de aguas, de subácidos a neutros, ricos en compuestos nitrogenados, de nivel del mar a unos 1300 m, con un óptimo por debajo del cinturón montañoso inferior.

Descripción –
Sambucus ebulus es una planta herbácea perenne que alcanza una altura de 1,20 y más cm.
Tiene un tallo erecto generalmente no ramificado con un extenso sistema de raíces perennes.
Las hojas son opuestas, pinnadas, de 15-30 cm de largo con 5-9 folíolos de olor fétido.
El tallo termina en un corimbo de 10-15 cm de diámetro con numerosas flores hermafroditas planas, blancas (raramente rosadas).
El fruto es una pequeña drupa esférica de 4-7 mm, negro-violácea, lampiña, brillante, con 3-4 huesos prismáticos rugosos de 3-3,5 x 1,5-1,8 mm.

Cultivo –
Sambucus ebulus es una planta perenne que se cosecha en la naturaleza para uso local como alimento, medicina y fuente de materiales.
Es una planta que crece en muchos tipos de suelo pero prefiere los húmedos y arcillosos.
Puede crecer en un área parcialmente sombreada pero prefiere lugares soleados.
Es una planta que tolera la contaminación del aire y los vientos del mar.
Por sus características puede convertirse en una planta muy invasora.
La propagación se produce por semilla. La siembra debe realizarse inmediatamente después de que la semilla haya madurado en otoño y las plántulas jóvenes suelen germinar a principios de la primavera. Las semillas se pueden almacenar y sembrar en primavera, pero germinan mejor si se someten a un período de 2 meses cálidos seguidos de 2 meses de estratificación en frío antes de la siembra.
Si se siembra en semilleros, las plantas individuales deben colocarse en macetas individuales y luego trasplantarse en campo abierto a mediados de la primavera.
Esta planta también se puede propagar fácilmente de forma agámica dividiendo los retoños en primavera u otoño.

Costumbres y tradiciones –
Sambucus ebulus es una planta que se ha utilizado durante mucho tiempo en la medicina tradicional.
Se conocen algunas tradiciones sobre esta planta como la del nombre inglés danewort que deriva de la creencia de que crece en los sitios donde se libraron batallas contra los daneses (de walewort o walwort, que significa “planta extranjera”).
Además, los frutos de Sambucus ebulus se utilizan en la tradición austriaca para tratar los trastornos del sistema respiratorio y la fiebre.
Todas las partes aéreas de esta planta contienen un principio gastrotóxico aún no bien identificado y termolábil.
Los frutos se pueden comer después de la cocción, y la planta tiene la reputación (por demostrar) de repeler ratones y topos. Las hojas contienen un inhibidor de la síntesis de proteínas de interés para la investigación médica (ebulin 1). Se trata de una proteína muy similar a la ricina del aceite de ricino pero que, a diferencia de este veneno de rápida absorción (incluso a través de la piel), tiene una absorción deficiente a nivel intestinal y celular. Por esta razón, la ebulina 1 no es tóxica.
Sin embargo, la planta, especialmente las bayas, debe considerarse venenosa.
Las sustancias contenidas son: un alcaloide (sambucina), aceite esencial, glucósido, antocianinas, flavonoides, saponinas. En los frutos verdes también está la sambunicina; en las maduras muchos antocianósidos y en las raíces una saponina, ácido ursólico y ácidos fenólicos.
El fruto de esta planta es drásticamente purgante, por lo que no debe confundirse con el de Sambucus nigra, que, como es sabido, se utiliza en el envasado de licores y mermeladas y como colorante de vinos u otros productos comestibles.
Sin embargo, esta planta tiene muchas propiedades medicinales; para ello se utilizan las raíces, la corteza, las flores y las hojas.
Los frutos, en cambio, son poco utilizados en la medicina popular debido a la intensa coloración de su jugo, su sabor desagradecido y su peligrosidad.
La raíz es purgante-laxante, eficaz diurético y antiedematoso, la corteza, siempre seca y nunca fresca, se utiliza como antirreumático o como diurético (menos eficaz que la raíz pero más práctico de recoger); las hojas alivian los dolores reumáticos.
Las flores son principalmente sudoríparas y se usan en enfermedades bronquiales y respiratorias en general, pero también deben usarse siempre secas. Tienen fama de aumentar la secreción de leche de las enfermeras.
De los frutos se obtiene un tinte azul y una tinta. El jugo de la raíz se usa para teñir el cabello negro.
El saúco Sambucus ebulus tiene una acción mucho más intensa que Sambucus nigra y es capaz de regenerar los tocoferoles, agentes antioxidantes, que ayudan a reducir el nivel de colesterol en la sangre.
También se conocen usos alimentarios.
Los frutos, después de cocidos, se utilizan como condimento en sopas, etc.
Las hojas se utilizan como sustituto del té pero deben consumirse con precaución, teniendo en cuenta la toxicidad de la planta.
Las hojas son antiinflamatorias, colagogas, diaforéticas, diuréticas, expectorantes y laxantes.
A veces también se usa el fruto, pero es menos activo que las hojas.
La hierba se usa comúnmente en el tratamiento de dolencias hepáticas y renales.
Las hojas trituradas se pueden transformar en una cataplasma para el tratamiento de hinchazones y contusiones.
La raíz es diaforética, ligeramente diurética y un purgante drástico.
Desde un punto de vista ecológico, además de ser una planta capaz de colonizar rápidamente áreas marginales, es, aunque raramente, visitada por abejas en busca de polen y néctar.

Método de preparación –
Sambucus ebulus es una planta utilizada desde hace algún tiempo, por diversas poblaciones para uso medicinal y marginalmente para uso alimentario.
Las hojas se cosechan en el verano y se pueden secar para su uso posterior.
Los frutos, después de la cocción, se utilizan en el aderezo de sopas, etc.
Se prepara un sustituto del té a partir de las hojas, pero debe consumirse con precaución, teniendo en cuenta la toxicidad de la planta.
También se utilizan los frutos y raíces y estos últimos se utilizan como purgantes.
De las bayas frescas o de la corteza se obtiene un remedio homeopático que se utiliza en el tratamiento de la hidropesía.
El extracto de raíz se usa para teñir el cabello de negro.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://plantsam.com/sambucus-ebulus/

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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