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Roccella tinctoria

La Roccella tintoria (Roccella tinctoria DC.) è un lichene appartenente alla famiglia delle Roccellaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Fungi,
Divisione Ascomycota,
Sottodivisione Pezizomycotina,
Classe Arthoniomycetes,
Ordine Arthoniales,
Famiglia Roccellaceae,
Genere Roccella,
Specie R. tinctoria.
Sono sinonimi i termini:
– Lecanora tinctoria (DC.) Czerwiak.;
– Roccella arnoldii Vain.;
– Roccella canariensis Darb.;
– Roccella canariensis var. vincentina (Vain.) Zahlbr.;
– Roccella dichotoma (Pers.) Darb.;
– Roccella fastigiata Bory;
– Roccella guanchica Feige & Viethen;
– Roccella phycopsis Ach..
– Roccella rotulea Mescolata;
– Roccella tuberculata var. vincentina Vanin.;
– Roccella vincentina (Vain.) Follmann.
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti varietà e forme:
– R. tinctoria. var. portentosa;
– R. tinctoria. var. subpodicellata;
– R. tinctoria. var. tintoria;
– R. tinctoria. F. complanato;
– R. tinctoria. F. tintoria.

Etimologia –
Il termine Roccella proviene dal nome della famiglia fiorentina dei Rucellai, in antico Oricellai, che dal XII al XIII secolo ne controllarono l’importazione dal Levante.
L’epiteto specifico tinctoria viene da tíngo tingere: utilizzato per tingere stoffe o per altri usi.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Roccella tinctoria è un lichene presente nel bacino mediterraneo, soprattutto nell’area occidentale e che cresce lungo le coste marine.
Il suo habitat è quello delle superfici fortemente inclinate su rocce silicee soggette a venti marittimi umidi carichi di salsedine. La specie può essere sia fertile che sorediata (vedi Tehler & al. 2009), ma tutti gli esemplari italiani, limitati a pochi siti nell’Italia tirrenica, sono sorediati.

Riconoscimento –
La Roccella tinctoria è un lichene che presenta un tallo fruticoso, rigido, di colore da bruno a bruno-grigiastro, costituito da rami lunghi 3-20 cm, terete, foveati o lisci provenienti da un comune sostegno, generalmente (in Italia) sorediati e privi di apoteci (gli esemplari fertili sono normalmente esorediati); sorali laterali, circolari, bianchi, fortemente convessi.
Corteccia di ife disposte in modo anticlinale che non formano un cospicuo plectenchima a palizzata, ricoperto da un’epicorteccia amorfa; midollo allungato bianco, ma solitamente striato di marrone o nero.
Apoteci molto rari in materiale italiano, laterali, sessili, tondeggianti, con disco nero, ma spesso bianco-pruinoso, infine screpolato e margine sottile.
Epithecium quasi incolore; imenio incolore; parafisoidi ramificati e scarsamente anastomizzanti, c. spessore 2 mm; hypothecium da marrone scuro a nero.
Asci con 8 spore, pareti spesse, fissitunicate, con becco interno e un piccolo anello blu K/I+ all’apice ispessito.
Ascospore 3-settate, ialine (spore sovramature spesso marrone chiaro), oblungo-fusiformi, leggermente ricurve, 21-27 x 5-6 µm.

Coltivazione –
La Roccella tinctoria è un lichene con una strategia riproduttiva principalmente asessuale, per soredi o strutture simili a soredi (es. blastidi) e più comune nelle aree con clima caldo-umido.
Si presenta come un gruppo di filamenti cilindrici, ramificati e nodosi, di colore di colore bianco giallino che tende a diventare bruno col tempo.
Viene raccolto anche allo stato naturale da secoli per produrre coloranti.

Usi e Tradizioni –
La Roccella tinctoria è un lichene che fu descritto per la prima volta da Augustin Pyramus de Candolle nel 1805.
Tuttavia era già conosciuta sin dall’antichità perché da essa si ricavavano, e si ricavano tutt’oggi, sostanze coloranti chiamate oricelli e tornasole (o laccamuffe).
Il processo di produzione di questa tintura era un segreto e portò alla ricchezza dei tessitori di Grainville-la-Teinturière e della famiglia Rucellai di Firenze.
Si è ipotizzato che l’abbondanza di Roccella tinctoria nelle Isole Canarie abbia offerto un motivo di profitto a Jean de Béthencourt durante la sua conquista delle isole.
Una lettera, diretta nel 1768 al viceré di Sardegna dalla ditta “Le Clerc & C.” di Londra, rivela le vicende di un breve ma florido commercio venutosi a creare nell’arcipelago della Maddalena negli anni immediatamente successivi alla costituzione della comunità.
Il documento, conservato nell’Archivio di Stato di Cagliari (Segreteria di Stato – Serie II – vol. 1275) è una richiesta di estrazione in esclusiva dalle “Isole de’ Carruggi” di un lichene del genere “roccella” avanzata dalla ditta inglese dopo la scoperta in Sardegna del prezioso vegetale.
Nel marzo del 1768, durante una ricognizione nell’arcipelago, occupato dai piemontesi da appena cinque mesi, il professor Plaza, chirurgo e botanico, inviato da Carlo Emanuele III, con l’incarico di studiare il clima, i terreni e la flora spontanea allo scopo di individuare quelle colture di facile acclimatamento e di elevato valore commerciale che si sarebbero potute attuare in terra sarda, ebbe la ventura di individuare la “Roccella tinctoria”, che era largamente appetibile sui mercati europei ed in particolar modo sul mercato inglese. I licheni del genere “oricella” o “roccella” erano infatti molto ricercati per la tintura delle stoffe di lana e di seta e per la colorazione a freddo dei marmi e degli alabastri che si eseguiva a Firenze, Parigi ed Amsterdam. Gli inglesi, poi, ne facevano largo uso per ottenere il colore rosso vivo delle divise militari e delle “giubbe rosse” della Guardia Reale.
Il Plaza raccolse un abbondante campione e lo inviò al viceré, comunicandogli la scoperta e facendogli conoscere quale provvida pianta possedesse l’isola. Il campione, spedito a Torino, fu analizzato dal professor Allione che riconobbe la validità del vegetale quale pianta tintoria e ne consigliò lo sfruttamento. Fu subito raccolta una balla da un quintale che, spedita a Londra, venne sperimentata con tanto successo che gli inglesi, che fino ad allora avevano importato i licheni dalle Canarie e dal nordafrica, si mostrarono interessati al prodotto tanto che la ditta “Le Clerc & C.” ne fece un’ordinazione di 30 quintali chiedendo, come abbiamo visto, l’esclusiva per l’estrazione che non fu mai concessa.
Si accese subito nell’arcipelago la “febbre della roccella” e molti furono i maddalenini si impegnarono nella ricerca del prezioso vegetale su tutte le rocce e gli anfratti delle isole. Il lichene, che gli isolani chiamavano Erba tramontana, veniva acquistato dai mercanti genovesi che fiutato il lucroso affare si erano precipitati a La Maddalena istituendo nell’isola un centro di raccolta. Nei primi anni si riuscì a spedirne oltre 200 quintali e l’esportazione annua dalla Sardegna, dopo che il Plaza lo aveva individuato anche all’Asinara e in altre località della costa nord, si aggirava sui 300 quintali. Ben presto i sardi, accortisi dei guadagni che i liguri facevano alle loro spalle concentrando il lichene a Genova e rivendendolo a prezzi altissimi, si organizzarono in proprio e La Maddalena divenne base per la spedizione del prodotto ai mercati di Marsiglia e di Livorno.
Ma come tutte le corse all’oro l’avventura della “roccella” era destinata ad esaurirsi nel volgere di alcuni anni. La sconsiderata raccolta di enormi quantitativi di lichene ne compromise in breve tempo la riproduzione anche perché, com’è noto, la crescita del tallo lichenico e sempre molto lenta.
L’interesse per la “roccella”, tuttavia, non cessò del tutto; nel 1832, difatti, secondo quanto riferisce il Valery, era presente a La Maddalena il suddito britannico William Sarderson Craig, dipendente della Cassa Mackintosh di Glasgow, divenuto poi console inglese a Cagliari, il quale aveva ripreso con profitto il commercio del lichene. Quest’attività durò comunque solo pochi anni.
Dalla Roccella tinctoria, come detto si ricavano vari coloranti ed anche il tornasole.
Il tornasole è un colorante molto utilizzato in chimica soprattutto su supporti cartacei (le cartine tornasole); il suo largo utilizzo è dovuto alla capacità di cambiar colore in funzione del pH del composto su cui viene posizionato. Assume un colore verde in caso di pH neutro (pH uguale a 7), un colore rosso se si trova in una soluzione acida (pH minore di 4.4) e un colore blu se a contatto con una soluzione basica (pH maggiore di 8).
L’uso di questo colorante è di antica tradizione e questa includeva i colori viola reale noti anche come orseille.
Nella Roccella tinctoria è presente l’orcinolo, un composto organico fenolico naturale, presente in molte specie di licheni.

Modalità di Preparazione –
La Roccella tinctoria è un lichene che viene raccolto allo stato naturale, fatto essiccare e successivamente lavorato e mescolato con altre sostanze con vari pH per ottenere colorazioni e coloranti di differente tonalità e aggiunti anche ad alcuni mordenti.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Roccella tinctoria

Roccella tintoria (Roccella tinctoria DC.) Is a lichen belonging to the Roccellaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Fungi,
Ascomycota Division,
Pezizomycotina subdivision,
Arthoniomycetes class,
Arthoniales Order,
Roccellaceae family,
Genus Roccella,
R. tinctoria species.
The terms are synonymous:
– Lecanora tinctoria (DC.) Czerwiak .;
– Roccella arnoldii Vain .;
– Roccella canariensis Darb .;
– Roccella canariensis var. vincentina (Vain.) Zahlbr .;
– Roccella dichotoma (Pers.) Darb .;
– Roccella fastigiata Bory;
– Roccella guanchica Feige & Viethen;
– Roccella phycopsis Ach ..
– Roccella patellea Mixed;
– Roccella tuberculata var. vincentina Vanin .;
– Roccella vincentina (Vain.) Follmann.
Within this species, the following varieties and forms are recognized:
– R. tinctoria. var. portentous;
– R. tinctoria. var. subpodicellata;
– R. tinctoria. var. dry cleaners;
– R. tinctoria. F. coplanar;
– R. tinctoria. F. dry cleaner.

Etymology –
The term Roccella comes from the name of the Florentine family of the Rucellai, in ancient Oricellai, who controlled its import from the Levant from the 12th to the 13th century.
The specific epithet tinctoria comes from tíngo dye: used to dye fabrics or for other uses.

Geographic Distribution and Habitat –
Roccella tinctoria is a lichen found in the Mediterranean basin, especially in the western area and which grows along the sea coasts.
Its habitat is that of strongly inclined surfaces on siliceous rocks subject to humid sea winds laden with salt. The species can be both fertile and sorediated (see Tehler & al. 2009), but all the Italian specimens, limited to a few sites in Tyrrhenian Italy, are sorediated.

Recognition –
Roccella tinctoria is a lichen that has a fruticose, rigid, brown to grayish-brown thallus, consisting of 3-20 cm long branches, terete, foveati or smooth coming from a common support, generally (in Italy) sorediati and free of apothecia (fertile specimens are usually exorediate); lateral sorals, circular, white, strongly convex.
Hyphae cortex arranged anticlinally which do not form a conspicuous palisade plectenchyma, covered by an amorphous epicortex; medulla oblongata white, but usually streaked with brown or black.
Very rare apothecia in Italian material, lateral, sessile, rounded, with black disc, but often white-pruinose, finally cracked and thin margin.
Epithecium almost colorless; colorless hymenium; branched and poorly anastomosed paraphysoids, c. thickness 2 mm; hypothecium dark brown to black.
Asci with 8 spores, thick walls, fissitunicate, with internal beak and a small blue K / I + ring at the thickened apex.
Ascospores 3-septate, hyaline (overripe spores often light brown), oblong-fusiform, slightly curved, 21-27 x 5-6 µm.

Cultivation –
Roccella tinctoria is a lichen with a mainly asexual reproductive strategy, for soredi or soredi-like structures (e.g. blastids) and more common in areas with a hot-humid climate.
It appears as a group of cylindrical, branched and knotty filaments, of a yellowish white color that tends to become brown over time.
It has also been harvested in its natural state for centuries to produce dyes.

Customs and Traditions –
Roccella tinctoria is a lichen that was first described by Augustin Pyramus de Candolle in 1805.
However, it was already known since ancient times because from it, and still today, coloring substances called oricelli and litmus (or laccamuffe) were obtained.
The production process of this dye was a secret and led to the wealth of the weavers of Grainville-la-Teinturière and the Rucellai family of Florence.
It has been speculated that the abundance of Roccella tinctoria in the Canary Islands offered a reason for profit to Jean de Béthencourt during his conquest of the islands.
A letter, addressed in 1768 to the viceroy of Sardinia by the company “Le Clerc & C.” in London, reveals the events of a brief but thriving trade that was created in the Maddalena archipelago in the years immediately following the establishment of the community.
The document, kept in the State Archives of Cagliari (Secretariat of State – Series II – vol. 1275) is a request for the exclusive extraction from the “Isole de ‘Carruggi” of a lichen of the “roccella” genus advanced by the English company after the discovery in Sardinia of the precious vegetable.
In March 1768, during a survey of the archipelago, occupied by the Piedmontese for just five months, Professor Plaza, surgeon and botanist, sent by Carlo Emanuele III, with the task of studying the climate, the soils and the spontaneous flora at the in order to identify those crops of easy acclimatization and of high commercial value that could have been implemented in Sardinia, he had the good fortune to identify the “Roccella tinctoria”, which was widely attractive on European markets and especially on the English market. The lichens of the genus “oricella” or “roccella” were in fact highly sought after for the dyeing of wool and silk fabrics and for the cold coloring of marbles and alabasters that were carried out in Florence, Paris and Amsterdam. The British, then, made extensive use of it to obtain the bright red color of military uniforms and the “red jackets” of the Royal Guard.
The Plaza collected an abundant sample and sent it to the viceroy, communicating the discovery and letting him know which plant the island possessed. The sample, sent to Turin, was analyzed by Professor Allione who recognized the validity of the vegetable as a dyeing plant and advised its exploitation. A one-quintal bale was immediately collected which, sent to London, was tested with such success that the British, who until then had imported lichens from the Canaries and North Africa, showed interest in the product so much that the company “Le Clerc & C. ” he made an order of 30 quintals asking, as we have seen, the exclusivity for the extraction which was never granted.
The “fever of the rock” was immediately ignited in the archipelago and many Maddalenians engaged in the search for the precious plant on all the rocks and ravines of the islands. The lichen, which the islanders called Tramontana grass, was bought by Genoese merchants who, sensing the lucrative deal, rushed to La Maddalena, setting up a collection center on the island. In the early years it was possible to ship over 200 quintals and the annual export from Sardinia, after the Plaza had also identified it in Asinara and other locations on the north coast, was around 300 quintals. Soon the Sardinians, realizing the gains that the Ligurians made behind them by concentrating the lichen in Genoa and reselling it at very high prices, organized themselves and La Maddalena became a base for the shipment of the product to the markets of Marseille and Livorno.
But like all gold rushes, the adventure of the “roccella” was destined to end in a few years. The reckless collection of huge quantities of lichen compromised reproduction in a short time also because, as is known, the growth of the lichen thallus is always very slow.
The interest in the “roccella”, however, did not completely cease; in fact, in 1832, according to what Valery reports, the British subject William Sarderson Craig, employee of the Cassa Mackintosh in Glasgow, who later became the English consul in Cagliari, was present in La Maddalena, who had resumed the trade in lichen with profit. However, this activity lasted only a few years.
From Roccella tinctoria, as mentioned, various dyes and also litmus are obtained.
Litmus is a dye widely used in chemistry especially on paper supports (litmus papers); its wide use is due to the ability to change color according to the pH of the compound on which it is placed. It takes on a green color in case of neutral pH (pH equal to 7), a red color if found in an acid solution (pH less than 4.4) and a blue color if in contact with a basic solution (pH greater than 8). The use of this dye is of ancient tradition and this included the royal purple colors also known as orseille.
In Roccella tinctoria there is orcinol, a natural phenolic organic compound, present in many species of lichens.

Preparation Method –
Roccella tinctoria is a lichen that is collected in its natural state, dried and subsequently processed and mixed with other substances with various pHs to obtain colors and dyes of different shades and also added to some mordants.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Roccella tinctoria

Roccella tintoria (Roccella tinctoria DC.) Es un liquen perteneciente a la familia Roccellaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
hongos del reino,
División Ascomycota,
subdivisión pezizomycotina,
clase de arthoniomicetos,
Orden Arthoniales,
familia Roccellaceae,
Género Roccella,
Especies de R. tinctoria.
Los términos son sinónimos:
– Lecanora tinctoria (DC.) Czerwiak.;
– Roccella arnoldii vano.;
– Roccella canariensis Darb.;
– Roccella canariensis var. vicentina (Van.) Zahlbr.;
– Roccella dichotoma (Pers.) Darb.;
– Roccella fastigiata Bory;
– Roccella guanchica Feige & Viethen;
– Roccella phycopsis Ach..
– Roccella patellea mixta;
– Roccella tuberculata var. vicentina Vanin.;
– Roccella vincentina (Van.) Follmann.
Dentro de esta especie se reconocen las siguientes variedades y formas:
– R.tinctoria. variedad portentoso;
– R.tinctoria. variedad subpodicellata;
– R.tinctoria. variedad tintorerías;
– R.tinctoria. F. coplanar;
– R.tinctoria. F. tintorería.

Etimología –
El término Roccella proviene del nombre de la familia florentina de los Rucellai, en la antigua Oricellai, que controló su importación desde el Levante desde el siglo XII al XIII.
El epíteto específico tinctoria proviene de tíngo tinte: usado para teñir telas o para otros usos.

Distribución Geográfica y Hábitat –
Roccella tinctoria es un liquen que se encuentra en la cuenca mediterránea, especialmente en la zona occidental y que crece a lo largo de las costas del mar.
Su hábitat es el de superficies fuertemente inclinadas sobre rocas silíceas sujetas a vientos marinos húmedos cargados de sal. La especie puede ser tanto fértil como sorediada (ver Tehler & al. 2009), pero todos los especímenes italianos, limitados a unos pocos sitios en la Italia Tirrena, están sorediados.

Reconocimiento –
Roccella tinctoria es un liquen que tiene un talo fruticoso, rígido, de color marrón a marrón grisáceo, que consta de ramas de 3-20 cm de largo, terete, foveati o liso que proviene de un soporte común, generalmente (en Italia) sorediati y libre de apotecios ( los ejemplares fértiles suelen ser exorrediados); sorales laterales, circulares, blancas, fuertemente convexas.
La corteza de las hifas está dispuesta anticlinalmente y no forma un plecténquima en empalizada conspicuo, cubierto por una epicorteza amorfa; bulbo raquídeo blanco, pero generalmente con rayas marrones o negras.
Muy raro apotecio en material italiano, lateral, sésil, redondeado, con disco negro, pero a menudo blanco-pruinoso, finalmente fisurado y margen delgado.
Epitecio casi incoloro; himenio incoloro; parafisoides ramificados y mal anastomosados, c. espesor 2 mm; hipotecio marrón oscuro a negro.
Ascos con 8 esporas, paredes gruesas, fisitunicados, con pico interno y un pequeño anillo azul K/I+ en el ápice engrosado.
Ascosporas 3-septadas, hialinas (esporas demasiado maduras a menudo de color marrón claro), fusiformes oblongas, ligeramente curvadas, 21-27 x 5-6 µm.

Cultivo –
Roccella tinctoria es un liquen con una estrategia reproductiva principalmente asexual, para estructuras soredi o similares a soredi (por ejemplo, blástidos) y más común en áreas con un clima cálido-húmedo.
Se presenta como un grupo de filamentos cilíndricos, ramificados y nudosos, de color blanco amarillento que tiende a tornarse marrón con el tiempo.
También se ha cosechado en su estado natural durante siglos para producir tintes.

Costumbres y tradiciones –
Roccella tinctoria es un liquen que fue descrito por primera vez por Augustin Pyramus de Candolle en 1805.
Sin embargo, ya era conocido desde la antigüedad porque de él, y aún hoy, se obtenían sustancias colorantes llamadas oricelli y litmus (o laccamuffe).
El proceso de producción de este tinte era un secreto y condujo a la riqueza de los tejedores de Grainville-la-Teinturière y de la familia Rucellai de Florencia.
Se ha especulado que la abundancia de Roccella tinctoria en Canarias ofreció un motivo de lucro a Jean de Béthencourt durante su conquista de las islas.
Una carta, dirigida en 1768 al virrey de Cerdeña por la empresa “Le Clerc & C.” en Londres, revela los acontecimientos de un comercio breve pero próspero que se creó en el archipiélago de Maddalena en los años inmediatamente posteriores al establecimiento de la comunidad.
El documento, conservado en los Archivos de Estado de Cagliari (Secretaría de Estado – Serie II – vol. 1275) es una solicitud de extracción exclusiva de la “Isole de ‘Carruggi” de un liquen del género “roccella” adelantado por los ingleses empresa tras el descubrimiento en Cerdeña de la preciada verdura.
En marzo de 1768, durante un reconocimiento del archipiélago ocupado por los piamonteses durante apenas cinco meses, el profesor Plaza, cirujano y botánico, enviado por Carlo Emanuele III, con la tarea de estudiar el clima, los suelos y la flora espontánea en el in Para identificar aquellos cultivos de fácil aclimatación y de alto valor comercial que podrían haberse implantado en Cerdeña, tuvo la suerte de identificar la “Roccella tinctoria”, que resultaba muy atractiva en los mercados europeos y especialmente en el mercado inglés. Los líquenes del género “oricella” o “roccella” eran de hecho muy buscados para el teñido de tejidos de lana y seda y para la coloración en frío de mármoles y alabastros que se realizaban en Florencia, París y Amsterdam. Los británicos, entonces, hicieron un amplio uso de él para obtener el color rojo brillante de los uniformes militares y las “chaquetas rojas” de la Guardia Real.
La Plaza recogió una abundante muestra y la envió al virrey, comunicándole el hallazgo y haciéndole saber qué planta poseía la isla. La muestra, enviada a Turín, fue analizada por el profesor Allione quien reconoció la validez de la hortaliza como planta tintórea y aconsejó su explotación. Inmediatamente se recogió un fardo de un quintal que, enviado a Londres, fue probado con tal éxito que los británicos, que hasta entonces importaban líquenes de Canarias y el norte de África, se interesaron tanto por el producto que la empresa “Le Clerc & C. ” hizo un pedido de 30 quintales pidiendo, como hemos visto, la exclusividad para la extracción que nunca se concedió.
La “fiebre de la roca” se encendió inmediatamente en el archipiélago y muchos maddalenienses se dedicaron a la búsqueda de la preciada planta en todas las rocas y barrancos de las islas. El liquen, que los isleños llamaban hierba de Tramontana, fue comprado por comerciantes genoveses que, intuyendo el lucrativo trato, se precipitaron a La Maddalena, instalando un centro de acopio en la isla. En los primeros años se podían embarcar más de 200 quintales y la exportación anual desde Cerdeña, después de que Plaza la hubiera identificado también en Asinara y otras localidades de la costa norte, rondaba los 300 quintales. Pronto los sardos, al darse cuenta de las ganancias que los ligures obtenían detrás de ellos concentrando el liquen en Génova y revendiéndolo a precios muy altos, se organizaron y La Maddalena se convirtió en una base para el envío del producto a los mercados de Marsella y Livorno.
Pero como toda fiebre del oro, la aventura de la “roccella” estaba destinada a terminar en unos años. La recolección imprudente de grandes cantidades de líquenes comprometió la reproducción en poco tiempo también porque, como es sabido, el crecimiento del talo del liquen es siempre muy lento.
El interés por la “roccella”, sin embargo, no cesó por completo; de hecho, en 1832, según relata Valery, en La Maddalena estaba presente el súbdito británico William Sarderson Craig, empleado de la Cassa Mackintosh en Glasgow, que luego sería cónsul inglés en Cagliari, quien había retomado el comercio de líquenes con ganancia. Sin embargo, esta actividad duró sólo unos pocos años.
De la Roccella tinctoria, como se mencionó, se obtienen varios tintes y también tornasol.
El tornasol es un colorante muy utilizado en química especialmente en soportes de papel (papeles de tornasol); su amplio uso se debe a la capacidad de cambiar de color según el pH del compuesto sobre el que se coloca. Toma un color verde en caso de pH neutro (pH igual a 7), un color rojo si se encuentra en una solución ácida (pH inferior a 4,4) y un color azul si está en contacto con una solución básica (pH superior a 8). El uso de este tinte es de antigua tradición y esto incluía los colores púrpura real también conocidos como orseille.
En Roccella tinctoria hay orcinol, un compuesto orgánico fenólico natural, presente en muchas especies de líquenes.

Método de preparación –
La Roccella tinctoria es un liquen que se recoge en su estado natural, se seca y posteriormente se procesa y se mezcla con otras sustancias de varios pH para obtener colores y tintes de diferentes tonalidades y también se añade a algunos mordientes.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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