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Frangula purshiana

La Cascara o cascara sagrada (Frangula purshiana (DC.) A.Gray ex J.G.Cooper) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Rhamnaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Rosales,
Famiglia Rhamnaceae,
Genere Frangula,
Specie F. purshiana.
Sono sinonimi i termini:
– Cardiolepis obtusa Raf.;
– Frangula anonifolia (Greene) Grubov;
– Rhamnus annonifolia Greene;
– Rhamnus purshiana DC.

Etimologia –
Il termine Frangula viene da frángo rompere: per il suo legno fragile.
L’epiteto specifico purshiana della specie è in onore dell’esploratore e botanico americano d’origine tedesca Frederick (Friedrich) Traugott Pursh (1774-1820) che raccolse piante negli Stati Uniti e Canada e scrisse Flora Americae Septentrionalis.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Frangula purshiana è una pianta originaria del Nord America occidentale; presente dalla Columbia Britannica meridionale alla California centrale e verso est fino al Montana nordoccidentale ma si può trovare anche sulla costa pacifica del Cile. È coltivata a scopo medicinale in Europa e in Kenya.
Il suo habitat è quello delle vallate e fianchi di canyon, di solito in foreste di conifere, margini forestali, boschi di latifoglie, argini di torrenti, macchia costiera di salvia, ad altitudini fino a 2.000 metri.

Descrizione –
La Frangula purshiana è un grande arbusto o piccolo albero alto 4,5–10 metri, con un tronco di 20–50 cm di diametro.
La corteccia esterna è di colore da brunastro a grigio argento con chiazze chiare (spesso, in parte, dovuta a licheni) e la superficie interna della corteccia è liscia e giallastra (diventando marrone scuro con l’età e/o l’esposizione alla luce solare).
Le foglie sono semplici, caduche, alterne, raggruppate vicino alle estremità dei ramoscelli. Sono ovali, lunghe 5–15 cm e larghe 2–5 cm, con un picciolo di 0,6–2 cm; sono lucide e verdi in cima e di colore verde opaco e più pallido sotto; hanno, inoltre, minuscoli denti sui margini e vene pennate.
I fiori sono minuscoli, di 4–5 mm di diametro, con cinque petali giallo verdastri, che formano una coppa. I fiori sbocciano in grappoli a forma di ombrella, alle estremità di caratteristici peduncoli attaccati all’ascella delle foglie.
La stagione della fioritura è breve e va dall’inizio alla metà della primavera, terminando all’inizio dell’estate.
Il frutto è una drupa di 6–10 mm di diametro, inizialmente di colore rosso brillante, di colore porpora intenso o nero a maturazione rapida, contenente una polpa gialla e due o tre semi duri, lisci, verde oliva o neri.

Coltivazione –
La Frangula purshiana è una pianta che cresce allo stato spontaneo soprattutto lungo le sponde dei torrenti nelle foreste miste di latifoglie e conifere delle valli e nelle foreste montane umide.
In molte aree, l’elevata domanda di mercato per la corteccia ha portato a una raccolta eccessiva di alberi selvatici, che potrebbe aver ridotto notevolmente le popolazioni naturali.
È una pianta che nel suo areale svolge un importante ruolo ecologico in quanto è fonte di alimento di cervi muli in Oregon e alci nell’Idaho settentrionale, specialmente nei mesi invernali. Anche l’orso nero olimpico, la volpe grigia dell’Oregon, il procione e il gatto dalla coda ad anelli mangiano il fogliame di questa pianta.
Il frutto, inoltre, viene mangiato da uccelli, orsi, procioni e altri mammiferi e crea popolamenti cespugliosi che forniscono un’abbondante copertura termica e rifugio per la fauna selvatica.
È una pianta che viene anche coltivata e che, in caso di incendio, può germogliare dalla corona della radice. Dopo incendi più gravi, si ristabilisce tramite seme fuori sito a partire dal secondo anno dopo l’incendio. In genere abita in aree con regimi di incendio a intervalli da 30 a 150 anni, sebbene si trovi anche in aree con regimi di incendio di oltre 500 anni.
È una pianta moderatamente resistente al freddo, in grado di tollerare temperature fino a circa -15 °C quando è completamente dormiente.
Cresce in qualsiasi terreno ragionevolmente fertile, in posizione soleggiata o all’ombra parziale. Tuttavia le piante sono molto tolleranti all’ombra.
Questa specie è coltivata come pianta medicinale nell’America settentrionale.
La propagazione avviene per seme che va seminato meglio in autunno in un semenzaio freddo.
Il seme immagazzinato richiede da 1 a 2 mesi di stratificazione a freddo a circa 5 °C e dovrebbe essere seminato il più presto possibile all’inizio dell’anno in un serra fredda o in un semenzaio all’aperto.
Le piccole piantine vanno poi poste in vasi singoli, allevate in serra fredda e trapiantate nella tarda primavera o all’inizio dell’estate dell’anno successivo.
Si può propagare anche per talea di legno cresciuto nell’anno in corso, in autunno.

Usi e Tradizioni –
La cascara sagrada è una pianta originaria del Nord America, in particolare della California; il nome comune “cascara sagrada” significa corteccia sacra, deriva da una leggenda secondo la quale con la corteccia è stata costruita l’arca di Noè.
La Frangula purshiana era usata nella medicina tradizionale come lassativo. La corteccia essiccata e invecchiata veniva usata dalle popolazioni autoctone e dagli immigrati euroamericani come lassativo è simile ad altre preparazioni a base di erbe contenenti antrachinone.
Purtroppo l’interesse storico nell’uso della cascara ha danneggiato le popolazioni autoctone durante il 1900 a causa della raccolta eccessiva.
La corteccia si raccoglie in primavera o all’inizio dell’estate, quando si stacca facilmente dall’albero. Una volta strappata dall’albero, la corteccia deve essere stagionata per molti mesi perché la corteccia appena tagliata, seccata, provoca vomito e violenta diarrea. Questa essiccazione avviene generalmente all’ombra per preservarne il caratteristico colore giallo. Questo processo può essere accelerato semplicemente cuocendo la corteccia a bassa temperatura per diverse ore.
Nel suo libro, Major Medicinal Plants, la dottoressa Julia Morton ha suggerito di usare un dosaggio di 10–30 grani, disciolti in acqua, o 0,6–2 cc per l’estratto fluido.
James A. Duke ha suggerito un dosaggio efficace di circa 1-3 grammi (da 15 a 46 gr) di corteccia essiccata, o da 1 a 2,5 grammi (da 15 a 39 gr) di corteccia in polvere.
Tra gli altri usi si ricorda che il frutto può essere consumato anche cotto o crudo, ma ha un effetto lassativo. L’industria alimentare a volte usa la cascara come agente aromatizzante per liquori, bibite, gelati e prodotti da forno.
Il miele di Cascara è gustoso, ma leggermente lassativo. Il legno è utilizzato dalla popolazione locale per pali, legna da ardere e torneria. Viene anche piantato come ornamentale, per fornire cibo e habitat per la fauna selvatica o per prevenire l’erosione del suolo.
A causa del suo sapore amaro, la cascara può essere usata per smettere di mangiarsi le unghie applicandola sulle unghie.
Si ricorda, comunque, che data la composizione dei principi attivi, i preparati a base di Cascara sagrada devono essere utilizzati con estrema prudenza: non vanno somministrati durante il periodo della gravidanza, dell’allattamento, in caso di mestruazioni difficili e dolorose e a pazienti con un’occlusione intestinale. Infine, i frutti freschi, se consumati in eccesso, possono provocare attacchi di vomito e diarrea.
Dalla corteccia del tronco e dei rami si estraggono derivati di antrachinoni (cascarosidi, aloine, ecc.). Le sostanze chimiche che possono contribuire a un effetto lassativo sono i glicosidi idrossiantracenici, che includono i cascarosidi A, B, C e D.
La Frangula purshiana contiene circa l’8% in massa di antranoidi, di cui circa due terzi sono cascarosidi. I glicosidi idrossiantracenici possono innescare la peristalsi inibendo l’assorbimento di acqua ed elettroliti nell’intestino crasso, che aumenta il volume del contenuto intestinale, portando ad un aumento della pressione.
I glicosidi idrossiantracenici non vengono facilmente assorbiti nell’intestino tenue, ma vengono idrolizzati dalla flora intestinale in una forma che viene parzialmente assorbita nel colon.
Alcuni dei costituenti chimici presenti nella corteccia possono essere escreti dai reni. L’estratto di corteccia di cascara contiene anche emodina, che può contribuire all’effetto lassativo.

Modalità di Preparazione –
Della Frangula purshiana si utilizza la corteccia che, dopo essere stata essiccata, viene utilizzata come lassativo.
Le parti utilizzate è esclusivamente la radice del tronco e dei rami essiccata per almeno 1-2 anni.
La corteccia di Cascara ha un sapore intensamente amaro che rimarrà in bocca per ore, sopraffacendo le papille gustative.
Le preparazioni a base di Cascara sono:
– Infuso: versare un litro di acqua bollente in un recipiente di vetro o porcellana contenente 10-12 g circa di corteccia di Cascara Sagrada essiccata e sminuzzata grossolanamente, lasciare in infusione per quindici minuti, quindi colare e, se necessario, filtrare. Se ne prendono da una a tre tazze durante il corso della giornata, se il gusto è troppo sgradevole, dolcificare con un poco di miele a piacere.
– Polvere: pestare in un mortaio la quantità desiderata di corteccia essiccata e triturata fino a ottenere una polvere molto fine (conservare in un recipiente di vetro ben chiuso al riparo dall’umidità). La dose varia secondo l’azione desiderata: 0,2-0,3 g 3 volte il giorno, oppure da quattro a otto g al giorno secondo le indicazioni del caso. La polvere va presa in un’ostia, o mescolata a miele o marmellata.
– Tintura: mettere a macerare 30 g di corteccia essiccata e sminuzzata grossolanamente in 150 ml di alcool a 70°, dopo 10-12 giorni di macerazione, colare, filtrare e conservare in una bottiglietta di vetro scuro munita di contagocce. La dose consigliata è da mezzo a un cucchiaio il giorno diluito in poca acqua zuccherata tiepida o a temperatura ambiente.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Frangula purshiana

The cascara sagrada (Frangula purshiana (DC.) A.Gray ex J.G.Cooper) is a shrub species belonging to the Rhamnaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Rosales Order,
Rhamnaceae family,
Genus Frangula,
F. purshiana species.
The terms are synonymous:
– Cardiolepis obtusa Raf .;
– Frangula anonifolia (Greene) Grubov;
– Rhamnus annonifolia Greene;
– Rhamnus purshiana DC.

Etymology –
The term Frangula comes from frángo to break: for its brittle wood.
The specific Purshian epithet of the species is in honor of the American explorer and botanist of German origin Frederick (Friedrich) Traugott Pursh (1774-1820) who collected plants in the United States and Canada and wrote Flora Americae Septentrionalis.

Geographic Distribution and Habitat –
Frangula purshiana is a plant native to western North America; present from southern British Columbia to central California and eastward to northwestern Montana but can also be found on the Pacific coast of Chile. It is cultivated for medicinal purposes in Europe and Kenya.
Its habitat is that of the valleys and sides of canyons, usually in coniferous forests, forest edges, deciduous forests, river banks, coastal scrub of sage, at altitudes up to 2,000 meters.

Description –
Frangula purshiana is a large shrub or small tree 4.5–10 meters high, with a trunk of 20–50 cm in diameter.
The outer bark is brownish to silver gray in color with light patches (often, in part, due to lichen) and the inner surface of the bark is smooth and yellowish (turning dark brown with age and / or exposure to light solar).
The leaves are simple, deciduous, alternate, grouped near the ends of the twigs. They are oval, 5–15 cm long and 2–5 cm broad, with a 0.6–2 cm petiole; they are shiny and green on top and dull green and paler below; they also have tiny teeth on the margins and pinnate veins.
The flowers are tiny, 4–5 mm in diameter, with five greenish yellow petals forming a cup. The flowers bloom in umbrella-shaped clusters, at the ends of characteristic peduncles attached to the axil of the leaves.
The flowering season is short and runs from early to mid-spring, ending in early summer.
The fruit is a 6-10 mm diameter drupe, initially bright red, deep purple or black in color, rapidly ripening, containing a yellow flesh and two or three hard, smooth, olive green or black seeds.

Cultivation –
Frangula purshiana is a plant that grows spontaneously especially along the banks of streams in the mixed deciduous and coniferous forests of the valleys and in humid montane forests.
In many areas, the high market demand for bark has led to an over-harvesting of wild trees, which may have greatly reduced natural populations.
It is a plant that plays an important ecological role in its range as it is a food source for mule deer in Oregon and elk in northern Idaho, especially in the winter months. The Olympic black bear, Oregon gray fox, raccoon, and ring-tailed cat also eat the foliage of this plant.
The fruit is also eaten by birds, bears, raccoons and other mammals and creates bushy stands that provide abundant heat cover and shelter for wildlife.
It is a plant that is also cultivated and which, in the event of a fire, can sprout from the crown of the root. After more severe fires, it re-establishes itself via off-site seed starting the second year after the fire. It typically inhabits areas with fire regimes at intervals of 30 to 150 years, although it is also found in areas with fire regimes of over 500 years.
It is a moderately cold hardy plant, able to tolerate temperatures down to around -15 ° C when fully dormant.
It grows in any reasonably fertile soil, in a sunny location or in partial shade. However, the plants are very shade tolerant.
This species is grown as a medicinal plant in North America.
Propagation occurs by seed which is best sown in autumn in a cold seedbed.
Stored seed requires 1 to 2 months of cold stratification at around 5 ° C and should be sown as early as possible at the start of the year in a cold greenhouse or outdoor seedbed.
The small seedlings are then placed in single pots, grown in a cold greenhouse and transplanted in late spring or early summer of the following year.
It can also be propagated by cutting wood grown in the current year, in autumn.

Customs and Traditions –
The cascara sagrada is a plant native to North America, in particular from California; the common name “cascara sagrada” means sacred bark, derives from a legend according to which the ark of Noah was built with the bark.
Frangula purshiana was used in traditional medicine as a laxative. The dried and aged bark was used by indigenous peoples and Euro-American immigrants as a laxative and similar to other herbal preparations containing anthraquinone.
Unfortunately, the historical interest in the use of cascara damaged the native populations during the 1900s due to excessive harvesting.
The bark is harvested in spring or early summer, when it easily detaches from the tree. Once plucked from the tree, the bark must be cured for many months because the freshly cut, dried bark causes vomiting and violent diarrhea. This drying generally takes place in the shade to preserve its characteristic yellow color. This process can be accelerated by simply cooking the bark at a low temperature for several hours.
In her book, Major Medicinal Plants, Dr. Julia Morton suggested using a dosage of 10–30 grains, dissolved in water, or 0.6–2 cc for the fluid extract.
James A. Duke has suggested an effective dosage of about 1-3 grams (15 to 46 grams) of dried bark, or 1 to 2.5 grams (15 to 39 grams) of powdered bark.
Among other uses, it should be remembered that the fruit can also be eaten cooked or raw, but it has a laxative effect. The food industry sometimes uses cascara as a flavoring agent for liqueurs, soft drinks, ice cream and baked goods.
Cascara honey is tasty, but slightly laxative. The wood is used by the local population for poles, firewood and turning. It is also planted as an ornamental, to provide food and habitat for wildlife, or to prevent soil erosion.
Due to its bitter taste, cascara can be used to stop nail biting by applying it to the nails.
However, it should be remembered that given the composition of the active ingredients, the preparations based on Cascara sagrada must be used with extreme caution: they should not be administered during pregnancy, breastfeeding, in case of difficult and painful menstruation and in patients with an intestinal obstruction. Finally, fresh fruits, if consumed in excess, can cause bouts of vomiting and diarrhea.
Anthraquinone derivatives (cascarosides, aloins, etc.) are extracted from the bark of the trunk and branches. Chemicals that can contribute to a laxative effect are hydroxyanthracenic glycosides, which include cascarosides A, B, C, and D.
Frangula purshiana contains about 8% by mass of anthranoids, of which about two thirds are cascarosides. Hydroxyanthracenic glycosides can trigger peristalsis by inhibiting the absorption of water and electrolytes in the large intestine, which increases the volume of intestinal contents, leading to an increase in blood pressure.
Hydroxyanthracene glycosides are not readily absorbed in the small intestine, but are hydrolyzed by the intestinal flora into a form that is partially absorbed in the colon.
Some of the chemical constituents present in the cortex can be excreted by the kidneys. The cascara bark extract also contains emodin, which may contribute to the laxative effect.

Preparation Method –
Frangula purshiana uses the bark which, after being dried, is used as a laxative.
The parts used is exclusively the root of the trunk and branches dried for at least 1-2 years.
Cascara bark has an intensely bitter flavor that will linger in the mouth for hours, overpowering the taste buds.
Cascara-based preparations are:
– Infusion: pour one liter of boiling water into a glass or porcelain container containing approximately 10-12 g of dried and coarsely chopped Cascara Sagrada bark, leave to infuse for fifteen minutes, then strain and, if necessary, filter. If you take one to three cups during the day, if the taste is too unpleasant, sweeten with a little honey to taste.
– Powder: crush the desired amount of dried and ground bark in a mortar until a very fine powder is obtained (store in a tightly closed glass container away from moisture). The dose varies according to the desired action: 0.2-0.3 g 3 times a day, or from four to eight g per day as appropriate. The powder is taken in a host, or mixed with honey or jam.
– Tincture: macerate 30 g of dried and coarsely chopped bark in 150 ml of alcohol at 70 °, after 10-12 days of maceration, strain, filter and store in a dark glass bottle fitted with a dropper. The recommended dose is half to a tablespoon a day diluted in a little warm sugared water or at room temperature.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Frangula purshiana

La cáscara sagrada (Frangula purshiana (DC.) A.Gray ex J.G.Cooper) es una especie arbustiva perteneciente a la familia Rhamnaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
Orden Rosales,
familia de las ramnáceas,
Género Frangula,
Especies de F. purshiana.
Los términos son sinónimos:
– Cardiolepis obtusa Raf.;
– Frangula anonifolia (Greene) Grubov;
– Rhamnus annonifolia Greene;
-Rhamnus purshiana DC.

Etimología –
El término Frángula proviene de frángo romper: por su madera quebradiza.
El epíteto Purshian específico de la especie es en honor al explorador y botánico estadounidense de origen alemán Frederick (Friedrich) Traugott Pursh (1774-1820) quien recolectó plantas en los Estados Unidos y Canadá y escribió Flora Americae Septentrionalis.

Distribución Geográfica y Hábitat –
Frangula purshiana es una planta originaria del oeste de América del Norte; presente desde el sur de la Columbia Británica hasta el centro de California y hacia el este hasta el noroeste de Montana, pero también se puede encontrar en la costa del Pacífico de Chile.Se cultiva con fines medicinales en Europa y Kenia.
Su hábitat es el de los valles y laderas de cañones, generalmente en bosques de coníferas, bordes de bosques, bosques caducifolios, riberas de ríos, matorrales costeros de salvia, en altitudes de hasta 2.000 metros.

Descripción –
Frangula purshiana es un arbusto grande o un árbol pequeño de 4,5 a 10 metros de altura, con un tronco de 20 a 50 cm de diámetro.
La corteza exterior es de color marrón a gris plateado con manchas claras (a menudo, en parte, debido a los líquenes) y la superficie interior de la corteza es lisa y amarillenta (se vuelve marrón oscuro con el tiempo y/o la exposición a la luz solar).
Las hojas son simples, caducas, alternas, agrupadas cerca de los extremos de las ramitas. Son ovales, de 5 a 15 cm de largo y de 2 a 5 cm de ancho, con un pecíolo de 0,6 a 2 cm; son brillantes y verdes en la parte superior y de color verde opaco y más pálidos en la parte inferior; también tienen diminutos dientes en los márgenes y venas pinnadas.
Las flores son diminutas, de 4 a 5 mm de diámetro, con cinco pétalos de color amarillo verdoso que forman una copa. Las flores florecen en racimos en forma de paraguas, en los extremos de pedúnculos característicos adheridos a la axila de las hojas.
La época de floración es corta y se extiende desde principios hasta mediados de primavera, finalizando a principios de verano.
El fruto es una drupa de 6-10 mm de diámetro, inicialmente de color rojo brillante, de color púrpura intenso o negro, de maduración rápida, que contiene una pulpa amarilla y dos o tres semillas duras, lisas, de color verde oliva o negro.

Cultivo –
Frangula purshiana es una planta que crece espontáneamente especialmente a lo largo de las orillas de los arroyos en los bosques mixtos caducifolios y de coníferas de los valles y en los bosques montanos húmedos.
En muchas áreas, la alta demanda de corteza en el mercado ha llevado a una sobreexplotación de árboles silvestres, lo que puede haber reducido considerablemente las poblaciones naturales.
Es una planta que juega un papel ecológico importante en su área de distribución, ya que es una fuente de alimento para el venado bura en Oregón y el alce en el norte de Idaho, especialmente en los meses de invierno. El oso negro olímpico, el zorro gris de Oregón, el mapache y el gato de cola anillada también comen el follaje de esta planta.
La fruta también es consumida por pájaros, osos, mapaches y otros mamíferos y crea arbustos que brindan abundante cobertura térmica y refugio para la vida silvestre.
Es una planta que también se cultiva y que, en caso de incendio, puede brotar de la coronilla de la raíz. Después de incendios más severos, se restablece a través de semillas fuera del sitio a partir del segundo año después del incendio. Habita típicamente áreas con regímenes de fuego a intervalos de 30 a 150 años, aunque también se encuentra en áreas con regímenes de fuego de más de 500 años.
Es una planta moderadamente resistente al frío, capaz de tolerar temperaturas de alrededor de -15 ° C cuando está completamente inactiva.
Crece en cualquier suelo razonablemente fértil, en un lugar soleado o en sombra parcial. Sin embargo, las plantas son muy tolerantes a la sombra.
Esta especie se cultiva como planta medicinal en Norteamérica.
La propagación se produce por semilla, que se siembra mejor en otoño en un semillero frío.
La semilla almacenada requiere de 1 a 2 meses de estratificación en frío a alrededor de 5 ° C y debe sembrarse lo antes posible al comienzo del año en un invernadero frío o en un semillero al aire libre.
Luego, las plántulas pequeñas se colocan en macetas individuales, se cultivan en un invernadero frío y se trasplantan a fines de la primavera o principios del verano del año siguiente.
También se puede propagar cortando madera cultivada en el año en curso, en otoño.

Costumbres y tradiciones –
La cáscara sagrada es una planta originaria de América del Norte, en particular de California; el nombre común “cáscara sagrada” significa corteza sagrada, deriva de una leyenda según la cual el arca de Noé se construyó con la corteza.
Frangula purshiana se usaba en la medicina tradicional como laxante. La corteza seca y envejecida fue utilizada por los pueblos indígenas y los inmigrantes euroamericanos como laxante y similar a otras preparaciones a base de hierbas que contienen antraquinona.
Desafortunadamente, el interés histórico en el uso de la cáscara dañó a las poblaciones nativas durante la década de 1900 debido a la recolección excesiva.
La corteza se recolecta en primavera o principios de verano, cuando se desprende fácilmente del árbol. Una vez arrancada del árbol, la corteza debe curarse durante muchos meses porque la corteza recién cortada y seca provoca vómitos y diarreas violentas. Este secado se realiza generalmente a la sombra para conservar su característico color amarillo. Este proceso se puede acelerar simplemente cocinando la corteza a baja temperatura durante varias horas.
En su libro Major Medicinal Plants, la Dra. Julia Morton sugirió usar una dosis de 10 a 30 granos, disueltos en agua, o 0,6 a 2 cc para el extracto fluido.
James A. Duke ha sugerido una dosis efectiva de alrededor de 1 a 3 gramos (15 a 46 gramos) de corteza seca, o de 1 a 2,5 gramos (15 a 39 gramos) de corteza en polvo.
Entre otros usos, cabe recordar que la fruta también se puede comer cocida o cruda, pero tiene un efecto laxante. La industria alimentaria a veces utiliza la cáscara sagrada como agente aromatizante para licores, refrescos, helados y productos horneados.
La miel de cáscara es sabrosa, pero ligeramente laxante. La madera es utilizada por la población local para postes, leña y torneado. También se planta como planta ornamental, para proporcionar alimento y hábitat a la vida silvestre o para prevenir la erosión del suelo.
Debido a su sabor amargo, la cáscara sagrada se puede utilizar para dejar de morderse las uñas aplicándola sobre las uñas.
Sin embargo, debe recordarse que dada la composición de los principios activos, los preparados a base de cáscara sagrada deben utilizarse con extrema precaución: no deben administrarse durante el embarazo, la lactancia, en caso de menstruación difícil y dolorosa y en pacientes con obstrucción intestinal. Finalmente, las frutas frescas, si se consumen en exceso, pueden causar episodios de vómitos y diarrea.
Los derivados de las antraquinonas (cascarósidos, aloínas, etc.) se extraen de la corteza del tronco y las ramas. Los productos químicos que pueden contribuir a un efecto laxante son los glucósidos hidroxiantracénicos, que incluyen los cascarósidos A, B, C y D.
Frangula purshiana contiene alrededor del 8% en masa de antranoides, de los cuales alrededor de dos tercios son cascarósidos. Los glucósidos hidroxiantracénicos pueden desencadenar el peristaltismo al inhibir la absorción de agua y electrolitos en el intestino grueso, lo que aumenta el volumen del contenido intestinal y provoca un aumento de la presión arterial.
Los glucósidos de hidroxiantraceno no se absorben fácilmente en el intestino delgado, pero la flora intestinal los hidroliza en una forma que se absorbe parcialmente en el colon.
Algunos de los constituyentes químicos presentes en la corteza pueden ser excretados por los riñones. El extracto de corteza de cáscara también contiene emodina, que puede contribuir al efecto laxante.

Método de preparación –
Frangula purshiana utiliza la corteza que, después de secarse, se utiliza como laxante.
La parte utilizada es exclusivamente la raíz del tronco y las ramas secadas durante al menos 1-2 años.
La corteza de cáscara tiene un sabor intensamente amargo que permanecerá en la boca durante horas, dominando las papilas gustativas.
Las preparaciones a base de cáscara sagrada son:
– Infusión: verter un litro de agua hirviendo en un recipiente de vidrio o porcelana que contenga aproximadamente 10-12 g de corteza de cáscara sagrada seca y picada en trozos grandes, dejar en infusión durante quince minutos, luego colar y, si es necesario, filtrar. Si toma de una a tres tazas durante el día, si el sabor es demasiado desagradable, endulce con un poco de miel al gusto.
– Polvo: triturar la cantidad deseada de corteza seca y molida en un mortero hasta obtener un polvo muy fino (conservar en un recipiente de cristal bien cerrado al abrigo de la humedad). La dosis varía según la acción deseada: 0,2-0,3 g 3 veces al día, o de cuatro a ocho g por día según convenga. El polvo se toma en una hostia, o se mezcla con miel o mermelada.
– Tintura: macerar 30 g de corteza seca y picada en 150 ml de alcohol a 70°, después de 10-12 días de maceración, colar, filtrar y guardar en frasco de vidrio oscuro provisto de gotero. La dosis recomendada es de media a una cucharada al día diluida en un poco de agua tibia azucarada oa temperatura ambiente.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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