Raphia farinifera

Raphia farinifera

La palma rafia o palma farinosa (Raphia farinifera (Gaertn.) Hyl.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Arecacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Liliopsida,
Ordine Arecales,
Famiglia Arecaceae,
Sottofamiglia Calamoideae,
Tribù Calameae,
Sottotribù Raphiinae,
Genere Raphia,
Specie R. farinifera.
Sono sinonimi i termini:
– Metroxylon ruffia (Jacq.) Spreng.;
– Raphia kirkii Engl.;
– Raphia kirkii Engl. ex Becc.;
– Raphia kirkii var. grandis Engl.;
– Raphia kirkii var. grandis Engl. ex Becc.;
– Raphia kirkii var. longicarpa Engl.;
– Raphia kirkii var. longicarpa Engl. ex Becc.;
– Raphia lyciosa Comm.;
– Raphia lyciosa Comm. ex Kunth;
– Raphia pedunculata P.Beauv.;
– Raphia polymita Comm.;
– Raphia polymita Comm. ex Kunth;
– Raphia ruffia (Jacq.) Mart.;
– Raphia tamatavensis Sadeb.;
– Sagus farinifera Gaertn.;
– Sagus pedunculata (P.Beauv.) Poir.;
– Sagus ruffia Jacq..

Etimologia –
Il termine Raphia è derivato dalla parola malgascio raffia (o roffia o rofia).
L’epiteto specifico farinifera viene da farina e da fero porto: farinoso, infarinato.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Raphia farinifera è una pianta originaria dell’Africa tropicale e del Madagascar e presente su un areale che comprende l’Africa tropicale dal Senegal al Camerun: Uganda, Kenya, Tanzania, Angola, Zambia, Malawi, Zimbabwe, Mozambico e Madagascar.
Il suo habitat è quello degli ambienti molto umidi della foresta fluviale a galleria, delle foreste palustri d’acqua dolce, lungo le sponde dei fiumi e nelle foreste della costa occidentale del Lago Vittoria, ad altitudini dal livello del mare fino a 2.500 metri.

Descrizione –
La palma rafia è una pianta pollonifera che forma, quindi, fusti multipli, del diametro di circa 60 cm, che crescono fino a 10 m. di altezza.
Presenta foglie pennate, erette, lunghe fino a 20 m, disposte a corona alla sommità del fusto e sorrette da un picciolo largo e spinoso.
È una specie monocarpica con fiori, riuniti in infiorescenze terminali che compaiono un’unica volta verso i 40-50 anni di età.
I frutti sono di forma ovoidale e di colore bruno-rossastro.
Dopo la fruttificazione il fusto secca e la pianta emette nuovi polloni basali.

Coltivazione –
La Raphia farinifera è una palma che viene prevalentemente utilizzata allo stato selvatico per una vasta gamma di usi ed è molto importante per le popolazioni africane dove cresce.
La pianta è comunque coltivata in Nigeria, Madagascar e India e semicoltivata in diverse zone dell’Africa.
Per la sua coltivazione si tenga conto che è una pianta dei tropici che cresce bene nei climi tropicali umidi dove le temperature non scendono mai sotto i 10 °C, la piovosità media annua è di 1.500 mm o più e il mese più secco ha 25 mm o più di pioggia.
Per la sua coltivazione richiede, inoltre, una posizione soleggiata in un terreno umido. Inoltre è una pianta monocarpica che cresce per diversi anni senza fiorire per poi produrre una massiccia infiorescenza e morire dopo aver prodotto e disperso i semi.
La propagazione avviene per seme che va messo in pre-ammollo per 24 ore in acqua tiepida e seminato in contenitori. Il seme impiega diversi mesi per germogliare.

Usi e Tradizioni –
La palma rafia è una pianta dalle cui foglie si ricava la rafia, una fibra resistente e grossolana, utilizzata soprattutto per la produzione di legacci per l’agricoltura, ma anche per lavori di intreccio (stuoie, cestini, cappelli, borse, ecc.). Inoltre dal midollo del fusto si estrae il sago, una farina utilizzata a scopo alimentare.
Tra gli usi commestibili si ricorda che la linfa del tronco viene fermentata per fare il vino di palma e si usa anche per fare una bevanda dolce.
La linfa può essere ottenuta sia tagliando il tronco e facendo defluire la linfa, sia praticando un foro nel tronco vicino all’apice.
I frutti vengono inoltre bolliti e consumati.
Da questi si ottiene un olio.
La polpa del frutto bollita produce un grasso giallo noto come burro di raphia – ha un buon sapore quando è fresco.
I frutti vengono schiacciati, si aggiunge acqua e si fa bollire il composto quindi si lascia raffreddare. L’olio galleggiante viene poi scremato e utilizzato in cucina.
Il seme è commestibile.
Inoltre la cera di Raphia farinifera, che si ricava dalla superficie inferiore delle foglie, è usata come lucidante per barche e pavimenti o per la produzione di candele.
L’olio estratto dalla polpa del frutto lessato e dai noccioli dei frutti viene utilizzato per la produzione di sapone e stearina.
I gusci dei frutti vengono trasformati in tabacchiere o bottoni.
Il legno viene utilizzato in edilizia ma può essere utilizzato dopo aver lasciato defluire la linfa.
In campo medicinale i preparati della radice sono usati contro il mal di denti. Le fibre prelevate dalla guaina fogliare vengono prelevate contro i disturbi digestivi e la linfa fermentata dall’infiorescenza funge da lassativo. Un decotto della polpa del frutto viene utilizzato come trattamento per la dissenteria e un infuso di frutta blocca l’emorragia.

Modalità di Preparazione –
La Raphia farinifera è una pianta di cui si utilizza la linfa che viene fermentata per fare il vino di palma o per fare una bevanda dolce.
L’uso più importante è quella della rafia.
Le grandi nervature centrali delle foglie, e gli steli fogliari, sono largamente usati dagli indigeni per costruire l’ossatura delle case, come pali per vari usi e per fare mobili. Possono essere divisi in strisce per essere intrecciate in stuoie, cesti, ecc..
Le foglie sono usate per coprire e tessere cesti, stuoie e cappelli.
Le fibre ricavate dalle foglie sono usate come materiale di legatura e per tessere stuoie, cappucci, borse, tende, ecc.
La fibra tenace (detta piassava) ricavata dalle guaine fogliari, viene utilizzata per fare le ginestre.
Con questa fibra si può anche realizzare una corda resistente.
La fibra deriva dalla cuticola delle foglie, che vengono raccolte prima di essere completamente espanse e sbucciate su entrambi i lati. Le sottili strisce di materiale fibroso così ottenute vengono poi suddivise in strisce più strette da una specie di pettine, a seconda dello scopo per cui devono essere utilizzate. Si presenta come strisce piatte, di colore paglierino, larghe circa 12 – 18 mm e lunghe da 90 – 120 cm. Può essere divisa in fili sottili. Può essere utilizzata per oggetti delicatamente intrecciati, cappelli, stuoie per coprire i pavimenti e per avvolgere merci. Le strisce sciolte sono ampiamente utilizzate al posto delle rafia o delle fascette russe da giardinieri e vivaisti. Più recentemente è stata intrecciata in stuoie di qualità superiore, colorata con gusto, e usata al posto dell’arazzo per rivestire le pareti delle case londinesi.
La preparazione della rafia è una delle industrie più estese del Madagascar. Gli uomini tagliano le foglie di palma nelle foreste e le portano a casa affinché le donne completino il lavoro. La fibra viene polimerizzata lo stesso giorno in cui viene spogliata.
Tra i suoi usi originari si possono citare i cordami e le reti da pesca.
Dalla polpa del frutto si ottiene un decotto che viene utilizzato come trattamento per la dissenteria e un infuso di frutta blocca l’emorragia.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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