Otis tarda

Otis tarda

L’otarda maggiore (Otis tarda Linnaeus, 1758) è un uccello appartenente alla famiglia degli Otididae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Phylum Chordata,
Classe Aves,
Sottoclasse Neornithes,
Superordine Neognathae,
Ordine Otidiformes,
Famiglia Otididae,
Genere Otis,
Specie O. tarda.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’otarda maggiore è una specie che nidifica nell’Europa meridionale e centrale e in tutta l’Asia temperata. Le popolazioni europee sono principalmente stanziali, ma gli uccelli asiatici si spostano più a sud in inverno.
Questo volatile non viene più osservato in Italia dal 2006, quando fu rinvenuta nel Pian di Spagna, nel Comasco, e in Emilia Romagna non più dal 1969. Lo stesso anno 3 esemplari comparvero nei dintorni di Castenedolo il giorno di Santo Stefano. Secondo alcuni autori l’otarda “compariva tutti gli anni nelle paludi di Ghedi, Bagnolo e Leno”. È dalla seconda metà del Ventesimo secolo che le apparizioni in Italia di questo uccello sono diminuite drasticamente, principalmente a causa della contrazione degli effettivi e dell’areale di riproduzione europeo. Sicuramente anche le trasformazioni ambientali che hanno reso inospitali le pianure hanno contribuito ad allontanare gli ultimi gruppi di migratori (Brichetti, 1982).
Il numero degli esemplari di questa specie varia molto da regione a regione: in Portogallo vivono 1400 esemplari di grande otarda; un’altra popolazione numerosa, circa 6000-7000 esemplari, vive nei pressi di Saratov, in Russia, e 23.000 esemplari risiedono in Spagna. Popolazioni numerose si trovano ancora in Ungheria, dove termina la zona delle steppe dell’Europa orientale, nei pressi della città di Dévaványa e anche nelle regioni di Hortobágy, Nagykunság e Nagy-Sárrét.
L’habitat di questo uccello è rappresentato dalle praterie aperte, sebbene possa vivere anche sui terreni coltivati, se non disturbato.

Descrizione –
L’ Otis tarda è un uccello con presenza di dimorfismo sessuale e di grandi dimensioni; il maschio ha una lunghezza di 110 cm ed un’apertura alare di circa 240 cm, con un peso che si aggira intorno a 12 kg; la femmina è più piccola del 30% e pesa la metà, circa 3,5–4 kg.
Il maschio di questo grosso uccello è forse il più pesante uccello vivente in grado di volare, insieme all’otarda di Kori, di dimensioni simili.
L’uccello più pesante mai registrato pesava 21 kg, sebbene siano stati avvistati esemplari più grandi che non sono però stati misurati.
Il maschio adulto si riconosce per avere il dorso bruno ed il ventre bianco, con il lungo collo e la testa grigi. Il petto e i lati della parte inferiore del collo sono castani. Nella stagione degli amori, il maschio sviluppa sul collo delle lunghe setole bianche. In volo, le lunghe ali mostrano vaste aree di colore bianco.
La femmina ha il petto ed il collo di colore bruno.
Gli uccelli immaturi assomigliano alla femmina.
Le uova sono lucide, di color oliva o marrone chiaro.
Entrambi i sessi sono solitamente silenziosi.

Biologia –
L’ Otis tarda è una specie i cui maschi, prima di accoppiarsi, intorno al periodo di gennaio, effettuano la muta, sviluppando il piumaggio di corteggiamento. Come altri uccelli dello stesso genere, il maschio di esegue una parata impressionante, mostrando le zone di colore bianco, soprattutto quelle del sottocoda, e ritirando la testa.
Tutti i maschi in grado di riprodursi mutano poi di nuovo il piumaggio tra giugno e settembre. I maschi iniziano ad accoppiarsi a partire dai 5 anni.
Il periodo della nidificazione è intorno a marzo ed un singolo maschio può accoppiarsi con fino a 5 femmine.
Questa specie nidifica sul terreno tra la vegetazione, in una piccola fenditura del terreno; qui depone una sola covata di 2-3 uova (rare 4) che vengono covate dalla femmina e si schiudono dopo un periodo che va dai 25 ai 28 giorni.
I nidiacei sono nidifughi e vengono accuditi dalla femmina che inizialmente provvede anche ad alimentarli. Volano dopo circa 4 settimane e sono indipendenti all’età di 5 settimane circa, sebbene non si allontanino dalla madre prima di aver raggiunto almeno 1 anno di età.
L’ Otis tarda vive generalmente per circa 10 anni, ma alcuni uccelli sono vissuti per 15 anni o più.

Ruolo Ecologico –
L’otarda maggiore è una specie gregaria, soprattutto d’inverno. Le popolazioni europee sono principalmente stanziali, ma gli uccelli asiatici si spostano più a sud in inverno.
È un uccello onnivoro che si nutre di semi, insetti ed altri piccoli animali, tra cui rane e lucertole. Solitamente è una specie silenziosa, ma durante la stagione riproduttiva emette occasionalmente un rauco richiamo.
Inoltre la si riconosce in quanto cammina in modo lento e maestoso e se disturbata, invece di volare, tende a correre.
Purtroppo il numero di esemplari di questa specie sta scendendo a causa della distruzione dell’habitat in tutto l’areale. Era solita nidificare in gran numero nelle isole britanniche, dove è estinta dal 1832; nel 2004, comunque, è stata reintrodotta artificialmente nella piana di Salisbury.
Viveva inoltre nella regione di Bărăgan, in Romania, ma vi si è estinta nel 1967. Popolazioni più numerose si trovano in Ungheria, Portogallo, Russia e Spagna.
Nel febbraio 2006 in Ungheria erano presenti 1350 uccelli, ben pochi rispetto ai 10.000-12.000 che vivevano in questo Paese prima della seconda guerra mondiale. Le autorità ungheresi cercano di preservare il futuro a lungo termine di questa popolazione attraverso misure attive di protezione: nell’estate del 2006 l’area sotto la tutela di uno speciale trattamento ecologico misurava 15 chilometri quadrati.
Tra l’altro questo uccello, nonostante la grande mole, è in grado di volare ad alta velocità (circa 60 chilometri/ora) e rimane spesso mutilato od ucciso dai cavi che, in Ungheria, vengono posti alla stessa altezza di volo di questi uccelli. Le compagnie elettriche coinvolte hanno rimpiazzato solamente una piccola parte dei cavi pericolosi, quindi le autorità stanno sperimentando il fissaggio di dispositivi «lucciola» fluorescenti sui cavi più pericolosi, allo scopo di allertare gli uccelli con segnalazioni luminose.
Inoltre l’ Otis tarda, detta túzok in ungherese, è l’uccello nazionale dell’Ungheria ed è la protagonista di alcuni proverbi.
Le cause della rapida diminuzione di questa specie, nella maggior parte del suo areale è legata alla perdita, degrado e frammentazione del suo habitat, nonché alla caccia. È stato suggerito che alcune popolazioni nella sua roccaforte iberica si siano stabilizzate e forse aumentate, sebbene ora ci siano prove di un declino almeno locale in alcune aree di questa regione. Inoltre, la caccia nell’Asia centrale e orientale provoca alti tassi di mortalità degli adulti e i cambiamenti nell’uso del suolo in Europa orientale, Russia, Asia centrale e Marocco possono avere un impatto significativo sulla popolazione di questa specie e sull’estensione del suo habitat rimanente, tale che è probabile che diminuisca rapidamente nelle prossime tre generazioni.
Per questo motivo l’ Otis tarda, secondo la IUCN Red List, si qualifica quindi come Vulnerabile. Se la ricerca dovesse mostrare che le specie stanno diminuendo a un ritmo più moderato, giustificherebbe il downlisting (cioè la riclassificazione) a una categoria di minaccia inferiore.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.