Prangos pabularia

Prangos pabularia

Il Basilisco dei prati (Prangos pabularia Lindl.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Apiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Apiales,
Famiglia Apiaceae,
Sottofamiglia Apioideae,
Genere Prangos,
Specie P. pabularia.
Sono sinonimi i termini:
– Cachrys lophoptera (Boiss.) Takht.
– Cachrys pabularia (Lindl.) Herrnst. & Heyn
– Koelzella pabularia (Lindl.) Hiroe;
– Prangos lophoptera Boiss.;
– Prangos scabra Nábelek.

All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie:
– Prangos pabularia subsp. cylindrocarpa (Korovin) Pimenov & Tikhom.;
– Prangos pabularia subsp. gyrocarpa (G.A.Kuzmina) Lyskov & Pimenov;
– Prangos pabularia subsp. lamellata (Korovin) Pimenov & Tikhom.;
– Prangos pabularia subsp. pabularia (specie nominale);
– Prangos pabularia subsp. sarawschanica (Regel & Schmalh.) Lyskov & Pimenov.

Etimologia –
Il termine Prangos proviene dal nome tartaro utilizzato dalle popolazioni della zona d’origine, nei pressi di Imbal o Droz in Afghanistan.
L’epiteto specifico pabularia viene dal latino pabŭlum, pascolo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Prangos pabularia è una pianta il cui areale nativo va dalla Turchia all’Asia centrale e all’Himalaya occidentale.
La specie è distribuita in Afghanistan, URSS, Baluchistan nel Pakistan occidentale e nell’Himalaya; lo troviamo anche nella zona forestale superiore dell’Iraq, in Turchia (Anatolia), Caucaso, Iran, Afghanistan, Pakistan, Asia (Tian Shan), Nord dell’ India (Kashmir), e zona ovest del Tibet.
Il suo habitat è quello delle regioni montuose e dei pendii pietrosi settentrionali dell’Himalaya e del Baluchistan tra 2.100 e 3.300 m. s.l.m..

Descrizione –
Prangos pabularia è una pianta erbacea robusta alta fino ad un metro di altezza, ramificata e corimbosa sopra, i rami superiori sono opposti o verticillati terminali.
Fusto e rami sono striati e tutte le parti vegetative sono generalmente glabre.
Le foglie inferiori sono grandi, fino a 45 cm, picciolate, di profilo largamente deltoide-ovate, decomposte in modo pennato in segmenti lineari-setacee, mucronate, di 5–25 × 0,5–1 mm. le foglie superiori sono sessili, largamente deltoidi, sezionate in modo simile; guaine corte, largamente espanse, striate, solide.
I peduncoli sono di 4–13 mm e le ombrelle numerose, con raggi di 5–15(–20), disuguali, lunghezza 2–7 cm nei frutti. Le ombrelle sono parziali di 10–15(–20), fiori di ± 3,5 mm di diametro, pedicelli fruttiferi di 5–15 mm.
L’involucro è di 6-8 brattee e bratteole lanceolate, caduche, quest’ultime lunghe, occasionalmente uguali ai pedicelli
La corolla è formata da petali glabri.
Gli stili di 3–4 mm, flessi o flessuosi; stilopodia orizzontale, depressa.
Il frutto è un poliachenario oblungo di 8–16(–24) × 4–12 mm, con ali comprese; ali delle creste primarie molto chiare, molto ondulate, ondulazioni delle creste adiacenti che si ingranano considerevolmente attraverso le vallecole, che possono essere completamente oscurate dalle ali e dalle grandi papille irregolari di cui sono rivestite le creste primarie sotto la base delle ali.
Il periodo tra fioritura e fruttificazione va da maggio a luglio.

Coltivazione –
Prangos pabularia è una pianta perenne che cresce spontanea in un areale che va dall’Asia occidentale all’Asia orientale – dall’Iran all’India, soprattutto in pendii pietrosi.
Il suo areale di coltivazione, viste le limitate informazioni, dovrebbe essere pertanto su suoli ben drenati e in posizione soleggiata.
La propagazione è per seme che andrebbe seminato appena maturo nel periodo primaverile.
Si può seminare in semenzaio e successivo trapianto o anche direttamente in pieno campo.
È possibile la moltiplicazione anche per divisione nel periodo della primavera.

Usi e Tradizioni –
La Prangos pabularia è una pianta che è stata usata nella medicina popolare delle aree di origine fin dall’antichità come agente diuretico e trattamento per la leucoplachia, disturbi digestivi, cicatrici curative e arresto del sanguinamento.
Dall’analisi della composizione degli oli essenziali isolati da foglie, frutti e ombrelle di questa pianta si è viseto che l’olio delle foglie aveva in prevalenza composti derivati del sesquiterpene con spathulenolo (16,09%) e α-bisabololo (14,30%).
I frutti e l’olio estratto dalle ombrelle avevano come composto principale dei monoterpeni costituiti da α-pinene (33,87, 21,46%). L’olio essenziale delle foglie della pianta, in alcuni studi, ha mostrato un’elevata attività allelopatica.

Modalità di Preparazione –
Della Prangos pabularia si conosce l’uso medicinale in quanto di questa pianta sono stati utilizzati soprattutto i frutti ed altre parti della pianta come agenti diuretici e nel trattamento per la leucoplachia, disturbi digestivi, cicatrici curative e arresto del sanguinamento.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://www.inaturalist.org/photos/59024706
https://powo.science.kew.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:847470-1

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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