Riproduzione del Pino di Monterey

Riproduzione del Pino di Monterey

Il pino di Monterey (Pinus radiata D. Don) è una conifera sempreverde della famiglia delle Pinaceae originario delle coste della California, a sud di San Francisco (Baia di Monterey).

Habitat idoneo di riproduzione –
Il pino di Monterey è una pianta originaria di tre aree molto limitate situate nelle contee di Santa Cruz, Monterey e San Luis Obispo della California.
Si trova anche come varietà Pinus radiata var. binata o pino di Guadalupe sull’isola di Guadalupe, e un P. radiata subsp. cedrosensis sull’isola di Cedros, entrambi nell’Oceano Pacifico al largo della costa occidentale della penisola settentrionale della Baja California in Messico.
Questa pianta è stata introdotta in Europa a metà dell’Ottocento, si coltiva nei parchi e giardini delle zone miti ed è impiegata nei rimboschimenti delle zone calde dell’Europa Occidentale.
In Australia, Nuova Zelanda e Spagna è una delle principali specie introdotte, così come in Argentina, Cile, Uruguay, Kenya e Sud Africa.
In generale il Pinus radiata è ampiamente coltivato come piantagione da legname in molte parti temperate del mondo mentre affronta serie minacce nel suo areale naturale a causa dell’ingresso di un patogeno che provoca il cancro del pino (Fusarium circinatum).

Propagazione –
Il pino di Monterey è una pianta della zona semi-arida e temperata calda della California meridionale costiera ed è coltivato estensivamente nelle zone temperate calde e nelle zone tropicali al di sopra dei 1.200 metri. In questo areale le temperature estive possono salire rapidamente fino a 40°C, scendendo a soli 15°C nei giorni nebbiosi successivi.
Nelle coltivazioni, la pianta cresce meglio in aree dove le temperature diurne annuali sono comprese tra 18 e 30 °C, ma può tollerare 7 – 40 °C.
Quando la pianta è dormiente può sopportare temperature fino a circa -15 °C, ma le gelate primaverile tardive anche a -1 °C possono danneggiare i giovani germogli.
Predilige una piovosità media annua nell’intervallo 650 – 1.200 mm, ma tollera 330 – 1.600 mm e cresce meglio in una posizione soleggiata.
Questa pianta tollera terreni sabbiosi o ghiaiosi leggeri e ben drenati ma cresce meglio su terreni profondi, ben drenati, da neutri ad acidi con un pH nell’intervallo 5,5 – 6,5, ma può tollerare 4,5 – 7,5.
È un albero a crescita rapida che si propaga per seme.
Il seme va posto in singoli vasi non appena è maturo, se possibile, altrimenti il prima possibile. Una breve stratificazione di 6 settimane a 4 °C può migliorare la germinazione dei semi immagazzinati.
Il trapianto in pieno campo va effettuato prima possibile per evitare che l’apparto radicale già formato si danneggi.
Gli alberi dovrebbero essere piantati nelle loro posizioni permanenti quando sono piuttosto piccoli e in crescita attiva, tra un’altezza di 30 – 90 cm ma in realtà si consiglia di trapiantarli quando sono alti circa 5 – 10 cm e provvedendo a fornire loro una pacciamatura vegetale.
Si può effettuare la propagazione per talee ma questo metodo funziona solo se queste vengono prelevate da alberi molto giovani di età inferiore a 10 anni. Bisogna usare fascicoli a foglia singola con la base del germoglio corto; i germogli vanno eliminati alcune settimane prima di prendere le talee. Le talee sono comunque lente a crescere.

Ecologia –
Il pino di Monterey è un albero adattato a superare le fasi post incendio.
I suoi coni rimangono chiusi finché non vengono aperti dal calore di un incendio boschivo; i semi abbondanti vengono poi scaricati per rigenerarsi sul suolo bruciato della foresta. I coni possono anche aprirsi quando fa caldo.
Nel suo areale originario il Pinus radiata è associato a flora e fauna caratteristiche. È l’albero dominante, insieme a Cupressus macrocarpa, che si trova naturalmente solo nella contea costiera di Monterey. Inoltre, una delle foreste di pini di Monterey, in California, è stata il sito di scoperta della potentilla di Hickman, una specie in via di estinzione. Piperia yadonii, una rara specie di orchidea, è endemica della stessa pineta adiacente a Pebble Beach. Nel suo areale originario il P. radiata è, inoltre, l’ospite principale del vischio nano Arceuthobium littorum.
In Sudafrica, l’albero è invece una minaccia per le già scarse risorse idriche.
L’albero ha radici notevoli. Le radici del pino di Monterey raggiungono notevoli profondità. Sono state scoperte radici lunghe fino a 12 metri. Gli sforzi per rimuovere grandi quantità dell’albero non autoctono nelle aree del Sudafrica hanno portato a un aumento significativo dell’acqua accessibile.
Per questo motivo è una pianta da sconsigliare in areali aridi dove può entrare in competizione con la flora autoctona.




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