Riproduzione del Pino cembro

Riproduzione del Pino cembro

Il pino cembro o cirimolo (Pinus cembra L., 1753) è una conifera sempreverde aghifoglie della famiglia delle Pinaceae.

Habitat idoneo di riproduzione –
Il Pinus cembra è una pianta originaria delle montagne dell’Europa centrale (Alpi, Carpazi, Tatra) ed è l’unico pino a 5 aghi presente spontaneamente in Europa.
È presente in areali disgiunti, con areale principale in Siberia centrale e disgiunzioni sull’arco alpino più due zone nei Balcani e in Europa centrale. Cresce a partire dai 1200 metri di quota fino al limite superiore dei boschi di conifere subalpini, trovando condizioni ottimali tra i 1600 e i 2100 (spingendosi anche fino a 2.500) m di altitudine, predilige suoli a reazione acida, ma può vivere anche su substrati calcarei acidificati o dilavati in superficie dall’azione delle acque meteoriche.

Propagazione –
Per la propagazione del Pinus cembra si tenga conto che è una pianta che tollera bene i climi freddi e ventosi delle alte quote, sopportando temperature fino a circa -30 °C.
Cresce meglio nei climi in cui c’è una netta transizione dall’inverno alla primavera.
Questa pianta richiede, inoltre, una posizione soleggiata per crescere bene su terreni organici con uno strato accumulato di lettiera e muschio. Ha inoltre la capacità di affermarsi su suoli minerali o anche su superfici rocciose.
È un albero a crescita lenta, può vivere fino a lungo con alcuni esemplari noti per avere più di 1.000 anni.
La propagazione avviene per seme, che non viene prodotto prima dei 30 anni, ed è meglio seminare in singoli vasi in un semenzaio freddo non appena è maturo, se ciò è possibile, altrimenti a fine inverno. Una breve stratificazione di 6 settimane a 4 °C può migliorare la germinazione dei semi immagazzinati.
Una volta germinato le giovani piantine vanno trapiantate in pieno campo avendo cura però di proteggerle per i primi due inverni.
Trapianti con piante più grandi hanno difficoltà di attecchimento.
Si può tentare la propagazione anche tramite talee.
Questo metodo funziona però solo se le talee vengono prelevate da alberi molto giovani di età inferiore a 10 anni. Si consiglia di usare porzioni a foglia singola con la base del germoglio corto. Si dovranno eliminare i germogli alcune settimane prima di prelevare le talee. Le talee sono comunque lente a crescere.

Ecologia –
Il pino cembro è una conifera a crescita lenta ma longeva e cresce naturalmente nella fascia forestale più alta delle montagne delle Alpi continentali, così come nelle regioni più alte dei Carpazi. Nel suo ambiente naturale, ha un’importante funzione protettiva nel ridurre l’erosione del suolo e le valanghe. L’albero ha semi grandi e commestibili, gustosi e ricchi di sostanze nutritive.
Anche se è una pianta a crescita lenta e quindi può essere soggetta all’invadenza di altre piante è più adatta alle dure condizioni climatiche subalpine superiori rispetto a qualsiasi altra specie arborea europea, il che la rende utile per l’imboschimento in alta quota.
Il legno è di buona qualità e molto apprezzato per intagli, pannellature e mobili tradizionali. Tuttavia, la sua crescita lenta e la forma irregolare ne limitano l’uso, per cui vengono commercializzate solo piccole quantità di legno.
Può formare boschi misti con l’abete rosso, con il larice o anche boschi puri, particolarmente pregiati, come il famoso Bosco dell’Alevè della Valle Varaita, nelle Alpi Cozie. In Piemonte è presente sulle Alpi Cozie e Marittime (nelle valli Varaita, Gesso, Maira, Stura, Susa, Chisone, Pesio) mentre è raro in Val Sesia e Ossola. Forma cembrete pure (1.500 ettari) e miste al larice (3.500 ettari) o con abete rosso; in passato è stata eliminata per far spazio al lariceto pascolato, oggi è in lenta ripresa. In Lombardia è molto diffuso nel Bormiese e nel Livignasco, dove forma sia boschi misti con il larice sia boschi puri, come la cembreta di Valfurva, mentre è presente solo in boschi misti nell’alta Val Chiavenna, Val Malenco, alta Val Camonica e Adamello, raro sulle Orobie. In Trentino è diffuso perlopiù in boschi misti in alta Val di Pejo, Val di Fumo, alta Val di Fassa, Val Travignolo e catena del Lagorai. In Alto Adige è presente in tutta la provincia, ma forma boschi puri soprattutto sulle Dolomiti in Val Gardena, Val Badia e alta Pusteria. Nel Veneto non forma mai boschi puri ma partecipa a formazioni miste con il larice e l’abete rosso, spingendosi a est fino alla conca di Misurina e a Sud fino al Passo Giau, Passo Falzarego, Passo San Pellegrino e Passo Valles. Manca nei boschi del Friuli in conseguenza del clima umido delle Alpi Carniche e Giulie.




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