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Persicaria maculosa

Il poligono persicaria o poligono macchiato (Persicaria maculosa (Raf.) S.F. Gray, 1821) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Polygonaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Caryophyllidae,
Ordine Polygonales,
Famiglia Polygonaceae,
Genere Persicaria,
Specie P. maculosa.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Persicaria dubia (Stein) Fourr. (1869);
– Persicaria maculata (Rafin.) Á. & D. Löv (1956);
– Persicaria mitis Delarbre (1800);
– Persicaria persicaria (L.) Small;
– Persicaria pulicariodea Friche-Joset & Montandon (1856);
– Persicaria ruderalis (Salisb.) C.F. Reed (1982);
– Persicaria ruderalis var. vulgaris (Webb & Moq.) C.F. Reed;
– Persicaria vulgaris Webb & Moquin-Tandon (1846);
– Peutalis persicaria (L.) Rafin. (1837);
– Polygonum acutum Gandoger (1882);
– Polygonum agreste Fries (1839);
– Polygonum albescens Gandoger (1882);
– Polygonum arnassense Gandoger (1882);
– Polygonum benearnense Gandoger (1882);
– Polygonum biforme Wahlenb. (1824);
– Polygonum camptocladum Gandoger (1882);
– Polygonum caniusculum Gandoger (1882);
– Polygonum clophilum Gandoger (1882);
– Polygonum debilius Gandoger (1882);
– Polygonum dolichopodum Ohki;
– Persicaria dolichopoda (Ohki) Ohki ex Nakai;
– Polygonum dubium Stein;
– Polygonum elatiusculum Gandoger (1882);
– Polygonum erythrocladum Gandoger (1882);
– Polygonum fusiforme Greene;
– Polygonum hirtovaginum Gandoger (1882);
– Polygonum humifixum Gandoger (1882);
– Polygonum intermixtum Gandoger (1882);
– Polygonum interruptellum Gandoger (1882);
– Polygonum lacunosum Gandoger (1882);
– Polygonum lamellosum Gandoger (1882);
– Polygonum lapathifolium var. persicaria Fiori;
– Polygonum leucanthemum Gandoger (1882);
– Polygonum longipilum Gandoger (1882);
– Polygonum lugdunense Gandoger (1882);
– Polygonum maculatum Dulac (1867);
– Polygonum maculatum Rafin. (1817);
– Polygonum minus auct. non Huds.;
– Polygonum minus var. subcontinuum (Meisn.) Fern.;
– Polygonum millepunctatum Gandoger (1882);
– Polygonum nisus Gandoger (1882);
– Polygonum obscurum Gandoger (1882);
– Polygonum ochroleucum Gandoger (1882);
– Polygonum oenochroa Gandoger (1875);
– Polygonum orthocladum Gandoger (1882);
– Polygonum ovatolanceolatum Gandoger (1882);
– Polygonum pallidiflorum Gandoger (1882);
– Polygonum pauciflorum Gandoger (1882);
– Polygonum paucifoliatum Gandoger (1882);
– Polygonum persicaria L.;
– Polygonum persicaria var. angustifolium Beckh.;
– Polygonum persicaria var. ruderale (Salisb.) Meisn.;
– Polygonum praelongum Gandoger (1882);
– Polygonum puritanorum Fernald;
– Polygonum ramondianum Gandoger (1882);
– Polygonum rechingeri Sennen (1929);
– Polygonum rhombaeum Gandoger (1882);
– Polygonum rigidulum Gandoger (1882);
– Polygonum rivulare Roth (1821);
– Polygonum rubellifolium Gandoger (1882);
– Polygonum ruderale Salisb. (1796);
– Polygonum rufescens Gandoger (1882);
– Polygonum subcanum Gandoger (1882);
– Polygonum subsimplex Gandoger (1875);
– Polygonum virescens Gandoger (1882).
Inoltre questa specie presenta una elevata variabilità e presenza di ibridi con differenziazioni che ne rendono spesso complessa l’identificazione. Di seguito si riportano alcune varietà e sottospecie.
– Persicaria maculosa subsp. hirsuticaulis (Danser) S. Ekman & Knutsson;
– Persicaria maculosa var. angustifolium Beckh.;
– Persicaria maculosa var. persicaria;
– Persicaria maculosa var. ruderale (Salisb.) Meisn..

Etimologia –
Il termine Persicaria proviene da malus persica pesco: per le foglie simili a quelle del pesco di molte specie in questo genere.
L’epiteto specifico maculosa viene da mácula macchia: macchiato.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il poligono persicaria è una pianta a distribuzione originariamente eurasiatica divenuta cosmopolita nelle zone temperate del mondo.
In Italia è presente in tutte le regioni, compreso tutto l’arco alpino.
Il suo habitat è quello degli ambienti ruderali e vegetazioni disturbate di giardini, fossati, rive di stagni, discariche, su suoli limoso-argillosi da freschi ad umidi, da neutri a subacidi, ricchi in composti azotati, normalmente dal livello del mare fino a circa 1300 m s.l.m. ed oltre.

Descrizione –
La Persicaria maculosa pianta annua a portamento arbustivo che raggiunge dimensioni fra 30 e 120 cm.
Presenta una radice fittonante e fusto ipogeo assente.
Il fusto epigeo è ascendente, cilindrico, lucido ed arrossato.
Le foglie sono di forma lanceolate-acuminate, con picciolo molto breve di 1-2 mm e presentano sulla pagina superiore una macchia scura a V rovesciata; ocrea trasparente, pubescente e con dentelli lesini formi.
L’infiorescenza è formata da spighe ascellari brevi, le terminali dense ed erette di 5-8 cm.
I fiori sono di colore bianco-rosei con perianzio di 1-1,5 mm bianco-verdi, 5 elementi tepalini, 6 stami, ovario supero sincarpico a 3 carpelli.
Il frutto è un diclesio con perianzio bianco roseo di 1,5-3 mm e antocarpo (achenio) di 1-2,5 mm, piano-convesso o trigono con le tre facce concave, incluso o appena sporgente.

Coltivazione –
La Persicaria maculosa è una pianta annuale che viene raccolta in natura per l’uso locale come cibo, medicina e fonte di materiali.
Questa pianta può essere molto competitiva con altre piante coltivate, in particolare nelle zone umide, e ha la capacità di diffondersi rapidamente una volta introdotta in un’area. L’impatto economico di questa pianta sule coltivazioni è sufficiente perché vari Governi la dichiarino come specie invasiva. Tra l’altro è una pianta non molto appetibile agli animali da pascolo; invece i semi sono molto ricercati dagli uccelli.
La pianta può essere comunque coltivata in terreni soleggiati ad altitudini da 100 a 1.800 metri.
La Persicaria maculosa è una pianta molto resistente al freddo, in grado di tollerare temperature fino a circa -25 °C quando è completamente dormiente. È anche una pianta molto adattabile e può essere trovata in gran parte della zona temperata, estendendosi nelle zone subtropicali e anche ad altitudini da moderate ad elevate nei tropici.
Il substrato può essere sia calcareo che siliceo con pH acido (da 8,5 a 4), con buoni livelli nutrizionali del terreno e medie quantità d’acqua.
La propagazione avviene per seme con semina da effettuare direttamente in pieno campo nel periodo primaverile.
I semi sono dormienti quando vengono eliminati dalla pianta e richiedono un periodo freddo e umido per interrompere la dormienza. La durata della dormienza iniziale del seme varia ampiamente sulle singole piante e tra le popolazioni. I semi germinano normalmente in primavera e quelli che non germinano nella prima stagione entrano in dormienza secondaria.

Usi e Tradizioni –
La Persicaria maculosa è una pianta che ha una certa tradizione di uso sia come pianta alimentare che medicinale in alcune tradizioni popolari.
Le macchie rossastre spesso presenti sulle foglie fecero sì che nella medicina popolare si attribuirono alla pianta proprietà emostatiche non comprovate.
Per uso alimentare si utilizzano le foglie e i giovani germogli, sia crudi che cotti.
Per quanto riguarda il seme non si hanno informazioni specifiche per questa specie, ma il seme della maggior parte, se non di tutte le specie di questo genere è commestibile sia crudo che cotto, ed è potenzialmente una buona fonte di aminoacidi. Purtroppo il seme è piuttosto piccolo e complicato da utilizzare.
Secondo la medicina popolare questa pianta ha diverse proprietà curative fra cui la proprietà vulneraria (guarisce le ferite), vermifuga (elimina i vermi intestinali), rubefacente (richiama il sangue in superficie alleggerendo la pressione interna), emostatica (blocca la fuoriuscita del sangue in caso di emorragia – funzione svolta dalla foglie fresche), astringente (limita la secrezione dei liquidi), e diuretica (facilita il rilascio dell’urina). In generale questa pianta viene usata contro le malattie renali, contro la gotta e lo scorbuto; sembra sia valida anche per il mal di denti.
Per quanto riguarda la composizione biochimica questa pianta contiene una notevole quantità di tannini. Nel dettaglio contiene circa l’1,9% di grassi, il 5,4% di pectina, il 3,2% di zuccheri, il 27,6% di cellulosa, l’1% di tannino.
Tra gli altri usi da questa pianta si ricavano dei coloranti giallo-rossastri soprattutto per la tintura del lino.

Modalità di Preparazione –
Della Persicaria maculosa si utilizzano in cucina le foglie che possono essere usate (trattate opportunamente) al posto del pepe (sono aromatiche molto piccanti); se sono giovani si possono usare come insalata. Ma sembra che possano causare danni al fegato per cui è meglio non usarle; possono inoltre contenere minime quantità di acido ossalico (sostanza nociva). In certe zone vengono considerati eduli anche i semi.
La pianta trova impiego in varie parti come medicinale.
In America gli indiani Cherokee, Chippewa, e Iroquois (popolazione originaria del Nord-Est degli Stati Uniti) usano dei decotti di questa pianta per usi dermatologici (infezioni della pelle), gastrointestinali (diarrea) e urinari, ma anche per usi veterinari.
Dalla pianta si ricavo infusioni che vengono usate come trattamento per i dolori di stomaco e per i calcoli renali.
Le foglie schiacciate sono state usate strofinandole sulle parti interessate per alleviare l’eruzioni provocate di edera velenosa.
Un decotto della pianta, mescolato con farina, è stato usato come cataplasma per alleviare vari dolori.
Infine si riporta che un decotto della pianta è stato usato in pediluvi e bagni nel trattamento dei reumatismi.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Persicaria maculosa

The Red Leg (Persicaria maculosa (Raf.) S.F. Gray, 1821) is a shrub species belonging to the Polygonaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Caryophyllidae,
Polygonales Order,
Polygonaceae family,
Genus Persicaria,
P. maculosa species.
The following terms are synonymous:
– Persicaria dubia (Stein) Fourr. (1869);
– Persicaria maculata (Rafin.) Á. & D. Löv (1956);
– Persicaria mitis Delarbre (1800);
– Persicaria persicaria (L.) Small;
– Persicaria pulicariodea Friche-Joset & Montandon (1856);
– Persicaria ruderalis (Salisb.) C.F. Reed (1982);
– Persicaria ruderalis var. vulgaris (Webb & Moq.) C.F. Reed;
– Persicaria vulgaris Webb & Moquin-Tandon (1846);
– Peutalis persicaria (L.) Rafin. (1837);
– Polygonum acutum Gandoger (1882);
– Polygonum agreste Fries (1839);
– Polygonum albescens Gandoger (1882);
– Polygonum arnassense Gandoger (1882);
– Polygonum benearnense Gandoger (1882);
– Polygonum biforme Wahlenb. (1824);
– Polygonum camptocladum Gandoger (1882);
– Polygonum caneusculum Gandoger (1882);
– Polygonum clophilum Gandoger (1882);
– Polygonum debilius Gandoger (1882);
– Polygonum dolichopodum Ohki;
– Persicaria dolichopoda (Ohki) Ohki ex Nakai;
– Polygonum dubium Stein;
– Polygonum elatiusculum Gandoger (1882);
– Polygonum erythrocladum Gandoger (1882);
– Polygonum fusiforme Greene;
– Polygonum hirtovaginum Gandoger (1882);
– Polygonum humifixum Gandoger (1882);
– Polygonum intermixtum Gandoger (1882);
– Polygonum interruptellum Gandoger (1882);
– Polygonum lacunosum Gandoger (1882);
– Polygonum lamellosum Gandoger (1882);
– Polygonum lapathifolium var. persicaria Flowers;
– Polygonum leucanthemum Gandoger (1882);
– Polygonum longipilum Gandoger (1882);
– Polygonum lugdunense Gandoger (1882);
– Polygonum maculatum Dulac (1867);
– Polygonum maculatum Rafin. (1817);
– Polygonum minus auct. not Huds .;
– Polygonum minus var. subcontinuum (Meisn.) Fern .;
– Polygonum millepunctatum Gandoger (1882);
– Polygonum nisus Gandoger (1882);
– Polygonum obscurum Gandoger (1882);
– Polygonum ochroleucum Gandoger (1882);
– Polygonum oenochroa Gandoger (1875);
– Polygonum orthocladum Gandoger (1882);
– Polygonum ovatolanceolatum Gandoger (1882);
– Polygonum pallidiflorum Gandoger (1882);
– Polygonum pauciflorum Gandoger (1882);
– Polygonum paucifoliatum Gandoger (1882);
– Polygonum persicaria L .;
– Polygonum persicaria var. angustifolium Beckh .;
– Polygonum persicaria var. ruderal (Salisb.) Meisn .;
– Polygonum praelongum Gandoger (1882);
– Polygonum puritanorum Fernald;
– Polygonum ramondianum Gandoger (1882);
– Polygonum rechingeri Sennen (1929);
– Polygonum rhombaeum Gandoger (1882);
– Polygonum rigidulum Gandoger (1882);
– Polygonum rivulare Roth (1821);
– Polygonum rubellifolium Gandoger (1882);
– Polygonum ruderale Salisb. (1796);
– Polygonum rufescens Gandoger (1882);
– Polygonum subcanum Gandoger (1882);
– Polygonum subsimplex Gandoger (1875);
– Polygonum virescens Gandoger (1882).
Furthermore, this species has a high variability and presence of hybrids with differentiations that often make identification difficult. Here are some varieties and subspecies.
– Persicaria maculosa subsp. hirsuticaulis (Danser) S. Ekman & Knutsson;
– Persicaria maculosa var. angustifolium Beckh .;
– Persicaria maculosa var. persicaria;
– Persicaria maculosa var. ruderal (Salisb.) Meisn ..

Etymology –
The term Persicaria comes from malus persica peach: due to the leaves similar to those of the peach tree of many species in this genus.
The specific maculosa epithet comes from macula macchiato: spotted.

Geographic Distribution and Habitat –
The Red Leg is a plant with an originally Eurasian distribution that has become cosmopolitan in the temperate zones of the world.
In Italy it is present in all regions, including the entire Alpine arc.
Its habitat is that of ruderal environments and disturbed vegetation of gardens, ditches, shores of ponds, landfills, on loamy-clayey soils from fresh to humid, from neutral to subacid, rich in nitrogen compounds, usually from sea level up to about 1300 m asl and beyond.

Description –
The Persicaria maculosa annual shrubby plant that reaches dimensions between 30 and 120 cm.
It has a taproot and an absent underground stem.
The epigeal stem is ascending, cylindrical, shiny and reddened.
The leaves are lanceolate-acuminate in shape, with a very short 1-2 mm petiole and have a dark inverted V-shaped spot on the upper side; transparent ocrea, pubescent and with lesini formed denticles.
The inflorescence is formed by short axillary spikes, the dense and erect terminals of 5-8 cm.
The flowers are white-pink with a 1-1.5 mm white-green perianth, 5 tepal elements, 6 stamens, supero syncarpic ovary with 3 carpels.
The fruit is a diclesium with a pinkish white perianth of 1.5-3 mm and an anthocarp (achene) of 1-2.5 mm, plano-convex or trine with the three concave faces, included or just protruding.

Cultivation –
Persicaria maculosa is an annual plant that is harvested in nature for local use as a food, medicine and source of materials.
This plant can be very competitive with other cultivated plants, particularly in wetlands, and has the ability to spread quickly once introduced to an area. The economic impact of this plant on crops is sufficient for various governments to declare it as an invasive species. Among other things, it is a plant that is not very attractive to grazing animals; instead the seeds are highly sought after by birds.
The plant can however be grown in sunny soils at altitudes from 100 to 1,800 meters.
Persicaria maculosa is a very cold resistant plant, able to tolerate temperatures down to about -25 ° C when completely dormant. It is also a very adaptable plant and can be found throughout much of the temperate zone, extending into the subtropics and even moderate to high altitudes in the tropics.
The substrate can be both calcareous and siliceous with an acid pH (from 8.5 to 4), with good nutritional levels of the soil and medium quantities of water.
Propagation occurs by seed with sowing to be carried out directly in the open field in spring.
The seeds are dormant when removed from the plant and require a cold, wet period to break dormancy. The duration of initial seed dormancy varies widely on individual plants and between populations. Seeds normally germinate in spring and those that do not germinate in the first season go into secondary dormancy.

Customs and Traditions –
Persicaria maculosa is a plant that has a certain tradition of use both as a food and medicinal plant in some popular traditions.
The reddish spots often present on the leaves meant that unsubstantiated haemostatic properties were attributed to the plant in folk medicine.
For food use the leaves and young shoots, both raw and cooked, are used.
As for the seed, there is no specific information for this species, but the seed of most, if not all species of this genus is edible both raw and cooked, and is potentially a good source of amino acids. Unfortunately the seed is quite small and complicated to use.
According to popular medicine, this plant has several healing properties including the vulnerary property (heals wounds), vermifuge (eliminates intestinal worms), rubefacient (draws the blood to the surface, relieving internal pressure), hemostatic (blocks the leakage of blood in case of haemorrhage – function performed by fresh leaves), astringent (limits the secretion of liquids), and diuretic (facilitates the release of urine). In general this plant is used against kidney diseases, against gout and scurvy; it seems to be valid also for toothache.
As for the biochemical composition, this plant contains a significant amount of tannins. In detail, it contains about 1.9% of fats, 5.4% of pectin, 3.2% of sugars, 27.6% of cellulose, 1% of tannin.
Among the other uses of this plant, yellow-reddish dyes are obtained especially for dyeing linen.

Preparation Method –
The leaves of the Persicaria maculosa are used in the kitchen which can be used (suitably treated) instead of pepper (they are very spicy aromatic); if they are young they can be used as a salad. But it seems they can cause liver damage so it’s best not to use them; they may also contain small quantities of oxalic acid (a harmful substance). In some areas, even seeds are considered edible.
The plant is used in various parts as a medicine.
In America, the Cherokee, Chippewa, and Iroquois Indians (native population of the North-East of the United States) use decoctions of this plant for dermatological (skin infections), gastrointestinal (diarrhea) and urinary uses, but also for veterinary uses.
The plant produces infusions that are used as a treatment for stomach pains and kidney stones.
The crushed leaves were used by rubbing them on the affected parts to relieve the poison ivy provoked rash.
A decoction of the plant, mixed with flour, was used as a poultice to relieve various pains.
Finally, it is reported that a decoction of the plant has been used in foot baths and baths in the treatment of rheumatism.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Persicaria maculosa

La persicaria o cresta de gallo, duraznillo común,​ hierba de santa María,​ hierba pejiguera, moco de pavo (Persicaria maculosa (Raf.) S.F. Gray, 1821) es una especie de arbusto perteneciente a la familia Polygonaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
Subarign Tracheobionta,
División Magnoliophyta,
Clase Magnoliopsida,
Subclase Caryophyllidae,
Orden Poligonales,
Familia Polygonaceae,
Género Persicaria,
Especies de P. maculosa.
Los siguientes términos son sinónimos:
– Persicaria dubia (Stein) Fourr. (1869);
– Persicaria maculata (Rafin.) Á. Y D. Löv (1956);
– Persicaria mitis Delarbre (1800);
– Persicaria persicaria (L.) Small;
– Persicaria pulicariodea Friche-Joset & Montandon (1856);
– Persicaria ruderalis (Salisb.) C.F. Reed (1982);
– Persicaria ruderalis var. vulgaris (Webb y Moq.) C.F. Junco;
– Persicaria vulgaris Webb y Moquin-Tandon (1846);
– Peutalis persicaria (L.) Rafin. (1837);
– Polygonum acutum Gandoger (1882);
– Polygonum agreste Fries (1839);
– Polygonum albescens Gandoger (1882);
– Polygonum arnassense Gandoger (1882);
– Polygonum benearnense Gandoger (1882);
– Polygonum biforme Wahlenb. (1824);
– Polygonum camptocladum Gandoger (1882);
– Polygonum caneusculum Gandoger (1882);
– Polygonum clophilum Gandoger (1882);
– Polygonum debilius Gandoger (1882);
– Polygonum dolichopodum Ohki;
– Persicaria dolichopoda (Ohki) Ohki ex Nakai;
– Polygonum dubium Stein;
– Polygonum elatiusculum Gandoger (1882);
– Polygonum erythrocladum Gandoger (1882);
– Polygonum fusiforme Greene;
– Polygonum hirtovaginum Gandoger (1882);
– Polygonum humifixum Gandoger (1882);
– Polygonum intermixtum Gandoger (1882);
– Polygonum interruptellum Gandoger (1882);
– Polygonum lacunosum Gandoger (1882);
– Polygonum lamellosum Gandoger (1882);
– Polygonum lapathifolium var. flores de persicaria;
– Polygonum leucanthemum Gandoger (1882);
– Polygonum longipilum Gandoger (1882);
– Polygonum lugdunense Gandoger (1882);
– Polygonum maculatum Dulac (1867);
– Polygonum maculatum Rafin. (1817);
– Polygonum menos auct. no Huds.;
– Polygonum menos var. subcontinuum (Meisn.) Fern.;
– Polygonum millepunctatum Gandoger (1882);
– Polygonum nisus Gandoger (1882);
– Polygonum obscurum Gandoger (1882);
– Polygonum ochroleucum Gandoger (1882);
– Polygonum oenochroa Gandoger (1875);
– Polygonum orthocladum Gandoger (1882);
– Polygonum ovatolanceolatum Gandoger (1882);
– Polygonum pallidiflorum Gandoger (1882);
– Polygonum pauciflorum Gandoger (1882);
– Polygonum paucifoliatum Gandoger (1882);
– Polygonum persicaria L.;
– Polygonum persicaria var. angustifolium Beckh.;
– Polygonum persicaria var. ruderal (Salisb.) Meisn.;
– Polygonum praelongum Gandoger (1882);
– Polygonum puritanorum Fernald;
– Polygonum ramondianum Gandoger (1882);
– Polygonum rechingeri Sennen (1929);
– Polygonum rhombaeum Gandoger (1882);
– Polygonum rigidulum Gandoger (1882);
– Polygonum rivulare Roth (1821);
– Polygonum rubellifolium Gandoger (1882);
– Polygonum ruderale Salisb. (1796);
– Polygonum rufescens Gandoger (1882);
– Polygonum subcanum Gandoger (1882);
– Polygonum subsimplex Gandoger (1875);
– Polygonum virescens Gandoger (1882).
Además, esta especie tiene una alta variabilidad y presencia de híbridos con diferenciaciones que muchas veces dificultan la identificación. A continuación se muestran algunas variedades y subespecies.
– Persicaria maculosa subsp. hirsuticaulis (Danser) S. Ekman y Knutsson;
– Persicaria maculosa var. angustifolium Beckh.;
– Persicaria maculosa var. persicaria;
– Persicaria maculosa var. ruderal (Salisb.) Meisn ..

Etimología –
El término Persicaria proviene del melocotón malus persica: debido a las hojas similares a las del melocotonero de muchas especies de este género.
El epíteto específico de maculosa proviene de macula macchiato: manchado.

Distribución geográfica y hábitat –
La persicaria es una planta de distribución originariamente euroasiática que se ha vuelto cosmopolita en las zonas templadas del mundo.
En Italia está presente en todas las regiones, incluido todo el arco alpino.
Su hábitat es el de ambientes ruderales y vegetación perturbada de jardines, acequias, riberas de estanques, vertederos, sobre suelos franco-arcillosos de frescos a húmedos, de neutros a subácidos, ricos en compuestos nitrogenados, generalmente desde el nivel del mar hasta unos 1300 m. asl y más allá.

Descripción –
La Persicaria maculosa planta arbustiva anual que alcanza dimensiones entre 30 y 120 cm.
Tiene una raíz primaria y un tallo subterráneo ausente.
El tallo epigeo es ascendente, cilíndrico, brillante y enrojecido.
Las hojas son de forma lanceolada-acuminada, con un pecíolo muy corto de 1-2 mm y con una mancha oscura en forma de V invertida en el lado superior; ocrea transparente, pubescente y con dentículos formados lesini.
La inflorescencia está formada por picos axilares cortos, los terminales densos y erectos de 5-8 cm.
Las flores son blanco-rosa con un perianto blanco-verde de 1-1.5 mm, 5 elementos tépalos, 6 estambres, ovario supero sincarpico con 3 carpelos.
El fruto es un diclesio con un perianto blanco rosado de 1,5-3 mm y un antocarpo (aqueno) de 1-2,5 mm, plano-convexo o trígono con las tres caras cóncavas, incluidas o apenas sobresalientes.

Cultivo –
Persicaria maculosa es una planta anual que se cosecha en la naturaleza para uso local como alimento, medicina y fuente de materiales.
Esta planta puede ser muy competitiva con otras plantas cultivadas, particularmente en humedales, y tiene la capacidad de extenderse rápidamente una vez que se introduce en un área. El impacto económico de esta planta en los cultivos es suficiente para que varios gobiernos la declaren como especie invasora. Entre otras cosas, es una planta poco atractiva para los animales en pastoreo; en cambio, las semillas son muy buscadas por los pájaros.
Sin embargo, la planta se puede cultivar en suelos soleados a altitudes de 100 a 1800 metros.
Persicaria maculosa es una planta muy resistente al frío, capaz de tolerar temperaturas de hasta -25 ° C cuando está completamente inactiva. También es una planta muy adaptable y se puede encontrar en gran parte de la zona templada, extendiéndose hacia los subtrópicos e incluso altitudes moderadas a altas en los trópicos.
El sustrato puede ser tanto calcáreo como silíceo con un pH ácido (de 8,5 a 4), con buenos niveles nutricionales del suelo y cantidades medias de agua.
La propagación se produce por semilla y la siembra se realiza directamente en campo abierto en primavera.
Las semillas están inactivas cuando se retiran de la planta y requieren un período frío y húmedo para romper la inactividad. La duración de la latencia inicial de la semilla varía ampliamente en plantas individuales y entre poblaciones. Las semillas normalmente germinan en primavera y las que no germinan en la primera temporada pasan a una latencia secundaria.

Costumbres y tradiciones –
La Persicaria maculosa es una planta que tiene cierta tradición de uso tanto como planta alimenticia como medicinal en algunas tradiciones populares.
Las manchas rojizas a menudo presentes en las hojas significaban que en la medicina popular se atribuían a la planta propiedades hemostáticas sin fundamento.
Para uso alimentario se utilizan las hojas y los brotes tiernos, tanto crudos como cocidos.
En cuanto a la semilla, no hay información específica para esta especie, pero la semilla de la mayoría, si no todas las especies de este género, es comestible tanto cruda como cocida, y es potencialmente una buena fuente de aminoácidos. Desafortunadamente, la semilla es bastante pequeña y complicada de usar.
Según la medicina popular, esta planta tiene varias propiedades curativas que incluyen la propiedad vulneraria (cura heridas), vermífugo (elimina gusanos intestinales), rubefaciente (saca la sangre a la superficie, aliviando la presión interna), hemostático (bloquea la fuga de sangre en caso de de hemorragia (función realizada por las hojas frescas), astringente (limita la secreción de líquidos) y diurético (facilita la liberación de orina). En general esta planta se usa contra enfermedades renales, contra gota y escorbuto; parece ser válido también para el dolor de muelas.
En cuanto a la composición bioquímica, esta planta contiene una importante cantidad de taninos. En detalle, contiene alrededor de 1,9% de grasas, 5,4% de pectina, 3,2% de azúcares, 27,6% de celulosa, 1% de tanino.
Entre los otros usos de esta planta, se obtienen tintes amarillo-rojizos especialmente para teñir lino.

Método de preparación –
Las hojas de la Persicaria maculosa se utilizan en la cocina que se pueden utilizar (convenientemente tratadas) en lugar de pimienta (son aromáticas muy picantes); si son jóvenes se pueden utilizar como ensalada. Pero parece que pueden causar daño hepático, por lo que es mejor no usarlos; también pueden contener pequeñas cantidades de ácido oxálico (una sustancia nociva). En algunas áreas, incluso las semillas se consideran comestibles.
La planta se usa en varias partes como medicina.
En América, los indios Cherokee, Chippewa e Iroquois (población nativa del noreste de los Estados Unidos) utilizan decocciones de esta planta para usos dermatológicos (infecciones cutáneas), gastrointestinales (diarreas) y urinarios, pero también para usos veterinarios.
La planta produce infusiones que se utilizan como tratamiento para los dolores de estómago y los cálculos renales.
Las hojas trituradas se utilizaron frotándolas sobre las partes afectadas para aliviar la erupción provocada por la hiedra venenosa.
Una decocción de la planta, mezclada con harina, se utilizó como cataplasma para aliviar diversos dolores.
Finalmente, se informa que se ha utilizado una decocción de la planta en pediluvios y baños en el tratamiento del reumatismo.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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