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Plantago major

La Piantaggine maggiore o Cinquenervia (Plantago major L., 1753) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Asteridae,
Ordine Lamiales,
Famiglia Plantaginaceae,
Genere Plantago,
Specie P. major.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Plantago adriatica Campana;
– Plantago angustata Schur;
– Plantago borysthenica (Rogow.) Wissjul.;
– Plantago bracteata Moench;
– Plantago compressiscapa Opiz;
– Plantago crenata Blanco;
– Plantago dilatata Opiz;
– Plantago dostalii Domin;
– Plantago dregeana C. Presl;
– Plantago exaltata Hornem.;
– Plantago fonticola Kom.;
– Plantago gigas H.Lév.;
– Plantago gouanii J.F.Gmel.;
– Plantago humifusa Bernh. ex Rchb.;
– Plantago intermedia Gilib.;
– Plantago japonica Franch. & Sav.;
– Plantago jehohlensis Koidz.;
– Plantago laciniosa Domin;
– Plantago latifolia Salisb.;
– Plantago limosa Kit. ex Roem. & Schult.;
– Plantago limosa Kit. ex Sloboda;
– Plantago littoralis Nakai;
– Plantago loureiroi Roem. & Schult.;
– Plantago macronipponica Yamam.;
– Plantago major var. borysthenica Rogow.;
– Plantago major var. gigas (H. Lév.) H. Lév.;
– Plantago major var. intermedia (Gilib.) Decne;
– Plantago major var. jehohlensis (Koidz.) S.H. Li;
– Plantago major var. kimurae Yamam.;
– Plantago major f. major;
– Plantago major var. paludosa Bég.;
– Plantago major var. pauciflora (Gilib.) Bég.;
– Plantago major var. sawada i Yamam.;
– Plantago major f. scopulorum Fr.;
– Plantago major var. sinuata (Lam.) Decne.;
– Plantago minima DC.;
– Plantago namikawae Masam.;
– Plantago nana Tratt.;
– Plantago nitrophila A. Nelson;
– Plantago officinarum Crantz;
– Plantago polystachia Mazziari;
– Plantago rocae Lorentz;
– Plantago rosea Rchb.;
– Plantago sawadae (Yamam.) Yamam.;
– Plantago scopulorum (Fr. & Broberg) Pavlova;
– Plantago sinuata Lam.;
– Plantago sorokini Bunge;
– Plantago subsinuata Hornem.;
– Plantago tabernaemontani Baumg.;
– Plantago togashii Miyabe & Tatew.;
– Plantago uliginosa F. W. Schmidt;
– Plantago villifera Kitag.;
– Plantago vulgaris (Hayne) Pavlova.
Sono, inoltre sinonimi della sottospecie intermedia:
– Plantago intermedia Gilib.;
– Plantago major subsp. pleiosperma Pilger;
– Plantago major var. paludosa Bég;
– Plantago major var. pauciflora (Gilib.) Bég;
– Plantago major var. sinuata (Lam.) Decne.
Sono sinonimi della sottospecie winteri:
– Plantago major var. carnosa Moricand;
– Plantago uliginosa var. winteri (Wirtg.) Shipunov;
– Plantago uliginosa subsp. winteri (Wirtg.) Chrtek;
– Plantago winteri Wirtg..
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie:
– Plantago major subsp. major. L.;
– Plantago major subsp. intermedia (Gilib.) Lange, 1859;
– Plantago major subsp. winteri (Wirtg.) W.Ludw., 1956.

Etimologia –
Il termine Plantago viene da plánta pianta del piede: simile alla pianta del piede, riferimento alle dimensioni delle foglie della piantaggine maggiore.
L’epiteto specifico major è una forma ortograficamente scorretta, ma valida, per maior, us, comparativo di magnus grande: maggiore, più grande o lungo (rispetto ad altre specie delle stesso genere).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La piantaggine maggiore è una specie a distribuzione originariamente eurosiberiana ma oggi divenuta sub cosmopolita. La specie è presente in tutta Europa centrale e settentrionale e in Asia, mentre in altre parti del mondo (come in America) si è facilmente naturalizzata.
In Italia è presente in tutte le regioni.
Il suo habitat è quello delle vegetazioni erbacee seminaturali e soprattutto in ambienti ruderali calpestati, su suoli limoso-argillosi abbastanza freschi in profondità e ricchi in composti azotati, dal livello del mare sino alla fascia montana superiore.

Descrizione –
La Plantago major è una pianta erbacea perenne con una rosetta di foglie di 15-30 cm di diametro.
Ogni foglia è di forma ovale, lunga 5-20 cm e larga 4-9 cm, raramente lunga fino a 30 cm e larga 17 cm, con un apice acuto, un margine liscio ed un peziolo distinto lungo quasi quanto la foglia stessa. Sulla lunghezza della foglia ci sono da cinque a nove nervature cospicue.
I fiori sono piccoli, di colore bruno-verdastri con stami porpora, prodotto in una fitta punta lunga 5-15 cm portati in cima a uno stelo alto 13-15 cm e raramente alto 70 cm.
Il frutto è un pissidio con deiscenza trasversale, ovoide, di 2-4,5 x 1,5-2,8 mm, con numerosi semi di 1,4-1,6 x 0,5 mm, emiellissoidi o poliedrici, bruni, con la superficie interna piana.
I semi sono molto piccoli e di forma ovale, dal sapore amaro.

Coltivazione –
La Plantago major è una pianta impollinata dal vento e si propaga principalmente dai semi. Ogni pianta può produrre fino a 20.000 semi.
La pianta viene raccolta in natura per l’uso locale, soprattutto come medicinale ma anche come alimento. Viene occasionalmente coltivata come erba medicinale e talvolta viene anche commercializzata.
Bisogna comunque porre attenzione quando si raccolgono Plantago major in natura per scopi medicinali o commestibili, poiché le piante possono contenere alte concentrazioni di metalli pesanti come piombo e cadmio, soprattutto se crescono lungo le strade.
Questa pianta cresce in qualsiasi terreno moderatamente fertile ed in posizione soleggiata. Tollera il ristagno idrico, i terreni compattati e il calpestio.
La sua diffusione in tutto il mondo è legata alla sua resistenza ed anche attraverso l’attività umana. I suoi semi aderiscono facilmente agli animali o alle persone attraverso il loro tegumento mucillaginoso che ne favorisce la dispersione. Possono anche essere trasportati via acqua.
Anche se è un’erba prevalentemente spontanea sono state selezionate alcune varietà per il loro valore ornamentale.
La propagazione avviene per seme, con semina direttamente in pieno campo. La germinazione è migliore a temperature di 25 – 30°C e con un lungo fotoperiodo (16 ore).
È noto che il seme rimane vitale per più di 60 anni nel terreno.

Usi e Tradizioni –
La Piantaggine maggiore è una pianta con proprietà simili a quelle di Plantago lanceolata e delle altre specie della famiglia.
Le foglie hanno proprietà astringenti ed il suo uso risale a tempi remoti in quanto veniva usata anticamente contro le infiammazioni come emorroidi e malattie dell’apparato respiratorio, oppure veniva data ai giovani anemici. Il capolino dell’infiorescenza è molto più ricco di mucillagine e ha proprietà lassative. Come tutte le plantago possiede doti fortemente cicatrizzanti e difatti in erboristeria le foglie fresche, che contengono mucillatannino, minutamente tritate, poste a contatto con una ferita tramite bendaggio favoriscono una rapida guarigione della ferita stessa e bloccano le emorragie.
Studi recenti confermano l’efficacia di questa pianta nel trattamento di alcune malattie soprattutto della pelle (ferite, ustioni, emorragie).
La pianta trova anche impiego per uso alimentare in quanto si possono consumare le foglie giovani, crude o cotte. Queste sono piuttosto amare e complicate da preparare in quanto i fili fibrosi devono essere rimossi prima dell’uso.
Inoltre è meglio non usare il picciolo poiché questo è ancora più fibroso della foglia. Molte persone scottano le foglie in acqua bollente prima di usarle nelle insalate per renderle più tenere.
Una varietà cinese ha foglie più appetibili: contiene circa il 2,7% di proteine, lo 0,4% di grassi, il 2,2% di ceneri.
Anche il seme può essere consumato crudo o cotto; ha un sapore di nocciola e, per via delle sue piccole dimensioni, è laborioso da raccogliere. Il seme può essere macinato e mescolato con farina. È molto ricco di vitamina B1. Inoltre i semi interi possono essere bolliti e usati come il sago.
La mucillagine di semi è un ottimo addensante ed è utilizzata come stabilizzante nell’industria del gelato e nella preparazione del cioccolato.
Dalle foglie essiccate si prepara un tè accettabile.
La radice ha un sapore dolciastro e salino.
L’impiego più interessante è quello medicinale.
La Plantago major è una medicina tradizionale comunemente usata. È un trattamento sicuro ed efficace come emostatico; arresta rapidamente il flusso sanguigno e favorisce la riparazione dei tessuti danneggiati.
Nei test con Plantago major è stata riscontrata una serie di attività farmacologiche, tra cui attività cicatrizzante, antinfiammatoria, antiossidante, antibiotica, immunomodulante, diuretica e antiulcera.
I composti attivi includono polisaccaridi, lipidi, derivati dell’acido caffeico, flavonoidi, glicosidi iridoidi e terpenoidi.
Gli estratti acquosi hanno mostrato un doppio effetto immunomodulatore aumentando la proliferazione dei linfociti e mediante la secrezione di interferone-gamma a basse concentrazioni, ma questo effetto è stato inibito ad alte concentrazioni.
Un decotto, ottenuto dalle foglie essiccate ha mostrato una moderata attività diuretica.
Gli estratti di etanolo e metanolo hanno mostrato una significativa attività in vitro contro un’ampia varietà di batteri e funghi. Gli estratti di foglie erano attivi anche contro Giardia duodenalistrophozoites e il nematode Ditylenchus dipsaci, un parassita dell’aglio.
Dalle foglie sono stati isolati saccaridi, un polisaccaride, una galattoarabina e un galattano. Insieme questi sono indicati come “plantaglucidi” e sono usati per trattare le ulcere. Riduce lo sviluppo dell’ulcera peptica e riduce l’edema infiammatorio, senza effetti tossici anche dopo somministrazione prolungata.
I semi contengono sostanze mucillaginose costituite da polisaccaridi idrofili, principalmente nel tegumento. Questi si gonfiano a contatto con l’acqua e formano mucillagini ad alta viscosità, che aumentano la massa delle feci, stimolano la peristalsi e facilitano i movimenti intestinali.
Dall’olio di semi sono stati isolati numerosi acidi grassi, di cui l’acido oleico (37,5%) e l’acido linoleico (25,5%) come componenti principali.
Dalle foglie fresche sono stati isolati 0,2% di lipidi, con acido palmitico e acido stearico come componenti principali e quantità minori di acido oleanolico e acido ursolico. Questi ultimi 2 composti hanno mostrato effetti epatoprotettivi, antitumorali e antiiperlipidemici, mentre l’acido ursolico ha anche mostrato attività antinfiammatoria.
I derivati dell’acido caffeico, plantamajoside e acteoside (verbascoside) sono stati isolati dal Plantago major. Il plantamajoside ha mostrato attività antinfiammatoria e una certa attività antibatterica. L’acteoside ha effetti antibatterici, immunosoppressori, analgesici e antipertensivi. Entrambi hanno attività antiossidante.
Tra i flavonoidi isolati ci sono baicaleina, ispidulina, plantaginina e scutellareina. Questi hanno attività di scavenging dei radicali liberi e inibiscono la perossidazione lipidica, e i primi 3 sono antiossidanti. La baicaleina ha attività antinfiammatorie, antiallergiche ed epatoprotettive, ha mostrato inibizione delle linee cellulari di cancro umano e di ratto ed, in vitro, è un inibitore della trascrittasi inversa dell’HIV. L’ispidulina ha anche mostrato attività antinfiammatoria ed è un inibitore della 5-lipossigenasi, mentre la scutellareina ha attività antiallergiche e di inibizione della trascrittasi inversa dell’HIV.
Anche i glucosidi luteolina-7-glucoside e omoplantaginina sono potenti inibitori della trascrittasi inversa dell’HIV.
L’aucubina è, inoltre, uno dei principali glicosidi iridoidi isolati dalla Plantago major; il contenuto in foglie essiccate può arrivare fino all’1,3%. Ha mostrato attività antinfiammatorie ed epatoprotettive nei test sui topi, proprietà spasmolitiche nei ratti e attività antivirale contro il virus dell’epatite B.
L’aglicone dell’aucubina, l’aucubigenina, ha attività antimicrobica contro batteri e funghi.
Le foglie hanno proprietà astringenti, demulcenti, deostruenti, depurative, diuretiche, espettoranti, emostatiche e refrigeranti. Sono impiegate per uso interno nel trattamento di un’ampia gamma di disturbi, tra cui diarrea, gastrite, ulcera peptica, sindrome dell’intestino irritabile, emorragie, emorroidi, cistite, bronchite, catarro, sinusite, asma e raffreddore da fieno.
Per uso esterno vengono impiegate nel trattamento di infiammazioni cutanee, ulcere maligne, tagli, punture, ecc..
Le foglie riscaldate vengono utilizzate come medicazione umida per ferite, gonfiori, ecc..
La radice è astringente e febbrifuga. Un decotto è usato per curare la tosse. Come rimedio per il morso dei serpenti a sonagli si usa in parti uguali con Marrubium vulgare.
I semi sono emollienti, diuretici, stimolanti e tonici. Vengono usati come rimedio per la dissenteria e la diarrea e nel trattamento dei vermi parassiti.
I semi contengono fino al 30% di mucillagine che si gonfia nell’intestino, fungendo da lassativo di massa e lenisce le membrane irritate. A volte si usano le bucce dei semi senza i semi.
Dalla pianta si ottiene un’acqua distillata che è un’eccellente lozione per gli occhi.
Negli Stati Uniti la Plantago major è stata brevettata come deterrente naturale per il fumo, chiamato CIG-NO (disponibile in spray, capsule o gocce), che non contiene nicotina e non crea dipendenza. Tuttavia le relazioni esatte di causa ed effetto non sono ancora completamente comprese.
Tra gli altri usi si ricorda che la mucillagine di semi è un ottimo addensante che viene utilizzato in cosmetici come lozioni e set per capelli.
I semi possono essere utilizzati come agente gelificante a basso costo per la coltura di tessuti. La qualità è paragonabile a quella dell’agar a solo il 10% circa del suo costo.
Inoltre per la presenza di aucubina la pianta è efficace contro le punture degli insetti e per la cura delle ferite. Le foglie giovani sono commestibili in insalata.
Inoltre è una pianta visitata dalle api per il suo polline.

Modalità di Preparazione –
La Piantaggine maggiore è una pianta che trova impiego sia come pianta alimentare, come medicinale e per altri svariati usi.
Per uso alimentare si possono consumare le foglie giovani, crude o cotte. Inoltre è meglio non usare il picciolo poiché questo è ancora più fibroso della foglia. Molte persone scottano le foglie in acqua bollente prima di usarle nelle insalate per renderle più tenere.
Anche il seme può essere consumato crudo o cotto, inoltre può essere macinato e mescolato con farina. I semi interi possono essere bolliti e usati come il sago.
La mucillagine di semi è un ottimo addensante ed è utilizzata come stabilizzante nell’industria del gelato e nella preparazione del cioccolato.
Dalle foglie essiccate si prepara un tè accettabile.
La radice ha un sapore dolciastro e salino.
Per uso medicinale si utilizzano sia le foglie, che i semi e le radici preparando vari decotti o prodotti per distillazione.
Infine per la presenza di mucillagini sia i semi che altre parti della pianta trovano impiego sia in campo farmaceutico, alimentare o industriale.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto: https://gobotany.nativeplanttrust.org/species/plantago/major/

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Plantago major

The Common Plantain (Plantago major L., 1753) is a herbaceous species belonging to the Plantaginaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Spermatophyta superdivision,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Asteridae,
Lamiales Order,
Plantaginaceae family,
Genus Plantago,
P. major species.
The following terms are synonymous:
– Plantago adriatica Campana;
– Plantago angustata Schur;
– Plantago borysthenica (Rogow.) Wissjul.;
– Plantago bracteata Moench;
– Plantago compressiscapa Opiz;
– Plantago crenata Blanco;
– Plantago dilatata Opiz;
– Plantago dostalii Domin;
– Plantago dregeana C. Presl;
– Plantago exaltata Hornem.;
– Plantago fonticola Kom.;
– Plantago gigas H.Lév.;
– Plantago gouanii J.F.Gmel.;
– Plantago humifusa Bernh. ex Rchb.;
– Plantago intermedia Gilib.;
– Plantago japonica Franch. & Sav.;
– Plantago jehohlensis Koidz.;
– Plantago laciniosa Domin;
– Plantago latifolia Salisb.;
– Plantago limosa Kit. ex Roem. & Schult.;
– Plantago limosa Kit. ex Sloboda;
– Plantago littoralis Nakai;
– Plantago loureiroi Roem. & Schult.;
– Plantago macronipponica Yamam.;
– Plantago major var. borysthenica Rogow.;
– Plantago major var. gigas (H. Lév.) H. Lév.;
– Plantago major var. intermedia (Gilib.) Decne;
– Plantago major var. jehohlensis (Koidz.) S.H. Li;
– Plantago major var. kimurae Yamam.;
– Plantago major f. major;
– Plantago major var. paludosa Bég.;
– Plantago major var. pauciflora (Gilib.) Bég.;
– Plantago major var. sawada i Yamam.;
– Plantago major f. scopulorum Fr.;
– Plantago major var. sinuata (Lam.) Decne.;
– Plantago minima DC.;
– Plantago namikawae Masam.;
– Plantago nana Tratt.;
– Plantago nitrophila A. Nelson;
– Plantago officinarum Crantz;
– Plantago polystachia Mazziari;
– Plantago rocae Lorentz;
– Plantago rosea Rchb.;
– Plantago sawadae (Yamam.) Yamam.;
– Plantago scopulorum (Fr. & Broberg) Pavlova;
– Plantago sinuata Lam.;
– Plantago sorokini Bunge;
– Plantago subsinuata Hornem.;
– Plantago tabernaemontani Baumg.;
– Plantago togashii Miyabe & Tatew.;
– Plantago uliginosa F. W. Schmidt;
– Plantago villifera Kitag.;
– Plantago vulgaris (Hayne) Pavlova.
They are also synonyms of the intermediate subspecies:
– Plantago intermedia Gilib .;
– Plantago major subsp. pleiosperm Pilger;
– Plantago major var. marshy Bég;
– Plantago major var. pauciflora (Gilib.) Bég;
– Plantago major var. sinuata (Lam.) Decne.
They are synonyms of the winteri subspecies:
– Plantago major var. fleshy Moricand;
– Plantago uliginosa var. winteri (Wirtg.) Shipunov;
– Plantago uliginosa subsp. winteri (Wirtg.) Chrtek;
– Plantago winteri Wirtg ..
Within this species, the following subspecies are recognized:
– Plantago major subsp. major. L.;
– Plantago major subsp. intermedia (Gilib.) Lange, 1859;
– Plantago major subsp. winteri (Wirtg.) W. Ludw., 1956.

Etymology –
The term Plantago comes from plánta sole of the foot: similar to the sole of the foot, referring to the size of the leaves of the greater plantain.
The specific major epithet is an incorrect orthographic form, but valid, for maior, us, a comparative of magnus grande: greater, larger or longer (compared to other species of the same genus).

Geographic Distribution and Habitat –
The Common Plantain is a species originally distributed in Eurosiberian but has now become sub cosmopolitan. The species is present throughout central and northern Europe and in Asia, while in other parts of the world (such as in America) it has easily naturalized.
In Italy it is present in all regions.
Its habitat is that of semi-natural herbaceous vegetation and above all in trampled ruderal environments, on loamy-clayey soils that are quite fresh in depth and rich in nitrogen compounds, from sea level up to the upper mountain belt.

Description –
Plantago major is a perennial herbaceous plant with a 15-30 cm diameter rosette of leaves.
Each leaf is oval in shape, 5-20 cm long and 4-9 cm broad, rarely up to 30 cm long and 17 cm broad, with an acute apex, a smooth margin and a distinct petiole almost as long as the leaf itself. There are five to nine conspicuous veins along the length of the leaf.
The flowers are small, greenish-brown in color with purple stamens, produced in a dense 5-15 cm long tip carried on top of a 13-15 cm high and rarely 70 cm high stem.
The fruit is a pyxium with transverse dehiscence, ovoid, 2-4.5 x 1.5-2.8 mm, with numerous seeds of 1.4-1.6 x 0.5 mm, hemiellipsoid or polyhedral, brown, with flat inner surface.
The seeds are very small and oval in shape, with a bitter taste.

Cultivation –
Plantago major is a wind pollinated plant and is mainly propagated by seeds. Each plant can produce up to 20,000 seeds.
The plant is harvested in nature for local use, mainly as a medicine but also as a food. It is occasionally grown as a medicinal herb and is also sometimes marketed.
However, care should be taken when harvesting Plantago major in the wild for medicinal or edible purposes, as the plants can contain high concentrations of heavy metals such as lead and cadmium, especially if they are growing along the roads.
This plant grows in any moderately fertile soil and in a sunny position. It tolerates water stagnation, compacted soils and trampling.
Its spread all over the world is linked to its resistance and also through human activity. Its seeds easily adhere to animals or people through their mucilaginous integument which favors their dispersion. They can also be transported by water.
Although it is a predominantly spontaneous herb, some varieties have been selected for their ornamental value.
Propagation occurs by seed, with sowing directly in the open field. Germination is best at temperatures of 25 – 30 ° C and with a long photoperiod (16 hours).
The seed is known to remain viable for more than 60 years in the soil.

Customs and Traditions –
The Common Plantain is a plant with properties similar to those of Plantago lanceolata and other species of the family.
The leaves have astringent properties and its use dates back to ancient times as it was used in ancient times against inflammation such as hemorrhoids and diseases of the respiratory system, or was given to anemic young people. The flower head of the inflorescence is much richer in mucilage and has laxative properties. Like all plantago it has strong healing qualities and in fact in herbal medicine the fresh leaves, which contain mucillatannin, minutely chopped, placed in contact with a wound by means of a bandage favor a rapid healing of the wound itself and block bleeding.
Recent studies confirm the effectiveness of this plant in the treatment of some diseases especially of the skin (wounds, burns, bleeding).
The plant is also used for food as it is possible to consume the young leaves, raw or cooked. These are quite bitter and complicated to prepare as the fibrous threads must be removed before use.
It is also better not to use the petiole as this is even more fibrous than the leaf. Many people blanch the leaves in boiling water before using them in salads to make them more tender.
A Chinese variety has more palatable leaves: it contains about 2.7% protein, 0.4% fat, 2.2% ash.
The seed can also be eaten raw or cooked; it has a nutty flavor and, due to its small size, is laborious to harvest. The seed can be ground and mixed with flour. It is very rich in vitamin B1. Additionally, the whole seeds can be boiled and used like sago.
The seed mucilage is an excellent thickener and is used as a stabilizer in the ice cream industry and in the preparation of chocolate.
An acceptable tea is made from the dried leaves.
The root has a sweet and salty taste.
The most interesting use is the medicinal one.
Plantago major is a commonly used traditional medicine. It is a safe and effective treatment as a hemostat; it quickly stops blood flow and promotes the repair of damaged tissues.
In tests with Plantago major, a series of pharmacological activities were found, including healing, anti-inflammatory, antioxidant, antibiotic, immunomodulatory, diuretic and anti-ulcer activities.
Active compounds include polysaccharides, lipids, caffeic acid derivatives, flavonoids, iridoid glycosides and terpenoids.
The aqueous extracts showed a double immunomodulatory effect by increasing lymphocyte proliferation and by secretion of interferon-gamma at low concentrations, but this effect was inhibited at high concentrations.
A decoction obtained from the dried leaves showed moderate diuretic activity.
The ethanol and methanol extracts showed significant in vitro activity against a wide variety of bacteria and fungi. The leaf extracts were also active against Giardia duodenalistrophozoites and the nematode Ditylenchus dipsaci, a parasite of garlic.
Saccharides, a polysaccharide, a galactoarabine and a galactan have been isolated from the leaves. Together these are referred to as “plantaglucides” and are used to treat ulcers. Reduces the development of peptic ulcer and reduces inflammatory edema, without toxic effects even after prolonged administration.
The seeds contain mucilaginous substances consisting of hydrophilic polysaccharides, mainly in the integument. These swell on contact with water and form highly viscous mucilages, which increase stool mass, stimulate peristalsis and facilitate bowel movements.
Numerous fatty acids have been isolated from seed oil, of which oleic acid (37.5%) and linoleic acid (25.5%) as main components.
0.2% lipids were isolated from the fresh leaves, with palmitic acid and stearic acid as main components and minor quantities of oleanolic acid and ursolic acid. The latter 2 compounds showed hepatoprotective, anticancer and antihyperlipidemic effects, while ursolic acid also showed anti-inflammatory activity.
Derivatives of caffeic acid, plantamajoside and acteoside (verbascoside) have been isolated from Plantago major. The plantamajoside showed anti-inflammatory activity and some antibacterial activity. Acteoside has antibacterial, immunosuppressive, analgesic and antihypertensive effects. Both have antioxidant activity.
The isolated flavonoids include baicalein, ispidulin, plantaginin and scutellarein. These have free radical scavenging activities and inhibit lipid peroxidation, and the first 3 are antioxidants. Baicalein has anti-inflammatory, anti-allergic and hepatoprotective activities, has shown inhibition of human and rat cancer cell lines and, in vitro, is an HIV reverse transcriptase inhibitor. Spidulin has also shown anti-inflammatory activity and is a 5-lipoxygenase inhibitor, while scutellarin has anti-allergic and HIV reverse transcriptase inhibiting activities.
The glucosides luteolin-7-glucoside and homoplantagynine are also potent inhibitors of HIV reverse transcriptase.
Furthermore, aucubin is one of the main iridoid glycosides isolated from Plantago major; the content in dried leaves can reach up to 1.3%. It showed anti-inflammatory and hepatoprotective activities in tests on mice, spasmolytic properties in rats, and antiviral activity against the hepatitis B virus.
Aucubin’s aglycone, aucubigenin, has antimicrobial activity against bacteria and fungi.
The leaves have astringent, demulcent, de-obstructing, purifying, diuretic, expectorant, haemostatic and refrigerating properties. They are used internally in the treatment of a wide range of ailments, including diarrhea, gastritis, peptic ulcer, irritable bowel syndrome, bleeding, hemorrhoids, cystitis, bronchitis, phlegm, sinusitis, asthma and hay fever.
For external use they are used in the treatment of skin inflammations, malignant ulcers, cuts, punctures, etc.
The heated leaves are used as a moist dressing for wounds, swellings, etc.
The root is astringent and febrifuge. A decoction is used to treat cough. As a remedy for rattlesnake bite it is used in equal parts with Marrubium vulgare.
The seeds are emollient, diuretic, stimulant and tonic. They are used as a remedy for dysentery and diarrhea and in the treatment of parasitic worms.
The seeds contain up to 30% mucilage which swells in the intestines, acting as a bulk laxative and soothing irritated membranes. Sometimes the husks of the seeds are used without the seeds.
Distilled water is obtained from the plant which is an excellent eye lotion.
In the United States, Plantago major has been patented as a natural smoke deterrent, called CIG-NO (available in sprays, capsules or drops), which does not contain nicotine and is not addictive. However, the exact relationships of cause and effect are still not fully understood.
Among other uses, it should be remembered that seed mucilage is an excellent thickener that is used in cosmetics such as lotions and hair sets.
The seeds can be used as a low-cost gelling agent for tissue culture. The quality is comparable to that of agar at only about 10% of its cost.
Furthermore, due to the presence of aucubin, the plant is effective against insect bites and for the treatment of wounds. The young leaves are edible in salads.
It is also a plant visited by bees for its pollen.

Preparation Method –
The Common Plantain is a plant that is used both as a food plant, as a medicine and for various other uses.
For food use, the young, raw or cooked leaves can be consumed. It is also better not to use the petiole as this is even more fibrous than the leaf. Many people blanch the leaves in boiling water before using them in salads to make them more tender.
The seed can also be eaten raw or cooked, and it can also be ground and mixed with flour. Whole seeds can be boiled and used like sago.
The seed mucilage is an excellent thickener and is used as a stabilizer in the ice cream industry and in the preparation of chocolate.
An acceptable tea is made from the dried leaves.
The root has a sweet and salty taste.
For medicinal use, both the leaves, the seeds and the roots are used, preparing various decoctions or products for distillation.
Finally, due to the presence of mucilage, both the seeds and other parts of the plant are used both in the pharmaceutical, food or industrial fields.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source: https://gobotany.nativeplanttrust.org/species/plantago/major/

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





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Plantago major

El Llantén mayor (Plantago major L., 1753) es una especie herbácea perteneciente a la familia Plantaginaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Superdivisión de espermatophyta,
División Magnoliophyta,
Clase Magnoliopsida,
Subclase Asteridae,
Orden Lamiales,
Familia Plantaginaceae,
Género Plantago,
P. especies principales.
Los siguientes términos son sinónimos:
– Plantago adriatica Campana;
– Plantago angustata Schur;
– Plantago borysthenica (Rogow.) Wissjul.;
– Plantago bracteata Moench;
– Plantago compressiscapa Opiz;
– Plantago crenata Blanco;
– Plantago dilatata Opiz;
– Plantago dostalii Domin;
– Plantago dregeana C. Presl;
– Plantago exaltata Hornem.;
– Plantago fonticola Kom.;
– Plantago gigas H.Lév.;
– Plantago gouanii J.F.Gmel.;
– Plantago humifusa Bernh. ex Rchb.;
– Plantago intermedia Gilib.;
– Plantago japonica Franch. & Sav.;
– Plantago jehohlensis Koidz.;
– Plantago laciniosa Domin;
– Plantago latifolia Salisb.;
– Plantago limosa Kit. ex Roem. & Schult.;
– Plantago limosa Kit. ex Sloboda;
– Plantago littoralis Nakai;
– Plantago loureiroi Roem. & Schult.;
– Plantago macronipponica Yamam.;
– Plantago major var. borysthenica Rogow.;
– Plantago major var. gigas (H. Lév.) H. Lév.;
– Plantago major var. intermedia (Gilib.) Decne;
– Plantago major var. jehohlensis (Koidz.) S.H. Li;
– Plantago major var. kimurae Yamam.;
– Plantago major f. major;
– Plantago major var. paludosa Bég.;
– Plantago major var. pauciflora (Gilib.) Bég.;
– Plantago major var. sawada i Yamam.;
– Plantago major f. scopulorum Fr.;
– Plantago major var. sinuata (Lam.) Decne.;
– Plantago minima DC.;
– Plantago namikawae Masam.;
– Plantago nana Tratt.;
– Plantago nitrophila A. Nelson;
– Plantago officinarum Crantz;
– Plantago polystachia Mazziari;
– Plantago rocae Lorentz;
– Plantago rosea Rchb.;
– Plantago sawadae (Yamam.) Yamam.;
– Plantago scopulorum (Fr. & Broberg) Pavlova;
– Plantago sinuata Lam.;
– Plantago sorokini Bunge;
– Plantago subsinuata Hornem.;
– Plantago tabernaemontani Baumg.;
– Plantago togashii Miyabe & Tatew.;
– Plantago uliginosa F. W. Schmidt;
– Plantago villifera Kitag.;
– Plantago vulgaris (Hayne) Pavlova.
También son sinónimos de la subespecie intermedia:
– Plantago intermedia Gilib.;
– Plantago major subsp. pleiosperma Pilger;
– Plantago mayor var. pantanoso Bég;
– Plantago mayor var. pauciflora (Gilib.) Bég;
– Plantago mayor var. sinuata (Lam.) Decne.
Son sinónimos de la subespecie winteri:
– Plantago mayor var. Moricand carnoso;
– Plantago uliginosa var. winteri (Wirtg.) Shipunov;
– Plantago uliginosa subsp. winteri (Wirtg.) Chrtek;
– Plantago winteri Wirtg ..
Dentro de esta especie, se reconocen las siguientes subespecies:
– Plantago major subsp. importante. L .;
– Plantago major subsp. intermedia (Gilib.) Lange, 1859;
– Plantago major subsp. winteri (Wirtg.) W. Ludw., 1956.

Etimología –
El término Plantago proviene de plánta planta del pie: similar a la planta del pie, en referencia al tamaño de las hojas del llantén mayor.
El epíteto mayor específico es una forma ortográfica incorrecta, pero válida, para maior, nosotros, un comparativo de magnus grande: mayor, mayor o mayor (en comparación con otras especies del mismo género).

Distribución geográfica y hábitat –
El llantén mayor es una especie originalmente distribuida en Eurosiberiano pero que ahora se ha vuelto subcosmopolita. La especie está presente en todo el centro y norte de Europa y en Asia, mientras que en otras partes del mundo (como en América) se ha naturalizado fácilmente.
En Italia está presente en todas las regiones.
Su hábitat es el de la vegetación herbácea seminatural y sobre todo en ambientes ruderales pisoteados, sobre suelos franco-arcillosos, bastante frescos en profundidad y ricos en compuestos nitrogenados, desde el nivel del mar hasta el cinturón montañoso superior.

Descripción –
Plantago major es una planta herbácea perenne con una roseta de hojas de 15-30 cm de diámetro.
Cada hoja es de forma ovalada, 5-20 cm de largo y 4-9 cm de ancho, raramente hasta 30 cm de largo y 17 cm de ancho, con un ápice agudo, un margen liso y un pecíolo distinto casi tan largo como la hoja misma. Hay de cinco a nueve nervios visibles a lo largo de la hoja.
Las flores son pequeñas, de color marrón verdoso con estambres púrpuras, producidas en una punta densa de 5-15 cm de largo sostenida sobre un tallo de 13-15 cm de altura y rara vez de 70 cm de altura.
El fruto es un pyxium con dehiscencia transversal, ovoide, 2-4,5 x 1,5-2,8 mm, con numerosas semillas de 1,4-1,6 x 0,5 mm, hemielipsoide o poliédrico, pardo, con superficie interna plana.
Las semillas son muy pequeñas y de forma ovalada, con un sabor amargo.

Cultivo –
Plantago major es una planta polinizada por el viento y se propaga principalmente por semillas. Cada planta puede producir hasta 20.000 semillas.
La planta se cosecha en la naturaleza para uso local, principalmente como medicina pero también como alimento. Ocasionalmente se cultiva como hierba medicinal y en ocasiones también se comercializa.
Sin embargo, se debe tener cuidado al cosechar Plantago major en la naturaleza con fines medicinales o comestibles, ya que las plantas pueden contener altas concentraciones de metales pesados ​​como plomo y cadmio, especialmente si crecen a lo largo de las carreteras.
Esta planta crece en cualquier suelo moderadamente fértil y en una posición soleada. Tolera el estancamiento del agua, los suelos compactados y el pisoteo.
Su difusión por todo el mundo está ligada a su resistencia y también a través de la actividad humana. Sus semillas se adhieren fácilmente a animales o personas a través de su tegumento mucilaginoso que favorece su dispersión. También se pueden transportar por agua.
Aunque es una hierba predominantemente espontánea, algunas variedades se han seleccionado por su valor ornamental.
La propagación se produce por semilla, sembrando directamente en campo abierto. La germinación es mejor a temperaturas de 25 a 30 ° C y con un fotoperiodo largo (16 horas).
Se sabe que la semilla permanece viable durante más de 60 años en el suelo.

Costumbres y tradiciones –
El llantén mayor es una planta con propiedades similares a las del Plantago lanceolata y otras especies de la familia.
Las hojas tienen propiedades astringentes y su uso se remonta a la antigüedad ya que se usaba en la antigüedad contra inflamaciones como hemorroides y enfermedades del sistema respiratorio, o se administraba a jóvenes anémicos. La flor de la inflorescencia es mucho más rica en mucílagos y tiene propiedades laxantes. Como todo plantago tiene fuertes cualidades cicatrizantes y de hecho en la fitoterapia las hojas frescas, que contienen mucillatanina, finamente picadas, puestas en contacto con una herida mediante un vendaje favorecen una rápida cicatrización de la propia herida y bloquean el sangrado.
Estudios recientes confirman la eficacia de esta planta en el tratamiento de algunas enfermedades especialmente de la piel (heridas, quemaduras, hemorragias).
La planta también se utiliza como alimento ya que es posible consumir las hojas tiernas, crudas o cocidas. Estos son bastante amargos y complicados de preparar ya que los hilos fibrosos deben quitarse antes de su uso.
También es mejor no utilizar el pecíolo, ya que es incluso más fibroso que la hoja. Mucha gente blanquea las hojas en agua hirviendo antes de usarlas en ensaladas para que estén más tiernas.
Una variedad china tiene hojas más sabrosas: contiene aproximadamente un 2,7% de proteína, un 0,4% de grasa y un 2,2% de ceniza.
La semilla también se puede comer cruda o cocida; tiene un sabor a nuez y, debido a su pequeño tamaño, es laborioso de cosechar. La semilla se puede moler y mezclar con harina. Es muy rico en vitamina B1. Además, las semillas enteras se pueden hervir y usar como sagú.
El mucílago de semillas es un excelente espesante y se utiliza como estabilizador en la industria de los helados y en la preparación de chocolate.
Se hace un té aceptable con las hojas secas.
La raíz tiene un sabor dulce y salado.
El uso más interesante es el medicinal.
Plantago major es una medicina tradicional de uso común. Es un tratamiento seguro y eficaz como hemostático; detiene rápidamente el flujo sanguíneo y promueve la reparación de los tejidos dañados.
En pruebas con Plantago major, se encontraron una serie de actividades farmacológicas, entre las que se encuentran actividades cicatrizantes, antiinflamatorias, antioxidantes, antibióticas, inmunomoduladoras, diuréticas y antiulcerosas.
Los compuestos activos incluyen polisacáridos, lípidos, derivados del ácido cafeico, flavonoides, glucósidos iridoides y terpenoides.
Los extractos acuosos mostraron un doble efecto inmunomodulador al aumentar la proliferación de linfocitos y al secretar interferón-gamma a bajas concentraciones, pero este efecto se inhibió a altas concentraciones.
Una decocción obtenida de las hojas secas mostró actividad diurética moderada.
Los extractos de etanol y metanol mostraron una actividad in vitro significativa contra una amplia variedad de bacterias y hongos. Los extractos de hojas también fueron activos contra Giardia duodenalistrophozoites y el nematodo Ditylenchus dipsaci, un parásito del ajo.
Se han aislado de las hojas sacáridos, un polisacárido, una galactoarabina y un galactano. En conjunto, estos se denominan “plantaglucides” y se utilizan para tratar úlceras. Reduce el desarrollo de úlcera péptica y reduce el edema inflamatorio, sin efectos tóxicos incluso después de una administración prolongada.
Las semillas contienen sustancias mucilaginosas constituidas por polisacáridos hidrófilos, principalmente en el tegumento. Estos se hinchan al contacto con el agua y forman mucílagos muy viscosos, que aumentan la masa de las heces, estimulan la peristalsis y facilitan las deposiciones.
Se han aislado numerosos ácidos grasos del aceite de semilla, de los cuales el ácido oleico (37,5%) y el ácido linoleico (25,5%) como componentes principales.
Se aislaron 0,2% de lípidos de las hojas frescas, con ácido palmítico y ácido esteárico como componentes principales y cantidades menores de ácido oleanólico y ácido ursólico. Los 2 últimos compuestos mostraron efectos hepatoprotectores, anticancerígenos y antihiperlipidémicos, mientras que el ácido ursólico también mostró actividad antiinflamatoria.
Se han aislado derivados del ácido cafeico, plantamajósido y acteósido (verbascósido) de Plantago major. El plantamajósido mostró actividad antiinflamatoria y algo de actividad antibacteriana. El acteósido tiene efectos antibacterianos, inmunosupresores, analgésicos y antihipertensivos. Ambos tienen actividad antioxidante.
Los flavonoides aislados incluyen baicaleína, ispidulina, plantaginina y escutellareína. Estos tienen actividades de captación de radicales libres e inhiben la peroxidación de lípidos, y los primeros 3 son antioxidantes. La baicaleína tiene actividades antiinflamatorias, antialérgicas y hepatoprotectoras, ha mostrado inhibición de líneas celulares cancerosas humanas y de rata y, in vitro, es un inhibidor de la transcriptasa inversa del VIH. La espidulina también ha mostrado actividad antiinflamatoria y es un inhibidor de la 5-lipoxigenasa, mientras que la escutelarina tiene actividades antialérgicas e inhibidoras de la transcriptasa inversa del VIH.
Los glucósidos luteolin-7-glucósido y homoplantaginina también son potentes inhibidores de la transcriptasa inversa del VIH.
Además, la aucubina es uno de los principales glucósidos iridoides aislados de Plantago major; el contenido en hojas secas puede llegar hasta el 1,3%. Mostró actividades antiinflamatorias y hepatoprotectoras en pruebas en ratones, propiedades espasmolíticas en ratas y actividad antiviral contra el virus de la hepatitis B.
La aglicona de aucubina, aucubigenina, tiene actividad antimicrobiana contra bacterias y hongos.
Las hojas tienen propiedades astringentes, demulcentes, desobstructoras, depurativas, diuréticas, expectorantes, hemostáticas y refrigerantes. Se utilizan internamente en el tratamiento de una amplia gama de dolencias, que incluyen diarrea, gastritis, úlcera péptica, síndrome del intestino irritable, hemorragias, hemorroides, cistitis, bronquitis, flemas, sinusitis, asma y fiebre del heno.
Para uso externo se utilizan en el tratamiento de inflamaciones cutáneas, úlceras malignas, cortes, pinchazos, etc.
Las hojas calentadas se utilizan como apósito húmedo para heridas, hinchazones, etc.
La raíz es astringente y febrífuga. Se usa una decocción para tratar la tos. Como remedio para la mordedura de serpiente de cascabel, se utiliza en partes iguales con Marrubium vulgare.
Las semillas son emolientes, diuréticas, estimulantes y tónicas. Se utilizan como remedio para la disentería y la diarrea y en el tratamiento de gusanos parásitos.
Las semillas contienen hasta un 30% de mucílago que se hincha en los intestinos, actuando como un laxante y calmante de las membranas irritadas. A veces, las cáscaras de las semillas se utilizan sin las semillas.
El agua destilada se obtiene de la planta, que es una excelente loción para los ojos.
En los Estados Unidos, Plantago major ha sido patentado como un disuasivo natural del humo, llamado CIG-NO (disponible en aerosoles, cápsulas o gotas), que no contiene nicotina y no es adictivo. Sin embargo, las relaciones exactas de causa y efecto aún no se comprenden completamente.
Entre otros usos, conviene recordar que el mucílago de semillas es un excelente espesante que se utiliza en cosméticos como lociones y conjuntos para el cabello.
Las semillas se pueden usar como un agente gelificante de bajo costo para el cultivo de tejidos. La calidad es comparable a la del agar a solo alrededor del 10% de su costo.
Además, debido a la presencia de aucubina, la planta es eficaz contra las picaduras de insectos y para el tratamiento de heridas. Las hojas tiernas son comestibles en ensaladas.
También es una planta visitada por las abejas por su polen.

Método de preparación –
El llantén mayor es una planta que se utiliza tanto como planta alimenticia, como medicina y para varios otros usos.
Para uso alimentario, se pueden consumir las hojas tiernas, crudas o cocidas. También es mejor no utilizar el pecíolo, ya que es incluso más fibroso que la hoja. Mucha gente blanquea las hojas en agua hirviendo antes de usarlas en ensaladas para que estén más tiernas.
La semilla también se puede comer cruda o cocida, y también se puede moler y mezclar con harina. Las semillas enteras se pueden hervir y usar como sagú.
El mucílago de semillas es un excelente espesante y se utiliza como estabilizador en la industria de los helados y en la preparación de chocolate.
Se hace un té aceptable con las hojas secas.
La raíz tiene un sabor dulce y salado.
Para uso medicinal se utilizan tanto las hojas, como las semillas y las raíces, preparando diversas decocciones o productos para la destilación.
Finalmente, debido a la presencia de mucílagos, tanto las semillas como otras partes de la planta se utilizan tanto en el ámbito farmacéutico, alimentario o industrial.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto: https://gobotany.nativeplanttrust.org/species/plantago/major/

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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Un pensiero su “[:it] Plantago major [:en] Plantago major [:es] Plantago major [:]

  • 2 Gennaio 2022 in 22:12
    Permalink

    En combinacion con achiote/bixa orellana y zacate limon/ citronela, combate a la helicobacter pylori.

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