Fotoperiodismo

Fotoperiodismo

Con il termine fotoperiodismo, in biologia, si intende il complesso meccanismo animale o vegetale legato al variare del rapporto luce/oscurità nel ciclo giornaliero delle 24 ore.
Il fotoperiodismo si indica le reazioni che gli organismi presentano al ritmo ambientale giornaliero e stagionale dei periodi di luce (fotofase) e di oscurità (scotofase).
Il fotoperiodismo ha una notevole influenza sulla biologia degli esseri viventi in quanto determina la morfologia, la fisiologia, l’etologia e l’ecologia dei viventi.
Ricordiamo che il fotoperiodismi è anche un adattamento alle ore di luce presenti alla varie latitudini terrestri tra l’alba ed il tramonto che varia, nei diversi luoghi, in funzione del periodo dell’anno e della latitudine :
– alla latitudine di 0° (equatore) è sempre di 12 ore;
– alla latitudine di 15° varia da 11 a 13 ore;
– alla latitudine di 30° varia da 10 a 14 ore;
– alla latitudine di 45° varia da 9 a 15 ore;
– alla latitudine di 60° varia da 6 a 18 ore.

Il fotoperiodismo nelle piante, che fu scoperto nel 1920, determina, in particolare, l’epoca della fioritura, infatti se queste non sono sottoposte ad una precisa serie di ore di luce e di buio, non fioriscono; per questo motivo si distinguono:
– piante a giorno lungo o longidiurne, che fioriscono quando il periodo di illuminazione supera una certa soglia minima giornaliera (avena, erba medica, fava, frumento, lino, orzo, segale, patata, pisello);
– piante a giorno breve o brevidiurne, che fioriscono quando il periodo di illuminazione non supera una certa soglia massima giornaliera (arachide, canapa, cotone, mais, riso, tabacco);
– piante indifferenti o neutrodiurne, che fioriscono indipendentemente dalla durata del periodo di illuminazione.
In generale sono brevidiurne le piante che si sono evolute fino a 30° di latitudine, longidiurne quelle delle latitudini più elevate. Girasole tabacco riso mais pisello e pomodoro sono neutrodiurne.
Il fotoperiodismo riveste una importanza notevole anche in campo zoologico. Per questo motivo molti animali all’approssimarsi dei freddi cominciano a subire adattamenti fisiologici necessari alla loro sopravvivenza invernale.




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