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Parco nazionale dei Saguaro

Il parco nazionale dei Saguaro, il cui codice WDPA è: 374162 è un Parco Nazionale degli Stati Uniti sito in Arizona, con una superficie a terra di 370 km².
Questo parco è stato istituito nel 1994 ed è gestito dal National Park Service.
Il parco nazionale dei Saguaro si trova nell’Arizona meridionale ed è diviso in due sezioni, una a circa 32 km ad est e l’altra a circa 24 km ad ovest di Tucson. Entrambe le sezioni sono facilmente raggiungibili in auto e dotate di un centro accoglienza visitatori.
Il parco nazionale dei Saguaro fa parte del Deserto di Sonora e prende il nome dal saguaro, un cactus gigante nativo di questa regione, anche se sono presenti altre specie di cactus.
L’area in origine era stata designata come monumento nazionale il 1º marzo 1933 ed è stata trasformata in parco nazionale il 14 ottobre 1994 dal presidente Bill Clinton.

Geografia –
Il parco nazionale dei Saguaro, come detto, è suddiviso in due sezioni.
La Sezione Ovest: Distretto di Tucson Mountains e la Sezione Est: Distretto di Rincon Mountains.
Il Distretto di Tucson Mountains si trova ad ovest della città di Tucson. Il Red Hills visitor center (2700 North Kinney Road, Tucson, Arizona 85743) è aperto dalle 9 alle 17 tutti i giorni ad eccezione del 25 dicembre, qui è possibile reperire brochures, libri e mappe del parco. Seguendo la strada che dal visitor center si addentra nel parco per circa 2,5 km si raggiunge la Bayada loop drive, una strada sterrata e ripida che compie un giro di quasi 10 km attraverso una fitta foresta di saguaro. In questa sezione del parco ci sono alcuni sentieri molto semplici e di breve durata, come il cactus garden trail al visitor center, il desert discovery nature trail lungo poco meno di 1 km, il valley view overlook trail di circa 1,5 km che permette viste panoramiche del deserto, delle montagne e della foresta di saguaro.
Il Distretto di Rincon Mountains si trova invece ad est della città di Tucson ed era l’originario National Monument. La peculiarità di questo parco è che inizia dal deserto di Sonora per entrare gradatamente a far parte della foresta di conifere delle Rincon Mountains. La cima più elevata di quest’area è Mica Mountain che raggiunge un’altitudine di 2641 m. Sebbene questa sezione abbia meno cactus saguaro dell’area ovest, gli stessi sono mediamente di dimensioni maggiori per via delle precipitazioni più frequenti ed abbondanti a causa della vicinanza delle Rincon mountain.

Geologia –
Il parco nazionale dei Saguaro ha una origine geologica molto antica. Le rocce più antiche sono di natura metamorfica, di colore grigio scuro conosciute come Pinal schist, che rappresentano la crosta originaria dell’Arizona meridionale. Queste rocce si sono formate circa 1,7 miliardi di anni fa durante il Precambriano per via della collisione tra placche che ha alterato le rocce sedimentarie vulcaniche preesistenti in scisti e in altre rocce metamorfiche. Sono inoltre presenti dei grantiti formatisi 1,4 miliardi di anni fa e che compongono la cresta del Tarque Verde.
Successivamente, circa 600 milioni di anni fa, all’inizio del Paleozoico, sono iniziati movimenti della crosta legati allo scontro tra la placca pacifica e la placca nordamericana, questo ha portato al susseguirsi di periodi di deposizione di rocce sedimentarie, principalmente calcare, arenaria e scisto e periodi di erosione. Esemplari di queste rocce sono visibili all’interno del parco, nell’area per picnic Sus e nei pressi delle cascate Lime Kiln.
Durante la prima parte del Mesozoico, circa 150 milioni di anni fa, il continuo innalzamento della regione ha portato ad una forte erosione delle rocce che man mano raggiungevano la superficie. I sedimenti venivano trascinati fino ad un mare interno e oggi formano le Red Hills vicino all’omonimo visitor center. Il colore rosso è dovuto all’ematite, un ossido di ferro che si forma in acque poco profonde ricche di ossigeno come il mare che ricopriva questa regione. Prove dell’esistenza di questo mare vengono da legno fossile pietrificato, conchiglie e ossa di dinosauri ritrovate nell’area.
Tra la fine del Mesozoico e l’inizio del Cenozoico, circa 30 milioni di anni fa, la continua subduzione della placca pacifica sotto la placca nordamericana ha portato ad una forte attività vulcanica che ha coinvolto l’attuale area di Tucson, come conseguenza di ciò ci furono forti emissioni di riolite, lava e colate piroclastiche. Il conseguente svuotamento del sottosuolo portò alla formazione di un’enorme caldera che andò man mano riempiendosi di riolite, ceneri e rocce formatesi durante il collasso del vulcano. Questo complesso di rocce è conosciuto come Tucson Mountain Chaos ed è la principale formazione rocciosa delle Tucson Mountains. Nello stesso periodo le aree circostanti furono soggette ad introsioni di granito rosa e vene di quarzo che contengono molti minerali, tra cui rame, argento ed oro, la presenza di questi minerali permise lo sviluppo dell’Arizona alla fine del XIX secolo. Una di queste intrusioni è visibile lungo il sentiero Hugh Norris, all’altezza dell’Amole Peak.
Infine tra i 10 e 20 milioni di anni fa il continuo movimento delle placche tettoniche ha portato alla formazione di una faglia nell’area di Tucson, i movimenti lungo questa faglia hanno condotto alla formazione di una depressione che si è riempita di sedimenti provenienti dalle Tucson Mountains e dalle Catalina mountains, questo processo sta continuando tuttora.

Clima –
Il parco nazionale dei Saguaro si trova in una regione caratterizzata da un clima arido di tipo BWh secondo la classificazione di Köppen-Geiger.
In quest’area, nel periodo invernale, la temperatura può passare dai circa 19 °C nelle ore di punta ai 5 °C durante la notte, l’estate è estremamente calda con temperature massime che possono superare i 41 °C mentre la sera la temperatura scende fino a circa 22 °C.
L’area è caratterizzata da un clima molto arido con precipitazioni medie annuali di poco superiore ai 300 mm, le precipitazioni più abbondanti si verificano nei mesi di luglio e agosto, mentre sono estremamente scarse tra aprile e giugno. D’inverno le precipitazioni si concentrano nei mesi da dicembre a febbraio e si presentano sotto forma di piogge leggere ma prolungate, sono possibili anche nevicate alle quote più elevate, la stagione estiva delle piogge va invece da luglio a settembre ed è caratterizzata da precipitazioni intense e violente tipiche del monsone Nord-Americano, accompagnate da fulmini e seguite inondazioni improvvise.

Flora –
Il parco nazionale dei Saguaro, per le sue peculiarità climatiche, ospita, in gran parte piante che si sono adattate a vivere nel deserto, quindi nei periodi più secchi riducono la loro attività per preservare l’acqua accumulata. Nel distretto delle Rincon Mountains sono presenti oltre 1162 specie di piante, che vanno dai cacti all’ocotillo nella zona desertica fino al pino giallo (Pinus ponderosa) e allo pseudotsuga nella zona montuosa. Il distretto delle Tucson Muntains contiene invece 512 specie di piante.
All’interno del parco ci sono 10 specie di piante in pericolo di estinzione, 78 specie di piante non originarie della regione si sono diffuse all’interno del distretto delle Rincon Mountains, mentre 47 specie di piante non originarie della zona si sono diffuse all’interno del distretto delle Tucson Mountains. Sono presenti 25 specie di cactus nel parco, includendo il saguaro (Carnegiea gigantea), varie specie appartenenti al genere Mammillaria, il Ferocactus wislizeni, l’Opuntia versicolor, l’Echinocereus fendleri var. fasciculatus, l’Opuntia engelmannii, la cholla orsacchiotto (Cylindropuntia bigelovii), la Cylindropuntia fulgida.
Sempre all’interno del parco sono presenti molte specie non originarie della regione, la più pericolosa per la vita dei saguari è il Pennisetum ciliare, una piante perenne originaria dell’Africa in grado di competere per le stesse risorse di cui si nutrono i saguari e che crea un tappeto erboso che non permette la crescita delle altre specie e che facilita la diffusione degli incendi. Ogni 10 anni viene fatto un censimento dei saguari nel parco, l’ultimo è stato dall’ottobre 2009 all’ottobre 2010, i risultati non sono stati completamente analizzati anche se è evidente che il numero di esemplari è in continuo aumento in entrambi i distretti dal 1990.

Fauna –
Come per le piante anche gli animali del parco nazionale dei Saguaro comprende esemplari che si sono adattati a vivere in climi aridi e caldi.
Infatti, nonostante si tratti di un’area desertica, nel parco sono presenti alcuni anfibi, soprattutto rospi che escono dalle tane sotterranee in estate quando le piogge monsoniche riempiono d’acqua i ruscelli che attraversano il parco e formano delle pozze. La lista degli anfibi presenti nel parco comprende: Hyla arenicolor, una piccola raganella dai colori molto variabili che le permettono di mimetizzarsi bene nell’ambiente in cui vive; è possibile trovarla lungo gli alvei dei fiumi tra massi di roccia ai quali è in grado di aggrapparsi grazie alle ventose presenti nelle zampe, l’unica difesa dai predatori è data dal mimetismo e dal rimanere totalmente ferma quando il predatore è vicino. Lo Scaphiopus couchii vive gran parte dell’anno in tane sotterranee in stato letargico, durante le piogge estive esce dalle tane per nutrirsi prevalentemente di termiti, se le piogge sono sufficientemente lunghe inizia la ricerca di un partner per l’accoppiamento.
Altro anfibio è il Bufo cognatus, facilmente riconoscibile per le macchie simmetriche presenti sul dorso, il richiamo del maschio è molto rumoroso e può durare fino ad un minuto. La Rana yavapaiensis vive solo nelle zone dove ci sono pozze d’acqua permanenti, si riproduce tutto l’anno e i girini impiegano circa un anno per diventare adulti, il fatto che vivano dove l’acqua è presente tutto l’anno mette in pericolo la presenza di questa specie all’interno del parco in quanto lunghi periodi di siccità prosciugano quasi tutte le pozze. Anche la Spea multiplicata è attiva durante il periodo delle piogge estive quando è in pericolo emette dalla pelle una secrezione con forte odore simile alle noccioline che causa lacrimazione e secrezione nasale. Il piccolo Bufo punctatus è facilmente riconoscibile per le grosse ghiandole presenti dietro gli occhi e dai rossi bozzi sparsi sul dorso, è l’unica specie di rospo presente nel deserto di Sonora che depone le uova singolarmente. Incilius alvarius è uno dei più grandi rospi del Nord America, la pelle è di un colore verde-oliva e ha grandi ghiandole dietro gli occhi che emettono tossine di difesa se è in pericolo, queste tossine sono così potenti che da arrivare a paralizzare e in alcuni casi ad uccidere un cane.
All’interno del parco nazionale dei Saguaro non mancano, ovviamente, i rettili, alcuni dei quali tra i più caratteristici del Nord America, come la Gopherus agassizii, una tartaruga che è in grado di vivere fino a 100 anni e che è difficile vedere in quanto rimane nascosta nella tana durante le ore più calde. Il mostro di Gila (Heloderma suspectum) è uno dei due sauri velenosi esistenti al mondo, il veleno è secreto da ghiandole della mascella e penetra nella vittima attraverso il morso, il suo veleno non è comunque mortale per l’uomo. La Phrynosoma solare è la più grande lucertola cornuta degli Stati Uniti ed è facilmente riconoscibile per le quattro corna dietro la testa, è facile vederla vicino ai formicai in quanto si nutre prevalentemente di formiche.
Sono presenti 5 specie di serpenti a sonagli: Crotalus atrox, il più comune in Nord America, Crotalus tigris, Crotalus molossus, Crotalus scutulatus e Crotalus cerastes. Un’altra specie di serpente velonoso presente nel parco è il Micruroides euryxanthus. Inoltre sono presenti numerose specie di serpenti non velenosi tra cui: Thamnophis cyrtopsis, Lampropeltis getula, Diadophis punctatus, Tantilla hobartsmithi, Trimorphodon biscutatus e Leptotyphlops humilis.
Interessante è anche l’avifauna; all’interno del parco nazionale dei Saguaro vivono delle specie di uccelli difficili da vedere altrove, come il pigliamosche vermiglio (Pyrocephalus rubinus) e l’assiolo baffuto (Megascops trichopsis). Nell’area desertica è possibile vedere il mimì maggiore (Geococcyx californianus), forse uno degli uccelli più famosi del sud ovest degli Stati Uniti; è raro vederlo volare in quanto per cacciare sfrutta la sua veloce corsa che gli permette di catturare lucertole e roditori, la lunga coda fa da timone durante la corsa. Il picchio di Gila (Melanerpes uropygialis) nidifica nella corteccia esterna dei saguaro, in questo modo è in grado di difendersi sia dai predatori che dalle elevate temperature del deserto. I nidi abbandonati vengono occupati da altri uccelli, come il gheppio (Falco tinnunculus), la rondine viola (Progne subis) e la civetta elfo (Micrathene whitneyi); quest’ultima è la più piccola civetta al mondo, si nutre di insetti, soprattutto scarafaggi e falene, e verso la fine di ottobre migra in Messico per ritornare nel deserto di Sonora a marzo. Il colino di Gambel (Callipepla gambelii) è facilmente riconoscibile da un ciuffo nero sulla testa, non ama il caldo per cui è attiva la mattina e la sera, durante i periodi di siccità ricava acqua dai frutti dei cactus.
Il colibrì di Anna (Calypte anna) è l’unico colibrì presente tutto l’anno nella regione del deserto di Sonora. Lo scricciolo dei cactus (Campylorhynchus brunneicapillus) è l’uccello simbolo dello stato dell’Arizona, il maschio e la femmina costruiscono insieme il primo nido e mentre la femmina cova le uova, il maschio costruisce un secondo nido che verrà usato in un primo tempo come rifugio per gli adulti e quindi per la nuova covata. Il mimo beccocurvo (Toxostoma curvirostre) oltre ad essere riconoscibile per il suo becco curvo, ha degli occhi gialli molto appariscenti, usa il becco per scavare nella sabbia alla caccia di insetti e semi.
La comune poiana di Harris (Parabuteo unicinctus) vive e caccia in gruppo, i gruppi sono formati da una coppia che si riproduce e da alcuni adulti che si occupano solo di nutrire i piccoli della coppia e difendere il nido. La tortora alibianche (Zenaida asiatica) gioca un ruolo fondamentale per i saguaro, infatti favorisce l’impollinazione spostandosi da fiore a fiore e una volta che maturano i frutti dei cactus aiuta la diffusione dei semi in quanto si nutre dei frutti ma non è in grado di digerirne i semi.
Salendo a quote più elevate è possibile incontrare l’astore comune (Accipiter gentilis), il junco occhigialli (Junco phaeonotus) e la ghiandaia del Messico (Aphelocona ultramarina). Il maschio della fainopepla nera (Phainopepla nitens) si distingue per il colore nero lucido, la cresta e gli occhi rossi, mentre la femmina è grigia con occhi rossi. Si nutre principalmente di vischio e contribuisce alla sua diffusione disperdendone i semi attraverso le deiezioni.
Nonostante le caratteristiche climatiche del parco, in questa zona sono presenti numerosi mammiferi.
Tra questi annoveriamo lince rossa (Lynx rufus) che è diffusa nel parco; questa si nutre principalmente di conigli e quaglie, in alcuni casi si spinge fino ai confini della città di Tucson. Il puma (Puma concolor) è il più forte predatore presente nel parco ed è diffuso in entrambe le sezioni, le mandibole di questo animale sono così forti da riuscire a rompere il carapace delle tartarughe per cibarsene. L’orso nero americano (Ursus americanus) è presente solo alle quote più alte nel distretto delle Rincon Mountains, vive normalmente all’interno della foresta ma quando negli anni più secchi scende anche a quote più basse in cerca di cibo e acqua. La nasua comune (Nasua narica) è un animale diurno in grad di nutrirsi sia d’insetti che di serpenti, che di semi e bacche. Il procione (Procyon lotor) predilige le zone dove è presente acqua tutto l’anno, si spinge facilmente verso la città alla ricerca di cibo.
Il bassarisco del Nordamerica (Bassariscus astutus) è il mammifero simbolo dello stato dell’Arizona, pur essendo diffuso all’interno del parco è molto difficile vederlo in quanto schivo, come tana predilige grotte, crepe nelle rocce o tronchi cavi. Il coyote (Canis latrans) è diffuso in entrambe le sezioni del parco e si nutruno sia dei frutti di cactus che di animali. La volpe pigmea americana (Vulpes macrotis) è presente solo nel distretto delle Tucson Mountains, il suo habitat nei dintorni del parco è in continuo risuzione questo sta pregiudicando la presenza di questa specie all’interno del parco. La volpe grigia (Urocyon cinereoargenteus) è l’unica specie della famiglia dei canidi in grado di arrampicarsi sugli alberi, sia per cacciare che per difendersi dai predatori. I pècari dal collare (Pecari tajacu) sono diffusi nel parco, vivono in gruppi che vanno da 4 a 20 individui guidati da una femmina adulta, la loro dieta è composta da radici, semi, frutti di cactus e occasionalmente carogne. La famiglia dei Mephitidae è rappresentata nel parco dalla moffetta comune (Mephitis mephitis), dalla moffetta macchiata occidentale (Spilogale gracilis) e dalla moffetta dal cappuccio (Mephitis macroura). Il tasso argentato (Taxidea taxus) è molto raro nel parco, il numero di esemplari è in continua diminuzione a causa della scomparsa del suo habitat nelle zone circostanti l’area protetta.
Lo scoiattolo di Albert (Sciurus alberti), introdotto nell’area delle Santa Catalina Mountains vicine al parco dei Saguaro nel 1941, è diventata la specie più diffusa all’interno del parco avendo superanto lo scoiattolo grigio dell’Arizona (Sciurus arizonensis), specie nativa di quest’area. Entrambe le specie vivono in zone boschive delle Rincon Mountains. Molto facile da avvistare è l’Ammospermophilus harrisii, riconoscibile per le strisce bianche sui lati del corpo, sono attivi anche durante le ore più calde del giorno. L’Otopermophilus variegatus è uno scoiattolo terricolo che preferisce le zone rocciose di alta montagna, è facilmente osservabile all’interno del parco. Altrettanto facile da avvistare, ma nella zona desertica del parco, è lo Xerospermophilus tereticaudus. Infine il Neotamias dorsalis è avvistabile sia nelle aree montuose del parco che alle quote più basse, ma limitatamente alle aree vicine ai corsi d’acqua.
La lepre del deserto (Lepus alleni) non è molto diffusa all’interno del parco ed è possibile avvistarla principalmente in vicinanza di larghi corsi d’acqua sabbiosi ed asciutti. La lepre californiana (Lepus californicus) predilige l’area desertica ed è attiva durante le ore meno calde del giorno. Il silvilago del deserto (Sylvilagus audubonii) è molto comune all’interno del parco grazie al suo elevato tasso di riproduzione, la sua abbondanza lo rende anche una delle prede preferite di molte specie di serpenti a sonagli e di altri predatori come falchi e linci.
All’interno del parco nazionale dei Saguaro Stroviamo anche numerose specie di pipistrelli, delle quali due sole si nutrono di nettare e sono il Choeronycteris mexicana e il Leptonycteris curasoae.
La maggior parte sono insettivori come l’Eptesicus fuscus, il Macrotus californicus (specie che non migra ne va in ibernazione durante l’inverno), il Myotis californicus, il Myotis velifer, il Myotis thysanodes (specie che migra in inverno anche se ad oggi non si conosce la rotta di migrazione), il Lasiurus cinereus, il Myotis volans), il molosso brasiliano (Tatarida brasiliensi) specie più diffusa nel sud-ovest degli Stati Uniti, il pipistrello del deserto (Antrozous pallidus), il Nyctinomops femorosaccus, il Lasionycteris noctivagans, il Myotis auriculus, il pipistrello di Townsend (Corynorhinus townsendii), il Parastrellus hesperus (pesa circa 3 grammi ed è il pipistrello più piccolo degli Stati Uniti d’America), il Lasiurus blossevillii, il Myotis ciliolabrus, il Myotis yumanensis.

Guido Bissanti





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Saguaro National Park

The Saguaro National Park, whose WDPA code is: 374162 is a United States National Park located in Arizona, with a land area of ​​370 km².
This park was established in 1994 and is managed by the National Park Service.
Saguaro National Park is located in southern Arizona and is divided into two sections, one about 20 miles east and the other about 15 miles west of Tucson. Both sections are easily accessible by car and have a visitor reception center.
Saguaro National Park is part of the Sonoran Desert and is named after saguaro, a giant cactus native to this region, although other cactus species are also present.
The area was originally designated as a National Monument on March 1, 1933, and was transformed into a National Park on October 14, 1994 by President Bill Clinton.

Geography –
The Saguaro National Park, as mentioned, is divided into two sections.
The West Section: Tucson Mountains District and the East Section: Rincon Mountains District.
The Tucson Mountains District is located west of the city of Tucson. The Red Hills visitor center (2700 North Kinney Road, Tucson, Arizona 85743) is open from 9am to 5pm every day except December 25th, here you can find brochures, books and maps of the park. Following the road that enters the park from the visitor center for about 2.5 km, you reach the Bayada loop drive, a steep dirt road that makes a loop of almost 10 km through a dense saguaro forest. In this section of the park there are some very simple and short-lasting paths, such as the cactus garden trail at the visitor center, the desert discovery nature trail just under 1 km long, the valley view overlook trail of about 1.5 km which allows panoramic views of the desert, mountains and saguaro forest.
The Rincon Mountains District is located east of the city of Tucson and was the original National Monument. The peculiarity of this park is that it starts from the Sonoran Desert and gradually becomes part of the coniferous forest of the Rincon Mountains. The highest peak in this area is Mica Mountain which reaches an altitude of 2641m. Although this section has fewer saguaro cacti than the western area, they are on average larger in size due to the more frequent and abundant rainfall due to the proximity of Rincon mountain.

Geology –
The Saguaro National Park has a very ancient geological origin. The oldest rocks are metamorphic in nature, dark gray in color known as Pinal schist, representing the original crust of southern Arizona. These rocks were formed about 1.7 billion years ago during the Precambrian due to the collision between plates that altered the pre-existing sedimentary volcanic rocks into schists and other metamorphic rocks. There are also some grants formed 1.4 billion years ago and which make up the crest of the Tarque Verde.
Subsequently, about 600 million years ago, at the beginning of the Paleozoic, crustal movements related to the collision between the Pacific plate and the North American plate began, this led to a succession of periods of deposition of sedimentary rocks, mainly limestone, sandstone and shale and erosion periods. Specimens of these rocks can be seen inside the park, in the Sus picnic area and near the Lime Kiln waterfalls.
During the first part of the Mesozoic, about 150 million years ago, the continuous rise of the region led to a strong erosion of the rocks that gradually reached the surface. The sediments were dragged up to an inland sea and today form the Red Hills near the homonymous visitor center. The red color is due to hematite, an iron oxide that forms in shallow oxygen-rich waters such as the sea that covered this region. Evidence of the existence of this sea comes from petrified fossil wood, shells and dinosaur bones found in the area.
Between the end of the Mesozoic and the beginning of the Cenozoic, about 30 million years ago, the continuous subduction of the Pacific plate under the North American plate led to a strong volcanic activity involving the present Tucson area, as a consequence of this. there were strong emissions of rhyolite, lava and pyroclastic flows. The consequent emptying of the subsoil led to the formation of a huge caldera which gradually filled up with rhyolite, ashes and rocks formed during the collapse of the volcano. This rock complex is known as Tucson Mountain Chaos and is the main rock formation in the Tucson Mountains. In the same period the surrounding areas were subjected to introsions of pink granite and quartz veins that contain many minerals, including copper, silver and gold, the presence of these minerals allowed the development of Arizona in the late nineteenth century. One of these intrusions is visible along the Hugh Norris trail, at the height of Amole Peak.
Finally between 10 and 20 million years ago the continuous movement of the tectonic plates led to the formation of a fault in the Tucson area, the movements along this fault led to the formation of a depression that was filled with sediments from the Tucson Mountains and the Catalina mountains, this process is continuing to this day.

Climate –
The Saguaro National Park is located in a region characterized by an arid climate of type BWh according to the Köppen-Geiger classification.
In this area, in the winter period, the temperature can go from around 19 ° C during peak hours to 5 ° C at night, summer is extremely hot with maximum temperatures that can exceed 41 ° C while in the evening the temperature drops to about 22 ° C.
The area is characterized by a very arid climate with average annual rainfall of just over 300 mm, the most abundant rainfall occurs in the months of July and August, while it is extremely scarce between April and June. In winter, rainfall is concentrated in the months from December to February and occurs in the form of light but prolonged rains, snowfalls are also possible at higher altitudes, the summer rainy season is instead from July to September and is characterized by intense rainfall. and violent typical of the North American monsoon, accompanied by lightning and sudden floods followed.

Flora –
The Saguaro National Park, due to its climatic peculiarities, hosts, for the most part, plants that have adapted to living in the desert, so in the driest periods they reduce their activity to preserve the accumulated water. There are over 1162 plant species in the Rincon Mountains district, ranging from cacti and ocotillo in the desert area to yellow pine (Pinus ponderosa) and pseudotsuga in the mountainous area. The Tucson Muntains district contains 512 species of plants.
Within the park there are 10 species of plants in danger of extinction, 78 species of plants not native to the region have spread within the Rincon Mountains district, while 47 species of plants not native to the area have spread to the interior of the Tucson Mountains district. There are 25 species of cacti in the park, including the saguaro (Carnegiea gigantea), various species belonging to the genus Mammillaria, Ferocactus wislizeni, Opuntia versicolor, Echinocereus fendleri var. fasciculatus, the Opuntia engelmannii, the teddy bear cholla (Cylindropuntia bigelovii), the Cylindropuntia fulgida.
Also within the park there are many species not native to the region, the most dangerous for the life of the saguari is the Pennisetum ciliare, a perennial plant native to Africa able to compete for the same resources that the saguaros eat and which creates a turf that does not allow the growth of other species and which facilitates the spread of fires. Every 10 years there is a census of saguaros in the park, the last one was from October 2009 to October 2010, the results have not been completely analyzed even if it is evident that the number of specimens is constantly increasing in both districts. since 1990.

Fauna –
As with plants, the animals of the Saguaro National Park also include specimens that have adapted to living in arid and hot climates.
In fact, despite being a desert area, there are some amphibians in the park, especially toads that come out of underground burrows in summer when the monsoon rains fill the streams that cross the park with water and form pools. The list of amphibians present in the park includes: Hyla arenicolor, a small tree frog with very variable colors that allow it to blend in well with the environment in which it lives; it is possible to find it along the riverbeds between rock boulders to which it is able to cling thanks to the suckers present in the legs, the only defense from predators is given by mimicry and remaining totally still when the predator is near. The Scaphiopus couchii lives most of the year in underground burrows in a lethargic state, during the summer rains it comes out of the burrows to feed mainly on termites, if the rains are long enough, the search for a mating partner begins.
Another amphibian is the Bufo cognatus, easily recognizable by the symmetrical spots on the back, the call of the male is very noisy and can last up to a minute. The Rana yavapaiensis lives only in areas where there are permanent pools of water, it reproduces all year round and tadpoles take about a year to become adults, the fact that they live where water is present all year round endangers the presence of this species inside the park as long periods of drought dry up almost all the pools. Spea multiplicata is also active during the summer rainy period when it is in danger it emits a secretion with a strong peanut-like odor from the skin that causes tearing and nasal discharge. The small Bufo punctatus is easily recognizable by the large glands present behind the eyes and by the red bumps scattered on the back, it is the only species of toad present in the Sonoran desert that lays its eggs individually. Incilius alvarius is one of the largest toads in North America, the skin is an olive-green color and has large glands behind the eyes that emit defense toxins if in danger, these toxins are so powerful that they get paralyzed and in some cases to killing a dog.
Inside the Saguaro National Park there is obviously no shortage of reptiles, some of which are among the most characteristic of North America, such as the Gopherus agassizii, a turtle that is able to live up to 100 years and which is difficult to see in what remains hidden in the den during the hottest hours. The Gila monster (Heloderma suspectum) is one of the two venomous saurians existing in the world, the venom is secreted by the glands of the jaw and penetrates the victim through the bite, its venom is not however deadly for humans. The solar Phrynosoma is the largest horned lizard in the United States and is easily recognizable by the four horns behind its head, it is easy to see it near anthills as it feeds mainly on ants.
There are 5 species of rattlesnakes: Crotalus atrox, the most common in North America, Crotalus tigris, Crotalus molossus, Crotalus scutulatus and Crotalus cerastes. Another species of venomous snake present in the park is the Micruroides euryxanthus. There are also numerous species of non-venomous snakes including: Thamnophis cyrtopsis, Lampropeltis getula, Diadophis punctatus, Tantilla hobartsmithi, Trimorphodon biscutatus and Leptotyphlops humilis.
The birdlife is also interesting; Within the Saguaro National Park, there are species of birds that are difficult to see elsewhere, such as the vermilion flycatcher (Pyrocephalus rubinus) and the whiskered scops owl (Megascops trichopsis). In the desert area it is possible to see the greater mimì (Geococcyx californianus), perhaps one of the most famous birds of the southwestern United States; it is rare to see it fly as to hunt it exploits its fast run that allows it to capture lizards and rodents, the long tail acts as a rudder during the run. The Gila woodpecker (Melanerpes uropygialis) nests in the outer bark of the saguaro, in this way it is able to defend itself from both predators and the high temperatures of the desert. The abandoned nests are occupied by other birds, such as the kestrel (Falco tinnunculus), the purple swallow (Progne subis) and the elf owl (Micrathene whitneyi); the latter is the smallest owl in the world, it feeds on insects, especially beetles and moths, and migrates to Mexico towards the end of October to return to the Sonoran desert in March. The Gambel’s colander (Callipepla gambelii) is easily recognizable by a black tuft on the head, it does not like the heat so it is active in the morning and in the evening, during the periods of drought it obtains water from the fruits of the cacti.
Anna’s hummingbird (Calypte anna) is the only year-round hummingbird found in the Sonoran Desert region. The cactus wren (Campylorhynchus brunneicapillus) is the symbolic bird of the state of Arizona, the male and the female build the first nest together and while the female is hatching the eggs, the male builds a second nest that will be used first as a refuge for adults and therefore for the new brood. The curved beak mime (Toxostoma curvirostre) in addition to being recognizable by its curved beak, has very showy yellow eyes, uses its beak to dig in the sand to hunt for insects and seeds.
The common Harris buzzard (Parabuteo unicinctus) lives and hunts in groups, the groups are formed by a couple that reproduces and by some adults who only take care of feeding the young of the couple and defending the nest. The white dove (Zenaida asiatica) plays a fundamental role for the saguaro, in fact it favors pollination by moving from flower to flower and once the fruits of the cacti ripen it helps the spread of seeds as it feeds on the fruits but is not able to digest the seeds.
Going up to higher altitudes it is possible to meet the common goshawk (Accipiter gentilis), the yellow-eyed junco (Junco phaeonotus) and the Mexican jay (Aphelocona ultramarina). The male of the black fainopepla (Phainopepla nitens) is distinguished by its glossy black color, crest and red eyes, while the female is gray with red eyes. It feeds mainly on mistletoe and contributes to its diffusion by dispersing its seeds through the manure.
Despite the climatic characteristics of the park, there are numerous mammals in this area.
These include bobcat (Lynx rufus) which is widespread in the park; this mainly feeds on rabbits and quail, in some cases it goes as far as the borders of the city of Tucson. The puma (Puma concolor) is the strongest predator present in the park and is widespread in both sections, the jaws of this animal are so strong that they can break the turtles’ carapace to eat them. The American black bear (Ursus americanus) is present only at the highest altitudes in the Rincon Mountains district, it normally lives inside the forest but when in the driest years it also descends to lower altitudes in search of food and water. The common nasua (Nasua narica) is a diurnal animal able to feed on both insects and snakes, as well as seeds and berries. The raccoon (Procyon lotor) prefers areas where there is water all year round, it easily moves towards the city in search of food.
The North American bass (Bassariscus astutus) is the mammal symbol of the state of Arizona, although it is widespread within the park it is very difficult to see it as it is shy, as a den it prefers caves, cracks in the rocks or hollow trunks. The coyote (Canis latrans) is widespread in both sections of the park and feeds on both cactus fruit and animals. The American pygmy fox (Vulpes macrotis) is present only in the Tucson Mountains district, its habitat around the park is constantly decreasing and this is compromising the presence of this species within the park. The gray fox (Urocyon cinereoargenteus) is the only species of the canine family capable of climbing trees, both for hunting and for defending itself from predators. Collared pècari (Pecari tajacu) are widespread in the park, they live in groups ranging from 4 to 20 individuals led by an adult female, their diet consists of roots, seeds, cactus fruits and occasionally carrion. The Mephitidae family is represented in the park by the common skunk (Mephitis mephitis), the western spotted skunk (Spilogale gracilis) and the hooded skunk (Mephitis macroura). The silver badger (Taxidea taxus) is very rare in the park, the number of specimens is constantly decreasing due to the disappearance of its habitat in the areas surrounding the protected area.
Albert’s squirrel (Sciurus alberti), introduced in the Santa Catalina Mountains area near the Saguaro park in 1941, has become the most widespread species within the park having surpassed the Arizona gray squirrel (Sciurus arizonensis), a species native to this area. Both species live in wooded areas of the Rincon Mountains. Very easy to spot is the Ammospermophilus harrisii, recognizable by the white stripes on the sides of the body, they are active even during the hottest hours of the day. The Topermophilus variegatus is a ground squirrel that prefers high mountain rocky areas, it is easily observed inside the park. Equally easy to spot, but in the desert area of ​​the park, is the Xerospermophilus tereticaudus. Finally, the Neotamias dorsalis can be seen both in the mountainous areas of the park and at the lower altitudes, but limited to the areas close to the waterways.
The desert hare (Lepus alleni) is not very common in the park and it is possible to spot it mainly in the vicinity of large sandy and dry waterways. The Californian hare (Lepus californicus) prefers the desert area and is active during the cooler hours of the day. The desert cottontail (Sylvilagus audubonii) is very common within the park due to its high reproduction rate, its abundance also makes it a favorite prey of many species of rattlesnakes and other predators such as hawks and lynxes.
Within the Saguaro National Park, we also find numerous species of bats, of which only two feed on nectar and are Choeronycteris mexicana and Leptonycteris curasoae.
Most are insectivores such as Eptesicus fuscus, Macrotus californicus (a species that does not migrate and hibernates during the winter), Myotis californicus, Myotis velifer, Myotis thysanodes (a species that migrates in winter even if today the migration route is unknown), the Lasiurus cinereus, the Myotis volans), the Brazilian molosser (Tatarida brasiliensi), the most widespread species in the southwest of the United States, the desert bat (Antrozous pallidus), the Nyctinomops femorosaccus, the Lasionycteris noctivagans, Myotis auriculus, Townsend’s bat (Corynorhinus townsendii), Parastrellus hesperus (weighs about 3 grams and is the smallest bat in the United States of America), Lasiurus blossevillii, Myotis ciliolabrus, Myotis yumanensis.

Guido Bissanti





[:es]

Parque Nacional Saguaro

El Parque Nacional Saguaro, cuyo código WDPA es: 374162 es un Parque Nacional de los Estados Unidos ubicado en Arizona, con una superficie de 370 km².
Este parque fue establecido en 1994 y es administrado por el Servicio de Parques Nacionales.
El Parque Nacional Saguaro está ubicado en el sur de Arizona y está dividido en dos secciones, una a unas 20 millas al este y la otra a unas 15 millas al oeste de Tucson. Ambas secciones son fácilmente accesibles en coche y cuentan con un centro de recepción de visitantes.
El Parque Nacional Saguaro es parte del Desierto de Sonora y lleva el nombre de saguaro, un cactus gigante nativo de esta región, aunque también están presentes otras especies de cactus.
El área fue originalmente designada como Monumento Nacional el 1 de marzo de 1933 y fue transformada en Parque Nacional el 14 de octubre de 1994 por el presidente Bill Clinton.

Geografía –
El Parque Nacional Saguaro, como se mencionó, se divide en dos secciones.
La Sección Oeste: Distrito de las Montañas de Tucson y la Sección Este: Distrito de las Montañas de Rincón.
El Distrito de las Montañas de Tucson está ubicado al oeste de la ciudad de Tucson. El centro de visitantes de Red Hills (2700 North Kinney Road, Tucson, Arizona 85743) está abierto de 9 am a 5 pm todos los días excepto el 25 de diciembre, aquí puede encontrar folletos, libros y mapas del parque. Siguiendo el camino que ingresa al parque desde el centro de visitantes durante aproximadamente 2.5 km, se llega al bucle de Bayada, un camino empinado de tierra que hace un bucle de casi 10 km a través de un denso bosque de saguaro. En esta sección del parque hay algunos senderos muy simples y de corta duración, como el sendero del jardín de cactus en el centro de visitantes, el sendero natural de descubrimiento del desierto de poco menos de 1 km de largo, el sendero con vista al valle de aproximadamente 1,5 km que permite vistas panorámicas del desierto, las montañas y el bosque de saguaro.
El Distrito de las Montañas de Rincón se encuentra al este de la ciudad de Tucson y fue el Monumento Nacional original. La peculiaridad de este parque es que parte del Desierto de Sonora y gradualmente se convierte en parte del bosque de coníferas de las montañas del Rincón. El pico más alto de esta zona es la montaña Mica, que alcanza una altitud de 2641 m. Aunque esta sección tiene menos cactus saguaro que el área occidental, en promedio son más grandes debido a las lluvias más frecuentes y abundantes debido a la proximidad de la montaña Rincón.

Geología –
El Parque Nacional Saguaro tiene un origen geológico muy antiguo. Las rocas más antiguas son de naturaleza metamórfica, de color gris oscuro conocido como esquisto Pinal, que representa la corteza original del sur de Arizona. Estas rocas se formaron hace unos 1.700 millones de años durante el Precámbrico debido a la colisión entre placas que alteró las rocas volcánicas sedimentarias preexistentes en esquistos y otras rocas metamórficas. También hay algunas subvenciones formadas hace 1.400 millones de años y que forman la cresta del Tarque Verde.
Posteriormente, hace unos 600 millones de años, al inicio del Paleozoico, comenzaron los movimientos corticales relacionados con la colisión entre la placa del Pacífico y la placa de América del Norte, esto dio lugar a una sucesión de períodos de deposición de rocas sedimentarias, principalmente calizas, areniscas y periodos de esquisto y erosión. Se pueden ver ejemplares de estas rocas dentro del parque, en el merendero de Sus y cerca de las cascadas de Lime Kiln.
Durante la primera parte del Mesozoico, hace unos 150 millones de años, el continuo ascenso de la región provocó una fuerte erosión de las rocas que poco a poco llegaron a la superficie. Los sedimentos fueron arrastrados hasta un mar interior y hoy forman las Colinas Rojas cerca del centro de visitantes homónimo. El color rojo se debe a la hematita, un óxido de hierro que se forma en aguas poco profundas ricas en oxígeno como el mar que cubría esta región. La evidencia de la existencia de este mar proviene de madera fósil petrificada, conchas y huesos de dinosaurios encontrados en la zona.
Entre el final del Mesozoico y el comienzo del Cenozoico, hace unos 30 millones de años, la continua subducción de la placa del Pacífico bajo la placa de América del Norte provocó una fuerte actividad volcánica que involucró a la actual zona de Tucson, como consecuencia de esto. Fueron fuertes emisiones de riolita, lava y flujos piroclásticos. El consiguiente vaciado del subsuelo llevó a la formación de una enorme caldera que gradualmente se fue llenando de riolita, cenizas y rocas formadas durante el colapso del volcán. Este complejo rocoso se conoce como Tucson Mountain Chaos y es la principal formación rocosa de las montañas de Tucson. En el mismo período las áreas circundantes fueron sometidas a introsiones de granito rosa y vetas de cuarzo que contienen muchos minerales, entre ellos cobre, plata y oro, la presencia de estos minerales permitió el desarrollo de Arizona a fines del siglo XIX. Una de estas intrusiones es visible a lo largo del sendero Hugh Norris, a la altura del pico Amole.
Finalmente hace entre 10 y 20 millones de años el continuo movimiento de las placas tectónicas llevó a la formación de una falla en el área de Tucson, los movimientos a lo largo de esta falla llevaron a la formación de una depresión que se llenó de sedimentos de las montañas de Tucson y el Montañas Catalina, este proceso continúa hasta el día de hoy.

Clima –
El Parque Nacional Saguaro se encuentra en una región caracterizada por un clima árido de tipo BWh según la clasificación Köppen-Geiger.
En esta zona, en el período invernal, la temperatura puede ir desde alrededor de 19 ° C en horas pico a 5 ° C en la noche, el verano es extremadamente caluroso con temperaturas máximas que pueden superar los 41 ° C mientras que por la tarde la temperatura desciende a aproximadamente 22 ° C.
La zona se caracteriza por un clima muy árido con precipitaciones medias anuales de poco más de 300 mm, la precipitación más abundante se da en los meses de julio y agosto, mientras que es extremadamente escasa entre abril y junio. En invierno, las lluvias se concentran en los meses de diciembre a febrero y se presentan en forma de lluvias ligeras pero prolongadas, las nevadas también son posibles en altitudes más altas, la temporada de lluvias de verano en cambio va de julio a septiembre y se caracteriza por lluvias intensas. Y violento típico del monzón norteamericano, acompañado de relámpagos y le siguieron inundaciones repentinas.

Flora –
El Parque Nacional Saguaro, por sus peculiaridades climáticas, alberga, en su mayor parte, plantas que se han adaptado a vivir en el desierto, por lo que en los períodos más secos reducen su actividad para preservar el agua acumulada. Hay más de 1162 especies de plantas en el distrito de las Montañas del Rincón, que van desde cactus y ocotillos en la zona desértica hasta pino amarillo (Pinus ponderosa) y pseudotsuga en la zona montañosa. El distrito de Tucson Muntains contiene 512 especies de plantas.
Dentro del parque hay 10 especies de plantas en peligro de extinción, 78 especies de plantas no nativas de la región se han extendido dentro del distrito de las montañas de Rincón, mientras que 47 especies de plantas no nativas de la zona se han extendido al interior de las montañas de Tucson. distrito. Hay 25 especies de cactus en el parque, incluido el saguaro (Carnegiea gigantea), varias especies pertenecientes al género Mammillaria, Ferocactus wislizeni, Opuntia versicolor, Echinocereus fendleri var. fasciculatus, la Opuntia engelmannii, el osito de peluche cholla (Cylindropuntia bigelovii), la Cylindropuntia fulgida.
También dentro del parque hay muchas especies no nativas de la región, la más peligrosa para la vida del saguari es el Pennisetum ciliare, una planta perenne originaria de África capaz de competir por los mismos recursos que comen los saguaros y que crea un césped. que no permite el crecimiento de otras especies y que facilita la propagación de incendios. Cada 10 años se realiza un censo de saguaros en el parque, el último fue de octubre de 2009 a octubre de 2010, los resultados no han sido analizados por completo aunque es evidente que el número de ejemplares está en constante aumento en ambos distritos. Desde 1990 .

Fauna –
Al igual que con las plantas, los animales del Parque Nacional Saguaro también incluyen especímenes que se han adaptado a vivir en climas áridos y cálidos.
De hecho, a pesar de ser una zona desértica, hay algunos anfibios en el parque, especialmente sapos que salen de madrigueras subterráneas en verano cuando las lluvias monzónicas llenan de agua los arroyos que atraviesan el parque y forman charcos. La lista de anfibios presentes en el parque incluye: Hyla arenicolor, una pequeña rana arborícola de colores muy variables que le permiten integrarse bien en el entorno en el que vive; es posible encontrarlo a lo largo de los cauces de los ríos entre cantos rodados a los que es capaz de aferrarse gracias a las ventosas presentes en las patas, la única defensa frente a los depredadores la da el mimetismo y quedando totalmente quieto cuando el depredador se acerca. El Scaphiopus couchii vive la mayor parte del año en madrigueras subterráneas en estado letárgico, durante las lluvias de verano sale de las madrigueras para alimentarse principalmente de termitas, si las lluvias son lo suficientemente largas, comienza la búsqueda de pareja de apareamiento.
Otro anfibio es el Bufo cognatus, fácilmente reconocible por las manchas simétricas en la espalda, la llamada del macho es muy ruidosa y puede durar hasta un minuto. La Rana yavapaiensis vive solo en áreas donde hay charcos de agua permanentes, se reproduce todo el año y los renacuajos tardan alrededor de un año en convertirse en adultos, el hecho de que vivan donde el agua está presente todo el año pone en peligro la presencia de esta especie en el interior del país. aparcar, ya que los períodos prolongados de sequía secan casi todas las piscinas. Spea multiplicata también está activa durante el período lluvioso de verano cuando está en peligro, emite una secreción con un fuerte olor a maní de la piel que causa lagrimeo y secreción nasal. El pequeño Bufo punctatus es fácilmente reconocible por las grandes glándulas presentes detrás de los ojos y por las protuberancias rojas esparcidas en la espalda, es la única especie de sapo presente en el desierto de Sonora que pone sus huevos individualmente. Incilius alvarius es uno de los sapos más grandes de Norteamérica, la piel es de un color verde oliva y tiene grandes glándulas detrás de los ojos que emiten toxinas de defensa si están en peligro, estas toxinas son tan poderosas que se paralizan y en algunos casos llegan a matar. un perro.
Dentro del Parque Nacional Saguaro obviamente no hay escasez de reptiles, algunos de los cuales se encuentran entre los más característicos de América del Norte, como el Gopherus agassizii, una tortuga que es capaz de vivir hasta 100 años y que es difícil de ver en qué permanece escondido en la guarida durante las horas más calurosas. El monstruo de Gila (Heloderma robustum) es uno de los dos saurios venenosos que existen en el mundo, el veneno es secretado por las glándulas de la mandíbula y penetra a la víctima a través de la mordedura, su veneno no es mortal para los humanos. El Phrynosoma solar es el lagarto cornudo más grande de los Estados Unidos y es fácilmente reconocible por los cuatro cuernos detrás de su cabeza, es fácil verlo cerca de hormigueros ya que se alimenta principalmente de hormigas.
Hay 5 especies de serpientes de cascabel: Crotalus atrox, la más común en Norteamérica, Crotalus tigris, Crotalus molossus, Crotalus scutulatus y Crotalus cerastes. Otra especie de serpiente venenosa presente en el parque es la Micruroides euryxanthus. También hay numerosas especies de serpientes no venenosas que incluyen: Thamnophis cyrtopsis, Lampropeltis getula, Diadophis punctatus, Tantilla hobartsmithi, Trimorphodon biscutatus y Leptotyphlops humilis.
La avifauna también es interesante; Dentro del Parque Nacional Saguaro, existen especies de aves que son difíciles de ver en otros lugares, como el papamoscas bermellón (Pyrocephalus rubinus) y el autillo (Megascops trichopsis). En la zona desértica es posible ver el mimì mayor (Geococcyx californianus), quizás una de las aves más famosas del suroeste de Estados Unidos; es raro verlo volar ya que para cazar explota su carrera rápida que le permite capturar lagartijas y roedores, la cola larga actúa como timón durante la carrera. El pájaro carpintero de Gila (Melanerpes uropygialis) anida en la corteza exterior del saguaro, de esta manera es capaz de defenderse tanto de los depredadores como de las altas temperaturas del desierto. Los nidos abandonados están ocupados por otras aves, como el cernícalo (Falco tinnunculus), la golondrina púrpura (Progne subis) y el búho duende (Micrathene whitneyi); este último es el búho más pequeño del mundo, se alimenta de insectos, especialmente escarabajos y polillas, y migra a México a fines de octubre para regresar al desierto de Sonora en marzo. El colador de Gambel (Callipepla gambelii) es fácilmente reconocible por un mechón negro en la cabeza, no le gusta el calor por lo que está activo por la mañana y por la noche, durante los períodos de sequía obtiene agua de los frutos de los cactus .
El colibrí de Anna (Calypte anna) es el único colibrí que se encuentra durante todo el año en la región del desierto de Sonora. El reyezuelo (Campylorhynchus brunneicapillus) es el ave simbólica del estado de Arizona, el macho y la hembra construyen juntos el primer nido y mientras la hembra está incubando los huevos, el macho construye un segundo nido que se utilizará primero como refugio. para adultos y, por tanto, para la nueva prole. El mimo de pico curvo (Toxostoma curvirostre) además de ser reconocible por su pico curvo, tiene ojos amarillos muy vistosos, usa su pico para cavar en la arena para cazar insectos y semillas.
El ratonero común de Harris (Parabuteo unicinctus) vive y caza en grupos, los grupos están formados por una pareja que se reproduce y por algunos adultos que solo se encargan de alimentar a las crías de la pareja y de defender el nido. La paloma blanca (Zenaida asiatica) juega un papel fundamental para el saguaro, de hecho favorece la polinización al pasar de flor en flor y una vez maduran los frutos de los cactus ayuda a la propagación de semillas ya que se alimenta de los frutos pero no es capaz de para digerir las semillas.
Subiendo a mayores altitudes es posible encontrar el azor común (Accipiter gentilis), el junco de ojos amarillos (Junco phaeonotus) y el arrendajo mexicano (Aphelocona ultramarina). El macho de la fainopepla negra (Phainopepla nitens) se distingue por su color negro brillante, cresta y ojos rojos, mientras que la hembra es gris con ojos rojos. Se alimenta principalmente de muérdago y contribuye a su difusión dispersando sus semillas a través del estiércol.
A pesar de las características climáticas del parque, existen numerosos mamíferos en esta zona.
Estos incluyen el gato montés (Lynx rufus), que está muy extendido en el parque; esta se alimenta principalmente de conejos y codornices, en algunos casos llega hasta los límites de la ciudad de Tucson. El puma (Puma concolor) es el depredador más fuerte presente en el parque y está muy extendido en ambas secciones, las mandíbulas de este animal son tan fuertes que pueden romper el caparazón de las tortugas para comérselas. El oso negro americano (Ursus americanus) está presente solo en las altitudes más altas en el distrito de las montañas del Rincón, normalmente vive dentro del bosque pero cuando en los años más secos también desciende a altitudes más bajas en busca de alimento y agua. La nasua común (Nasua narica) es un animal diurno capaz de alimentarse tanto de insectos como de serpientes, así como de semillas y bayas. El mapache (Procyon lotor) prefiere las zonas donde hay agua todo el año, se desplaza con facilidad hacia la ciudad en busca de alimento.
La lubina norteamericana (Bassariscus astutus) es el mamífero símbolo del estado de Arizona, aunque está muy extendido dentro del parque es muy difícil verlo ya que es tímido, como guarida prefiere cuevas, grietas en las rocas o huecos. bañador. El coyote (Canis latrans) está muy extendido en ambas secciones del parque y se alimenta tanto de cactus como de animales. El zorro pigmeo americano (Vulpes macrotis) está presente solo en el distrito de las montañas de Tucson, su hábitat en los alrededores del parque está disminuyendo constantemente y esto está comprometiendo la presencia de esta especie dentro del parque. El zorro gris (Urocyon cinereoargenteus) es la única especie de la familia canina capaz de trepar a los árboles, tanto para cazar como para defenderse de los depredadores. Los pècari de collar (Pecari tajacu) están muy extendidos en el parque, viven en grupos que van de 4 a 20 individuos liderados por una hembra adulta, su dieta consiste en raíces, semillas, frutos de cactus y ocasionalmente carroña. La familia Mephitidae está representada en el parque por la mofeta común (Mephitis mephitis), la mofeta moteada occidental (Spilogale gracilis) y la mofeta encapuchada (Mephitis macroura). El tejón plateado (Taxidea taxus) es muy raro en el parque, el número de ejemplares está disminuyendo constantemente debido a la desaparición de su hábitat en las áreas aledañas al área protegida.
La ardilla de Alberto (Sciurus alberti), introducida en el área de las montañas de Santa Catalina cerca del parque Saguaro en 1941, se ha convertido en la especie más extendida dentro del parque después de haber superado a la ardilla gris de Arizona (Sciurus arizonensis), una especie nativa de esta área. Ambas especies viven en áreas boscosas de las montañas de Rincón. Muy fácil de detectar es el Ammospermophilus harrisii, reconocible por las rayas blancas a los lados del cuerpo, están activos incluso durante las horas más calurosas del día. El Topermophilus variegatus es una ardilla de tierra que prefiere las zonas rocosas de alta montaña, se observa fácilmente dentro del parque. Igualmente fácil de detectar, pero en la zona desértica del parque, es el Xerospermophilus tereticaudus. Finalmente, las Neotamias dorsalis se pueden observar tanto en las zonas montañosas del parque como en las altitudes más bajas, pero limitadas a las zonas cercanas a los cursos de agua.
La liebre del desierto (Lepus alleni) no es muy común en el parque y es posible avistarla principalmente en las cercanías de grandes cursos de agua arenosos y secos. La liebre californiana (Lepus californicus) prefiere la zona desértica y está activa durante las horas más frescas del día. El conejo del desierto (Sylvilagus audubonii) es muy común dentro del parque debido a su alta tasa de reproducción, su abundancia también lo convierte en una presa favorita de muchas especies de serpientes de cascabel y otros depredadores como halcones y linces.
Dentro del Parque Nacional Saguaro también encontramos numerosas especies de murciélagos, de los cuales solo dos se alimentan de néctar y son Choeronycteris mexicana y Leptonycteris curasoae.
La mayoría son insectívoros como Eptesicus fuscus, Macrotus californicus (especie que no migra e hiberna durante el invierno), Myotis californicus, Myotis velifer, Myotis thysanodes (especie que migra en invierno aunque hoy se desconoce la ruta de migración), el Lasiurus cinereus, Myotis volans), el moloso brasileño (Tatarida brasiliensi), la especie más extendida en el suroeste de los Estados Unidos, el murciélago del desierto (Antrozous pallidus), el Nyctinomops femorosaccus, el Lasionycteris noctivagans, Myotis auriculus, el murciélago de Townsend ( Corynorhinus townsendii), Parastrellus hesperus (pesa unos 3 gramos y es el murciélago más pequeño de los Estados Unidos de América), Lasiurus blossevillii, Myotis ciliolabrus, Myotis yumanensis.

Guido Bissanti





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