Phyllanthus amarus

Phyllanthus amarus

Il fillanto amaro (Phyllanthus amarus Schumach. & Thonn.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Euphorbiales,
Famiglia Euphorbiaceae,
Sottofamiglia Phyllanthoideae,
Genere Phyllanthus,
Specie P. amarus.
Sono sinonimi i termini:
– Diasperus nanus (Hook.f.) Kuntze;
– Phyllanthus nanus Hook.f.;
– Phyllanthus niruri baronianus (Leandri) Leandri;
– Phyllanthus niruri amarus (Schumach. & Thonn.) Leandri;
– Phyllanthus niruri scabrellus (Webb) Müll.Arg.;
– Phyllanthus niruroides madagascariensis Leandri;
– Phyllanthus scabrellus Webb;
– Phyllanthus swartzii Kostel..

Etimologia –
Il termine Phyllanthus proviene dal greco φύλλον phýllon foglia e da ἄνϑοϛ ánthos fiore: per i fiori che spuntano alla base delle foglie.
L’epiteto specifico amarus è in riferimento al sapore amaro, acre.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Phyllanthus amarus è una pianta di origine indeterminata ma certamente dell’America tropicale e cresce in un areale che comprende l’America del Sud; è presente in tutto il Sud America, nei Caraibi, da Trinidad alle Bahamas, in Centro America, da Panama al Messico e nel Sud Est dell’America del Nord ed in Florida.
La pianta è presente fuori dalla sua zona di origine in alcune aree tropicali e subtropicali, come in India, dove viene anche coltivata.
Il suo habitat è quello delle aree di pieno campo, terreni incolti, aree con vegetazione a macchia erbosa e foresta decidua secca, generalmente su suoli umidi e sabbiosi, ad altitudini dal livello del mare fino a 1.000 metri.
Può divenire, in certe condizioni, un’erba infestante.

Descrizione –
Il Phyllanthus amarus è un’erba annuale alta da 60 a 75 cm, piuttosto glabra.
È dotata di una radice robusta e legnosa e tortuosa.
e gli steli sono spesso ramificati alla base e angolosi.
Le foglie sono numerose, subsessili, distiche, stipulate e paripennate con foglioline.
I lembi sono oblunghi, con nervo oscuro e base arrotondata.
I fiori sono minutissimi, peduncolati, numerosi, ascellari e di colore giallastro.
I sepali sono 5-6, ovato-oblunghi esterni acuti, coriacei con margini chiari; disco in entrambi i sessi delle ghiandole; fiori maschili 1-3 pedicellati; i fiori femminili sono solitari, più grandi ed eretti.
Gli stami sono 3, sessili su una colonna corta, stili minuti e molto corti.
Il frutto è capsula, minuta, globosa e deiscente.
I semi presentano delle nervature evidenti, parallele e trasversali.

Coltivazione –
Il Phyllanthus amarus è una pianta che cresce in clima tropicale e subtropicale, preferibilmente su terreno sabbioso ben drenato dove raggiunge il massimo crescita lussureggia mento.
Questa pianta è comunemente raccolta in natura per uso medicinale locale.
Viene anche coltivata per uso medicinale in alcune aree, in particolare in India, dove viene commercializzata; inoltre esistono alcun cultivar.
Per la sua coltivazione richiede una posizione soleggiata, un substrato sabbioso, su suoli neri con un pH ottimale di 7,5 – 8.
La pianta è dotata di capsule esplosive che spingono i semi a una certa distanza dalla stessa.
In certe condizioni, come detto, può divenire infestante e può creare problemi a coltivazioni di: legumi, soia, arachidi, cereali, canna da zucchero, manioca, taro, sesamo, girasole e cotone.
La propagazione avviene per seme e richiede luce per germinare.
Il seme va seminato direttamente in pieno campo, di solito mescolato con sabbia.
La germinazione è spesso inferiore al 50%; la germinazione dei semi appena raccolti è più lenta di quella dei semi più vecchi.
I semi essiccati all’8% di umidità e trattati con polvere di rizoma di curcuma, in condizioni ambientali normali hanno mantenuto la vitalità fino a 6 mesi; i semi non trattati si conservano male.

Usi e Tradizioni –
Fino al 1980 circa, i tassonomisti collocavano un certo numero di specie, inclusa Phyllanthus amarus, sotto Phyllanthus niruri L..
Laddove il nome Phyllanthus niruri è stato applicato nella letteratura precedente a esemplari africani o asiatici, di solito si deve intendere Phyllanthus amarus, ma a volte anche Phyllanthus debilis, Phyllanthus fraternus, Phyllanthus maderaspatensis o Phyllanthus rotundifolius.
Esemplari di Phyllanthus niruri vero non sono mai stati confermati al di fuori delle Americhe. Nella letteratura farmacologica persiste ancora la confusione tra Phyllanthus fraternus e Phyllanthus amarus.
Per quanto riguarda i suoi usi il Phyllanthus amarus è ampiamente usato come pianta medicinale ed è considerato un buon tonico, diuretico e febbrifugo.
C’è stata una notevole ricerca sulle proprietà medicinali della pianta, in gran parte a sostegno degli usi tradizionali.
Dalla pianta sono stati isolati i seguenti costituenti chimici: lignani (come fillantina, ipofillantina, filtetralina, nirtetralina, nirantina), ellagitannini (fillanthusiin D, acido amariinico, elaeocarpusina, acido repandusinico A e acido geraniinico B), flavonoidi, alcalodinidi, tannini , composti fenolici e un derivato croman.
L’alcaloide fillantina non deve essere confuso con il lignan fillantina.
È stato riscontrato che le foglie contengono le quantità più elevate di fillantina (0,7%) rispetto all’intera pianta: fillantina (0,4%), ipofillantina (1,2%), acido gallico (0,4%) e acido ellagico (0,2%).
La fillantina e l’ipofillantina hanno attività protettiva contro la citotossicità. Tuttavia, è stato anche segnalato che la fillantina è tossica per il sistema nervoso e il fegato.
Gli estratti acquosi mostrano una potente attività anticancerogena contro lo sviluppo di diversi tipi di tumore.
Il materiale vegetale fresco e un estratto di metanolo hanno mostrato una forte attività antiossidante in vari saggi antiossidanti. L’essiccazione del materiale vegetale ha causato una significativa riduzione delle proprietà antiossidanti. D’altra parte, gli estratti di acqua bollente hanno mostrato potenziali antiossidanti significativamente più forti anche dal materiale vegetale essiccato a causa della maggiore solubilità dei composti, della rottura dei costituenti cellulari e dell’idrolisi dei tannini.
Un estratto dell’intera pianta ha mostrato una significativa attività radioprotettiva, diminuendo il danno alle cellule intestinali, diminuendo i livelli di perossidazione lipidica, diminuendo la percentuale di aberrazioni cromosomiche e aumentando gli enzimi antiossidanti nell’intestino, nel sangue e nel fegato.
Vari test hanno dimostrato un significativo potenziale antinfiammatorio.
Gli estratti metanolici di foglie, radici e frutti hanno mostrato una significativa attività antibatterica in vitro contro una serie di batteri gram-positivi e gram-negativi; gli estratti di foglie hanno mostrato la più alta attività.
Una frazione cloroformica delle parti aeree ha mostrato un significativo effetto inibitorio contro il fungo dermatofitico Microsporum gypseum e contro il lievito Candida albicans.
Gli estratti cloroformici ed etanolici delle parti aeree e delle radici hanno mostrato una significativa attività larvicida contro le larve di Anopheles stephensi. Un estratto di radice etanolica possedeva un’attività significativa contro il Tribolium castaneum, un parassita del grano immagazzinato.
La norsecurinina, isolata dalle parti aeree, ha mostrato un’attività significativa contro la germinazione delle spore dei funghi delle colture Alternaria brassicae, Alternaria solani, Curvularia pennisetti, Erysiphe pisi e Helminthosporium frumentacei in coltivazioni in serra.
È stato riscontrato che le foglie fresche contengono alti livelli di Manganese (465 ppm), Rame (21,8 ppm), Zinco (75,1 ppm). I livelli di diversi composti tossici sono sufficientemente alti da costituire una minaccia per gli animali che li consumano e anche l’uso delle foglie per scopi medicinali dovrebbe essere monitorato.
Tra gli altri usi la Phyllanthus amarus Phyllanthus amarus potrebbe rivestire un uso agroforestale in quanto pare che le radici della pianta abbiano proprietà aggreganti nei suoli sabbiosi.

Modalità di Preparazione –
Il Phyllanthus amarus è una pianta che viene adottata da molto tempo per vari usi nella medicina tradizionale delle aree di crescita naturale.
Le parti utilizzate sono quelle aeree.
Dall’intera pianta si ricava un decotto che, combinato con il miele, è usato come medicinale per la tosse.
Un infuso è usato come rimedio per la dissenteria e come purificatore del sangue (tonico amaro) per ridurre i livelli di zucchero nel sangue.
La pianta viene utilizzata anche in caso di parto difficile, per edemi e per contrastare dolori costali, febbrili e mal di gola. Un decotto dell’intera pianta è preso come rimedio per blennorrea, oliguria e malattie veneree.
La pianta viene ridotta a una pasta e preparata come supposta vaginale per indurre le mestruazioni. Questa pasta viene anche somministrata tramite clistere ai neonati come antidoto al veleno.
Le parti aeree della pianta vengono utilizzate per preparare un infuso amaro come colagogo, diuretico, febbrifugo e stomachico; è stato usato come sostituto del chinino. Viene utilizzato anche dalle mamme dopo il parto per dare sollievo agli uteri doloranti e curare le coliche.
Dalle foglie si prepara un infuso che viene utilizzato come cura per le emorroidi, da solo o in combinazione con il succo di cedro e i frutti in polvere di Xylopia aethiopica.
La linfa viene presa alla spina come rimedio per dolori costali, tachicardia, blennorrea e sterilità femminile, per instillazione nell’orecchio per otiti e per applicazione topica per maturare foruncoli e ascessi.
Sempre dalle foglie si prepara un infuso per alleviare i dolori di stomaco.
I frutti e i semi maturi sono considerati vermifughi.
Le foglie, strofinate tra le mani, fanno schiuma.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.