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Petiveria alliacea

La Petiveria (Petiveria alliacea L.) è una specie erbacea in forma arbustiva appartenente alla famiglia delle Phytolaccaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Caryophyllidae,
Ordine Caryophyllales,
Famiglia Phytolaccaceae,
Genere Petiveria,
Specie P. alliacea.
Sono sinonimi i termini:
– Mapa graveolens Vell.;
– Petiveria alliacea var. grandiflora (L.) Moq.;
– Petiveria alliacea var. octandra (L.) Moq.;
– Petiveria alliacea var. tetrandra (B.A.Gomes) Nowicke
– Petiveria alliacea var. tetrandra (Ortega) Hauman;
– Petiveria corrientina Rojas;
– Petivera foetida Salisb.;
– Petiveria graveolens (Vell.) Stellfeld;
– Petiveria hexaglochin Fisch. & C.A.Mey.
– Petiveria hexandria Sessé & Moc.;
– Petiveria ochroleuca Moq.;
– Petiveria octandra L.;
– Petiveria paraguayensis D. Parodi.
– Petiveria tetrandra B.A.Gomes;
– Petiveria tetrandra Ortega.

Etimologia –
Il termine Petiveria del genere è stato dedicato al botanico ed entomologo prelinneano James Petiver (1658-1718).
L’epiteto specifico alliacea viene da allium aglio, simile a un aglio o per l’odore che emana.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Petiveria alliacea è l’unica specie del genere Petiveria ed è una pianta originaria di un areale che comprende Florida e bassa valle del Rio Grande del Texas negli Stati Uniti, Messico, America Centrale, Caraibi e Sud America tropicale.
La specie è stata introdotta in Benin e in Nigeria.
Il suo habitat dei bordi stradali semi ombreggiati e con terreno accidentato, ben drenato e indisturbato.
In Giamaica è presente ad altitudini dal livello del mare fino a 360 metri s.l.m..
Nel sud della Florida è stata segnalata in aree disturbate, zone marittime, mesiche, praterie e tropicali e tumuli di conchiglie.
In Messico questa pianta è ampiamente presente nelle piantagioni di mais, caffè e mele.

Descrizione –
La Petiveria alliacea è una pianta con erbacea con portamento semiarbustivo, perenne, con radici profonde che cresce fino a 1 m di altezza.
Le foglie sono semplici, alterne, pennate nel primo ordine e reticolate nel secondo.
Presenta infiorescenze determinate composte da piccoli fiori bianco verdastri.
Le radici e le foglie hanno un forte odore acre, simile all’aglio che contamina il latte e la carne degli animali che vi pascolano.
Sebbene la pianta sia in grado di riprodursi durante tutto l’anno, l’attività riproduttiva raggiunge il picco durante una parte dell’anno che dipende dalla geografia. Ad esempio, in Messico questo periodo va da settembre a ottobre, mentre in America Centrale va da luglio a gennaio.

Coltivazione –
La Petiveria alliacea è un’erba medicinale popolare in molte parti dei tropici ed è occasionalmente piantata nei giardini come fonte immediata per uso medicinale.
Nel maneggiare questa pianta si ricorda che le spine affilate del frutto possono penetrare facilmente e dolorosamente nella pelle.
La pianta può accumulare nitrati e ha causato avvelenamento da nitrati nei bovini.
Per la coltivazione preferisce un terreno ricco e umido e una posizione in ombra parziale. La pianta si è affermata in molte aree al di fuori del suo areale originario nell’Africa tropicale e in Asia.
La propagazione può avvenire per seme o per talee di legno semi maturo.

Usi e Tradizioni –
La Petiveria alliacea è conosciuta con un ampio numero di nomi, in funzione dlla regione ove cresce, tra cui: guinea henweed, guiné in Brasile, anamu nella Repubblica Dominicana, Porto Rico e Brasile, apacin in Guatemala, mucura in Perù e guine in molte altre parti dell’America Latina, feuilles ave, herbe aux poules, petevere a odeur ail, a Trinidad, come mapurite e gully root, in Giamaica come guinea hen weed e molti altri nomi ancora.
La Petiveria alliacea, come detto, è un’erba medicinale popolare nei tropici, il suo aroma pungente e simile all’aglio (dovuto alla presenza di composti solforati) spiega questa popolarità, almeno in parte.
Tutte le parti sono eccessivamente acide; si dice che masticare una piccola porzione delle foglie renda la lingua secca, nera e ruvida come appare nei casi di febbre maligna.
Si utilizza l’intera pianta o le foglie e le radici separatamente.
Da tutte le parti della pianta sono stati isolati molti composti biologicamente attivi, i più importanti dei quali sono composti di zolfo, ma sono stati identificati anche flavonoidi, triterpeni e steroidi.
I composti contenenti zolfo sono simili ai composti odorosi dell’aglio e della cipolla, ma in quest’ultima hanno parti alchiliche anziché benziliche.
Analisi di merito sulla Petiveria alliacea hanno riscontrato la presenza di un gran numero di sostanze chimiche biologicamente attive tra cui benzaldeide, acido benzoico, benzil 2-idrossietil trisolfuro, cumarina, isoarborinolo, isoarborinol acetato, isoarborinol cinnamato, isotiocianati, polifenoli, senfol, tannianina.
È stato anche dimostrato che le radici della pianta contengono derivati del solfossido di cisteina che sono analoghi, ma diversi da quelli che si trovano in piante come l’aglio e la cipolla. Ad esempio, P. alliacea contiene solfossidi di S-fenilmetil-L-cisteina (petiveriine A e B)[14] e S-(2-idrossietil)-L-cisteine (6-idrossietiine A e B). Questi composti servono come precursori di diversi tiosolfati come S-(2-idrossietil) 2-idrossietano)tiosolfato, S-(2-idrossietil) fenilmetantiosolfato, S-benzil 2-idrossietano)tiosolfato e S-benzil fenilmetantiosolfato (petivericina). È stato scoperto che tutti e quattro questi tiosolfinati mostrano attività antimicrobica.
La petiveriina funge anche da precursore dell’S-ossido di fenilmetantial, un agente lacrimogeno strutturalmente simile al sin-propanetial-S-ossido della cipolla, ma la cui formazione richiede una nuova cisteina solfossido liasi e enzimi del fattore lacrimatorio sintasi diversi da quelli trovati nella cipolla.
Dal punto di vista delle applicazioni e degli utilizzi è stato dimostrato che gli estratti di acqua, metanolo ed etanolo dell’intera pianta rallentano la crescita delle cellule leucemiche e di molti altri ceppi di cellule tumorali cancerose in vitro.
È stato dimostrato, altresì, che gli estratti d’acqua dell’intera pianta stimolano il sistema immunitario.
Gli estratti di esano e cicloesano di foglie e steli hanno aumentato l’indice di fagocitosi dei granulociti umani. Uno dei composti immuno modulatori attivi presenti negli estratti era il dibenzil-trisolfuro.
Un estratto grezzo dell’intera pianta ha mostrato un effetto protettivo sulle cellule del sangue infettate dal batterio patogeno Listeria monocytogenes.
Gli estratti di radice hanno mostrato significativi effetti antinfiammatori, nonché un significativo effetto antidolorifico.
Molti rapporti e studi clinici confermano che gli estratti delle parti aeree e delle radici hanno significative proprietà antimicrobiche ad ampio spettro in vitro e in vivo contro numerosi ceppi di batteri, virus, protozoi, funghi e lieviti.
Gli estratti di acqua grezza si comportano in modo simile agli estratti di alcol.
L’intera pianta è un’erba pungente che, secondo la medicina popolare, si dice sia abortiva, antisettica, antispasmodica, diuretica e febbrifuga. Si ritiene che calmi i nervi, controlli la diarrea e stimoli l’utero.
La pianta è utilizzata nel trattamento di una serie di condizioni. Viene assunta internamente per trattare spasmi nervosi, paralisi, isteria, asma, pertosse, polmonite, bronchite, raucedine, febbre, mal di testa, influenza, cistite, malattie veneree e disturbi mestruali.
Presa esternamente, la pianta è usata per curare mal d’orecchi, febbre e mal di testa.
Si dice che un bagno di vapore o una fumigazione della pianta possano ridare movimento agli arti paralizzati.
Le radici sono usate come rimedio per il mal di denti, ed è stato anche usata per procurare un aborto.
I macerati fogliari vengono applicati alla pancia per indurre le contrazioni in caso di parto difficile.
Il liquido delle foglie viene instillato come gocce nasali o oculari per curare un violento mal di testa, e come gocce nasali per curare la sinusite.
In caso di edema si fa un bagno o un bagno di vapore con un decotto di foglie.
Un decotto di foglie viene applicato sugli ascessi e viene utilizzato come analgesico contro i dolori muscolari e per curare le malattie della pelle.
Un infuso di corteccia pestata viene bevuto per curare coliche, reumatismi, cancro, sifilide, raffreddore, febbre, bronchite e asma. I colombiani masticano le foglie per rivestire i denti e prevenire la carie.
Tra gli altri usi si riporta che le radici sono poste tra i prodotti di lana per proteggerli dagli insetti.
Le foglie sono usate come insetticida.
L’estratto fogliare, e il dibenzil-trisolfuro isolati dalle radici, hanno mostrato una significativa attività acaricida contro la zecca Boophilus microplus quando applicato localmente, e questa attività è in generale superiore agli acaricidi commerciali come dimetoato, lindano e carbaryl.
Il dibenzil-trisolfuro è risultato altamente tossico anche per il tonchio adulto della patata dolce (Cylas formicarius elegantulus) e per il coleottero adulto del caffè (Hypothenemus hampei).
L’estratto di foglie ha mostrato una significativa attività antifeedant nella cavalletta Zonocerus variegatus, nonché un’attività allelopatica sui semi germinanti.
La Petiveria alliacea è usata, in generale, come repellente per pipistrelli e insetti.

Modalità di Preparazione –
Di questa pianta si utilizza l’intera pianta o le foglie e le radici separatamente.
A volte è venduta per uso medicinale nei mercati locali o anche via Internet sotto forma di capsule.
Per usi medicinali si preparano estratti acquosi ricavati dall’intera pianta, o dalle radici o dalle foglie, in funzione del tipo di terapia da intraprendere.
Vengono preparati anche decotti di foglie ed infusi della corteccia pestata o, come avviene presso i colombiani, vengono masticate le foglie per rinforzare denti e gengive.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Petiveria alliacea

Guinea Hen Weed (Petiveria alliacea L.) is a herbaceous species in shrub form belonging to the Phytolaccaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Caryophyllidae,
Order Caryophyllales,
Phytolaccaceae family,
Genus Petiveria,
P. alliacea species.
The terms are synonymous:
– Mapa graveolens Vell .;
– Petiveria alliacea var. grandiflora (L.) Moq .;
– Petiveria alliacea var. octandra (L.) Moq .;
– Petiveria alliacea var. tetrandra (B.A. Gomes) Nowicke
– Petiveria alliacea var. tetrandra (Ortega) Hauman;
– Petiveria corrientina Rojas;
– Petivera foetida Salisb .;
– Petiveria graveolens (Vell.) Stellfeld;
– Petiveria hexaglochin Fisch. & C.A.Mey.
– Petiveria hexandria Sessé & Moc .;
– Petiveria ochroleuca Moq .;
– Petiveria octandra L .;
– Petiveria paraguayensis D. Parodi.
– Petiveria tetrandra B.A. Gomes;
– Petiveria tetrandra Ortega.

Etymology –
The term Petiveria of the genus was honored to the prelinean botanist and entomologist James Petiver (1658-1718).
The specific aliacea epithet comes from allium garlic, similar to garlic or due to the smell it emanates.

Geographic Distribution and Habitat –
Petiveria alliacea is the only species of the genus Petiveria and is a plant native to an area that includes Florida and the lower Rio Grande valley of Texas in the United States, Mexico, Central America, the Caribbean and tropical South America.
The species has been introduced in Benin and Nigeria.
Its habitat of semi-shaded roadsides and with rough, well-drained and undisturbed terrain.
In Jamaica it is present at altitudes from sea level up to 360 meters above sea level.
In South Florida it has been reported in troubled areas, marine, mesic, prairie and tropical areas, and shell mounds.
In Mexico, this plant is widely found on corn, coffee and apple plantations.

Description –
Petiveria alliacea is a herbaceous plant with a semi-shrubby, perennial habit, with deep roots that grows up to 1 m in height.
The leaves are simple, alternate, pinnate in the first order and reticulated in the second.
It has specific inflorescences composed of small greenish white flowers.
The roots and leaves have a strong acrid smell, similar to garlic that contaminates the milk and meat of the animals that graze there.
Although the plant is able to reproduce throughout the year, reproductive activity peaks during a geography-dependent part of the year. For example, in Mexico this period runs from September to October, while in Central America it runs from July to January.

Cultivation –
Petiveria alliacea is a popular medicinal herb in many parts of the tropics and is occasionally planted in gardens as an immediate source for medicinal use.
When handling this plant remember that the sharp thorns of the fruit can easily and painfully penetrate the skin.
The plant can accumulate nitrates and has caused nitrate poisoning in cattle.
For cultivation, it prefers rich, moist soil and a position in partial shade. The plant has established itself in many areas outside its original range in tropical Africa and Asia.
Propagation can take place by seed or by cuttings of semi-mature wood.

Customs and Traditions –
Petiveria alliacea is known by a large number of names, depending on the region where it grows, including: guinea henweed, guiné in Brazil, anamu in the Dominican Republic, Puerto Rico and Brazil, apacin in Guatemala, mucura in Peru and guine in many other parts of Latin America, feuilles ave, herbe aux poules, petevere a odeur ail, in Trinidad, as mapurite and gully root, in Jamaica as guinea hen weed and many other names.
Petiveria alliacea, as mentioned, is a popular medicinal herb in the tropics, its pungent, garlic-like aroma (due to the presence of sulfur compounds) explains this popularity, at least in part.
All parts are excessively acidic; chewing a small portion of the leaves is said to make the tongue dry, black and rough as it appears in cases of malignant fever.
You use the whole plant or the leaves and roots separately.
Many biologically active compounds have been isolated from all parts of the plant, the most important of which are sulfur compounds, but flavonoids, triterpenes and steroids have also been identified.
Compounds containing sulfur are similar to the odorous compounds of garlic and onion, but in the latter they have alkyl rather than benzyl parts.
Merit analyzes on Petiveria alliacea have found the presence of a large number of biologically active chemicals including benzaldehyde, benzoic acid, benzyl 2-hydroxyethyl trisulfide, coumarin, isoarborinol, isoarborinol acetate, isoarborinol cinnamate, isothiocyanates, polyphenols, senfol, tannin.
The roots of the plant have also been shown to contain cysteine ​​sulfoxide derivatives that are analogous to, but different from, those found in plants such as garlic and onion. For example, P. alliacea contains sulfoxides of S-phenylmethyl-L-cysteine ​​(petiveriins A and B) [14] and S- (2-hydroxyethyl) -L-cysteines (6-hydroxyetines A and B). These compounds serve as precursors of different thiosulfates such as S- (2-hydroxyethyl) 2-hydroxyethane) thiosulfate, S- (2-hydroxyethyl) phenylmetantiosulfate, S-benzyl 2-hydroxyethane) thiosulfate and S-benzyl phenylmethantiosulfate (petivericin). All four of these thiosulfinates were found to exhibit antimicrobial activity.
Petiveriin also acts as a precursor to phenylmetantial S-oxide, a tear agent structurally similar to the sin-propanetial-S-oxide of the onion, but the formation of which requires a new cysteine ​​sulfoxide lyase and tear factor synthase enzymes other than those found in onion .
From the point of view of applications and uses, it has been shown that the water, methanol and ethanol extracts of the whole plant slow down the growth of leukemia cells and many other cancerous tumor cell strains in vitro.
It has also been shown that the water extracts of the whole plant stimulate the immune system.
Extracts of hexane and cyclohexane from leaves and stems increased the phagocytosis index of human granulocytes. One of the active immune-modulating compounds present in the extracts was dibenzyl-trisulfide.
A crude extract of the whole plant showed a protective effect on blood cells infected with the pathogenic bacterium Listeria monocytogenes.
The root extracts showed significant anti-inflammatory effects as well as a significant pain relieving effect.
Many reports and clinical studies confirm that aerial and root extracts have significant broad-spectrum antimicrobial properties in vitro and in vivo against numerous strains of bacteria, viruses, protozoa, fungi and yeasts.
Raw water extracts behave similarly to alcohol extracts.
The whole plant is a pungent herb that, according to folk medicine, is said to be abortive, antiseptic, antispasmodic, diuretic, and febrifuge. It is believed to calm the nerves, control diarrhea and stimulate the uterus.
The plant is used in the treatment of a number of conditions. It is taken internally to treat nerve spasms, paralysis, hysteria, asthma, whooping cough, pneumonia, bronchitis, hoarseness, fever, headache, flu, cystitis, STDs and menstrual disorders.
Taken externally, the plant is used to treat earache, fever and headache.
It is said that a steam bath or fumigation of the plant can restore movement to paralyzed limbs.
The roots are used as a remedy for toothache, and it has also been used to induce abortion.
The leaf macerates are applied to the belly to induce contractions in the event of a difficult birth.
The liquid from the leaves is instilled as nasal or eye drops to treat a violent headache, and as nasal drops to treat sinusitis.
In case of edema, take a bath or a steam bath with a decoction of the leaves.
A decoction of the leaves is applied to abscesses and is used as an analgesic against muscle pain and to treat skin diseases.
An infusion of crushed bark is drunk to treat colic, rheumatism, cancer, syphilis, colds, fever, bronchitis and asthma. Colombians chew the leaves to coat their teeth and prevent tooth decay.
Among other uses it is reported that the roots are placed between wool products to protect them from insects.
The leaves are used as an insecticide.
The foliar extract, and the dibenzyl-trisulfide isolated from the roots, have shown significant acaricidal activity against the Boophilus microplus tick when applied topically, and this activity is generally superior to commercial acaricides such as dimethoate, lindane and carbaryl.
Dibenzyl-trisulfide was also highly toxic to the adult sweet potato weevil (Cylas formicarius elegantulus) and to the adult coffee beetle (Hypothenemus hampei).
The leaf extract showed significant antifeedant activity in grasshopper Zonocerus variegatus, as well as an allelopathic activity on germinating seeds.
Petiveria alliacea is used, in general, as a repellent for bats and insects.

Preparation Method –
This plant uses the whole plant or the leaves and roots separately.
It is sometimes sold for medicinal use in local markets or even via the Internet in capsule form.
For medicinal uses, aqueous extracts are prepared from the whole plant, or from the roots or leaves, depending on the type of therapy to be undertaken.
Decoctions of leaves and infusions of the crushed bark are also prepared or, as happens with Colombians, the leaves are chewed to strengthen teeth and gums.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Petiveria alliacea

Petiveria (Petiveria alliacea L.) es una especie herbácea en forma de arbusto perteneciente a la familia Phytolaccaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
Subarign Tracheobionta,
División Magnoliophyta,
Clase Magnoliopsida,
Subclase Caryophyllidae,
Orden Caryophyllales,
Familia Phytolaccaceae,
Género Petiveria,
Especies de P. alliacea.
Los términos son sinónimos:
– Mapa graveolens Vell.;
– Petiveria alliacea var. grandiflora (L.) Moq.;
– Petiveria alliacea var. octandra (L.) Moq.;
– Petiveria alliacea var. tetrandra (B.A. Gomes) Nowicke
– Petiveria alliacea var. tetrandra (Ortega) Hauman;
– Petiveria corrientina Rojas;
– Petivera foetida Salisb.;
– Petiveria graveolens (Vell.) Stellfeld;
– Petiveria hexaglochin Fisch. Y C.A.Mey.
– Petiveria hexandria Sessé & Moc.;
– Petiveria ochroleuca Moq.;
– Petiveria octandra L.;
– Petiveria paraguayensis D. Parodi.
– Petiveria tetrandra B.A. Gomes;
– Petiveria tetrandra Ortega.

Etimología –
El término Petiveria del género fue dedicado al botánico y entomólogo prelineano James Petiver (1658-1718).
El epíteto específico de aliacea proviene del ajo allium, similar al ajo o por el olor que emana.

Distribución geográfica y hábitat –
Petiveria alliacea es la única especie del género Petiveria y es una planta nativa de un área que incluye Florida y el valle bajo del Río Grande de Texas en los Estados Unidos, México, América Central, el Caribe y América del Sur tropical.
La especie se ha introducido en Benin y Nigeria.
Su hábitat de bordes de carreteras semisombreados y con un terreno accidentado, bien drenado y sin perturbaciones.
En Jamaica está presente en altitudes desde el nivel del mar hasta 360 metros sobre el nivel del mar.
En el sur de Florida se ha informado en áreas con problemas, áreas marinas, mésicas, de praderas y tropicales, y montículos de conchas.
En México, esta planta se encuentra ampliamente en plantaciones de maíz, café y manzanas.

Descripción –
Petiveria alliacea es una planta herbácea de hábito semi-arbustivo, perenne, de raíces profundas que alcanza hasta 1 m de altura.
Las hojas son simples, alternas, pinnadas en el primer orden y reticuladas en el segundo.
Tiene inflorescencias específicas compuestas por pequeñas flores de color blanco verdoso.
Las raíces y las hojas tienen un fuerte olor acre, parecido al del ajo, que contamina la leche y la carne de los animales que allí pastan.
Aunque la planta puede reproducirse durante todo el año, la actividad reproductiva alcanza su punto máximo durante una parte del año que depende de la geografía. Por ejemplo, en México este período va de septiembre a octubre, mientras que en Centroamérica va de julio a enero.

Cultivo –
Petiveria alliacea es una hierba medicinal popular en muchas partes de los trópicos y ocasionalmente se planta en jardines como fuente inmediata para uso medicinal.
Al manipular esta planta recuerde que las afiladas espinas del fruto pueden penetrar fácil y dolorosamente en la piel.
La planta puede acumular nitratos y ha causado intoxicación por nitratos en el ganado.
Para el cultivo, prefiere suelos ricos y húmedos y una posición en sombra parcial. La planta se ha establecido en muchas áreas fuera de su área de distribución original en África tropical y Asia.
La propagación puede tener lugar por semilla o por esquejes de madera semidura.

Costumbres y tradiciones –
Petiveria alliacea es conocida por una gran cantidad de nombres, dependiendo de la región donde crece, que incluyen: alheña de Guinea, guiné en Brasil, anamu en República Dominicana, Puerto Rico y Brasil, apacina en Guatemala, mucura en Perú y guine en muchos otras partes de América Latina, feuilles ave, herbe aux poules, petevere a odeur ail, en Trinidad, como mapurita y raíz de barranco, en Jamaica como hierba de gallina de Guinea y muchos otros nombres.
Petiveria alliacea, como se mencionó, es una hierba medicinal popular en los trópicos, su aroma picante parecido al ajo (debido a la presencia de compuestos de azufre) explica esta popularidad, al menos en parte.
Todas las partes son excesivamente ácidas; Se dice que masticar una pequeña porción de las hojas deja la lengua seca, negra y áspera, como aparece en los casos de fiebre maligna.
Utiliza toda la planta o las hojas y las raíces por separado.
Se han aislado muchos compuestos biológicamente activos de todas las partes de la planta, los más importantes de los cuales son los compuestos de azufre, pero también se han identificado flavonoides, triterpenos y esteroides.
Los compuestos que contienen azufre son similares a los compuestos olorosos del ajo y la cebolla, pero en estos últimos tienen partes alquilo en lugar de bencilo.
Los análisis de méritos en Petiveria alliacea han encontrado la presencia de una gran cantidad de productos químicos biológicamente activos, incluidos benzaldehído, ácido benzoico, bencil 2-hidroxietil trisulfuro, cumarina, isoarborinol, acetato de isoarborinol, cinamato de isoarborinol, isotiocianatos, polifenoles, senfol, taninos.
También se ha demostrado que las raíces de la planta contienen derivados del sulfóxido de cisteína que son análogos, pero diferentes, a los que se encuentran en plantas como el ajo y la cebolla. Por ejemplo, P. alliacea contiene sulfóxidos de S-fenilmetil-L-cisteína (petiveriins A y B) [14] y S- (2-hidroxietil) -L-cisteínas (6-hidroxetinas A y B). Estos compuestos sirven como precursores de diferentes tiosulfatos tales como S- (2-hidroxietil) 2-hidroxietano) tiosulfato, S- (2-hidroxietil) fenilmetantiosulfato, S-bencil 2-hidroxietano) tiosulfato y S-bencil fenilmetantosulfato (petivericina). Se encontró que estos cuatro tiosulfinatos exhibían actividad antimicrobiana.
Petiveriin también actúa como un precursor del fenilmetantial S-óxido, un agente lagrimal estructuralmente similar al sin-propanetial-S-óxido de la cebolla, pero cuya formación requiere una nueva cisteína sulfóxido liasa y enzimas del factor lagrimal sintasa distintas de los que se encuentran en la cebolla.
Desde el punto de vista de las aplicaciones y usos, se ha demostrado que los extractos de agua, metanol y etanol de toda la planta ralentizan el crecimiento de las células leucémicas y muchas otras cepas de células tumorales cancerosas in vitro.
También se ha demostrado que los extractos de agua de toda la planta estimulan el sistema inmunológico.
Los extractos de hexano y ciclohexano de hojas y tallos aumentaron el índice de fagocitosis de los granulocitos humanos. Uno de los compuestos inmunomoduladores activos presentes en los extractos fue el trisulfuro de dibencilo.
Un extracto crudo de la planta entera mostró un efecto protector sobre las células sanguíneas infectadas con la bacteria patógena Listeria monocytogenes.
Los extractos de raíz mostraron efectos antiinflamatorios significativos, así como un efecto analgésico significativo.
Numerosos informes y estudios clínicos confirman que los extractos aéreos y de raíces tienen importantes propiedades antimicrobianas de amplio espectro in vitro e in vivo contra numerosas cepas de bacterias, virus, protozoos, hongos y levaduras.
Los extractos de agua cruda se comportan de manera similar a los extractos de alcohol.
Toda la planta es una hierba picante que, según la medicina popular, se dice que es abortiva, antiséptica, antiespasmódica, diurética y febrífuga. Se cree que calma los nervios, controla la diarrea y estimula el útero.
La planta se utiliza en el tratamiento de una serie de afecciones. Se toma internamente para tratar espasmos nerviosos, parálisis, histeria, asma, tos ferina, neumonía, bronquitis, ronquera, fiebre, dolor de cabeza, gripe, cistitis, enfermedades de transmisión sexual y trastornos menstruales.
Tomada externamente, la planta se usa para tratar el dolor de oído, fiebre y dolor de cabeza.
Se dice que un baño de vapor o la fumigación de la planta pueden devolver el movimiento a las extremidades paralizadas.
Las raíces se utilizan como remedio para el dolor de muelas y también se ha utilizado para inducir el aborto.
Se aplican macerados de hojas en el vientre para inducir las contracciones en caso de un parto difícil.
El líquido de las hojas se instila como gotas nasales o para los ojos para tratar un dolor de cabeza violento y como gotas nasales para tratar la sinusitis.
En caso de edema, tomar un baño o un baño de vapor con decocción de las hojas.
Se aplica una decocción de las hojas a los abscesos y se utiliza como analgésico contra los dolores musculares y para tratar enfermedades de la piel.
Se bebe una infusión de corteza triturada para tratar cólicos, reumatismo, cáncer, sífilis, resfriados, fiebre, bronquitis y asma. Los colombianos mastican las hojas para cubrir sus dientes y prevenir la caries.
Entre otros usos, se informa que las raíces se colocan entre los productos de lana para protegerlos de los insectos.
Las hojas se utilizan como insecticida.
El extracto foliar y el trisulfuro de dibencilo aislado de las raíces han mostrado una actividad acaricida significativa contra la garrapata Boophilus microplus cuando se aplica tópicamente, y esta actividad es generalmente superior a los acaricidas comerciales como dimetoato, lindano y carbarilo.
El trisulfuro de dibencilo también fue altamente tóxico para el gorgojo adulto de la batata (Cylas formicarius elegantulus) y para el escarabajo adulto del café (Hypothenemus hampei).
El extracto de hoja mostró una actividad antialimentaria significativa en el saltamontes Zonocerus variegatus, así como una actividad alelopática sobre las semillas en germinación.
Petiveria alliacea se utiliza, en general, como repelente para murciélagos e insectos.

Método de preparación –
Esta planta utiliza toda la planta o las hojas y raíces por separado.
A veces se vende para uso medicinal en los mercados locales o incluso a través de Internet en forma de cápsulas.
Para usos medicinales se preparan extractos acuosos de toda la planta, o de las raíces u hojas, según el tipo de terapia a realizar.
También se preparan decocciones de hojas e infusiones de la corteza triturada o, como ocurre con los colombianos, se mastican las hojas para fortalecer dientes y encías.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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