Come si coltiva la Quercia rossa

Come si coltiva la Quercia rossa

La quercia rossa (Quercus rubra L., 1753) è un albero della famiglia delle Fagacee, originario della regione nordamericana atlantica che corrisponde agli Stati orientali degli U.S.A. e del Canada intorno ai Grandi Laghi.
Questa pianta è stata introdotta in Europa nella prima metà del Settecento a scopo ornamentale, a causa della sua vistosa colorazione rossa autunnale, si trova facilmente anche in Italia nei parchi e nei giardini.
È una pianta monoica a fiori unisessuali: i fiori maschili giallini, disposti in glomeruli, sono prodotti in amenti, quelli femminili, solitari o a piccoli gruppi, sono inseriti sui rami con un breve peduncolo.
Le ghiande ovali (2-3 cm) hanno cupole un po’ appiattite sostenute da un breve peduncolo; maturano in due anni.

Coltivazione –
La Quercia rossa è una pianta che si può coltivare in aree settentrionali in quanto sopporta bene temperature fino a -25°C, mentre soffre i climi troppo aridi e caldi, preferendo estati fresche e inverni piovosi.
La pianta preferisce suoli drenati, profondi e fertili e, a differenza di altre querce, denota problemi di clorosi nei suoli calcarei. Sono pertanto terreni ideali quelli di origine granitica e con pH subacido.
Per l’impianto di questo albero si tenga conto che è una quercia che non ama la vicinanza di altre piante e preferisce potersi espandere liberamente e non tollera l’ombra come altre querce.

La pianta si propaga per seme, con messa a dimora nel mese di novembre su terreno ben lavorato, con un buon drenaggio ma ancora sufficiente umidità. La buca d’impianto deve essere alquanto profonda (160 cm e larga altrettanto) e, per favorire il drenaggio, con 10 cm di ciottoli sul fondo e una miscela di riempimento data da terra di scavo, terriccio universale o di foglie e sabbia (per il 20%). Il tutore va eliminato dopo tre o quattro anni. Il ricorso alla concimazione è necessario solo in caso di terreni molto poveri e per le piante giovani. Può vivere fino a cent’anni.

Usi –
La quercia rossa fu introdotta in Europa nell’XVII secolo per abbellire parchi e giardini; da allora ha trovato impiego come specie forestale per la sua facilità di adattamento e crescita rapida. Viene usata non solo come pianta ornamentale, dato il suo gradevole aspetto, ma anche per la produzione di legname.
Questo albero viene coltivato per fini selvicolturali per la sua rapida crescita e a scopo ornamentale per il bell’aspetto del fogliame, rosso in autunno; dal punto di vista ecologico è divenuta talora invadente nei boschi di farnia (Quercus robur L.) dell’Europa centro-settentrionale e dell’Italia settentrionale, specie in Lombardia, Piemonte e Veneto, dove ne è vietata la piantumazione e la coltivazione per tutelare la biodiversità locale.




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