Musa x paradisiaca

Musa x paradisiaca

Il banano (Musa × paradisiaca L., 1753) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Musaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Liliopsida,
Sottoclasse Zingiberidae,
Ordine Zingiberales,
Famiglia Musaceae,
Genere Musa,
Specie M. × paradisiaca.

Etimologia –
Il termine Musa viene dall’arabo moz o moza banano, latinizzato dai botanici in Musa. Altri ritengono che il nome ricordi Antonio Musa, medico romano del I sec. a.C.
L’epiteto specifico paradisiaca viene da paradisiaco, del paradiso, dal latino ecclesiastico paradisus paradiso: in riferimento alla bontà dei frutti.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Questo taxon, descritto da Linneo nel 1753 riassume le forme ibride di M. acuminata e M. balbisiana le cui cultivar producono la grande maggioranza delle varietà di banane per uso alimentare oggi in commercio. Questa classificazione tassonomica, seppur desueta, viene ancora accettata, anche se non idonea, a descrivere le centinaia di forme ibride presenti già dall’antichità e presumibilmente createsi per domesticazione; è stato quindi introdotto un sistema di classificazione che divide i vari ibridi in base al loro genoma.
Il banano è comunque originario delle giungle tropicali ed umide del Sud-est asiatico, da dove fu introdotto in Europa, nel VII secolo, grazie ai mercanti; più tardi, nel XV secolo, dalle isole Canarie fu portato in America. Il banano per la produzione di frutti si coltiva nelle Isole Canarie dalla fine del XIX secolo.

Descrizione –
Il banano è una gigantesca pianta erbacea con fusto corto fino alla fioritura che vive più di tre anni.
Il fusto alto è in realtà un pseudofusto che deriva dai piccioli delle foglie e raggiunge un’altezza di circa 7,5 m.
Il sistema radicale si sviluppa a partire da un rizoma corto, che è l’autentico tronco; questo è superficiale, per cui la pianta è sensibile alla siccità e alla concorrenza delle erbe spontanee che possono crescere attorno.
A partire dal rizoma sotterraneo, si sviluppano le gemme, che germogliando producono i virgulti; le loro gemme terminali, a loro volta, produrranno l’infiorescenza che si apre a partire da un cono di colore violaceo.
Le foglie, di colore verde chiaro e a volte con macchie marroni, si dispongono a spirale, sono molto lunghe (da 2 a 4 m e larghe 0,5 m) e si aprono ad un ritmo di una la settimana; con il vento e l’età si rompono, assumendo l’aspetto di frange.
I fiori sono di colore giallo e sono riuniti in mani; in ogni mano si formano da 3 a 20 frutti. Le mani sono riunite in un “regime o casco”, che può contenere da 5 a 20 ‘mani’ o cespi.
Le banane sono di colore verde e diventano gialle con macchie scure quando maturano, la polpa è molto saporita, morbida e dolce, di colore bianco-giallognolo.
Il frutto, la banana, è partenocarpica ossia senza semi.

Coltivazione –
Attualmente, il banano, è la quarta coltivazione più importante del mondo, dopo il riso, il grano ed l mais; in molti paesi si consuma come frutta, ma in altri costituisce uno degli alimenti di base e una delle esportazioni più importanti.
La sua diffusione si è dovuta soprattutto per le proprietà alimentari dei frutti, che sono prevalentemente di due tipi: varietà banano e varietà platano. Soprattutto quest’ultimo è d’importanza fondamentale per l’alimentazione di molti popoli, in quanto rappresenta la loro fonte principale di amidi e di nutrimento. I frutti commestibili di entrambe le varietà, infatti, possono essere consumati in tutti i gradi di maturazione, sia crudi sia cotti, e se coltivati in zone dal clima adatto, fruttificano più volte all’anno.
Le banane, cioè i frutti, si formano per partenocarpia, pertanto non è necessaria la fecondazione. Le condizioni ottimali per la coltivazione corrispondono a quelle delle zone tropicali o subtropicali. Infatti hanno bisogno di temperature medie, che oscillano tra i 26° e i 27°C e preferiscono le pianure vicine a litorale e protette del vento. Attorno al Mediterraneo si possono coltivare, ma non si ottengono frutti di gran qualità; inoltre, le piante subiscono dei danni per le basse temperature (inferiori a 13°C) e per quelle alte (superiori a 45°C).
Le piogge costanti e l’elevata umidità dell’aria, sono altri due requisiti ambientali per la coltivazione dei banani. Lo sviluppo dei nuovi virgulti è condizionato dalla quantità e intensità della luce, soprattutto nelle zone subtropicali, per cui al diminuire del periodo di illuminazione, corrisponde un processo di sviluppo più lungo.
Il banano cresce in ogni tipo di terreno, anche se predilige quelli fertili, con presenza di acqua in estate e asciutti in inverno; tollera un ampia gamma di pH, da 3,5 fino a 9.
Alle Canarie si coltivano varietà di banano nano, il cui frutto ha un eccellente sapore e delle eccellenti qualità di con servazione. ‘Gran enana’, ‘Pequena enana’ e ‘Zelig’, sono le varietà che si sono adattate meglio alle condizioni delle lsole Canarie; si coltivano anche varietà ottenute da selezioni locali, come ‘Brier’ e ‘Gruesa’.
I banani si piantano a quinconce per sfruttare meglio il terreno. In un sesto di impianto 3,5 x 35 m, si dispongono due piante per buca; dopo 2 mesi si conserva la migliore, selezionando germogli disposti il più distante possibile.
La crescita è rapida se le condizioni climatiche sono giuste, in circa 10/12 mesi la pianta di banane fiorirà. Il fiore del banano si sviluppa all’interno de fusto fino a quando è pronto.
Questa pianta, quando fuoriesce, spruzza dell’acqua, tanto che la sua nascita dagli indigeni è paragonata alla nascita di un bambino. L’inflorescenza, di colore viola è ora pronta per la fecondazione.
Bisogna fare attenzione a non tagliare le foglie che lo circondano, perché servono a ripararlo dal sole e attendi che avvenga la fecondazione.
A questo punto i petali si apriranno lasciando in bella vista i caschi di banane. La parte sottostante i caschi di banana è il fiore maschile (anche detto cuore di banana), che in alcune varietà è anch’esso commestibile. Questo è il momento in cui si può tagliare per far si che le energie della pianta si concentrino verso le banane.
Dopo la raccolta delle banane, l’albero muore. Il fusto dal lato opposto al casco di banane, andrà inciso con un machete, la parte restante andrà poi recisa dal rizoma, facendo attenzione a non rovinare i nuovi polloni. Di questi ne andrà lasciato solo uno che l’anno successivo darà frutto.
Gli altri potranno essere trapiantati in nuove buche per fare altri alberi. Quest’operazione va fatta con cura, intervenendo con del fertilizzante sulla pianta madre e recidendo poi la parte apicale del pollone in modo da facilitare la sua radicazione.
Per quanto riguarda la potatura questa va effettuata quando la pianta madre ha dato i frutti, potando a 60 cm dal suolo: i nuovi virgulti selezionati, sostituiranno quelli secchi. Le tre fasi del ciclo del banano si completano in:
– 6-8 mesi, per la fase vegetativa;
– 3-4 mesi, per la fioritura;
– 3-4 mesi, per la fruttificazione.
Per la raccolta bisogna aspettare 3-4 mesi per i primi frutti.
Non appena il casco è maturo, tagliatelo, premunendovi di dividere le banane con del materiale morbido per impedire ammaccature.

Usi e Tradizioni –
Il banano è una pianta che, oltre ai frutti, come nella cucina del Bengala e del Kerala (in India) si usano i fiori, crudi o cotti. Negli stessi paesi e anche in Birmania si usa pure il cuore tenero del tronco del banano.
Un altro modo per consumare il frutto è l’essiccazione. Le banane essiccate hanno un colore marrone scuro e un sapore tipico e intenso.
Le banane sono state anche usate per produrre marmellate. Tuttavia, al contrario di altri frutti, le banane sono state usate solo recentemente per preparare succhi e spremute. Malgrado l’85% di contenuto d’acqua, è stato storicamente difficile estrarre il succo dal frutto perché, quando viene pressata, una banana diventa semplicemente polpa. Nel 2004, scienziati del “Bhabha Atomic Research Centre” (BARC, India), hanno brevettato una tecnica per estrarre il succo trattando la polpa di banana in un recipiente con una reazione che impiega da 4 a 24 ore.
In Ruanda, Burundi, Uganda, Tanzania e Repubblica Democratica del Congo si usa far fermentare le banane per ottenere una bevanda alcolica, detta kasiksi.
Le foglie di banana, grandi, flessibili e impermeabili, sono usate come ombrelli e per avvolgere cibi.
La superficie interna della buccia di banana, infine, può essere strofinata sull’irritazione provocata dall’edera del Canada per abbatterne i sintomi. Inoltre, la pelle della banana veniva utilizzata come medicinale per il trattamento della psoriasi. È possibile inoltre utilizzare la buccia di banana come lucido per scarpe ecologico.
La banana è uno dei frutti più nutrienti e gustosi, amato da grandi e piccini per la sua consistenza morbida e per il sapore particolarmente dolce. Spuntino pratico, “portatile”, regala energia preziosa a chi la sceglie.
La banana è ricca di potassio, vitamine e sali minerali. Inoltre, apporta grandi benefici all’organismo: combatte il colesterolo, abbassa la pressione, regolarizza l’intestino e aiuta l’umore.
Infatti, contengono parecchio potassio, il che è utile per eliminare i liquidi, limitare la ritenzione idrica e controllare la pressione alta, così si favorisce la buona funzionalità del sistema cardio-vascolare. In collaborazione con il magnesio, i frutti aiutano contro i crampi e sono l’ideale anche per chi fa attività fisica. Le banane poi hanno un effetto calmante su acidità e bruciori di stomaco e le sue fibre gestiscono al meglio l’irregolarità intestinale, ostacolando la stitichezza.
Normalmente la banana si consuma fresca, al naturale. Ma è ottima anche frullata con latte o altra frutta per dar vita a smoothie gustosi e nutrienti, a pezzetti nello yogurt, tagliata in macedonia, sotto forma di gelato. Può anche essere usata per guarnire torte e dolci vari o come ingrediente per dolci come il banana bread.
Oltre che per usi alimentari le piante di banano ed i loro frutti sono stati tradizionalmente utilizzati per curare molte malattie, specialmente in Asia e in Africa.
Nelle comunità tribali vengono usate tutte le parti della pianta (frutta, gambo, fiore, foglia, linfa, fusto, nucleo interno e radice) per preparati terapeutici utili a contrastare numerose patologie:
– controllo della pressione sanguigna;
– diabete;
– ipertensione;
– anemia, fino ad allergie;
– infezioni, bronchiti e altre malattie respiratorie, oltre a febbre, tosse;
– tubercolosi;
– dissenteria.
L’estratto di radice viene ancora oggi usato per prevenire il concepimento, per indurre il travaglio durante il parto e per curare le infezioni delle malattie trasmesse sessualmente, come HIV/AIDS, le piaghe interne ed esterne delle parti genitali, la vaginite e la leucorrea.
Altri usi tradizionali includono l’applicazione come antiemetico, per medicare ferite e vesciche e per alleviare i dolori articolari e migliorare la circolazione sanguigna.
La banana, oltre alla sua grande versatilità ed al suo gusto unico, è un frutto ricchissimo in fitonutrienti, tra cui vitamine (C, A e vitamine del gruppo B) e composti fenolici.
Mediamente una banana ha circa 66 kcal/100 g e contiene vitamine C, E, B, B2, B6, PP, A, oltre a potassio (400 mg/100 g), calcio, fosforo, rame e ferro.
Sia la polpa che la buccia di banana contengono vari composti fenolici e flavonoidi.
Tra i suoi principi attivi ricordiamo:
– acido gallico;
– catechina;
– epicatechina;
– tannini;
– antociani.
Le principali classi di flavonoidi rilevati nelle banane sono i flavonoli, che comprendono quercetina, miricetina, kaempferolo e cianidina. Questi agiscono come “spazzini” protettivi contro i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento e di varie malattie croniche.
La buccia e polpa di banana contengono, inoltre, anche amine biogeniche, come:
– serotonina;
– dopamina;
– norepinefrina.
La serotonina contribuisce alla sensazione di benessere e felicità mentre la dopamina svolge un ruolo importante per il miglioramento dell’umore, la capacità di concentrazione e la stabilità emotiva.
Altri composti caratterizzanti le banane sono i carotenoidi, responsabili anche della loro colorazione gialla intensa.
Per questa loro particolare composizione organolettica le banane possiedono molte proprietà benefiche.
Sono antiossidanti e antitumorali: la polpa di banana contiene composti bioattivi, come gli acidi fenolici e i flavonoidi, ad alto potenziale antiossidante e utili nella prevenzione di malattie croniche, compresi i tumori.
È utile contro i crampi e per controllare la pressione: le banane contengono molto potassio: perfette alleate, dunque, degli sportivi per scongiurare crampi durante l’allenamento o durante la performance.
Inoltre, la presenza importante di potassio, insieme al basso contenuto di sodio, rende le banane utili nel controllo della pressione sanguigna.
Come antidepressivo naturale: la serotonina, derivante dal triptofano contenuto nella banana, aiuta a superare o prevenire la depressione influenzando positivamente l’umore e rilassando il corpo.
È adatta ai diabetici: la banana contiene amido resistente a bassa digeribilità rispetto agli amidi ad alto indice glicemico dei cereali. Grazie alla sua azione ipoglicemizzante si rivela così adatta alla dieta dei pazienti diabetici. Infatti, il suo consumo giornaliero migliora la sensibilità all’insulina.
Ottima per intestino e stomaco: la banana ha effetti positivi anche sull’intestino: indagini farmacologiche hanno dimostrato che la banana è efficace e vantaggiosa nel trattamento delle malattie del tratto gastrointestinale.
I frutti sono perfetti anche contro la stipsi grazie all’elevato contenuto di fibre alimentari.
Contro il colesterolo: contengono una buona quantità di fitosteroli. Sono i steroli vegetali naturali che abbassano i livelli di colesterolo nel sangue attraverso una riduzione del suo assorbimento nell’intestino.
Altri usi di questo frutto o di parti della pianta sono poi legati alle tradizioni ed alle applicazioni mediche locali.
Tra le controindicazioni della banana ricordiamo che:
– potrebbe essere causa di intolleranza in soggetti predisposti per la presenza di proteine allergizzanti. Infatti, chi assume farmaci beta-bloccanti perché cardiopatico, dovrebbe consumare la banana con moderazione per evitare l’iperkaliemia, cioè una condizione di presenza eccessiva di potassio nel sangue;

Modalità di Preparazione –
Nella Musa × paradisiaca, oltre che il consumo crudo o cotto dei frutti, come altri banani, il fiore maschile è commestibile e quando cotto ha un sapore simile a un carciofo. Anche lo stelo è commestibile ed è utilizzato in India per molti piatti.
Nelle Filippine, la Banana Cue viene proposta comunemente dai venditori ambulanti. Si tratta di uno snack ottenuto friggendo le banane avvolte da zucchero di canna caramellato. Una delizia per chiunque ami i sapori dolci.
Sempre nelle Filippine, si usa un condimento che è, di fatto, un ketchup di banana. È facilissimo da preparare ed è incredibilmente delizioso. Basta unire banana schiacciata, zucchero, aceto e spezie. Il ketchup di banana è il perfetto accompagnamento per un’omelette.
In Inghilterra esiste un dessert alla banana chiamato Banoffee pie. È un mix gustoso di banane, panna e toffee, il tutto disposto sopra a una base di biscotti e burro.
I Matsès e Shipibo, popoli indigeni della giungla amazzonica peruviana, sono gli ideatori di una bevanda alla banana chiamata Chapo. Si prepara con banane dolci bollite, cannella e chiodi di garofano.
Inoltre in alcune cucine le banane e la carne di maiale sono un abbinamento eccezionale. Il Tacaho è un altro piatto del Perù; si tratta di banane arrosto della tradizione culinaria amazzonica, servite con cecina e cubetti di maiale. Il dolce e il salato danno vita a una gustosa combinazione.
Inoltre dalle banane si ottiene una farina. Storicamente, veniva usata in Africa e Giamaica come alternativa economica alla farina normale. Tuttavia, adesso viene usata come alternativa senza glutine alle farine di frumento ed è un ingrediente comune nelle ricette paleo.
La banana viene poi messa nella pasta ripiena. Gli indonesiani preparano i Nagasaris. Sono dei tradizionali involtini al vapore fatti con farina di riso, latte di cocco e zucchero, quindi riempiti con fette di banana.
Le banane sono ottime anche nelle zuppe. Una zuppa calda di banane è tipica di Porto Rico. Qui si prepara una zuppa vegetariana di banane aromatizzata con paprika, cumino, semi di coriandolo e pepe nero. Viene poi servita con pan de Agua, un tipico pane portoricano, avocado, parmigiano e prezzemolo.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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