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Musa x paradisiaca

Il banano (Musa × paradisiaca L., 1753) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Musaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Liliopsida,
Sottoclasse Zingiberidae,
Ordine Zingiberales,
Famiglia Musaceae,
Genere Musa,
Specie M. × paradisiaca.

Etimologia –
Il termine Musa viene dall’arabo moz o moza banano, latinizzato dai botanici in Musa. Altri ritengono che il nome ricordi Antonio Musa, medico romano del I sec. a.C.
L’epiteto specifico paradisiaca viene da paradisiaco, del paradiso, dal latino ecclesiastico paradisus paradiso: in riferimento alla bontà dei frutti.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Questo taxon, descritto da Linneo nel 1753 riassume le forme ibride di M. acuminata e M. balbisiana le cui cultivar producono la grande maggioranza delle varietà di banane per uso alimentare oggi in commercio. Questa classificazione tassonomica, seppur desueta, viene ancora accettata, anche se non idonea, a descrivere le centinaia di forme ibride presenti già dall’antichità e presumibilmente createsi per domesticazione; è stato quindi introdotto un sistema di classificazione che divide i vari ibridi in base al loro genoma.
Il banano è comunque originario delle giungle tropicali ed umide del Sud-est asiatico, da dove fu introdotto in Europa, nel VII secolo, grazie ai mercanti; più tardi, nel XV secolo, dalle isole Canarie fu portato in America. Il banano per la produzione di frutti si coltiva nelle Isole Canarie dalla fine del XIX secolo.

Descrizione –
Il banano è una gigantesca pianta erbacea con fusto corto fino alla fioritura che vive più di tre anni.
Il fusto alto è in realtà un pseudofusto che deriva dai piccioli delle foglie e raggiunge un’altezza di circa 7,5 m.
Il sistema radicale si sviluppa a partire da un rizoma corto, che è l’autentico tronco; questo è superficiale, per cui la pianta è sensibile alla siccità e alla concorrenza delle erbe spontanee che possono crescere attorno.
A partire dal rizoma sotterraneo, si sviluppano le gemme, che germogliando producono i virgulti; le loro gemme terminali, a loro volta, produrranno l’infiorescenza che si apre a partire da un cono di colore violaceo.
Le foglie, di colore verde chiaro e a volte con macchie marroni, si dispongono a spirale, sono molto lunghe (da 2 a 4 m e larghe 0,5 m) e si aprono ad un ritmo di una la settimana; con il vento e l’età si rompono, assumendo l’aspetto di frange.
I fiori sono di colore giallo e sono riuniti in mani; in ogni mano si formano da 3 a 20 frutti. Le mani sono riunite in un “regime o casco”, che può contenere da 5 a 20 ‘mani’ o cespi.
Le banane sono di colore verde e diventano gialle con macchie scure quando maturano, la polpa è molto saporita, morbida e dolce, di colore bianco-giallognolo.
Il frutto, la banana, è partenocarpica ossia senza semi.

Coltivazione –
Attualmente, il banano, è la quarta coltivazione più importante del mondo, dopo il riso, il grano ed l mais; in molti paesi si consuma come frutta, ma in altri costituisce uno degli alimenti di base e una delle esportazioni più importanti.
La sua diffusione si è dovuta soprattutto per le proprietà alimentari dei frutti, che sono prevalentemente di due tipi: varietà banano e varietà platano. Soprattutto quest’ultimo è d’importanza fondamentale per l’alimentazione di molti popoli, in quanto rappresenta la loro fonte principale di amidi e di nutrimento. I frutti commestibili di entrambe le varietà, infatti, possono essere consumati in tutti i gradi di maturazione, sia crudi sia cotti, e se coltivati in zone dal clima adatto, fruttificano più volte all’anno.
Le banane, cioè i frutti, si formano per partenocarpia, pertanto non è necessaria la fecondazione. Le condizioni ottimali per la coltivazione corrispondono a quelle delle zone tropicali o subtropicali. Infatti hanno bisogno di temperature medie, che oscillano tra i 26° e i 27°C e preferiscono le pianure vicine a litorale e protette del vento. Attorno al Mediterraneo si possono coltivare, ma non si ottengono frutti di gran qualità; inoltre, le piante subiscono dei danni per le basse temperature (inferiori a 13°C) e per quelle alte (superiori a 45°C).
Le piogge costanti e l’elevata umidità dell’aria, sono altri due requisiti ambientali per la coltivazione dei banani. Lo sviluppo dei nuovi virgulti è condizionato dalla quantità e intensità della luce, soprattutto nelle zone subtropicali, per cui al diminuire del periodo di illuminazione, corrisponde un processo di sviluppo più lungo.
Il banano cresce in ogni tipo di terreno, anche se predilige quelli fertili, con presenza di acqua in estate e asciutti in inverno; tollera un ampia gamma di pH, da 3,5 fino a 9.
Alle Canarie si coltivano varietà di banano nano, il cui frutto ha un eccellente sapore e delle eccellenti qualità di con servazione. ‘Gran enana’, ‘Pequena enana’ e ‘Zelig’, sono le varietà che si sono adattate meglio alle condizioni delle lsole Canarie; si coltivano anche varietà ottenute da selezioni locali, come ‘Brier’ e ‘Gruesa’.
I banani si piantano a quinconce per sfruttare meglio il terreno. In un sesto di impianto 3,5 x 35 m, si dispongono due piante per buca; dopo 2 mesi si conserva la migliore, selezionando germogli disposti il più distante possibile.
La crescita è rapida se le condizioni climatiche sono giuste, in circa 10/12 mesi la pianta di banane fiorirà. Il fiore del banano si sviluppa all’interno de fusto fino a quando è pronto.
Questa pianta, quando fuoriesce, spruzza dell’acqua, tanto che la sua nascita dagli indigeni è paragonata alla nascita di un bambino. L’inflorescenza, di colore viola è ora pronta per la fecondazione.
Bisogna fare attenzione a non tagliare le foglie che lo circondano, perché servono a ripararlo dal sole e attendi che avvenga la fecondazione.
A questo punto i petali si apriranno lasciando in bella vista i caschi di banane. La parte sottostante i caschi di banana è il fiore maschile (anche detto cuore di banana), che in alcune varietà è anch’esso commestibile. Questo è il momento in cui si può tagliare per far si che le energie della pianta si concentrino verso le banane.
Dopo la raccolta delle banane, l’albero muore. Il fusto dal lato opposto al casco di banane, andrà inciso con un machete, la parte restante andrà poi recisa dal rizoma, facendo attenzione a non rovinare i nuovi polloni. Di questi ne andrà lasciato solo uno che l’anno successivo darà frutto.
Gli altri potranno essere trapiantati in nuove buche per fare altri alberi. Quest’operazione va fatta con cura, intervenendo con del fertilizzante sulla pianta madre e recidendo poi la parte apicale del pollone in modo da facilitare la sua radicazione.
Per quanto riguarda la potatura questa va effettuata quando la pianta madre ha dato i frutti, potando a 60 cm dal suolo: i nuovi virgulti selezionati, sostituiranno quelli secchi. Le tre fasi del ciclo del banano si completano in:
– 6-8 mesi, per la fase vegetativa;
– 3-4 mesi, per la fioritura;
– 3-4 mesi, per la fruttificazione.
Per la raccolta bisogna aspettare 3-4 mesi per i primi frutti.
Non appena il casco è maturo, tagliatelo, premunendovi di dividere le banane con del materiale morbido per impedire ammaccature.

Usi e Tradizioni –
Il banano è una pianta che, oltre ai frutti, come nella cucina del Bengala e del Kerala (in India) si usano i fiori, crudi o cotti. Negli stessi paesi e anche in Birmania si usa pure il cuore tenero del tronco del banano.
Un altro modo per consumare il frutto è l’essiccazione. Le banane essiccate hanno un colore marrone scuro e un sapore tipico e intenso.
Le banane sono state anche usate per produrre marmellate. Tuttavia, al contrario di altri frutti, le banane sono state usate solo recentemente per preparare succhi e spremute. Malgrado l’85% di contenuto d’acqua, è stato storicamente difficile estrarre il succo dal frutto perché, quando viene pressata, una banana diventa semplicemente polpa. Nel 2004, scienziati del “Bhabha Atomic Research Centre” (BARC, India), hanno brevettato una tecnica per estrarre il succo trattando la polpa di banana in un recipiente con una reazione che impiega da 4 a 24 ore.
In Ruanda, Burundi, Uganda, Tanzania e Repubblica Democratica del Congo si usa far fermentare le banane per ottenere una bevanda alcolica, detta kasiksi.
Le foglie di banana, grandi, flessibili e impermeabili, sono usate come ombrelli e per avvolgere cibi.
La superficie interna della buccia di banana, infine, può essere strofinata sull’irritazione provocata dall’edera del Canada per abbatterne i sintomi. Inoltre, la pelle della banana veniva utilizzata come medicinale per il trattamento della psoriasi. È possibile inoltre utilizzare la buccia di banana come lucido per scarpe ecologico.
La banana è uno dei frutti più nutrienti e gustosi, amato da grandi e piccini per la sua consistenza morbida e per il sapore particolarmente dolce. Spuntino pratico, “portatile”, regala energia preziosa a chi la sceglie.
La banana è ricca di potassio, vitamine e sali minerali. Inoltre, apporta grandi benefici all’organismo: combatte il colesterolo, abbassa la pressione, regolarizza l’intestino e aiuta l’umore.
Infatti, contengono parecchio potassio, il che è utile per eliminare i liquidi, limitare la ritenzione idrica e controllare la pressione alta, così si favorisce la buona funzionalità del sistema cardio-vascolare. In collaborazione con il magnesio, i frutti aiutano contro i crampi e sono l’ideale anche per chi fa attività fisica. Le banane poi hanno un effetto calmante su acidità e bruciori di stomaco e le sue fibre gestiscono al meglio l’irregolarità intestinale, ostacolando la stitichezza.
Normalmente la banana si consuma fresca, al naturale. Ma è ottima anche frullata con latte o altra frutta per dar vita a smoothie gustosi e nutrienti, a pezzetti nello yogurt, tagliata in macedonia, sotto forma di gelato. Può anche essere usata per guarnire torte e dolci vari o come ingrediente per dolci come il banana bread.
Oltre che per usi alimentari le piante di banano ed i loro frutti sono stati tradizionalmente utilizzati per curare molte malattie, specialmente in Asia e in Africa.
Nelle comunità tribali vengono usate tutte le parti della pianta (frutta, gambo, fiore, foglia, linfa, fusto, nucleo interno e radice) per preparati terapeutici utili a contrastare numerose patologie:
– controllo della pressione sanguigna;
– diabete;
– ipertensione;
– anemia, fino ad allergie;
– infezioni, bronchiti e altre malattie respiratorie, oltre a febbre, tosse;
– tubercolosi;
– dissenteria.
L’estratto di radice viene ancora oggi usato per prevenire il concepimento, per indurre il travaglio durante il parto e per curare le infezioni delle malattie trasmesse sessualmente, come HIV/AIDS, le piaghe interne ed esterne delle parti genitali, la vaginite e la leucorrea.
Altri usi tradizionali includono l’applicazione come antiemetico, per medicare ferite e vesciche e per alleviare i dolori articolari e migliorare la circolazione sanguigna.
La banana, oltre alla sua grande versatilità ed al suo gusto unico, è un frutto ricchissimo in fitonutrienti, tra cui vitamine (C, A e vitamine del gruppo B) e composti fenolici.
Mediamente una banana ha circa 66 kcal/100 g e contiene vitamine C, E, B, B2, B6, PP, A, oltre a potassio (400 mg/100 g), calcio, fosforo, rame e ferro.
Sia la polpa che la buccia di banana contengono vari composti fenolici e flavonoidi.
Tra i suoi principi attivi ricordiamo:
– acido gallico;
– catechina;
– epicatechina;
– tannini;
– antociani.
Le principali classi di flavonoidi rilevati nelle banane sono i flavonoli, che comprendono quercetina, miricetina, kaempferolo e cianidina. Questi agiscono come “spazzini” protettivi contro i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento e di varie malattie croniche.
La buccia e polpa di banana contengono, inoltre, anche amine biogeniche, come:
– serotonina;
– dopamina;
– norepinefrina.
La serotonina contribuisce alla sensazione di benessere e felicità mentre la dopamina svolge un ruolo importante per il miglioramento dell’umore, la capacità di concentrazione e la stabilità emotiva.
Altri composti caratterizzanti le banane sono i carotenoidi, responsabili anche della loro colorazione gialla intensa.
Per questa loro particolare composizione organolettica le banane possiedono molte proprietà benefiche.
Sono antiossidanti e antitumorali: la polpa di banana contiene composti bioattivi, come gli acidi fenolici e i flavonoidi, ad alto potenziale antiossidante e utili nella prevenzione di malattie croniche, compresi i tumori.
È utile contro i crampi e per controllare la pressione: le banane contengono molto potassio: perfette alleate, dunque, degli sportivi per scongiurare crampi durante l’allenamento o durante la performance.
Inoltre, la presenza importante di potassio, insieme al basso contenuto di sodio, rende le banane utili nel controllo della pressione sanguigna.
Come antidepressivo naturale: la serotonina, derivante dal triptofano contenuto nella banana, aiuta a superare o prevenire la depressione influenzando positivamente l’umore e rilassando il corpo.
È adatta ai diabetici: la banana contiene amido resistente a bassa digeribilità rispetto agli amidi ad alto indice glicemico dei cereali. Grazie alla sua azione ipoglicemizzante si rivela così adatta alla dieta dei pazienti diabetici. Infatti, il suo consumo giornaliero migliora la sensibilità all’insulina.
Ottima per intestino e stomaco: la banana ha effetti positivi anche sull’intestino: indagini farmacologiche hanno dimostrato che la banana è efficace e vantaggiosa nel trattamento delle malattie del tratto gastrointestinale.
I frutti sono perfetti anche contro la stipsi grazie all’elevato contenuto di fibre alimentari.
Contro il colesterolo: contengono una buona quantità di fitosteroli. Sono i steroli vegetali naturali che abbassano i livelli di colesterolo nel sangue attraverso una riduzione del suo assorbimento nell’intestino.
Altri usi di questo frutto o di parti della pianta sono poi legati alle tradizioni ed alle applicazioni mediche locali.
Tra le controindicazioni della banana ricordiamo che:
– potrebbe essere causa di intolleranza in soggetti predisposti per la presenza di proteine allergizzanti. Infatti, chi assume farmaci beta-bloccanti perché cardiopatico, dovrebbe consumare la banana con moderazione per evitare l’iperkaliemia, cioè una condizione di presenza eccessiva di potassio nel sangue;

Modalità di Preparazione –
Nella Musa × paradisiaca, oltre che il consumo crudo o cotto dei frutti, come altri banani, il fiore maschile è commestibile e quando cotto ha un sapore simile a un carciofo. Anche lo stelo è commestibile ed è utilizzato in India per molti piatti.
Nelle Filippine, la Banana Cue viene proposta comunemente dai venditori ambulanti. Si tratta di uno snack ottenuto friggendo le banane avvolte da zucchero di canna caramellato. Una delizia per chiunque ami i sapori dolci.
Sempre nelle Filippine, si usa un condimento che è, di fatto, un ketchup di banana. È facilissimo da preparare ed è incredibilmente delizioso. Basta unire banana schiacciata, zucchero, aceto e spezie. Il ketchup di banana è il perfetto accompagnamento per un’omelette.
In Inghilterra esiste un dessert alla banana chiamato Banoffee pie. È un mix gustoso di banane, panna e toffee, il tutto disposto sopra a una base di biscotti e burro.
I Matsès e Shipibo, popoli indigeni della giungla amazzonica peruviana, sono gli ideatori di una bevanda alla banana chiamata Chapo. Si prepara con banane dolci bollite, cannella e chiodi di garofano.
Inoltre in alcune cucine le banane e la carne di maiale sono un abbinamento eccezionale. Il Tacaho è un altro piatto del Perù; si tratta di banane arrosto della tradizione culinaria amazzonica, servite con cecina e cubetti di maiale. Il dolce e il salato danno vita a una gustosa combinazione.
Inoltre dalle banane si ottiene una farina. Storicamente, veniva usata in Africa e Giamaica come alternativa economica alla farina normale. Tuttavia, adesso viene usata come alternativa senza glutine alle farine di frumento ed è un ingrediente comune nelle ricette paleo.
La banana viene poi messa nella pasta ripiena. Gli indonesiani preparano i Nagasaris. Sono dei tradizionali involtini al vapore fatti con farina di riso, latte di cocco e zucchero, quindi riempiti con fette di banana.
Le banane sono ottime anche nelle zuppe. Una zuppa calda di banane è tipica di Porto Rico. Qui si prepara una zuppa vegetariana di banane aromatizzata con paprika, cumino, semi di coriandolo e pepe nero. Viene poi servita con pan de Agua, un tipico pane portoricano, avocado, parmigiano e prezzemolo.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





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Musa x paradisiaca

Banana plants (Musa × paradisiaca L., 1753) is a herbaceous species belonging to the Musaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Spermatophyta superdivision,
Magnoliophyta Division,
Liliopsida class,
Subclass Zingiberidae,
Zingiberales Order,
Musaceae family,
Genus Muse,
M. × paradisiaca species.

Etymology –
The term Musa comes from the Arabic moz or moza banano, Latinized by botanists in Musa. Others believe that the name recalls Antonio Musa, a Roman physician of the 1st century. B.C.
The specific paradisiacal epithet comes from paradisiacal, of paradise, from the ecclesiastical Latin paradisus paradise: in reference to the goodness of fruits.

Geographic Distribution and Habitat –
This taxon, described by Linnaeus in 1753, summarizes the hybrid forms of M. acuminata and M. balbisiana whose cultivars produce the great majority of the varieties of bananas for food use on the market today. This taxonomic classification, although obsolete, is still accepted, even if not suitable, to describe the hundreds of hybrid forms already present since ancient times and presumably created by domestication; A classification system was therefore introduced which divides the various hybrids on the basis of their genome.
The banana tree is however native to the tropical and humid jungles of South-East Asia, from where it was introduced in Europe, in the seventh century, thanks to merchants; later, in the 15th century, it was brought from the Canary Islands to America. Banana for fruit production has been cultivated in the Canary Islands since the end of the 19th century.

Description –
Banana plants is a gigantic herbaceous plant with a short stem until flowering that lives more than three years.
The tall stem is actually a pseudo-stem that derives from the petioles of the leaves and reaches a height of about 7.5 m.
The root system develops from a short rhizome, which is the authentic trunk; this is superficial, so the plant is sensitive to drought and competition from wild herbs that can grow around it.
Starting from the underground rhizome, the buds develop, which by germinating produce the shoots; their terminal buds, in turn, will produce the inflorescence that opens from a purplish cone.
The leaves, light green in color and sometimes with brown spots, are arranged in a spiral, are very long (from 2 to 4 m and 0.5 m wide) and open at a rate of one a week; with the wind and age they break, taking on the appearance of fringes.
The flowers are yellow and are gathered in hands; in each hand 3 to 20 fruits are formed. The hands are gathered in a “regime or helmet”, which can contain from 5 to 20 ‘hands’ or tufts.
Bananas are green in color and turn yellow with dark spots when ripe, the pulp is very tasty, soft and sweet, yellowish-white in color.
The fruit, the banana, is parthenocarpic or seedless.

Cultivation –
Currently, banana is the fourth most important crop in the world, after rice, wheat and maize; in many countries it is consumed as a fruit, but in others it is one of the staple foods and one of the most important exports.
Its diffusion is mainly due to the food properties of the fruits, which are mainly of two types: banana variety and plane tree variety. Especially the latter is of fundamental importance for the nutrition of many peoples, as it represents their main source of starch and nutrition. The edible fruits of both varieties, in fact, can be consumed in all degrees of ripeness, both raw and cooked, and if grown in areas with a suitable climate, they bear fruit several times a year.
Bananas, that is the fruits, are formed by parthenocarpy, therefore fertilization is not necessary. The optimal conditions for cultivation correspond to those of tropical or subtropical areas. In fact they need average temperatures, which oscillate between 26 ° and 27 ° C and prefer the plains near the coast and protected from the wind. Around the Mediterranean they can be cultivated, but high quality fruits are not obtained; moreover, the plants suffer damage due to low temperatures (below 13 ° C) and high temperatures (above 45 ° C).
Constant rains and high air humidity are two other environmental requirements for banana cultivation. The development of the new shoots is conditioned by the quantity and intensity of the light, especially in the subtropical areas, so that as the period of illumination decreases, a longer development process corresponds.
Banana grows in any type of soil, even if it prefers fertile ones, with the presence of water in summer and dry in winter; tolerates a wide range of pH, from 3.5 up to 9.
In the Canaries, varieties of dwarf banana are grown, the fruit of which has an excellent flavor and excellent preservation qualities. ‘Gran enana’, ‘Pequena enana’ and ‘Zelig’, are the varieties that have adapted best to the conditions of the Canary Islands; varieties obtained from local selections are also grown, such as ‘Brier’ and ‘Gruesa’.
Banana trees are planted in quincunx to make better use of the land. In a 3.5 x 35 m layout, two plants are arranged per hole; after 2 months the best is preserved, selecting shoots arranged as far as possible.
Growth is rapid if the climatic conditions are right, in about 10/12 months the banana plant will flower. The banana flower develops inside the stem until it is ready.
This plant, when it comes out, sprays water, so much so that its birth by the natives is compared to the birth of a child. The purple inflorescence is now ready for fertilization.
Care must be taken not to cut the leaves that surround it, because they serve to shelter it from the sun and wait for fertilization to take place.
At this point the petals will open, leaving the bunches of bananas in plain sight. The underside of the banana pods is the male flower (also known as the banana heart), which is also edible in some varieties. This is the time when you can cut to make the plant’s energies focus on the bananas.
After the banana harvest, the tree dies. The stem on the opposite side of the bunch of bananas will be engraved with a machete, the remaining part will then be cut from the rhizome, taking care not to damage the new suckers. Of these, only one will be left which will bear fruit the following year.
The others can be transplanted into new holes to make other trees. This operation must be done with care, intervening with fertilizer on the mother plant and then cutting off the apical part of the sucker in order to facilitate its rooting.
As far as pruning is concerned, this must be done when the mother plant has borne fruit, by pruning 60 cm from the ground: the new selected shoots will replace the dry ones. The three phases of the banana cycle are completed in:
– 6-8 months, for the vegetative phase;
– 3-4 months, for flowering;
– 3-4 months, for fruiting.
For the harvest it is necessary to wait 3-4 months for the first fruits.
As soon as the bunch is ripe, cut it, taking care to divide the bananas with soft material to prevent bruising.

Customs and Traditions –
Banana plants is a plant that, in addition to fruits, as in the cuisine of Bengal and Kerala (in India), flowers are used, raw or cooked. In the same countries and also in Burma the tender heart of the banana trunk is also used.
Another way to consume the fruit is drying. Dried bananas have a dark brown color and a typical, intense flavor.
Bananas have also been used to make jams. However, unlike other fruits, bananas have only recently been used to make juices and juices. Despite 85% water content, it has historically been difficult to extract juice from the fruit because, when pressed, a banana simply becomes pulp. In 2004, scientists from the “Bhabha Atomic Research Center” (BARC, India), patented a technique for extracting the juice by treating the banana pulp in a vessel with a reaction that takes 4 to 24 hours.
In Rwanda, Burundi, Uganda, Tanzania and the Democratic Republic of Congo it is customary to ferment bananas to obtain an alcoholic drink, called kasiksi.
The large, flexible and waterproof banana leaves are used as umbrellas and for wrapping food.
Finally, the inner surface of the banana peel can be rubbed over the irritation caused by the Canadian ivy to bring down the symptoms. In addition, the skin of the banana was used as a medicine for the treatment of psoriasis. You can also use banana peel as an eco-friendly shoe polish.
Banana is one of the most nutritious and tasty fruits, loved by young and old for its soft texture and particularly sweet flavor. Practical, “portable” snack, it gives precious energy to those who choose it.
Bananas are rich in potassium, vitamins and minerals. In addition, it brings great benefits to the body: it fights cholesterol, lowers blood pressure, regulates the intestine and helps the mood.
In fact, they contain a lot of potassium, which is useful for eliminating liquids, limiting water retention and controlling high blood pressure, thus promoting the good functioning of the cardio-vascular system. In collaboration with magnesium, the fruits help against cramps and are also ideal for those who do physical activity. Bananas also have a calming effect on acidity and heartburn, and its fibers better manage intestinal irregularity, hindering constipation.
Bananas are usually eaten fresh, natural. But it is also excellent blended with milk or other fruit to create tasty and nutritious smoothies, cut into pieces in yogurt, cut into fruit salads, in the form of ice cream. It can also be used to garnish various cakes and desserts or as an ingredient for desserts such as banana bread.
In addition to food uses, banana plants and their fruits have traditionally been used to treat many diseases, especially in Asia and Africa.
In tribal communities all parts of the plant are used (fruit, stem, flower, leaf, sap, stem, inner core and root) for therapeutic preparations useful to counteract numerous pathologies:
– blood pressure control;
– diabetes;
– hypertension;
– anemia, up to allergies;
– infections, bronchitis and other respiratory diseases, as well as fever, cough;
– tuberculosis;
– dysentery.
The root extract is still used today to prevent conception, to induce labor during childbirth and to treat infections of sexually transmitted diseases, such as HIV / AIDS, internal and external sores of the genital parts, vaginitis and leukorrhea.
Other traditional uses include application as an antiemetic, to treat wounds and blisters and to relieve joint pain and improve blood circulation.
The banana, in addition to its great versatility and its unique taste, is a fruit rich in phytonutrients, including vitamins (C, A and B vitamins) and phenolic compounds.
On average, a banana has about 66 kcal / 100 g and contains vitamins C, E, B, B2, B6, PP, A, as well as potassium (400 mg / 100 g), calcium, phosphorus, copper and iron.
Both the pulp and the banana peel contain various phenolic and flavonoid compounds.
Among its active ingredients we mention:
– gallic acid;
– catechin;
– epicatechin;
– tannins;
– anthocyanins.
The main classes of flavonoids found in bananas are the flavonols, which include quercetin, myricetin, kaempferol and cyanidin. These act as protective “scavengers” against free radicals, responsible for aging and various chronic diseases.
The banana peel and pulp also contain biogenic amines, such as:
– serotonin;
– dopamine;
– norepinephrine.
Serotonin contributes to the feeling of well-being and happiness while dopamine plays an important role in improving mood, the ability to concentrate and emotional stability.
Other compounds characterizing bananas are carotenoids, which are also responsible for their intense yellow color.
Thanks to their particular organoleptic composition, bananas have many beneficial properties.
They are antioxidants and anticancer: banana pulp contains bioactive compounds, such as phenolic acids and flavonoids, with high antioxidant potential and useful in the prevention of chronic diseases, including cancers.
It is useful against cramps and to control pressure: bananas contain a lot of potassium: perfect allies, therefore, for athletes to prevent cramps during training or during performance.
Furthermore, the important presence of potassium, together with the low sodium content, makes bananas useful in controlling blood pressure.
As a natural antidepressant: serotonin, derived from the tryptophan contained in the banana, helps to overcome or prevent depression by positively influencing mood and relaxing the body.
It is suitable for diabetics: the banana contains resistant starch with low digestibility compared to the high glycemic index starches of cereals. Thanks to its hypoglycemic action it is therefore suitable for the diet of diabetic patients. In fact, its daily consumption improves insulin sensitivity.
Excellent for the intestine and stomach: the banana also has positive effects on the intestine: pharmacological investigations have shown that the banana is effective and beneficial in the treatment of diseases of the gastrointestinal tract.
The fruits are also perfect against constipation thanks to the high content of dietary fiber.
Against cholesterol: they contain a good amount of phytosterols. It is the natural plant sterols that lower cholesterol levels in the blood by reducing its absorption in the intestine.
Other uses of this fruit or parts of the plant are then linked to local traditions and medical applications.
Among the contraindications of the banana we remember that:
– it could cause intolerance in subjects predisposed to the presence of allergenic proteins. In fact, those who take beta-blocking drugs because they are heart patients should consume bananas in moderation to avoid hyperkalemia, that is, a condition of excessive potassium in the blood;

Preparation Method –
In the Musa × paradisiaca, in addition to the raw or cooked consumption of fruits, like other banana trees, the male flower is edible and when cooked it has a taste similar to an artichoke. The stem is also edible and is used in India for many dishes.
In the Philippines, Banana Cue is commonly offered by street vendors. It is a snack obtained by frying bananas wrapped in caramelized brown sugar. A delight for anyone who loves sweet flavors.
Also in the Philippines, a condiment is used which is, in fact, a banana ketchup. It’s super easy to make and incredibly delicious. Just combine mashed banana, sugar, vinegar and spices. Banana ketchup is the perfect accompaniment to an omelette.
In England there is a banana dessert called Banoffee pie. It’s a tasty mix of bananas, cream and toffee, all set on top of a biscuit and butter base.
The Matsès and Shipibo, indigenous peoples of the Peruvian Amazon jungle, are the creators of a banana drink called Chapo. It is made with boiled sweet bananas, cinnamon and cloves.
In addition, in some cuisines, bananas and pork are an exceptional pairing. Tacaho is another dish from Peru; they are roasted bananas of the Amazonian culinary tradition, served with cecina and pork cubes. Sweet and savory create a tasty combination.
Furthermore, a flour is obtained from bananas. Historically, it was used in Africa and Jamaica as a cheap alternative to regular flour. However, it is now used as a gluten-free alternative to wheat flours and is a common ingredient in paleo recipes.
The banana is then put into the stuffed pastry. The Indonesians prepare the Nagasaris. They are traditional steamed rolls made with rice flour, coconut milk and sugar, then filled with banana slices.
Bananas are also great in soups. A hot banana soup is typical of Puerto Rico. Here a vegetarian banana soup is prepared flavored with paprika, cumin, coriander seeds and black pepper. It is then served with pan de Agua, a typical Puerto Rican bread, avocado, parmesan and parsley.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





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Musa x paradisiaca

El banano (Musa × paradisiaca L., 1753) es una especie herbácea perteneciente a la familia Musaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Superdivisión de espermatophyta,
División Magnoliophyta,
Clase de liliopsida,
Subclase Zingiberidae,
Orden Zingiberales,
Familia Musaceae,
Género Muse,
Especie M. × paradisiaca.

Etimología –
El término Musa proviene del árabe moz o moza banano, latinizado por los botánicos en Musa. Otros creen que el nombre recuerda a Antonio Musa, un médico romano del siglo I. ANTES DE CRISTO.
El epíteto específico paradisíaco proviene de paradisíaco, del paraíso, del latín eclesiástico paradisus paraíso: en referencia a la bondad de los frutos.

Distribución geográfica y hábitat –
Este taxón, descrito por Linnaeus en 1753, resume las formas híbridas de M. acuminata y M. balbisiana cuyos cultivares producen la gran mayoría de las variedades de banano para uso alimentario en el mercado actual. Esta clasificación taxonómica, aunque obsoleta, todavía se acepta, aunque no sea adecuada, para describir los cientos de formas híbridas ya presentes desde la antigüedad y presuntamente creadas por domesticación; Por tanto, se introdujo un sistema de clasificación que divide los distintos híbridos en función de su genoma.
Sin embargo, el banano es originario de las selvas tropicales y húmedas del sudeste asiático, desde donde se introdujo en Europa, en el siglo VII, gracias a los comerciantes; posteriormente, en el siglo XV, se trajo de Canarias a América. El plátano para la producción de frutas se cultiva en las Islas Canarias desde finales del siglo XIX.

Descripción –
El banano es una planta herbácea gigantesca de tallo corto hasta la floración que vive más de tres años.
El tallo alto es en realidad un pseudo tallo que se deriva de los pecíolos de las hojas y alcanza una altura de unos 7,5 m.
El sistema de raíces se desarrolla a partir de un rizoma corto, que es el tronco auténtico; esto es superficial, por lo que la planta es sensible a la sequía y la competencia de los pastos espontáneos que pueden crecer a su alrededor.
A partir del rizoma subterráneo se desarrollan las yemas, que al germinar producen los brotes; sus yemas terminales, a su vez, producirán la inflorescencia que se abre de un cono violáceo.
Las hojas, de color verde claro ya veces con manchas marrones, están dispuestas en espiral, son muy largas (de 2 a 4 my 0,5 m de ancho) y se abren a razón de una a la semana; con el viento y la edad se rompen, tomando la apariencia de flecos.
Las flores son amarillas y se recogen en las manos; en cada mano se forman de 3 a 20 frutos. Las manos se juntan en un “régimen o casco”, que puede contener de 5 a 20 ‘manos’ o mechones.
Los plátanos son de color verde y se vuelven amarillos con manchas oscuras cuando están maduros, la pulpa es muy sabrosa, suave y dulce, de color blanco amarillento.
El fruto, el plátano, es partenocárpico o sin semillas.

Cultivo –
Actualmente, el banano es el cuarto cultivo más importante del mundo, después del arroz, el trigo y el maíz; en muchos países se consume como fruta, pero en otros es uno de los alimentos básicos y una de las exportaciones más importantes.
Su difusión se debe principalmente a las propiedades alimenticias de los frutos, que son principalmente de dos tipos: variedad de plátano y variedad de plátano. Especialmente este último es de fundamental importancia para la nutrición de muchos pueblos, ya que representa su principal fuente de almidón y nutrición. Los frutos comestibles de ambas variedades, de hecho, pueden consumirse en todos los grados de madurez, tanto crudos como cocidos, y si se cultivan en zonas con un clima adecuado, dan frutos varias veces al año.
Los plátanos, es decir los frutos, están formados por partenocarpia, por lo que no es necesaria la fertilización. Las condiciones óptimas para el cultivo corresponden a las de las zonas tropicales o subtropicales. De hecho necesitan temperaturas medias, que oscilan entre 26 ° y 27 ° C y prefieren las llanuras cercanas a la costa y protegidas del viento. En todo el Mediterráneo se pueden cultivar, pero no se obtienen frutos de gran calidad; además, las plantas sufren daños por bajas temperaturas (por debajo de 13 ° C) y altas temperaturas (por encima de 45 ° C).
Las lluvias constantes y la alta humedad del aire son otros dos requisitos ambientales para el cultivo de banano. El desarrollo de los nuevos brotes está condicionado por la cantidad e intensidad de la luz, especialmente en las zonas subtropicales, por lo que a medida que disminuye el período de iluminación corresponde un proceso de desarrollo más largo.
El banano crece en cualquier tipo de suelo, incluso si prefiere los fértiles, con presencia de agua en verano y seco en invierno; tolera un amplio rango de pH, desde 3,5 hasta 9.
En Canarias se cultivan variedades de plátano enano, cuyo fruto tiene un excelente sabor y excelentes cualidades de conservación. ‘Gran enana’, ‘Pequena enana’ y ‘Zelig’, son las variedades que mejor se han adaptado a las condiciones de Canarias; También se cultivan variedades obtenidas de selecciones locales, como ‘Brier’ y ‘Gruesa’.
Los plátanos se plantan en quincunx para aprovechar mejor la tierra. En un diseño de 3,5 x 35 m, se disponen dos plantas por hoyo; a los 2 meses se conserva lo mejor, seleccionando los brotes dispuestos en la medida de lo posible.
El crecimiento es rápido si las condiciones climáticas son las adecuadas, en unos 10/12 meses la planta de banano florecerá. La flor de plátano se desarrolla dentro del tallo hasta que está lista.
Esta planta, cuando sale, rocía agua, tanto que su nacimiento para los nativos se compara con el nacimiento de un niño. La inflorescencia púrpura ya está lista para la fertilización.
Hay que tener cuidado de no cortar las hojas que lo rodean, pues sirven para resguardarlo del sol y esperar a que se produzca la fertilización.
En este punto, los pétalos se abrirán, dejando los racimos de plátanos a la vista. La parte inferior de las vainas de plátano es la flor masculina (también conocida como corazón de plátano), que también es comestible en algunas variedades. Este es el momento en el que puedes cortar para que las energías de la planta se concentren en los plátanos.
Después de la cosecha del plátano, el árbol muere. El tallo del lado opuesto del racimo de plátanos se grabará con un machete, luego se cortará la parte restante del rizoma, teniendo cuidado de no dañar los nuevos chupones. De estos, solo quedará uno que dará sus frutos el año siguiente.
Los demás se pueden trasplantar en nuevos agujeros para hacer otros árboles. Esta operación debe hacerse con cuidado, interviniendo con fertilizante sobre la planta madre y luego cortando la parte apical del chupón para facilitar su enraizamiento.
En cuanto a la poda, esta debe hacerse cuando la planta madre haya dado fruto, podando a 60 cm del suelo: los nuevos brotes seleccionados sustituirán a los secos. Las tres fases del ciclo del banano se completan en:
– 6-8 meses, para la fase vegetativa;
– 3-4 meses, para floración;
– 3-4 meses, para la fructificación.
Para la cosecha es necesario esperar 3-4 meses para los primeros frutos.
Tan pronto como el racimo esté maduro, córtelo, teniendo cuidado de dividir los plátanos con un material suave para evitar magulladuras.

Costumbres y tradiciones –
El plátano es una planta que, además de frutas, como en la cocina de Bengala y Kerala (en India), se utilizan flores, crudas o cocidas. En los mismos países y también en Birmania también se utiliza el corazón tierno del tronco del plátano.
Otra forma de consumir la fruta es secando. Los plátanos secos tienen un color marrón oscuro y un sabor intenso típico.
Los plátanos también se han utilizado para hacer mermeladas. Sin embargo, a diferencia de otras frutas, los plátanos solo se han utilizado recientemente para hacer jugos y jugos. A pesar del 85% de contenido de agua, históricamente ha sido difícil extraer jugo de la fruta porque, cuando se presiona, un plátano simplemente se convierte en pulpa. En 2004, científicos del “Bhabha Atomic Research Center” (BARC, India), patentaron una técnica para extraer el jugo tratando la pulpa de plátano en un recipiente con una reacción que demora de 4 a 24 horas.
En Ruanda, Burundi, Uganda, Tanzania y la República Democrática del Congo se acostumbra fermentar los plátanos para obtener una bebida alcohólica, llamada kasiksi.
Las hojas de plátano grandes, flexibles e impermeables se utilizan como paraguas y para envolver alimentos.
Finalmente, la superficie interna de la cáscara de plátano se puede frotar sobre la irritación causada por la hiedra canadiense para reducir los síntomas. Además, la piel del plátano se utilizó como medicamento para el tratamiento de la psoriasis. También puedes usar cáscara de plátano como betún ecológico para zapatos.
El plátano es una de las frutas más nutritivas y sabrosas, amado por jóvenes y mayores por su textura suave y su sabor particularmente dulce. Aperitivo práctico y “portátil”, aporta una energía preciosa a quienes lo eligen.
Los plátanos son ricos en potasio, vitaminas y minerales. Además, aporta grandes beneficios al organismo: combate el colesterol, baja la tensión arterial, regula el intestino y ayuda al estado de ánimo.
De hecho, contienen mucho potasio, el cual es útil para eliminar líquidos, limitar la retención de agua y controlar la hipertensión, favoreciendo así el buen funcionamiento del sistema cardiovascular. En colaboración con el magnesio, las frutas ayudan contra los calambres y también son ideales para quienes realizan actividad física. Los plátanos también tienen un efecto calmante sobre la acidez y la acidez de estómago, y sus fibras manejan mejor las irregularidades intestinales, lo que dificulta el estreñimiento.
Los plátanos se suelen consumir frescos y naturales. Pero también es excelente mezclado con leche u otra fruta para crear batidos sabrosos y nutritivos, cortados en trozos en yogur, cortados en ensaladas de frutas, en forma de helado. También se puede utilizar para decorar varios pasteles y postres o como ingrediente para postres como el pan de plátano.
Además de los usos alimentarios, las plantas de banano y sus frutos se han utilizado tradicionalmente para tratar muchas enfermedades, especialmente en Asia y África.
En las comunidades tribales se utilizan todas las partes de la planta (fruto, tallo, flor, hoja, savia, tallo, núcleo interno y raíz) para preparaciones terapéuticas útiles para contrarrestar numerosas patologías:
– control de la presión arterial;
– diabetes;
– hipertensión;
– anemia, hasta alergias;
– infecciones, bronquitis y otras enfermedades respiratorias, así como fiebre, tos;
– tuberculosis;
– disentería.
El extracto de raíz todavía se usa hoy para prevenir la concepción, para inducir el parto durante el parto y para tratar infecciones de enfermedades de transmisión sexual, como VIH / SIDA, llagas internas y externas de las partes genitales, vaginitis y leucorrea.
Otros usos tradicionales incluyen la aplicación como antiemético, para tratar heridas y ampollas y para aliviar el dolor articular y mejorar la circulación sanguínea.
El plátano, además de su gran versatilidad y su sabor único, es una fruta rica en fitonutrientes, entre los que se encuentran vitaminas (vitaminas C, A y B) y compuestos fenólicos.
En promedio, un plátano tiene alrededor de 66 kcal / 100 gy contiene vitaminas C, E, B, B2, B6, PP, A, además de potasio (400 mg / 100 g), calcio, fósforo, cobre y hierro.
Tanto la pulpa como la cáscara de plátano contienen varios compuestos fenólicos y flavonoides.
Entre sus ingredientes activos mencionamos:
– ácido gálico;
– catequina;
– epicatequina;
– taninos;
– antocianinas.
Las principales clases de flavonoides que se encuentran en los plátanos son los flavonoles, que incluyen quercetina, miricetina, kaempferol y cianidina. Estos actúan como “carroñeros” protectores contra los radicales libres, responsables del envejecimiento y diversas enfermedades crónicas.
La cáscara y pulpa de plátano también contienen aminas biogénicas, como:
– serotonina;
– dopamina;
– norepinefrina.
La serotonina contribuye a la sensación de bienestar y felicidad, mientras que la dopamina juega un papel importante en la mejora del estado de ánimo, la capacidad de concentración y la estabilidad emocional.
Otros compuestos que caracterizan a los plátanos son los carotenoides, que también son responsables de su intenso color amarillo.
Gracias a su particular composición organoléptica, los plátanos tienen muchas propiedades beneficiosas.
Son antioxidantes y anticancerígenos: la pulpa de banano contiene compuestos bioactivos, como ácidos fenólicos y flavonoides, con alto potencial antioxidante y útiles en la prevención de enfermedades crónicas, incluido el cáncer.
Es útil contra los calambres y para controlar la presión: los plátanos contienen mucho potasio: aliados perfectos, por tanto, para que los deportistas eviten los calambres durante el entrenamiento o durante el rendimiento.
Además, la importante presencia de potasio, junto con el bajo contenido de sodio, hace que los plátanos sean útiles para controlar la presión arterial.
Como antidepresivo natural: la serotonina, derivada del triptófano que contiene el plátano, ayuda a superar o prevenir la depresión al influir positivamente en el estado de ánimo y relajar el cuerpo.
Es apto para diabéticos: el plátano contiene almidón resistente de baja digestibilidad en comparación con los almidones de alto índice glucémico de los cereales. Por tanto, gracias a su acción hipoglucemiante es adecuado para la dieta de los pacientes diabéticos. De hecho, su consumo diario mejora la sensibilidad a la insulina.
Excelente para el intestino y el estómago: el plátano también tiene efectos positivos en el intestino: las investigaciones farmacológicas han demostrado que el plátano es eficaz y beneficioso en el tratamiento de enfermedades del tracto gastrointestinal.
Las frutas también son perfectas contra el estreñimiento gracias al alto contenido de fibra dietética.
Contra el colesterol: contienen buena cantidad de fitoesteroles. Son los esteroles vegetales naturales que reducen los niveles de colesterol en la sangre al reducir su absorción en el intestino.
Otros usos de esta fruta o partes de la planta se vinculan a las tradiciones locales y aplicaciones médicas.
Entre las contraindicaciones del plátano recordamos que:
– podría provocar intolerancia en sujetos predispuestos a la presencia de proteínas alergénicas. De hecho, quienes toman fármacos betabloqueantes por ser pacientes cardíacos deben consumir plátanos con moderación para evitar la hiperpotasemia, es decir, una condición de exceso de potasio en la sangre;

Método de preparación –
En la Musa × paradisiaca, además del consumo de frutas crudas o cocidas, como otros plátanos, la flor masculina es comestible y cuando se cocina tiene un sabor similar a una alcachofa. El tallo también es comestible y se usa en la India para muchos platos.
En Filipinas, los vendedores ambulantes suelen ofrecer Banana Cue. Es un snack que se obtiene friendo plátanos envueltos en panela caramelizada. Una delicia para los amantes de los sabores dulces.
También en Filipinas, se usa un condimento que es, de hecho, un ketchup de plátano. Es muy fácil de hacer e increíblemente delicioso. Simplemente combine puré de plátano, azúcar, vinagre y especias. El ketchup de plátano es el acompañamiento perfecto para una tortilla.
En Inglaterra hay un postre de plátano llamado Banoffee pie. Es una sabrosa mezcla de plátanos, crema y caramelo, todo sobre una base de galleta y mantequilla.
Los Matsès y Shipibo, pueblos indígenas de la selva amazónica peruana, son los creadores de una bebida de plátano llamada Chapo. Está elaborado con plátanos dulces hervidos, canela y clavo.
Además, en algunas cocinas, los plátanos y el cerdo son un maridaje excepcional. El tacaho es otro platillo de Perú; son plátanos asados ​​de la tradición culinaria amazónica, servidos con cecina y dados de cerdo. Dulce y salado crean una sabrosa combinación.
Además, se obtiene una harina de plátanos. Históricamente, se usó en África y Jamaica como una alternativa barata a la harina común. Sin embargo, ahora se usa como una alternativa sin gluten a las harinas de trigo y es un ingrediente común en las recetas paleo.
A continuación, se coloca el plátano en la masa rellena. Los indonesios preparan los Nagasaris. Son rollos tradicionales al vapor hechos con harina de arroz, leche de coco y azúcar, luego se rellenan con rodajas de plátano.
Los plátanos también son excelentes en sopas. Una sopa de plátano caliente es típica de Puerto Rico. Aquí se prepara una sopa de plátano vegetariana, aromatizada con pimentón, comino, semillas de cilantro y pimienta negra. Luego se sirve con pan de agua, un pan típico puertorriqueño, aguacate, parmesano y perejil.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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