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Lycopodium clavatum

Il licopodio officinale (Lycopodium clavatum L., 1753) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Lycopodiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Divisione Lycopodiophyta,
Classe Lycopodiopsida,
Ordine Lycopodiales,
Famiglia Lycopodiaceae,
Genere Lycopodium,
Specie L. clavatum.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Lepidotis ciliata P.Beauv.;
– Lepidotis clavata (L.) P.Beauv.;
– Lepidotis inflexa P.Beauv.;
– Lycopodium aristatum Humb. & Bonpl. ex Willd.;
– Lycopodium ciliatum (P.Beauv.) Sw.;
– Lycopodium contiguum Klotzsch;
– Lycopodium eriostachys Fée;
– Lycopodium inflexum (P.Beauv.) Sw.;
– Lycopodium piliferum Raddi;
– Lycopodium preslii Grev. & Hook.;
– Lycopodium serpens C. Presl;
– Lycopodium trichiatum Bory;
– Lycopodium trichophyllum Desv..
All’interno di questa specie si riconoscono diverse sottospecie che colonializzano differenti areali:
– Lycopodium clavatum subsp. clavatum var. clavatum, presente in Europa, Asia, Nord America;
– Lycopodium clavatum subsp. clavatum var. aristatum, presente in Messico, Caraibi, America Centrale, Sud America settentrionale, da sud a nord dell’Argentina;
– Lycopodium clavatum subsp. clavatum var. asiaticum, presente in Giappone, Cina nord-orientale;
– Lycopodium clavatum subsp. clavatum var. borbonicum, presente in Africa centrale e meridionale;
– Lycopodium clavatum subsp. clavatum var. kiboanum, presente nelle montagne dell’Africa tropicale;
– Lycopodium clavatum subsp. contiguum, presente in America Centrale Meridionale, America Meridionale Settentrionale.

Etimologia –
Il termine Lycopodium proviene dal greco λύκος lýcos lupo e da πóδιον pódion piedino: piè di lupo.
L’epiteto specifico clavatum viene da cláva clava: per la presenza nelle specie di organi o carpofori a forma di clava.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il licopodio officinale è una pianta che cresce nelle zone artiche e temperate del nord America, Europa e Asia, in centro America; sud America, Caraibi ed in alcune aree sparse dell’Africa tropicale e dell’Asia tropicale.
Il suo habitat è quello delle brughiere, campi e pascoli in climi freschi e umidi dove preferisce areali aperti come fianchi di montagne, brughiere, radure e tagli stradali nella foresta pluviale. Ai tropici cresce nelle zone montuose sopra i 1.300 metri.

Descrizione –
Il Lycopodium clavatum è una pianta vascolare portatrice di spore, che cresce principalmente prostrata lungo il terreno con fusti lunghi fino a 1 m.
I fusti sono molto ramificati, e densamente rivestiti di piccole foglie microfille disposte a spirale. Le foglie sono lunghe 3-5 mm e larghe 0,7-1 mm, rastremate in una sottile punta bianca simile a un pelo.
I rami, che portano strobili o coni di spore, diventano eretti, raggiungendo 5-15 cm di altezza dal suolo e le loro foglie sono modificate come sporofilli che racchiudono le capsule di spore o sporangi.
I coni di spore sono di colore giallo-verde, lunghi 2-3 cm e larghi 5 mm. I fusti orizzontali producono radici ad intervalli frequenti lungo la loro lunghezza, permettendo allo stelo di crescere indefinitamente lungo il terreno.
Gli steli assomigliano superficialmente a piccole piantine di conifere, sebbene non appartengono ad un altro genere.
Il Lycopodium clavatum è una specie molto variabile che esiste in una serie quasi continua di forme, da quelle compatte con rami paralleli e foglie sode ed imbricate a piante ampiamente ramificate con rami divergenti e foglie morbide e allargate. Le prime sono tipiche degli habitat freddi ed esposti, le seconde dei luoghi caldi e riparati.

Coltivazione –
Il licopodio officinale è una pianta perenne sempreverde che è imparentata con le felci. La pianta viene comunemente raccolta allo stato naturale per uso medicinale e per i vari usi delle sue spore. Sia le spore che le parti aeree della pianta vengono raccolte in quantità commerciali dall’ambiente naturale e commercializzate a livello internazionale.
È una pianta che cresce in un ampio areale dal livello del mare nel circolo polare artico alle zone montuose sopra i 1.300 metri ai tropici.
La pianta resiste fino ad almeno -15 °C e prospera in terreni torbosi ed in posizione ombreggiata. Inoltre richiede un’atmosfera umida.
le piante di questo genere sono difficili da stabilire in quanto le radici sono delicate e soggette a marciume; la maggior parte dell’acqua viene assorbita attraverso il fogliame.
Il protallo sotterraneo si sviluppa lentamente e raggiunge la maturità sessuale dopo 6 – 15 anni e può vivere fino a 20 anni.
Questa specie ha una forma apicale, differenziata in vari tessuti, che vive in stretta simbiosi con un fungo, forse una specie di Pythium. Senza il fungo, lo sviluppo del gametofito si ferma in uno stadio precoce, a poche cellule. Una volta che lo sporofito si è stabilito, può diffondersi rapidamente grazie ai lunghi steli striscianti. Se la competizione con le piante a crescita più alta non è forte, è una specie longeva e forma lentamente grandi colonie.
La propagazione avviene per spore che possono essere seminate non appena sono mature sulla superficie di un terreno sterilizzato ricco di humus. In questa fase bisogna mantenere il compost umido, preferibilmente mettendo un film di polietilene sopra il semenzaio.
Il trapianto va effettuato non appena le piantine sono abbastanza grandi da poter essere maneggiate e mantenute umide fino a quando non si sono ben stabilizzate. Non bisogna però piantare all’aperto fino a quando le felci non hanno almeno 2 anni e quindi solo in una posizione molto ben riparata. Le spore sono generalmente prodotte in abbondanza ma sono difficili da coltivare con successo. Queste possono rimanere dormienti per 3 – 8 anni. Durante questo periodo si depositano nel terreno ad una profondità di 3 – 10 cm e questo, combinato con una parete di spore relativamente spessa, può ritardare notevolmente la germinazione. Si è visto che quando le spore sono esposte all’acido solforico, la germinazione richiede solo 2 mesi.

Usi e Tradizioni –
Il Lycopodium clavatum, anche se come molti muschi è diffuso a livello globale, è sempre più confinato in siti indisturbati, scomparendo dalle aree coltivate e dai siti con regolari incendi. Di conseguenza, è in pericolo in molte aree.
Di questa specie si utilizzano le spore “polvere di licopodio”, che sono esplosive se presenti nell’aria in densità sufficientemente elevate. Erano usate come polvere per i flash nelle prime fotografie e negli atti magici.
Le spore contengono un olio e sono infatti altamente infiammabili. L’olio contiene 80 – 86% di acido decil-isopropil acrilico, 3 – 5% di glicerina e acidi grassi solidi (principalmente acido miristico).
Le spore si presentano come una polvere di colore giallo-marrone, inodore e insapore. Un tempo veniva adoperata in farmacia per tisane, con virtù diuretica e lassativa o per uso esterno come detergente curativo delle affezioni cutanee. Viene ancora usata in omeopatia. Non sono ben conosciuti tutti i suoi principi attivi e la presenza di alcaloidi la rende leggermente tossica.
La pianta contiene infatti licopodina, che è velenosa, paralizzando i nervi motori; contiene anche clavatina che è tossica per molti mammiferi; tuttavia le spore non sono tossiche.
Le spore di Lycopodium clavatum, usate come polvere da spalmare, possono causare asma e altri problemi di allergia (prurito della pelle, problemi agli occhi e al naso) se usate per un lungo periodo.
La polvere è sicura per i consumatori che sono esposti a piccole quantità, ma sono stati osservati effetti epatotossici.
Quando le spore entrano nelle ferite chirurgiche, può svilupparsi una lesione mesi o addirittura anni dopo.
Questa specie, con la sua vasta distribuzione, ha trovato una vasta gamma di usi medicinali in tutto il mondo. C’è stata una notevole ricerca sui costituenti attivi della pianta. Le parti aeree contengono acido diidrocaffeico, che ha un effetto ipotensivo, oltre ad alcaloidi come licopodina, chinolina, clavatina, clavatoxina e annotinina, che provocano tutti un aumento della pressione sanguigna.
La licopodina stimola anche i movimenti peristaltici dell’intestino e la contrazione dell’utero.
Le parti aeree contengono anche derivati acidi e flavonoidi.
Un estratto della pianta con metanolo ha mostrato una forte attività di inibizione della prolil-endopeptidasi e dovrebbe avere attività contro la perdita di memoria.
Un decotto preparato dalla pianta è analgesico, antireumatico, carminativo, blandamente diuretico, stomachico e tonico. Questo viene utilizzato internamente nel trattamento di disturbi urinari e renali, artrite reumatica, cistite catarrale, gastrite, dissenteria, malaria ecc..
Nella medicina popolare l’intera pianta viene masticata per indurre il vomito dopo un’intossicazione alimentare o un dolore acuto allo stomaco.
Le foglie essiccate al sole e polverizzate vengono mescolate con piantaggine e latte, e la miscela viene data in piccole dosi ai bambini per curare la diarrea e la dissenteria.
Si applica esternamente a malattie della pelle, ferite, ulcere e irritazioni.
L’intera pianta viene grigliata con canna da zucchero e bucce di banana e applicata sulle labbra screpolate per favorire la guarigione.
Un rimedio omeopatico viene costituito dalle spore; ha una vasta gamma di applicazioni tra cui tosse secca, parotite e dolori reumatici.
La pianta è uno degli ingredienti di un rimedio per alleviare il jet lag.
Tra gli altri usi viene riportato che le spore sono idrorepellenti e possono essere utilizzate come polvere per spolverare per impedire che le cose si attacchino tra loro.
Vengono usate anche come talco e per condire gli stampi nelle fonderie di ferro.
La pianta può essere usata come mordente nella tintura e per respingere gli insetti.
Infine gli steli sono trasformati in stuoie.

Modalità di Preparazione –
Il licopodio officinale può essere raccolto tutto l’anno ed essere utilizzato fresco o essiccato.
Le spore vengono raccolte a maturazione in tarda estate.
Si possono prepara re decotti ed innumerevoli altri utilizzi come descritto sopra.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Lycopodium clavatum

Club moss (Lycopodium clavatum L., 1753) is a herbaceous species belonging to the Lycopodiaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Lycopodiophyta division,
Lycopodiopsida class,
Order Lycopodiales,
Lycopodiaceae family,
Genus Lycopodium,
L. clavatum species.
The following terms are synonymous:
– Lepidotis ciliata P. Beauv .;
– Lepidotis clavata (L.) P. Beauv .;
– Lepidotis inflexa P. Beauv .;
– Lycopodium aristatum Humb. & Bonpl. ex Willd .;
– Lycopodium ciliatum (P. Beauv.) Sw .;
– Lycopodium contiguum Klotzsch;
– Lycopodium eriostachys Fée;
– Lycopodium inflexum (P. Beauv.) Sw .;
– Lycopodium piliferum Raddi;
– Lycopodium preslii Grev. & Hook .;
– Lycopodium serpens C. Presl;
– Lycopodium trichiatum Bory;
– Lycopodium trichophyllum Desv ..
Within this species, several subspecies are recognized that colonize different areas:
– Lycopodium clavatum subsp. clavatum var. clavatum, present in Europe, Asia, North America;
– Lycopodium clavatum subsp. clavatum var. aristatum, present in Mexico, the Caribbean, Central America, northern South America, from south to north of Argentina;
– Lycopodium clavatum subsp. clavatum var. asiaticum, present in Japan, north-eastern China;
– Lycopodium clavatum subsp. clavatum var. borbonicum, present in central and southern Africa;
– Lycopodium clavatum subsp. clavatum var. kiboanum, present in the mountains of tropical Africa;
– Lycopodium clavatum subsp. contiguum, present in South Central America, North South America.

Etymology –
The term Lycopodium comes from the Greek λύκος lýcos lupo and from πóδιον pódion piedino: wolf’s foot.
The specific epithet clavatum comes from cláva clava: due to the presence in the species of club-shaped organs or carpophores.

Geographic Distribution and Habitat –
Club moss is a plant that grows in the arctic and temperate areas of North America, Europe and Asia, in Central America; South America, the Caribbean and in some scattered areas of tropical Africa and tropical Asia.
Its habitat is that of moors, fields and pastures in cool and humid climates where it prefers open ranges such as mountain sides, moors, glades and road cuts in the rainforest. In the tropics it grows in mountainous areas above 1,300 meters.

Description –
Lycopodium clavatum is a spore-bearing vascular plant, which grows mainly prostrate along the ground with stems up to 1m long.
The stems are very branched, and densely covered with small spiral leaves. The leaves are 3-5mm long and 0.7-1mm wide, tapering to a thin white hair-like tip.
The branches, which bear strobili or cones of spores, become erect, reaching 5-15 cm in height from the ground and their leaves are modified as sporophylls which enclose the spore capsules or sporangia.
The spore cones are yellow-green, 2-3 cm long and 5 mm wide. Horizontal stems produce roots at frequent intervals along their length, allowing the stem to grow indefinitely along the ground.
The stems superficially resemble small coniferous seedlings, although they do not belong to another genus.
Lycopodium clavatum is a highly variable species that exists in an almost continuous series of forms, from compact ones with parallel branches and firm, imbricated leaves to widely branched plants with diverging branches and soft, broad leaves. The former are typical of cold and exposed habitats, the latter of warm and sheltered places.

Cultivation –
Club moss is an evergreen perennial that is related to ferns. The plant is commonly harvested in its natural state for medicinal use and for the various uses of its spores. Both the spores and the aerial parts of the plant are harvested in commercial quantities from the natural environment and traded internationally.
It is a plant that grows in a wide range from sea level in the Arctic Circle to mountainous areas above 1,300 meters in the tropics.
The plant resists down to at least -15 ° C and thrives in peaty soils and in a shady location. It also requires a humid atmosphere.
plants of this genus are difficult to establish as the roots are delicate and subject to rot; most of the water is absorbed through the foliage.
The underground prothallus develops slowly and reaches sexual maturity after 6 – 15 years and can live up to 20 years.
This species has an apical shape, differentiated in various tissues, which lives in close symbiosis with a fungus, perhaps a species of Pythium. Without the fungus, gametophyte development stops at an early, low-cell stage. Once the sporophyte has established itself, it can spread quickly thanks to the long creeping stems. If competition with higher growing plants is not strong, it is a long-lived species and slowly forms large colonies.
The propagation takes place by spores that can be sown as soon as they are ripe on the surface of a sterilized soil rich in humus. At this stage, the compost must be kept moist, preferably by placing a polyethylene film over the seedbed.
The transplant should be done as soon as the seedlings are large enough to be handled and kept moist until they are well established. However, it is not necessary to plant outdoors until the ferns are at least 2 years old and therefore only in a very well sheltered position. The spores are generally produced in abundance but are difficult to successfully grow. These can remain dormant for 3 to 8 years. During this time they settle in the soil at a depth of 3 – 10 cm and this, combined with a relatively thick spore wall, can significantly delay germination. It has been seen that when the spores are exposed to sulfuric acid, germination takes only 2 months.

Customs and Traditions –
Lycopodium clavatum, although like many mosses it is widespread globally, is increasingly confined to undisturbed sites, disappearing from cultivated areas and sites with regular fires. As a result, it is endangered in many areas.
The “lycopodium dust” spores of this species are used, which are explosive if present in the air in sufficiently high density. They were used as flash powder in early photographs and magical acts.
The spores contain an oil and are in fact highly flammable. The oil contains 80 – 86% decyl-isopropyl acrylic acid, 3 – 5% glycerin and solid fatty acids (mainly myristic acid).
The spores appear as a yellow-brown, odorless and tasteless powder. It was once used in pharmacies for herbal teas, with diuretic and laxative virtues or for external use as a curative cleanser for skin affections. It is still used in homeopathy. Not all of its active ingredients are well known and the presence of alkaloids makes it slightly toxic.
The plant in fact contains lycopodine, which is poisonous, paralyzing the motor nerves; it also contains clavatin which is toxic to many mammals; however the spores are not toxic.
Lycopodium clavatum spores, used as a spread, can cause asthma and other allergy problems (itchy skin, eye and nose problems) if used for a long time.
The powder is safe for consumers who are exposed to small amounts, but hepatotoxic effects have been observed.
When the spores enter surgical wounds, a lesion can develop months or even years later.
This species, with its wide distribution, has found a wide range of medicinal uses around the world. There has been considerable research on the active constituents of the plant. The aerial parts contain dihydrocaffeic acid, which has a hypotensive effect, as well as alkaloids such as lycopodine, quinoline, clavatin, clavatoxin and annotinin, all of which cause an increase in blood pressure.
Lycopodine also stimulates the peristaltic movements of the intestine and the contraction of the uterus.
The aerial parts also contain acid derivatives and flavonoids.
A plant extract with methanol showed strong prolyl-endopeptidase inhibiting activity and is expected to have activity against memory loss.
A decoction prepared from the plant is analgesic, antirheumatic, carminative, mildly diuretic, stomachic and tonic. This is used internally in the treatment of urinary and kidney disorders, rheumatic arthritis, catarrhal cystitis, gastritis, dysentery, malaria etc.
In folk medicine, the whole plant is chewed to induce vomiting after food poisoning or acute stomach pain.
The sun-dried and pulverized leaves are mixed with plantain and milk, and the mixture is given in small doses to children to treat diarrhea and dysentery.
It is applied externally to skin diseases, wounds, ulcers and irritations.
The whole plant is grilled with sugar cane and banana peels and applied to chapped lips to promote healing.
A homeopathic remedy is constituted by the spores; has a wide range of applications including dry cough, mumps and rheumatic pains.
The plant is one of the ingredients of a remedy to relieve jet lag.
Among other uses it is reported that the spores are water repellent and can be used as a dusting powder to prevent things from sticking together.
They are also used as talc and to season molds in iron foundries.
The plant can be used as a dye mordant and to repel insects.
Finally the stems are transformed into mats.

Preparation Method –
Club moss can be harvested all year round and used fresh or dried.
The spores are harvested when ripe in late summer.
Decoctions and countless other uses can be prepared as described above.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Lycopodium clavatum

La caminera (Lycopodium clavatum L., 1753) es una especie herbácea perteneciente a la familia Lycopodiaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
Subarign Tracheobionta,
División de Lycopodiophyta,
Clase Lycopodiopsida,
Orden Lycopodiales,
Familia Lycopodiaceae,
Género Lycopodium,
Especies de L. clavatum.
Los siguientes términos son sinónimos:
– Lepidotis ciliata P. Beauv.;
– Lepidotis clavata (L.) P. Beauv.;
– Lepidotis inflexa P. Beauv.;
– Lycopodium aristatum Humb. & Bonpl. ex Willd.;
– Lycopodium ciliatum (P. Beauv.) Sw.;
– Lycopodium contiguum Klotzsch;
– Lycopodium eriostachys Fée;
– Lycopodium inflexum (P. Beauv.) Sw.;
– Lycopodium piliferum Raddi;
– Lycopodium preslii Grev. & Gancho .;
– Lycopodium serpens C. Presl;
– Lycopodium trichiatum Bory;
– Lycopodium trichophyllum Desv ..
Dentro de esta especie, se reconocen varias subespecies que colonizan diferentes áreas:
– Lycopodium clavatum subsp. clavatum var. clavatum, presente en Europa, Asia, Norteamérica;
– Lycopodium clavatum subsp. clavatum var. aristatum, presente en México, el Caribe, Centroamérica, norte de Sudamérica, de sur a norte de Argentina;
– Lycopodium clavatum subsp. clavatum var. asiaticum, presente en Japón, noreste de China;
– Lycopodium clavatum subsp. clavatum var. borbonicum, presente en África central y meridional;
– Lycopodium clavatum subsp. clavatum var. kiboanum, presente en las montañas de África tropical;
– Lycopodium clavatum subsp. contiguum, presente en América Central del Sur, América del Norte del Sur.

Etimología –
El término Lycopodium proviene del griego λύκος lýcos lupo y de πóδιον pódion piedino: pie de lobo.
El epíteto específico clavatum proviene de cláva clava: debido a la presencia en las especies de órganos en forma de maza o carpóforos.

Distribución geográfica y hábitat –
La caminera es una planta que crece en las zonas árticas y templadas de Norteamérica, Europa y Asia, en Centroamérica; América del Sur, el Caribe y algunas áreas dispersas de África tropical y Asia tropical.
Su hábitat es el de páramos, campos y pastos en climas fríos y húmedos donde prefiere cadenas abiertas como laderas de montañas, páramos, claros y cortes de caminos en la selva tropical. En los trópicos crece en zonas montañosas por encima de los 1.300 metros.

Descripción –
Lycopodium clavatum es una planta vascular portadora de esporas, que crece principalmente postrada a lo largo del suelo con tallos de hasta 1 m de largo.
Los tallos son muy ramificados y están densamente cubiertos de pequeñas hojas en espiral. Las hojas miden 3-5 mm de largo y 0,7-1 mm de ancho, adelgazándose hasta convertirse en una punta fina parecida a un pelo blanco.
Las ramas, que llevan estróbilos o conos de esporas, se ponen erectas, alcanzando una altura de 5-15 cm desde el suelo y sus hojas se modifican como esporofilas que encierran las cápsulas de esporas o esporangios.
Los conos de esporas son de color verde amarillento, de 2-3 cm de largo y 5 mm de ancho. Los tallos horizontales producen raíces a intervalos frecuentes a lo largo de su longitud, lo que permite que el tallo crezca indefinidamente a lo largo del suelo.
Los tallos se parecen superficialmente a pequeñas plántulas de coníferas, aunque no pertenecen a otro género.
Lycopodium clavatum es una especie muy variable que existe en una serie casi continua de formas, desde las compactas con ramas paralelas y hojas firmes e imbricadas hasta plantas ampliamente ramificadas con ramas divergentes y hojas suaves y anchas. Los primeros son típicos de hábitats fríos y expuestos, los segundos de lugares cálidos y resguardados.

Cultivo –
La caminera es una planta perenne de hoja perenne que está relacionada con los helechos. La planta se cosecha comúnmente en su estado natural para uso medicinal y para los diversos usos de sus esporas. Tanto las esporas como las partes aéreas de la planta se cosechan en cantidades comerciales del entorno natural y se comercializan internacionalmente.
Es una planta que crece en un amplio rango desde el nivel del mar en el Círculo Polar Ártico hasta áreas montañosas por encima de los 1.300 metros en los trópicos.
La planta resiste hasta al menos -15 ° C y prospera en suelos turbosos y en un lugar sombreado. También requiere un ambiente húmedo.
las plantas de este género son difíciles de establecer debido a que las raíces son delicadas y están sujetas a pudrición; la mayor parte del agua se absorbe a través del follaje.
El protalo subterráneo se desarrolla lentamente y alcanza la madurez sexual después de 6 a 15 años y puede vivir hasta 20 años.
Esta especie tiene una forma apical, diferenciada en varios tejidos, que vive en estrecha simbiosis con un hongo, quizás una especie de Pythium. Sin el hongo, el desarrollo de gametofitos se detiene en una etapa temprana, con solo unas pocas células. Una vez que el esporofito se ha establecido, puede extenderse rápidamente gracias a los largos tallos rastreros. Si la competencia con las plantas de mayor crecimiento no es fuerte, es una especie de larga vida y forma lentamente grandes colonias.
La propagación se produce por esporas que se pueden sembrar en cuanto maduran en la superficie de un suelo esterilizado rico en humus. En esta etapa, el compost debe mantenerse húmedo, preferiblemente colocando una película de polietileno sobre el semillero.
El trasplante debe realizarse tan pronto como las plántulas sean lo suficientemente grandes para manipularse y mantenerse húmedas hasta que estén bien establecidas. Sin embargo, no es necesario plantar al aire libre hasta que los helechos tengan al menos 2 años y, por lo tanto, solo en una posición muy bien protegida. Las esporas se producen generalmente en abundancia, pero son difíciles de cultivar con éxito. Estos pueden permanecer inactivos durante 3 a 8 años. Durante este tiempo, se asientan en el suelo a una profundidad de 3 a 10 cm y esto, combinado con una pared de esporas relativamente gruesa, puede retrasar significativamente la germinación. Se ha visto que cuando las esporas se exponen al ácido sulfúrico, la germinación demora solo 2 meses.

Costumbres y tradiciones –
Lycopodium clavatum, aunque como muchos musgos, está muy extendido en todo el mundo, está cada vez más confinado a sitios no perturbados, desapareciendo de áreas cultivadas y sitios con incendios regulares. Como resultado, está en peligro en muchas áreas.
Se utilizan las esporas de “polvo de licopodio” de esta especie, que son explosivas si están presentes en el aire en una densidad suficientemente alta. Fueron utilizados como pólvora en las primeras fotografías y actos mágicos.
Las esporas contienen un aceite y, de hecho, son muy inflamables. El aceite contiene 80 – 86% de ácido decil-isopropil acrílico, 3 – 5% de glicerina y ácidos grasos sólidos (principalmente ácido mirístico).
Las esporas aparecen como un polvo de color marrón amarillento, inodoro e insípido. Alguna vez se usó en farmacias para infusiones de hierbas, con virtudes diuréticas y laxantes o para uso externo como limpiador curativo para afecciones de la piel. Todavía se usa en homeopatía. No todos sus principios activos son bien conocidos y la presencia de alcaloides lo hace ligeramente tóxico.
De hecho, la planta contiene licopodina, que es venenosa y paraliza los nervios motores; también contiene clavatina, que es tóxica para muchos mamíferos; sin embargo, las esporas no son tóxicas.
Las esporas de Lycopodium clavatum, usadas como propagación, pueden causar asma y otros problemas de alergia (picazón en la piel, problemas de ojos y nariz) si se usan durante un período prolongado.
El polvo es seguro para los consumidores que están expuestos a pequeñas cantidades, pero se han observado efectos hepatotóxicos.
Cuando las esporas ingresan a las heridas quirúrgicas, la lesión puede desarrollarse meses o incluso años después.
Esta especie, con su amplia distribución, ha encontrado una amplia gama de usos medicinales en todo el mundo. Ha habido una investigación considerable sobre los componentes activos de la planta. Las partes aéreas contienen ácido dihidrocafeico, que tiene un efecto hipotensor, así como alcaloides como licopodina, quinolina, clavatina, clavatoxina y annotinina, todos los cuales provocan un aumento de la presión arterial.
Lycopodine también estimula los movimientos peristálticos del intestino y la contracción del útero.
Las partes aéreas también contienen derivados ácidos y flavonoides.
Un extracto de planta con metanol mostró una fuerte actividad inhibidora de la prolil-endopeptidasa y se espera que tenga actividad contra la pérdida de memoria.
Una decocción preparada a partir de la planta es analgésica, antirreumática, carminativa, levemente diurética, estomacal y tónica. Se utiliza internamente en el tratamiento de trastornos urinarios y renales, artritis reumática, cistitis catarral, gastritis, disentería, malaria, etc.
En la medicina popular, la planta entera se mastica para inducir el vómito después de una intoxicación alimentaria o un dolor de estómago agudo.
Las hojas secadas al sol y pulverizadas se mezclan con plátano y leche, y la mezcla se administra en pequeñas dosis a los niños para tratar la diarrea y la disentería.
Se aplica externamente sobre enfermedades de la piel, heridas, úlceras e irritaciones.
Toda la planta se asa a la parrilla con caña de azúcar y cáscaras de plátano y se aplica sobre los labios agrietados para promover la curación.
Un remedio homeopático está constituido por las esporas; tiene una amplia gama de aplicaciones que incluyen tos seca, paperas y dolores reumáticos.
La planta es uno de los ingredientes de un remedio para aliviar el jet lag.
Entre otros usos, se informa que las esporas son repelentes al agua y se pueden usar como polvo para evitar que las cosas se peguen.
También se utilizan como talco y para condimentar moldes en fundiciones de hierro.
La planta se puede utilizar como mordiente en teñir y repeler insectos.
Finalmente los tallos se transforman en esterillas.

Método de preparación –
La caminera se puede recolectar durante todo el año y se puede utilizar fresco o seco.
Las esporas se cosechan cuando están maduras a finales del verano.
Se pueden preparar decocciones e innumerables otros usos como se describe anteriormente.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos quirúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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