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Come si coltiva il Bagolaro

Il bagolaro (Celtis australis L., 1753), conosciuto anche con i nomi di romiglia, spaccasassi o albero dei rosari è una pianta della famiglia delle Cannabaceae originaria dell’Europa meridionale, Africa del Nord e Asia minore.
Questa pianta è diffusa in un’area che va dalla Spagna meridionale fino al Caucaso e all’Asia occidentale. In Italia è abbastanza comune fino ai 600-700 metri s.l.m..
Le sue strutture riproduttive sono dei fiori bisessuali e unisessuali, portati sulla stessa pianta, giallastri, solitari o in gruppi, con fioritura a maggio; i frutti sono drupe peduncolate nere a maturazione.

Coltivazione –
Il bagolaro è una pianta che si adatta bene alla coltivazione in Italia.
È un albero che non teme né il freddo, né il caldo, e cresce praticamente in tutte le posizione, ma predilige posizione in cui ricevere i raggi solari diretti per almeno alcune ore al giorno.
Teme invece le gelate tardive, che ne compromettono i germogli già presenti.
Dal punto di vista pedologico si adatta bene su terreni sassosi, dove il robusto apparato radicale penetra nelle fessure delle rocce favorendone lo sgretolamento: da cui deriva il nome di spaccasassi. Preferisce comunque i terreni sassosi, molto ben drenati, calcarei, anche poveri.
Per quanto riguarda la dotazione idrica il Celtis australis è una pianta che cresce anche in terreni non umidi, accontentandosi bene delle acque piovane della stagione fredda anche se è opportuno irrigare le piante che crescono in terreni più sciolti e, comunque, nei periodi particolarmente siccitosi.
Ovviamente per le piante più giovani è bene fornire una maggiore quantità di acqua, stando sempre attenti a non provocare ristagni idrici che potrebbero indurre a marciumi radicali.
Prima dell’impianto si consiglia di porre nella buca che ospiterà la giovane piantina del concime organico, come stallatico maturo o humus di lombrico, e di apportare ogni anno della sostanza organica a fine periodo invernale e di interrarla vicino al colletto della pianta.
Il bagolaro si moltiplica con la semina dei semi contenuti nei frutti, avendo cura di mantenere i semenzai in luogo protetto; infatti, le nuove piantine vanno poste a dimora dopo almeno due anni, poiché gli esemplari giovani non sopportano le gelate persistenti. Si può propagare la pianta anche per talea semilegnosa praticata in autunno e in primavera.

Usi –
Il bagolaro è una pianta molto impiegata nelle alberature dei viali, nei parchi (per il suo rapido accrescimento) e nei rimboschimenti in terreni sassosi e difficili, per la sua resistenza all’inquinamento urbano e per la fitta ombra, nonostante i rischi per la pavimentazione stradale, dovuti al fatto che il suo apparato radicale può svilupparsi anche in superficie.
Il legno, di color grigio-biancastro, è duro ed elastico; è un buon combustibile e dà carbone di qualità pregiata.
Essendo il legno particolarmente durevole, è utilizzato in falegnameria per mobili, manici, attrezzi agricoli e lavori al tornio.
La corteccia è invece usata in tintoria e da essa si estrae un pigmento giallo. In Romagna con due rami intrecciati lunghi e flessibili di questa pianta si realizzava una frusta (in dialetto romagnolo parpignen) utilizzato dai contadini per incitare gli animali da lavoro. Questa frusta viene ancora utilizzata in spettacoli folkloristici da personaggi chiamati sciucarèn (schioccatori); si fanno schioccare le fruste in sintonia realizzando particolari ritmi. In Calabria il legno è tradizionalmente utilizzato per realizzare il bastone con cui il casaro rompeva la cagliata e collari per ovini, caprini e bovini.
Il bagolaro trova impiego anche in cucina in quanto si può ricavare una confettura dalle bacche; queste vanno messe in una pentola fonda e coperte con dell’acqua fredda, che deve risultare almeno tre dita al di sopra delle bacche; si aggiunge la metà del peso in zucchero ed il succo di un limone. Si porta a cottura con moderazione; quando l’acqua è dimezzata si frulla con un mixer ad immersione e si filtra.

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How Bagolaro is grown

The European nettle tree (Celtis australis L., 1753) is a plant of the Cannabaceae family native to southern Europe, North Africa and Asia Minor.
This plant is widespread in an area ranging from southern Spain to the Caucasus and western Asia. In Italy it is quite common up to 600-700 meters above sea level.
Its reproductive structures are bisexual and unisexual flowers, brought on the same plant, yellowish, solitary or in groups, with flowering in May; the fruits are black pedunculated drupes when ripe.

Cultivation –
The European nettle tree is a plant that adapts well to cultivation in Italy.
It is a tree that fears neither cold nor heat, and it grows in practically any position, but prefers a position where it receives direct sunlight for at least a few hours a day.
Instead, it fears late frosts, which compromise the buds already present.
From a pedological point of view, it adapts well to stony soils, where the robust root system penetrates the cracks in the rocks, favoring their crumbling: hence the name of stone breaker. However, it prefers stony soils, very well drained, calcareous, even poor ones.
As for the water supply, Celtis australis is a plant that grows even in non-humid soils, being well satisfied with rainwater in the cold season even if it is advisable to irrigate plants that grow in looser soils and, in any case, in particularly drought periods.
Obviously, for younger plants it is good to provide a greater quantity of water, always being careful not to cause water stagnation that could lead to root rot.
Before planting, it is advisable to place organic fertilizer in the hole that will house the young seedling, such as mature manure or earthworm humus, and to add organic matter every year at the end of the winter period and to bury it near the collar of the plant.
The European nettle tree multiplies with the sowing of the seeds contained in the fruits, taking care to keep the seedbeds in a protected place; in fact, the new seedlings must be planted after at least two years, as the young specimens do not tolerate persistent frosts. The plant can also be propagated by semi-woody cuttings practiced in autumn and spring.

Uses –
The European nettle tree is a plant widely used in the trees of avenues, in parks (for its rapid growth) and in reforestation in stony and difficult soils, for its resistance to urban pollution and for the dense shade, despite the risks for the paving road, due to the fact that its root system can also develop on the surface.
The whitish-gray wood is hard and elastic; it is a good fuel and gives high quality coal.
As the wood is particularly durable, it is used in carpentry for furniture, handles, agricultural tools and lathe work.
The bark is instead used in dry cleaners and a yellow pigment is extracted from it. In Romagna, with two long and flexible intertwined branches of this plant, a whip was made (in the Romagna dialect parpignen) used by peasants to incite working animals. This whip is still used in folklore shows by characters called sciucarèn (snappers); the whips are snapped in harmony creating particular rhythms. In Calabria, wood is traditionally used to make the stick with which the cheesemaker broke the curd and collars for sheep, goats and cattle.
The European nettle tree is also used in the kitchen as a jam can be obtained from the berries; these are put in a deep pot and covered with cold water, which must be at least three fingers above the berries; add half the weight in sugar and the juice of one lemon. It is cooked in moderation; when the water is halved it is blended with an immersion mixer and filtered.





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Cómo se cultiva Lodón

El Lodón (Celtis australis L., 1753) es una planta de la familia Cannabaceae originaria del sur de Europa, norte de África y Asia Menor.
Esta planta está muy extendida en un área que va desde el sur de España hasta el Cáucaso y Asia occidental. En Italia es bastante común hasta 600-700 metros sobre el nivel del mar.
Sus estructuras reproductivas son flores bisexuales y unisexuales, traídas sobre una misma planta, amarillentas, solitarias o en grupos, con floración en mayo; los frutos son drupas pedunculadas negras cuando están maduras.

Cultivo –
El Lodón es una planta que se adapta bien al cultivo en Italia.
Es un árbol que no teme ni al frío ni al calor, y crece en prácticamente cualquier posición, pero prefiere una posición donde reciba la luz solar directa durante al menos algunas horas al día.
En cambio, teme las heladas tardías, que comprometen los cogollos ya presentes.
Desde el punto de vista pedológico, se adapta bien a suelos pedregosos, donde el robusto sistema radicular penetra en las grietas de las rocas favoreciendo su desmoronamiento: de ahí el nombre de rompepiedras. Sin embargo, prefiere los suelos pedregosos, muy bien drenados, calcáreos, incluso pobres.
En cuanto al aporte de agua, Celtis australis es una planta que también crece en suelos no húmedos, quedando bien satisfecha con el agua de lluvia en la estación fría aunque es recomendable regar las plantas que crecen en suelos más sueltos y, en todo caso, en particularmente los períodos de sequía.
Evidentemente, para las plantas más jóvenes es bueno aportar una mayor cantidad de agua, siempre con cuidado de no provocar un estancamiento hídrico que podría provocar la pudrición de las raíces.
Antes de plantar, es recomendable colocar fertilizante orgánico en el hoyo que albergará la plántula joven, como estiércol maduro o humus de lombriz, y agregar cada año materia orgánica al final del período invernal y enterrarla cerca del collar de la planta.
El Lodón se multiplica con la siembra de las semillas contenidas en los frutos, cuidando de mantener los semilleros en un lugar protegido; de hecho, las nuevas plántulas deben plantarse después de al menos dos años, ya que los ejemplares jóvenes no pueden soportar heladas persistentes. La planta también se puede propagar mediante esquejes semi leñosos practicados en otoño y primavera.

Usos –
El Lodón es una planta muy utilizada en los árboles de las avenidas, en los parques (por su rápido crecimiento) y en la reforestación en suelos pedregosos y difíciles, por su resistencia a la contaminación urbana y por la densa sombra, a pesar de los riesgos para el pavimento de la carretera, debido a que su sistema radicular también puede desarrollarse en la superficie.
La madera de color gris blanquecino es dura y elástica; es un buen combustible y proporciona carbón de alta calidad.
Como la madera es particularmente duradera, se utiliza en carpintería para muebles, manijas, herramientas agrícolas y trabajos de torno.
En cambio, la corteza se utiliza en tintorerías y de ella se extrae un pigmento amarillo. En Romagna, con dos ramas entrelazadas largas y flexibles de esta planta, se hizo un látigo (en el dialecto de Romagna parpignen) utilizado por los campesinos para incitar a los animales de trabajo. Este látigo todavía se usa en espectáculos folclóricos por personajes llamados sciucarèn (pargos); los látigos se chasquean en armonía creando ritmos particulares. En Calabria, la madera se utiliza tradicionalmente para hacer el palo con el que el quesero rompe la cuajada y los collares para ovejas, cabras y ganado.
El Lodón también se usa en la cocina ya que se puede obtener mermelada de las bayas; estos se colocan en una olla honda y se cubren con agua fría, que debe estar al menos tres dedos por encima de las bayas; agregue la mitad del peso en azúcar y el jugo de un limón. Se cocina con moderación; cuando el agua se divide por la mitad, se mezcla con un mezclador de inmersión y se filtra.





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