Lepidium campestre

Lepidium campestre

Il Lepidio campestre o Erba storna (Lepidium campestre (L.) W.T. Aiton) è una specie erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Brassicaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Capparales,
Famiglia Brassicaceae,
Genere Lepidium,
Specie L. campestre.
È basionimo il termine:
– Thlaspi campestre L..
È sinonimo il termine:
– Lepidium campestre (L.) R. Br..

Etimologia –
Il termine Lepidium proviene dal greco λεπίδιον lepídion diminutivo di λεπίϛ lepís squama (di pesce), scaglia: per la forma delle siliquette simili a piccole scaglie.
L’epiteto specifico campestre viene da campus luogo piano, campo: che cresce nei campi.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Lepidium campestre è una pianta originaria dell’Europa e presente nella maggior parte del continente, inclusa la Gran Bretagna, verso l’Asia occidentale e il Caucaso e comunemente presente in Nord America come erba infestante.
Questa pianta a distribuzione originariamente eurimediterraneo-caucasica, spesso di antica introduzione ai margini dell’areale (archeofita), è presente in tutte le regioni d’Italia.
Il suo habitat è quello delle vegetazioni ruderali, nelle colture sarchiate, lungo le strade, presso discariche, su suoli argilloso-limosi per lo più carbonatici, abbastanza freschi e ricchi in composti azotati, al di sotto della fascia montana.

Descrizione –
Il Lepidio campestre è una pianta erbacea annuale o bienne, grigiastra.
Ha un fusto eretto, generalmente monocaule, pubescente per peli appressati, ramoso-corimboso in alto eche si sviluppa fino ad un’altezza di 20-50 cm e presenta radice fittonante.
Le foglie basali sono lunghe fino a 6 cm, picciolettate, generalmente appassite all’antesi, indivise o più spesso lirato-pennatofesse con lobi laterali irregolari subrotondi, il terminale ovale; le cauline di 7-10 x 25-33 mm, sono alterne, sessili, eretto-patenti, triangolari o ovato-lanceolate, astate e semiamplessicauli, pubescenti e con margini sinuato-dentellati.
L’infiorescenza è in densi racemi multiflori afilli, allungati durante l’antesi (fino a 25 cm), con minuti fiori ermafroditi su pedicelli patenti, densamente pubescenti con peli di 0,2 mm.
Il calice è con sepali di circa 1,5 mm, ovali, subglabri o subvillosi. La corolla è tetramera con petali bianchi (ca 2 mm), appena più lunghi dei sepali. Presenta 6 stami con antere gialle; ovario supero bicarpellare con breve stilo (0,4-0,5 mm) persistente; stimma clavato.
Il frutto è una siliquetta a forma di scudo, glabra, di 4×5 mm, con ali di 1,5-2 mm nel quarto superiore, biloba, ricoperta da scaglie, smarginata, con lo stilo incluso tra i lobi che uguaglia o appena sorpassa la smarginatura apicale. I semi di 2×1 mm, sono ovoidi, tubercolato-papillosi, bruni.

Coltivazione –
Il Lepidio campestre è una pianta che cresce in terreni disturbati e luoghi incolti e che può tollerare la maggior parte dei terreni.
È una pianta di facile coltivazione, che riesce nella maggior parte dei terreni e che può essere propagata per seme con semina da effettuare in primavera o autunno direttamente in pieno campo.
La germinazione dovrebbe avvenire entro 3 settimane.

Usi e Tradizioni –
Il Lepidium campestre è una pianta le cui foglie ancora tenere possono essere consumate come verdure, aggiunte crude alle insalate o bollite per pochi minuti.
I giovani frutti e si emi possono essere usati come spezia, con un gusto intermedio tra il pepe nero e la senape.
In passato la pianta veniva utilizzata anche come diuretica, antiscorbutica e antiemorragica.
Le foglie contengono proteine, vitamina A e vitamina C.
Questa pianta è oggetto di studio presso l’Università svedese di scienze agrarie (SLU), per le sue potenzialità come coltura di semi oleosi.
A differenza di qualsiasi altra coltura di semi oleosi, questa pianta può essere altamente produttiva nelle parti settentrionali delle regioni temperate ed è stata coltivata con successo a Umeå, in Svezia (40 km a sud del Circolo Polare Artico), dove può avere una resa corrispondentemente a 3,3 tonnellate/Ha.
Inoltre, il Lepidium campestre fornisce importanti servizi ecosistemici in quanto funge da coltura di copertura durante l’inverno e può essere seminato come cereale primaverile.
L’olio di questa pianta è adatto a diverse applicazioni industriali come la produzione di olio vegetale idrotrattato (HVO).
I ricercatori della SLU hanno identificato e mappato diversi geni di questa pianta che sono noti per essere importanti per i tratti legati alla domesticazione come il tempo di fioritura, la rottura dei baccelli e la dormienza dei semi.

Modalità di Preparazione –
Le giovani foglie ed i germogli del Lepidium campestre un tempo erano spesso consumate crude in insalata o bollite; le siliquette immature venivano usate come spezia per il sapore piccante.
Si consiglia di raccogliere le parti commestibili in primavera.
I baccelli immaturi hanno un sapore pungente e possono essere usati come condimento in zuppe calde e stufati.
Il seme può essere usato come sostituto del pepe.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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