Spodoptera littoralis

Spodoptera littoralis

La Nottua del cotone (Spodoptera littoralis, Boisduval, 1833) è un lepidottero appartenente alla famiglia dei Noctuidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Sottoregno Eumetazoa,
Superphylum Protostomia,
Phylum Arthropoda,
Subphylum Tracheata,
Superclasse Hexapoda,
Classe Insecta,
Sottoclasse Pterygota,
Coorte Endopterygota,
Superordine Oligoneoptera,
Sezione Panorpoidea,
Ordine Lepidoptera,
Sottordine Glossata,
Infraordine Heteroneura,
Divisione Ditrysia,
Superfamiglia Noctuoidea,
Famiglia Noctuidae,
Genere Spodoptera,
Specie S. littoralis.
Sono sinonimi i termini:
– Hadena littoralis Boisduval, 1833;
– Noctua gossypii Fabricius, 1794;
– Prodena littoralis Boisduval, 1833;
– Prodenia testaceoides Guenée, 1852;
– Prodenia retina Freyer, 1945;
– Spodoptera retina Freyer, 1845;
– Spodoptera testaceoides Guenée, 1852;
– Spodoptera metrioides Bethune-Baker, 1991.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Nottua del cotone è una specie altamente polifaga che si nutre di piante appartenenti a 40 famiglie e 87 specie di importanza economica. Questo lepidottero è originario dell’Egitto ed è diffusa, trovando ambienti adatti in Africa, nelle Isole Canarie, in Medio Oriente e in parti dell’Europa mediterranea comprese le isole Baleari, Madera e le Azzorre.
L’insetto si trova nella maggior parte delle regioni dei paesi del Medio Oriente come Israele, Siria e Turchia. Questa specie è stata trovata anche nell’Europa meridionale e mediterranea, principalmente in Spagna, Francia, Italia e Grecia.
La temperatura ottimale per il potenziale riproduttivo della specie è di circa 25 °C, quindi le aree con temperature invernali più basse o temperature fluttuanti mostrano una distribuzione delle specie limitata.
Inoltre la combinazione di alta temperatura e bassa umidità è dannosa per la sopravvivenza della specie poiché temperature superiori a 40 °C o inferiori a 13 °C tendono ad aumentare il tasso di mortalità. Di conseguenza la Spodoptera littoralis risiede in regioni in cui le fluttuazioni di temperatura sono rare per nutrirsi di una varietà di piante ospiti, in cui le femmine depongono le uova e dove le larve possono svilupparsi.
La Spodoptera littoralis è diffusa in particolare modo nelle regioni mediterranee, sia italiane che nord-africane. Nelle nostre regioni settentrionali si è diffusa, negli ultimi anni, nelle coltivazioni protette, portandosi in pieno campo verso la tarda primavera ed in estate.
La distribuzione delle specie avviene principalmente attraverso il commercio quando uova o larve si depositano sulle piante ornamentali o sulle colture importate. Le falene adulte sono spesso distribuite dal vento ma sono trasportate anche da altre specie.
Le principali piante ospiti in cui può arrecare danni considerevoli sono: cotone, colture ortive (Solanacee), Mais e floricole in genere.

Morfologia –
Gli adulti della Spodoptera littoralis hanno un’apertura alare di 30-40 mm con ali anteriori bruno-grigiastre; la livrea è completata, inoltre, da disegni brunastri e biancastri posti trasversalmente, più intensi al margine distale. Le ali posteriori sono biancastre.
Le larve, come molte altre nottue, possono assumere colorazioni diverse che vanno dal grigiastro al verdegiallastro. Inoltre presentano striature longitudinali, giallastre o verdastre, e punteggiature nere e gialle ai lati del corpo; le punteggiature nere sono particolarmente evidenti sia verso la regione ventrale che verso quella dorsale, dove assumono l’aspetto di vere macchie.

Attitudine e Ciclo biologico –
La Spodoptera littoralis è una farfalla che sverna nel terreno allo stadio di crisalide.
Gli adulti sfarfallano all’inizio della primavera, tra marzo ed aprile e subito dopo si accoppiano.
Le femmine successivamente ovidepongono sulla vegetazione, originando una serie di generazioni il cui numero è molto vario e dipende dagli ambienti e dai fenomeni di migrazione, caratteristici anche di questo lepidottero.
Il danno è provocato dalle larve e si manifesta sulle foglie, sui fiori e sui frutti. Sulle foglie si hanno le erosioni più marcate; tuttavia anche sui frutti le erosioni, superficiali, sono causa di perdita del prodotto.

Ruolo Ecologico –
La lotta contro la Spodoptera littoralis è stata eseguita fino ad oggi con trattamenti che si eseguono al primo manifestarsi delle popolazioni di adulti, alla presenza delle ovature o delle piccole larve. Più è tempestivo l’intervento, cioè quanto più si tratta all’inizio della schiusa delle uova, tanto migliori saranno i risultati. È possibile, inoltre, attivare interventi di lotta biologica utilizzando il Bacillus thuringiensis ssp. kurstaki. Il monitoraggio degli adulti si esegue con trappole ad imbuto installate a fine inverno-inizio primavera.
Si ricordi inoltre che buone pratiche agro ecologiche, maggiori consociazioni, rotazioni, aumento della biodiversità dei campi possono favorire la diminuzione delle popolazioni di questo lepidottero.
Inoltre si ricorda che la Spodoptera littoralis è controllata, in natura, da molti predatori, agenti patogeni e specie parassitarie che limitano la crescita e la distribuzione dell’insetto.
Tra i predatori naturali è stato osservato che le coccinelle predano giovani larve e uova. Altri noti predatori generalisti includono Paederus fuscipes (scarabeo stafilinide), Paederus alferii, Labidura riparia, Creontiades pallidus e così via.I ragni sono anche noti predatori di questa specie. In particolare, Cheiracanthium mildei e Ummeliata insetticeps sono specie predatrici dominanti di S. littoralis che non solo si nutrono delle larve ma inducono anche la dispersione dalla pianta ospite.
Per questo motivo gli eventuali interventi di limitazione della Spodoptera littoralis vanno eseguiti con una preventiva analisi e monitoraggio ecologico dei campi coltivati.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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