Lagenaria siceraria

Lagenaria siceraria

La zucca bottiglia o zucca a fiasco o zucca da vino (Lagenaria siceraria (Molina) Standl., 1930) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Violales,
Famiglia Cucurbitaceae,
Genere Lagenaria,
Specie L. siceraria.
Sono sinonimi i termini:
– Cucumis bicirrha J.R.Forst. ex Guill.;
– Cucumis lagenaria (L.) Dumort.;
– Cucumis mairei H.Lév.;
– Cucurbita idolatrica Willd.;
– Cucurbita idololatrica Willd.;
– Cucurbita lagenaria L.;
– Cucurbita leucantha Duchesne;
– Cucurbita pyriformis M.Roem.;
– Cucurbita siceraria Molina;
– Cucurbita vittata Blume;
– Lagenaria bicornuta Chakrav.;
– Lagenaria idolatrica (Willd.) Ser. ex Cogn.;
– Lagenaria lagenaria (L.) Cockerell;
– Lagenaria leucantha (Duchesne ex Lam.) Rusby
– Lagenaria microcarpa Naudin;
– Lagenaria vulgaris Ser.;
– Pepo lagenarius Moench.

Etimologia –
Il termine Lagenaria proviene da lagena/ lagoena (latinizzazione dal greco λάγυνος lágynos) vaso stretto di collo, largo di ventre e con un ansa sola, ma anche bottiglia, brocca: riferimento all’utilizzo delle zucche di questo genere come contenitori per liquidi.
L’epiteto specifico siceraria viene da sicera pozione inebriante, vino: adatto a contenere vino.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La zucca bottiglia è una pianta annua originaria probabilmente dall’Africa Meridionale e da qui diffusa dall’uomo sin da tempi antichissimi nella Regione Mediterranea, in Asia e infine nel continente Americano, coltivata in regioni dal clima tropicale-subtropicale per il frutto, che, svuotato, veniva usato come borraccia o come salvagente, riportata come specie avventizia per Piemonte, Lombardia, Veneto, Abruzzo e Sardegna. Viene ancor oggi coltivata in alcune parti d’Italia, soprattutto a scopo ornamentale per i frutti che assumono diverse forme, e appare talvolta allo stato subspontaneo presso gli abitati, soprattutto in aree a clima caldo.
Non si conosce il suo habitat naturale.

Descrizione –
La Lagenaria siceraria è una pianta rampicante annuale vigorosa, che produce steli lunghi circa 9 metri. Gli steli si arrampicano sul terreno e nella vegetazione circostante, attaccandosi alle piante per mezzo di viticci che crescono dalle ascelle delle foglie.
Il suo aspetto è abbastanza simile a quello delle altre zucche. Le foglie, quasi cuoriformi, presentano un bel colore verde intenso. I fiori, sia maschili che femminili, sono bianchi, portati dalla stessa pianta ma in posizioni diverse (si tratta cioè di una pianta monoica); da quelli femminili si sviluppano le zucche.
Fiorisce da Giugno a Settembre.
Il frutto è semplice e indeiscente ed è un anfisarco, con pericarpo esternamente rigido e crostoso e carnoso all’interno. Ha forme molto variabili e contorte da globose a cilindriche a bottiglia ecc., può raggiungere 1 m di lunghezza in alcune varietà. Inizialmente sono di colore verde chiaro, di consistenza tenera, ma ben presto la buccia diventa durissima, coriacea ed impermeabile, anche se piuttosto sottile. Quando sono secchi sono leggerissimi, con interno cavo, scarsa polpa e semi coriacei.
I semi sono numerosi, ellittici, appiattiti di colore grigio.

Coltivazione –
La Lagenaria siceraria è una pianta ancora ampiamente coltivata, anche ai tropici che negli ambienti sub-tropicali, per i suoi frutti commestibili e quando guscio è duro e legnoso per la realizzazione di contenitori, strumenti musicali, ecc..
I prodotti a base di zucca sono comunemente venduti nei mercati locali e come oggetti di artigianato, mentre i frutti e l’olio del seme vengono talvolta scambiati localmente. Inoltre, la pianta ha una gamma di usi medicinali tradizionali.
Di questa pianta non è nota la presenza allo stato selvatico, ma si pensa che sia stata una delle prime cucurbitacee a essere stata addomesticata e utilizzata in tempi molto antichi. È una pianta a rapida crescita annuale rampicante che cresce fino a 10 m., matura i frutti in estate; i semi maturano in autunno.
Questa pianta preferisce un terreno intorno al neutrale ricco, fresco e ben drenato. Produce in poche settimane un notevole apparato radicale ed è quindi bene darle spazio per lo sviluppo. Predilige posizioni riparate e luminose, In climi asciutti richiede costanti irrigazioni per sopperire alla rapida crescita. Si semina ad Aprile in coltura protetta e si trapianta a partire da Maggio in piena terra o in grossi contenitori predisponendo delle strutture per farla arrampicare. Pianta resistente a malattie e parassiti per via delle sostanze prodotte dalle foglie e dall’odore repellente che emanano.

Usi e Tradizioni –
I frutti giovani della Lagenaria siceraria sono commestibili e vengono spesso coltivati a questo scopo, soprattutto nell’Asia tropicale.
È l’unica zucca presente nel vecchio continente prima della scoperta dell’America, da dove invece provengono le zucche del genere Cucurbita. Della lagenaria parlano Columella e Plinio che affermano che assomiglia al cetriolo, almeno per quanto riguarda il tipo di coltivazione.
Di questa pianta esistono cultivar e varietà selezionate per scopi alimentari. Si utilizzano i frutti immaturi al posto delle zucchine, dal sapore delicato e consistenza spugnosa si raccolgono quando sono circa 10 – 20 cm e hanno la buccia tenera. Possono essere bolliti, cotti al vapore, soffritti e fritti. Sono ricchi di ferro, fosforo, calcio e vitamina B; le varietà coltivate in India e Cina sono quelle di migliore qualità. Di solito si scarta la polpa intorno al seme. Si raccolgono anche le foglie e i giovani germogli utilizzate come verdure; le foglie hanno una consistenza delicata e si impiegano come contorno oppure bollite nelle minestre insieme ad altre verdure.
Nel sud Italia fa parte di alcuni piatti tipici della cucina napoletana, cilentana e siciliana; qui in particolare si utilizza una varietà che è la L. longissima, una specie affine, conosciuta anche come tenerumi; con le foglie di questa varietà specifica si prepara un pesto particolare, chiamato pesto rosso utilizzando le foglie sbollentate e i pomodori secchi. Si possono utilizzare anche i semi cotti. Ricco di olio (fino al 45%); dal seme si può ricavare oltre a un olio commestibile, un caglio vegetale e un preparato simile al tofu
La polpa intorno al seme ha proprietà emetiche e purganti; un impacco di foglie si può impiegare ad uso esterno per lenire mal di testa e rinfrescare. I fiori hanno proprietà disintossicanti; la buccia dei frutti giovani ha qualità diuretiche. Il frutto è rinfrescante e diuretico, ottimo per alleviare acidità di stomaco, indigestione e problemi di ulcera. Recenti ricerche evidenziano proprietà cardioprotrettrici, anticolesterolo, immunostimolanti e antiossidanti.
I frutti maturi hanno una buccia molto resistente e durevole, ricca di silicio; possono essere utilizzati per realizzare strumenti musicali, giocattoli, bottiglie, ciotole e contenitori, ci sono molte forme diverse date dalle differenti varietà, possono essere a bottiglia, tonde o allungate, in particolare in Argentina con il fondo di questi frutti si realizza una ciotola utilizzata per la bevanda del tè Mate. Le Lagenarie sono ampiamente coltivate ai tropici e in paesi sub tropicali per i loro frutti commestibili; sembra che le varietà “Cougourda” e “Upo”siano le migliori preposte a questo scopo. Una volta maturi i frutti perdono la commestibilità asciugando quasi completamente la polpa interna. Già utilizzata dai Romani, ha una lunga storia: i contadini di un tempo utilizzavano molto questi frutti per mantenere fresca l’acqua e le bevande, i frutti più grandi li adoperavano come contenitori per conservare il cibo, come portattrezzi e per trasportare materiale da pesca; a fine ‘800 le varietà a collo molto stretto furono impiegate per caricare i fucili con la polvere da sparo, risultando molto più pratiche dei corni animali. I fiori bianchi, simili a fazzoletti, compaiono numerosi a fine estate sono molto decorativi e si aprono al tramonto.
Nei paesi in cui tale specie è coltivata, si utilizzano i gusci come vasi e contenitori di vario genere, quali recipienti e contenitori (fiaschi, borracce, ecc.) in cui conservare, per breve periodo, acqua, vino o altri liquidi. Le lagenarie vengono inoltre utilizzate per fabbricare strumenti musicali e astucci.
Questa pianta trova impiego anche come pianta medicinale.
La polpa intorno al seme è emetica e purgante.
Con le foglie schiacciate si prepara un impiastro che viene applicato sulla testa per curare il mal di testa.
I fiori sono un antidoto al veleno.
La corteccia del gambo e la buccia del frutto sono diuretiche.
Il frutto è antilitico, diuretico, emetico e refrigerante.
Il succo del frutto viene utilizzato nel trattamento dell’acidità di stomaco, dell’indigestione e delle ulcere.
Il seme è vermifugo.
Un impiastro dei semi bolliti è stato usato nel trattamento dei foruncoli.
Preso con Achyranthes spp, il seme è usato per trattare denti e gengive doloranti, foruncoli, ecc.
Gli estratti della pianta hanno mostrato attività antibiotica.
In molte parti della Cina 3 grammi al giorno di questa specie (il rapporto non dice quale parte della pianta) sono stati usati come unico trattamento per il diabete mellito.

Modalità di Preparazione –
La Lagenaria siceraria, al pari delle zucchine e simili, possono essere consumate cotte e possono inoltre essere conservate utilizzando aceto. Si predilige in cucina l’utilizzo dei frutti più giovani, i quali tra l’altro presentano un elevato grado di delicatezza e di succosità.
I frutti giovani vengono consumati cotti come verdura.
Possono essere bolliti, al vapore, fritti, usati nei curry o trasformati in frittelle.
Sono di qualità variabile, ma alcune delle cultivar selezionate dall’India e dalla Cina sono di ottima qualità, equivalenti a buone zucche estive.
La polpa intorno al seme è purgativa e non dovrebbe essere mangiata.
Il frutto può essere essiccato per un uso successivo.
Sia le foglie che i germogli possono essere cotti e usati come erba aromatica.
Il seme cotto, ricco di olio, si aggiunge alle minestre, ecc. Dal seme si può fare una cagliata vegetale, simile al tofu. Inoltre dal seme si ottiene un olio commestibile che viene usato per cucinare.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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