[:it] Lagenaria siceraria [:en] Lagenaria siceraria [:es] Lagenaria siceraria [:]

[:it]

Lagenaria siceraria

La zucca bottiglia o zucca a fiasco o zucca da vino (Lagenaria siceraria (Molina) Standl., 1930) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Violales,
Famiglia Cucurbitaceae,
Genere Lagenaria,
Specie L. siceraria.
Sono sinonimi i termini:
– Cucumis bicirrha J.R.Forst. ex Guill.;
– Cucumis lagenaria (L.) Dumort.;
– Cucumis mairei H.Lév.;
– Cucurbita idolatrica Willd.;
– Cucurbita idololatrica Willd.;
– Cucurbita lagenaria L.;
– Cucurbita leucantha Duchesne;
– Cucurbita pyriformis M.Roem.;
– Cucurbita siceraria Molina;
– Cucurbita vittata Blume;
– Lagenaria bicornuta Chakrav.;
– Lagenaria idolatrica (Willd.) Ser. ex Cogn.;
– Lagenaria lagenaria (L.) Cockerell;
– Lagenaria leucantha (Duchesne ex Lam.) Rusby
– Lagenaria microcarpa Naudin;
– Lagenaria vulgaris Ser.;
– Pepo lagenarius Moench.

Etimologia –
Il termine Lagenaria proviene da lagena/ lagoena (latinizzazione dal greco λάγυνος lágynos) vaso stretto di collo, largo di ventre e con un ansa sola, ma anche bottiglia, brocca: riferimento all’utilizzo delle zucche di questo genere come contenitori per liquidi.
L’epiteto specifico siceraria viene da sicera pozione inebriante, vino: adatto a contenere vino.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La zucca bottiglia è una pianta annua originaria probabilmente dall’Africa Meridionale e da qui diffusa dall’uomo sin da tempi antichissimi nella Regione Mediterranea, in Asia e infine nel continente Americano, coltivata in regioni dal clima tropicale-subtropicale per il frutto, che, svuotato, veniva usato come borraccia o come salvagente, riportata come specie avventizia per Piemonte, Lombardia, Veneto, Abruzzo e Sardegna. Viene ancor oggi coltivata in alcune parti d’Italia, soprattutto a scopo ornamentale per i frutti che assumono diverse forme, e appare talvolta allo stato subspontaneo presso gli abitati, soprattutto in aree a clima caldo.
Non si conosce il suo habitat naturale.

Descrizione –
La Lagenaria siceraria è una pianta rampicante annuale vigorosa, che produce steli lunghi circa 9 metri. Gli steli si arrampicano sul terreno e nella vegetazione circostante, attaccandosi alle piante per mezzo di viticci che crescono dalle ascelle delle foglie.
Il suo aspetto è abbastanza simile a quello delle altre zucche. Le foglie, quasi cuoriformi, presentano un bel colore verde intenso. I fiori, sia maschili che femminili, sono bianchi, portati dalla stessa pianta ma in posizioni diverse (si tratta cioè di una pianta monoica); da quelli femminili si sviluppano le zucche.
Fiorisce da Giugno a Settembre.
Il frutto è semplice e indeiscente ed è un anfisarco, con pericarpo esternamente rigido e crostoso e carnoso all’interno. Ha forme molto variabili e contorte da globose a cilindriche a bottiglia ecc., può raggiungere 1 m di lunghezza in alcune varietà. Inizialmente sono di colore verde chiaro, di consistenza tenera, ma ben presto la buccia diventa durissima, coriacea ed impermeabile, anche se piuttosto sottile. Quando sono secchi sono leggerissimi, con interno cavo, scarsa polpa e semi coriacei.
I semi sono numerosi, ellittici, appiattiti di colore grigio.

Coltivazione –
La Lagenaria siceraria è una pianta ancora ampiamente coltivata, anche ai tropici che negli ambienti sub-tropicali, per i suoi frutti commestibili e quando guscio è duro e legnoso per la realizzazione di contenitori, strumenti musicali, ecc..
I prodotti a base di zucca sono comunemente venduti nei mercati locali e come oggetti di artigianato, mentre i frutti e l’olio del seme vengono talvolta scambiati localmente. Inoltre, la pianta ha una gamma di usi medicinali tradizionali.
Di questa pianta non è nota la presenza allo stato selvatico, ma si pensa che sia stata una delle prime cucurbitacee a essere stata addomesticata e utilizzata in tempi molto antichi. È una pianta a rapida crescita annuale rampicante che cresce fino a 10 m., matura i frutti in estate; i semi maturano in autunno.
Questa pianta preferisce un terreno intorno al neutrale ricco, fresco e ben drenato. Produce in poche settimane un notevole apparato radicale ed è quindi bene darle spazio per lo sviluppo. Predilige posizioni riparate e luminose, In climi asciutti richiede costanti irrigazioni per sopperire alla rapida crescita. Si semina ad Aprile in coltura protetta e si trapianta a partire da Maggio in piena terra o in grossi contenitori predisponendo delle strutture per farla arrampicare. Pianta resistente a malattie e parassiti per via delle sostanze prodotte dalle foglie e dall’odore repellente che emanano.

Usi e Tradizioni –
I frutti giovani della Lagenaria siceraria sono commestibili e vengono spesso coltivati a questo scopo, soprattutto nell’Asia tropicale.
È l’unica zucca presente nel vecchio continente prima della scoperta dell’America, da dove invece provengono le zucche del genere Cucurbita. Della lagenaria parlano Columella e Plinio che affermano che assomiglia al cetriolo, almeno per quanto riguarda il tipo di coltivazione.
Di questa pianta esistono cultivar e varietà selezionate per scopi alimentari. Si utilizzano i frutti immaturi al posto delle zucchine, dal sapore delicato e consistenza spugnosa si raccolgono quando sono circa 10 – 20 cm e hanno la buccia tenera. Possono essere bolliti, cotti al vapore, soffritti e fritti. Sono ricchi di ferro, fosforo, calcio e vitamina B; le varietà coltivate in India e Cina sono quelle di migliore qualità. Di solito si scarta la polpa intorno al seme. Si raccolgono anche le foglie e i giovani germogli utilizzate come verdure; le foglie hanno una consistenza delicata e si impiegano come contorno oppure bollite nelle minestre insieme ad altre verdure.
Nel sud Italia fa parte di alcuni piatti tipici della cucina napoletana, cilentana e siciliana; qui in particolare si utilizza una varietà che è la L. longissima, una specie affine, conosciuta anche come tenerumi; con le foglie di questa varietà specifica si prepara un pesto particolare, chiamato pesto rosso utilizzando le foglie sbollentate e i pomodori secchi. Si possono utilizzare anche i semi cotti. Ricco di olio (fino al 45%); dal seme si può ricavare oltre a un olio commestibile, un caglio vegetale e un preparato simile al tofu
La polpa intorno al seme ha proprietà emetiche e purganti; un impacco di foglie si può impiegare ad uso esterno per lenire mal di testa e rinfrescare. I fiori hanno proprietà disintossicanti; la buccia dei frutti giovani ha qualità diuretiche. Il frutto è rinfrescante e diuretico, ottimo per alleviare acidità di stomaco, indigestione e problemi di ulcera. Recenti ricerche evidenziano proprietà cardioprotrettrici, anticolesterolo, immunostimolanti e antiossidanti.
I frutti maturi hanno una buccia molto resistente e durevole, ricca di silicio; possono essere utilizzati per realizzare strumenti musicali, giocattoli, bottiglie, ciotole e contenitori, ci sono molte forme diverse date dalle differenti varietà, possono essere a bottiglia, tonde o allungate, in particolare in Argentina con il fondo di questi frutti si realizza una ciotola utilizzata per la bevanda del tè Mate. Le Lagenarie sono ampiamente coltivate ai tropici e in paesi sub tropicali per i loro frutti commestibili; sembra che le varietà “Cougourda” e “Upo”siano le migliori preposte a questo scopo. Una volta maturi i frutti perdono la commestibilità asciugando quasi completamente la polpa interna. Già utilizzata dai Romani, ha una lunga storia: i contadini di un tempo utilizzavano molto questi frutti per mantenere fresca l’acqua e le bevande, i frutti più grandi li adoperavano come contenitori per conservare il cibo, come portattrezzi e per trasportare materiale da pesca; a fine ‘800 le varietà a collo molto stretto furono impiegate per caricare i fucili con la polvere da sparo, risultando molto più pratiche dei corni animali. I fiori bianchi, simili a fazzoletti, compaiono numerosi a fine estate sono molto decorativi e si aprono al tramonto.
Nei paesi in cui tale specie è coltivata, si utilizzano i gusci come vasi e contenitori di vario genere, quali recipienti e contenitori (fiaschi, borracce, ecc.) in cui conservare, per breve periodo, acqua, vino o altri liquidi. Le lagenarie vengono inoltre utilizzate per fabbricare strumenti musicali e astucci.
Questa pianta trova impiego anche come pianta medicinale.
La polpa intorno al seme è emetica e purgante.
Con le foglie schiacciate si prepara un impiastro che viene applicato sulla testa per curare il mal di testa.
I fiori sono un antidoto al veleno.
La corteccia del gambo e la buccia del frutto sono diuretiche.
Il frutto è antilitico, diuretico, emetico e refrigerante.
Il succo del frutto viene utilizzato nel trattamento dell’acidità di stomaco, dell’indigestione e delle ulcere.
Il seme è vermifugo.
Un impiastro dei semi bolliti è stato usato nel trattamento dei foruncoli.
Preso con Achyranthes spp, il seme è usato per trattare denti e gengive doloranti, foruncoli, ecc.
Gli estratti della pianta hanno mostrato attività antibiotica.
In molte parti della Cina 3 grammi al giorno di questa specie (il rapporto non dice quale parte della pianta) sono stati usati come unico trattamento per il diabete mellito.

Modalità di Preparazione –
La Lagenaria siceraria, al pari delle zucchine e simili, possono essere consumate cotte e possono inoltre essere conservate utilizzando aceto. Si predilige in cucina l’utilizzo dei frutti più giovani, i quali tra l’altro presentano un elevato grado di delicatezza e di succosità.
I frutti giovani vengono consumati cotti come verdura.
Possono essere bolliti, al vapore, fritti, usati nei curry o trasformati in frittelle.
Sono di qualità variabile, ma alcune delle cultivar selezionate dall’India e dalla Cina sono di ottima qualità, equivalenti a buone zucche estive.
La polpa intorno al seme è purgativa e non dovrebbe essere mangiata.
Il frutto può essere essiccato per un uso successivo.
Sia le foglie che i germogli possono essere cotti e usati come erba aromatica.
Il seme cotto, ricco di olio, si aggiunge alle minestre, ecc. Dal seme si può fare una cagliata vegetale, simile al tofu. Inoltre dal seme si ottiene un olio commestibile che viene usato per cucinare.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Lagenaria siceraria

The Calabash, bottle gourd or white-flowered gourd (Lagenaria siceraria (Molina) Standl., 1930) is a herbaceous species belonging to the Cucurbitaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Violales Order,
Cucurbitaceae family,
Genus Lagenaria,
L. siceraria species.
The terms are synonymous:
– Cucumis bicirrha J.R.Forst. formerly Guill .;
– Cucumis lagenaria (L.) Dumort .;
– Cucumis mairei H.Lév .;
– Cucurbita idolatrica Willd .;
– Cucurbita idolatrica Willd .;
– Cucurbita lagenaria L .;
– Cucurbita leucantha Duchesne;
– Cucurbita pyriformis M.Roem .;
– Cucurbita siceraria Molina;
– Cucurbita vittata Blume;
– Lagenaria bicornuta Chakrav .;
– Lagenaria idolatrica (Willd.) Ser. Ex Cogn .;
– Lagenaria lagenaria (L.) Cockerell;
– Lagenaria leucantha (Duchesne ex Lam.) Rusby
– Lagenaria microcarpa Naudin;
– Lagenaria vulgaris Ser .;
– Pepo lagenarius Moench.

Etymology –
The term Lagenaria comes from lagena / lagoena (Latinization from the Greek λάγυνος lágynos) narrow neck, wide belly and with a single handle, but also bottle, jug: reference to the use of pumpkins of this genus as containers for liquids.
The specific epithet siceraria comes from sicera intoxicating potion, wine: suitable for containing wine.

Geographic Distribution and Habitat –
The Calabash is an annual plant probably originating from Southern Africa and from here spread by man since ancient times in the Mediterranean Region, in Asia and finally in the American continent, cultivated in regions with a tropical-subtropical climate for the fruit, which, emptied, it was used as a water bottle or as a life preserver, reported as an adventitious species for Piedmont, Lombardy, Veneto, Abruzzo and Sardinia. It is still cultivated today in some parts of Italy, especially for ornamental purposes due to the fruits that take on different forms, and sometimes appears in a subspontaneous state in the inhabited areas, especially in areas with a warm climate.
Its natural habitat is unknown.

Description –
Lagenaria siceraria is a vigorous annual climbing plant, which produces stems about 9 meters long. The stems climb the ground and surrounding vegetation, attaching themselves to plants by means of tendrils that grow from the axils of the leaves.
Its appearance is quite similar to that of other pumpkins. The almost heart-shaped leaves have a beautiful intense green color. The flowers, both male and female, are white, carried by the same plant but in different positions (that is, it is a monoecious plant); from the female ones pumpkins develop.
It blooms from June to September.
The fruit is simple and indehiscent and is an amphysarch, with an externally rigid and crusty and fleshy pericarp inside. It has very variable and twisted shapes from globose to cylindrical to bottle etc., it can reach 1 m in length in some varieties. Initially they are light green in color, with a tender consistency, but soon the skin becomes very hard, leathery and waterproof, even if rather thin. When they are dry they are very light, with a hollow interior, little pulp and semi-leathery.
The seeds are numerous, elliptical, flattened of gray color.

Cultivation –
Lagenaria siceraria is a plant still widely cultivated, even in the tropics and in sub-tropical environments, for its edible fruits and when the shell is hard and woody for the construction of containers, musical instruments, etc.
Pumpkin products are commonly sold in local markets and as handicrafts, while the fruit and seed oil are sometimes traded locally. Additionally, the plant has a range of traditional medicinal uses.
The presence of this plant in the wild is not known, but it is thought that it was one of the first cucurbits to have been domesticated and used in very ancient times. It is a fast growing annual climbing plant that grows up to 10 m., It ripens its fruits in summer; the seeds ripen in autumn.
This plant prefers rich, fresh, well-drained soil around neutral. It produces a considerable root system in a few weeks and it is therefore good to give it space for development. It prefers sheltered and bright locations, In dry climates it requires constant irrigation to compensate for the rapid growth. It is sown in April in protected cultivation and transplanted starting from May in the open ground or in large containers, providing structures for it to climb. Plant resistant to diseases and parasites due to the substances produced by the leaves and the repellent odor they emanate.

Customs and Traditions –
The young fruits of Lagenaria siceraria are edible and are often cultivated for this purpose, especially in tropical Asia.
It is the only pumpkin present in the old continent before the discovery of America, where the pumpkins of the Cucurbita genus come from. Of the lagenaria speak Columella and Pliny who affirm that it resembles the cucumber, at least as regards the type of cultivation.
There are cultivars and varieties of this plant selected for food purposes. Immature fruits are used instead of courgettes, with a delicate flavor and spongy consistency, they are harvested when they are about 10 – 20 cm and have a tender skin. They can be boiled, steamed, fried and fried. They are rich in iron, phosphorus, calcium and vitamin B; the varieties grown in India and China are the best quality ones. The pulp around the seed is usually discarded. The leaves and young shoots used as vegetables are also collected; the leaves have a delicate texture and are used as a side dish or boiled in soups together with other vegetables.
In southern Italy it is part of some typical dishes of Neapolitan, Cilento and Sicilian cuisine; here in particular a variety is used which is L. longissima, a similar species, also known as tenerumi; with the leaves of this specific variety a particular pesto is prepared, called red pesto using the blanched leaves and dried tomatoes. Cooked seeds can also be used. Rich in oil (up to 45%); from the seed it is possible to obtain in addition to an edible oil, a vegetable rennet and a preparation similar to tofu
The pulp around the seed has emetic and purgative properties; a leaf pack can be used externally to soothe headaches and refresh. The flowers have detoxifying properties; the peel of young fruits has diuretic qualities. The fruit is refreshing and diuretic, great for relieving stomach acid, indigestion and ulcer problems. Recent research highlights cardioprotective, anti-cholesterol, immunostimulating and antioxidant properties.
Ripe fruits have a very resistant and durable skin, rich in silicon; they can be used to make musical instruments, toys, bottles, bowls and containers, there are many different shapes given by the different varieties, they can be bottle-shaped, round or elongated, in particular in Argentina a used bowl is made with the bottom of these fruits for the Mate tea drink. Lagenarias are widely cultivated in the tropics and in sub-tropical countries for their edible fruits; it seems that the “Cougourda” and “Upo” varieties are the best suited for this purpose. Once ripe, the fruits lose their edibility, almost completely drying the internal pulp. Already used by the Romans, it has a long history: the farmers of the past used these fruits a lot to keep water and drinks fresh, the larger fruits used them as containers to store food, as tool holders and to transport fishing material. ; at the end of the 19th century, the very narrow-necked varieties were used to load guns with gunpowder, making them much more practical than animal horns. The white flowers, similar to handkerchiefs, appear numerous in late summer are very decorative and open at sunset.
In countries where this species is cultivated, the shells are used as vases and containers of various kinds, such as vessels and containers (flasks, flasks, etc.) in which to store water, wine or other liquids for a short time. The lagenaria are also used to make musical instruments and cases.
This plant is also used as a medicinal plant.
The pulp around the seed is emetic and purgative.
With the crushed leaves, a poultice is prepared which is applied to the head to treat headaches.
Flowers are an antidote to poison.
The bark of the stem and the skin of the fruit are diuretic.
The fruit is antilithic, diuretic, emetic and refrigerant.
The juice of the fruit is used in the treatment of stomach acid, indigestion and ulcers.
The seed is vermifuge.
A poultice of the boiled seeds was used in the treatment of boils.
Taken with Achyranthes spp, the seed is used to treat sore teeth and gums, boils, etc.
The plant extracts showed antibiotic activity.
In many parts of China 3 grams per day of this species (the report does not say which part of the plant) has been used as the only treatment for diabetes mellitus.

Preparation Method –
Lagenaria siceraria, like courgettes and the like, can be eaten cooked and can also be preserved using vinegar. The use of younger fruits is preferred in the kitchen, which among other things have a high degree of delicacy and juiciness.
Young fruits are eaten cooked as a vegetable.
They can be boiled, steamed, fried, used in curries or made into pancakes.
They vary in quality, but some of the cultivars selected from India and China are of excellent quality, equivalent to good summer squash.
The pulp around the seed is purgative and should not be eaten.
The fruit can be dried for later use.
Both the leaves and the buds can be cooked and used as a herb.
The cooked seed, rich in oil, is added to soups, etc. A vegetable curd, similar to tofu, can be made from the seed. Furthermore, an edible oil is obtained from the seed which is used for cooking.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Lagenaria siceraria

La calabaza vinatera, mate o calabaza de peregrino (Lagenaria siceraria (Molina) Standl., 1930) es una especie herbácea perteneciente a la familia de las Cucurbitáceas.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
División Magnoliophyta,
Clase Magnoliopsida,
Orden de Violales,
Familia de las cucurbitáceas,
Género Lagenaria,
Especies de L. siceraria.
Los términos son sinónimos:
– Cucumis bicirrha J.R. Forst. anteriormente Guill.;
– Cucumis lagenaria (L.) Dumort.;
– Cucumis mairei H.Lév.;
– Cucurbita idolatrica Willd.;
– Cucurbita idolatrica Willd.;
– Cucurbita lagenaria L.;
– Cucurbita leucantha Duchesne;
– Cucurbita pyriformis M.Roem.;
– Cucurbita siceraria Molina;
– Cucurbita vittata Blume;
– Lagenaria bicornuta Chakrav.;
– Lagenaria idolatrica (Willd.) Ser. Ex Cogn.;
– Lagenaria lagenaria (L.) Cockerell;
– Lagenaria leucantha (Duchesne ex Lam.) Rusby
– Lagenaria microcarpa Naudin;
– Lagenaria vulgaris Ser.;
– Pepo lagenarius Moench.

Etimología –
El término Lagenaria proviene de lagena / lagoena (latinización del griego λάγυνος lágynos) cuello estrecho, vientre ancho y con un solo asa, pero también botella, jarra: referencia al uso de calabazas de este género como recipientes para líquidos.
El epíteto específico siceraria proviene de la poción embriagadora sicera, vino: adecuado para contener vino.

Distribución geográfica y hábitat –
La calabaza vinatera es una planta anual probablemente originaria del sur de África y desde aquí difundida por el hombre desde la antigüedad en la Región del Mediterráneo, en Asia y finalmente en el continente americano, cultivada en regiones con un clima tropical-subtropical para el fruto, que, vaciado, se utilizó como botella de agua o como salvavidas, reportado como una especie adventicia para Piamonte, Lombardía, Véneto, Abruzos y Cerdeña. Todavía se cultiva hoy en algunas partes de Italia, especialmente con fines ornamentales debido a los frutos que toman diferentes formas, y a veces aparece en un estado subespontáneo cerca de las áreas habitadas, especialmente en áreas con un clima cálido.
Se desconoce su hábitat natural.

Descripción –
Lagenaria siceraria es una vigorosa planta trepadora anual, que produce tallos de unos 9 metros de largo. Los tallos trepan por el suelo y la vegetación circundante, adhiriéndose a las plantas por medio de zarcillos que crecen desde las axilas de las hojas.
Su apariencia es bastante similar a la de otras calabazas. Las hojas, casi en forma de corazón, tienen un hermoso color verde intenso. Las flores, tanto masculinas como femeninas, son blancas, llevadas por la misma planta pero en diferentes posiciones (es decir, es una planta monoica); de las hembras se desarrollan calabazas.
Florece de junio a septiembre.
El fruto es simple e indehiscente y es un anfisarca, con un pericarpio exteriormente rígido y crujiente y carnoso en el interior. Tiene formas muy variables y retorcidas, desde globosas hasta cilíndricas, botellas, etc., puede alcanzar 1 m de longitud en algunas variedades. Inicialmente son de color verde claro, con una consistencia tierna, pero pronto la piel se vuelve muy dura, correosa e impermeable, aunque bastante fina. Cuando están secos son muy ligeros, con un interior hueco, poca pulpa y semi-coriáceos.
Las semillas son numerosas, elípticas, aplanadas de color gris.

Cultivo –
Lagenaria siceraria es una planta aún ampliamente cultivada, incluso en los trópicos y en ambientes subtropicales, por sus frutos comestibles y cuando la cáscara es dura y leñosa para la construcción de recipientes, instrumentos musicales, etc.
Los productos de calabaza se venden comúnmente en los mercados locales y como artesanías, mientras que la fruta y el aceite de semillas a veces se comercializan localmente. Además, la planta tiene una variedad de usos medicinales tradicionales.
Se desconoce la presencia de esta planta en estado silvestre, pero se cree que fue una de las primeras cucurbitáceas en haber sido domesticada y utilizada en tiempos muy antiguos. Es una planta trepadora anual de rápido crecimiento que alcanza los 10 m., Madura sus frutos en verano; las semillas maduran en otoño.
Esta planta prefiere un suelo rico, fresco y bien drenado alrededor de neutral. Produce un sistema radicular considerable en unas pocas semanas y, por lo tanto, es bueno darle espacio para su desarrollo. Prefiere lugares resguardados y luminosos. En climas secos requiere riego constante para compensar el rápido crecimiento. Se siembra en abril en cultivo protegido y se trasplanta a partir de mayo en campo abierto o en grandes contenedores, proporcionando estructuras para su trepa. Planta resistente a enfermedades y parásitos debido a las sustancias que producen las hojas y al olor repelente que emanan.

Costumbres y tradiciones –
Los frutos jóvenes de Lagenaria siceraria son comestibles y a menudo se cultivan con este fin, especialmente en Asia tropical.
Es la única calabaza presente en el viejo continente antes del descubrimiento de América, de donde provienen las calabazas del género Cucurbita. De la lagenaria hablan Columella y Pliny quienes afirman que se parece al pepino, al menos en lo que se refiere al tipo de cultivo.
Hay cultivares y variedades de esta planta seleccionados con fines alimentarios. Se utilizan frutos inmaduros en lugar de calabacines, de sabor delicado y consistencia esponjosa, se recolectan cuando miden unos 10 – 20 cm y tienen una piel tierna. Se pueden hervir, cocer al vapor, freír y freír. Son ricas en hierro, fósforo, calcio y vitamina B; las variedades cultivadas en India y China son las de mejor calidad. La pulpa alrededor de la semilla generalmente se descarta. También se recolectan las hojas y los brotes jóvenes que se utilizan como hortalizas; las hojas tienen una textura delicada y se utilizan como guarnición o se hierven en sopas junto con otras verduras.
En el sur de Italia forma parte de algunos platos típicos de la cocina napolitana, cilentora y siciliana; aquí en particular se utiliza una variedad que es L. longissima, una especie similar, también conocida como tenerumi; con las hojas de esta variedad específica se prepara un pesto particular, llamado pesto rojo utilizando las hojas escaldadas y tomates secos. También se pueden utilizar semillas cocidas. Rico en aceite (hasta un 45%); de la semilla es posible obtener, además de un aceite comestible, un cuajo vegetal y una preparación similar al tofu
La pulpa alrededor de la semilla tiene propiedades eméticas y purgantes; un paquete de hojas se puede usar externamente para calmar los dolores de cabeza y refrescar. Las flores tienen propiedades desintoxicantes; la piel de los frutos tiernos tiene cualidades diuréticas. La fruta es refrescante y diurética, ideal para aliviar los problemas de ácido del estómago, indigestión y úlceras. Investigaciones recientes destacan las propiedades cardioprotectoras, anti-colesterol, inmunoestimulantes y antioxidantes.
Los frutos maduros tienen una piel muy resistente y duradera, rica en silicio; se pueden usar para hacer instrumentos musicales, juguetes, botellas, cuencos y recipientes, hay muchas formas diferentes dadas por las diferentes variedades, pueden ser en forma de botella, redondas o alargadas, en particular en Argentina se hace un cuenco usado con el parte inferior de estas frutas para la bebida de Mate. Lagenaria se cultiva ampliamente en los trópicos y en los países subtropicales por sus frutos comestibles; parece que las variedades “Cougourda” y “Upo” son las más adecuadas para este propósito. Una vez maduros, los frutos pierden su comestibilidad, secando casi por completo la pulpa interna. Ya utilizada por los romanos, tiene una larga historia: los agricultores del pasado usaban mucho estas frutas para mantener frescas el agua y las bebidas, las frutas más grandes las usaban como recipientes para almacenar alimentos, como portaherramientas y para transportar material de pesca. a finales del siglo XIX, las variedades de cuello muy estrecho se usaban para cargar armas con pólvora, lo que las hacía mucho más prácticas que los cuernos de animales. Las flores blancas, parecidas a los pañuelos, aparecen numerosas a finales de verano, son muy decorativas y se abren al atardecer.
En los países donde se cultiva esta especie, las conchas se utilizan como jarrones y recipientes de diversa índole, como vasijas y recipientes (frascos, frascos, etc.) en los que almacenar agua, vino u otros líquidos durante un breve tiempo. Las lagenaria también se utilizan para fabricar instrumentos musicales y estuches.
Esta planta también se utiliza como planta medicinal.
La pulpa alrededor de la semilla es emética y purgante.
Con las hojas trituradas se prepara una cataplasma que se aplica en la cabeza para tratar los dolores de cabeza.
Las flores son un antídoto contra el veneno.
La corteza del tallo y la piel del fruto son diuréticas.
El fruto es antilítico, diurético, emético y refrigerante.
El jugo de la fruta se utiliza en el tratamiento de la acidez del estómago, la indigestión y las úlceras.
La semilla es vermífugo.
Se utilizó una cataplasma de semillas hervidas en el tratamiento de forúnculos.
Tomada con Achyranthes spp, la semilla se usa para tratar dolor de dientes y encías, forúnculos, etc.
Los extractos de plantas mostraron actividad antibiótica.
En muchas partes de China, 3 gramos por día de esta especie (el informe no dice qué parte de la planta) se ha utilizado como único tratamiento para la diabetes mellitus.

Método de preparación –
Lagenaria siceraria, como los calabacines y similares, se pueden comer cocidas y también se pueden conservar con vinagre. En la cocina se prefiere el uso de frutas más jóvenes, que entre otras cosas tienen un alto grado de delicadeza y jugosidad.
Las frutas tiernas se comen cocidas como verdura.
Se pueden hervir, cocer al vapor, freír, usar en curry o hacer panqueques.
Varían en calidad, pero algunos de los cultivares seleccionados de India y China son de excelente calidad, equivalente a una buena calabaza de verano.
La pulpa alrededor de la semilla es purgante y no se debe comer.
La fruta se puede secar para su uso posterior.
Tanto las hojas como los cogollos se pueden cocinar y utilizar como hierba.
La semilla cocida, rica en aceite, se agrega a sopas, etc. Se puede hacer una cuajada de verduras, similar al tofu, a partir de la semilla. Además, de la semilla se obtiene un aceite comestible que se utiliza para cocinar.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos quirúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *