Kaempferia galanga

Kaempferia galanga

La Galanga (Kaempferia galanga L.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Liliopsida,
Ordine Zingiberales,
Famiglia Zingiberaceae,
Genere Kaempferia,
Specie K. Galanga.
Sono sinonimi i termini:
– Alpinia sessilis J.König;
– Kaempferia humilis Salisb.;
– Kaempferia latifolia Donn ex Hornem.;
– Kaempferia marginata Carey ex Roscoe;
– Kaempferia plantaginifolia Salisb.;
– Kaempferia procumbens Noronha;
– Kaempferia rotunda Blanco.

Etimologia –
Il termine Kaempferia del genere è stato dato in onore del botanico tedesco Engelbert Kaempfer (1651–1716).
L’epiteto specifico galanga deriva dalla forma araba di una parola cinese per la pianta, “高良薑” (“gou-loeng-goeng” in cantonese, “gao-liang-jiang” in mandarino).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Galanga è una pianta che cresce principalmente nell’Est dell’Asia: Cina meridionale, India, Bangladesh, Myanmar, Thailandia, Cambogia e Vietnam ma è anche ampiamente coltivata in tutto il sud-est asiatico.
Il suo habitat è quello della foresta aperta, margini della foresta e foresta di bambù, su vari terreni, ad altitudini fino a 1.000 metri.

Descrizione –
La Kaempferia galanga è una piccola pianta erbacea perenne, senza stelo, che cresce fino a 45 cm di altezza che si sviluppa da una radice rizomatosa.
Le foglie sono spesse e arrotondate che di solito giacciono piatte a rosetta sul terreno.
I fiori terminali, sono di media dimensione, con petali di colore violaceo chiaro.

Coltivazione –
La Kaempferia galanga è una pianta che viene raccolta ed utilizzata in natura per uso locale come cibo e medicina; la pianta è talvolta coltivata anche come spezia nei tropici, specialmente in India, Malesia e Cina. La pianta viene anche coltivata come specie ornamentale.
È una pianta tipica dei tropici più umidi con una stagione secca distinta, che predilige un clima umido e una temperatura minima che raramente scende sotto i 18°C circa.
Preferisce un terreno ricco e umido e una posizione all’ombra.
La pianta viene propagata per seme o per divisione dei rizomi.

Usi e Tradizioni –
La Kaempferia galanga, comunemente nota come kencur, zenzero aromatico, zenzero della sabbia, ciliegia o giglio della risurrezione, è una delle quattro piante chiamate galanga.
A differenza della simile Boesenbergia rotunda (Thai กระชาย krachai), la K. galanga non è comunemente usata nella cucina thailandese, ma può essere acquistata sotto forma di rizoma essiccato o in polvere nelle bancarelle di erboristeria. È conosciuta in thailandese come proh horm (เปราะหอม) o waan horm (ว่านหอม), e in khmer come prâh (ប្រោះ) o prâh krâ-oup (ប្រោះក្រអូប). È anche usata nella cucina cinese e nella medicina cinese, ed è venduta nelle drogherie cinesi sotto il nome di sha jiang (cinese: 沙 姜; pinyin: shajiang), mentre la pianta stessa è indicata come shan nai (cinese: 山柰; pinyin: shannai). La Kaempferia galanga ha un sapore pepato di canfora.
Le foglie giovani ed i teneri rizomi possono essere consumate crude, al vapore, al curry o cotte con pasta di peperoncino e utilizzate come contorno al riso.
I rizomi possono essere utilizzati anche come condimento e, una volta essiccati, sono stati utilizzati come sostituto della curcuma nel curry in polvere.
Dal punto di vista medicinale la galanga è un’erba amara e stimolante con un aroma di canfora. È antibatterica, migliora la digestione e ha effetti diuretici.
La radice viene utilizzata internamente per curare raffreddori, disturbi bronchiali, dispepsia e altri disturbi gastrici e mal di testa.
Nelle zone di crescita viene masticata per curare mal di gola e la tosse.
È usata nella medicina tradizionale per il trattamento dell’ipertensione e dell’asma.
Le radici sono un ingrediente di una medicina post partum.
Per uso esterno la radice viene applicata come cataplasma su ferite, gonfiori e ulcere, ed è anche usata per curare la forfora e le articolazioni reumatiche.
Tra gli altri usi si ricorda che la radice aromatica in polvere viene utilizzata nelle bustine di lino per respingere le tarme dai vestiti, inoltre la radice aromatica in polvere viene aggiunta alle polveri per il corpo e ai cosmetici.
Gli estratti della pianta uccidono le larve di diverse specie di zanzare, incluse alcune che sono vettori di malattie. A seguito di questi risultati, sono in corso ricerche per valutare l’uso dell’estratto vegetale come repellente per insetti, con risultati preliminari che suggeriscono che non è irritante per la pelle dei ratti.
Dalle analisi sui rizomi è stato riportato che questi contengono cineolo, borneolo, 3-carene, canfene, kaempferolo, kaempferide, cinnamaldeide, acido p-metossicinnamico, etil cinnamato ed etil p-metossicinnamato.

Modalità di Preparazione –
La Kaempferia galanga è usata come erba in cucina in Indonesia, dove è chiamata kencur (“cekur” in Malesia), e specialmente nella cucina giavanese e balinese. Il Beras kencur, che combina polvere di K. galanga essiccata con farina di riso, è una bevanda a base di erbe jamu particolarmente popolari. Le sue foglie sono utilizzate anche nel piatto di riso malese, nasi ulam.
I rizomi della pianta, che contengono oli essenziali, sono stati utilizzati nella medicina tradizionale cinese come decotto o polvere. La sua macerazione alcolica è stata applicata anche come unguento per i reumatismi.L’estratto provoca la depressione del sistema nervoso centrale, una diminuzione dell’attività motoria e una diminuzione della frequenza respiratoria.
I decotti e la linfa delle foglie possono avere proprietà allucinogene, che possono essere dovute a componenti chimici non identificati della frazione di olio essenziale della pianta.
Un estratto purificato di K. galanga e poliestere-8 stabilizzano le proprietà di assorbimento dei raggi UV delle combinazioni di filtri solari contenenti avobenzone.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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