[:it] Garcinia mangostana [:en] Garcinia mangostana [:es] Garcinia mangostana [:]

[:it]

Garcinia mangostana

Il mangostano (Garcinia mangostana L., 1753) è una pianta sempreverde tropicale appartenente alla famiglia delle Clusiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Dilleniidae,
Ordine Theales,
Famiglia Clusiaceae,
Sottofamiglia Clusioideae,
Genere Garcinia,
Specie G. mangostana.
È sinonimo il termine:
– Mangostana garcinia Gaertn., 1791.

Etimologia –
Il termine Garcinia del genere è stato dedicato da Linneo al medico, botanico e naturalista francese Laurent Garcin (1683-1752) che erborizzò in India, Indonesia, Malesia, Iran e Arabia.
L’epiteto specifico mangostana deriva dalla latinizzazione del nome vernacolare indiano (mangustan in malese, mangosteen in inglese).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Garcinia mangostana è una pianta originaria delle Isole della Sonda e dell’Arcipelago delle Molucche e presente soprattutto nell’Asia dell’est ed in Malesia.
L’albero è principalmente noto per la coltivazione, ma è probabilmente presente anche allo stato anche su pendii e crinali in foreste miste di dipterocarpo indisturbate ad altitudini fino a 200 metri.
Attualmente è diffuso nel Sud-est asiatico, nell’India del sud-ovest ed è stato introdotto in altre zone calde come Portorico, Florida, Cina meridionale e Kenya. I maggiori produttori nel 2014 erano l’India con 15.250 t, la Cina con 4.400 t, il Kenya con 2.782 t, la Thailandia con 2.650 t e l’Indonesia con 2.376 t.

Descrizione –
La Garcinia mangostana è una pianta arborea sempreverde che cresce fino a un’altezza massima compresa fra 7 e 25 metri.
La corteccia è di colore marrone scuro tendente al nero.
Le foglie sono ovate, opposte e di colore verde scuro lucente.
I fiori sono di colore rosa.
Il frutto commestibile è di forma tondeggiante, con un diametro di circa 5–7 cm, non richiede necessariamente fecondazione (matura anche partenocarpicamente) e in questo caso non ha seme; quando è acerbo ha un colore verde chiaro, poi la buccia (pericarpo) del frutto assume un colore viola profondo in epoca di maturazione.
Da un punto di vista botanico la polpa è un arillo (polpa staccata dalla buccia e aderente al seme) che è suddiviso in 4-8 lobi o spicchi commestibili, fragranti e cremosi, di colore bianco latteo, dal vago sapore di pesca e litchi. Nei due mesi successivi la formazione il frutto a mano a mano che scurisce aumenta le sue dimensioni, il pericarpo rimane relativamente duro per tutta la fase di maturazione.
Questo frutto è considerato uno dei frutti più gustosi esistenti.

Coltivazione –
Il mangostano è un albero a tasso di crescita lento che di solito viene coltivato solo in zone senza una stagione secca e entro 10 gradi dall’equatore. Il suo areale di coltivazione va dal livello del mare fino a 1.000 metri di altitudine, ma il tasso di crescita è maggiore nelle zone di pianura.
Cresce meglio nelle aree in cui le temperature diurne annuali sono comprese tra 20 e 30 °C, ma può tollerare temperature tra 15 e 40 °C, mentre non tollera temperature inferiori a 4 °C, né superiori a 38 °C.
Preferisce una piovosità media annua compresa tra 1.600 e 2.000 mm, ma tollera 1.100 – 2.800 mm.
Questa pianta cresce sia in pieno sole che in penombra.
Richiede un terreno organico buono, profondo e ricco che trattiene l’umidità ma sia anche ben drenato.
Dal punto di vista pedologico cresce meglio in un’argilla fertile con un buon drenaggio e preferisce un terreno acido, con un pH compreso tra 5 e 6, tollerando 4,3 – 7,5.
Le piante sono intolleranti alla siccità ed inoltre devono essere riparate dai venti forti e salmastri.
Ci vogliono almeno 8 anni prima che un albero inizi a dare frutti, ma sono stati registrati rendimenti di 200 – 1.500 frutti per albero da esemplari maturi.
Nei climi più freddi possono essere necessari 15 – 20 anni prima che le piante producano i primi frutti.
Gli alberi producono una resa economica di frutta per circa 50 anni.
Si conoscono solo forme femminili di questa pianta, ma sono in grado di produrre frutti senza fecondazione.
Queste piante crescono molto bene quando vengono coltivate intorno a loro piante di banana che forniscono riparo dal vento e abbondanza di materiale di pacciame.
Alcuni degli alberi di mangostano più fruttuosi crescono sulle rive di ruscelli, laghi, stagni o canali dove le radici sono quasi costantemente bagnate. Tuttavia, il clima secco appena prima della fioritura e durante la fioritura induce una buona allegazione.
La propagazione può avvenire per seme che ha una vitalità molto breve e va seminato non appena matura.
Tecnicamente, i cosiddetti “semi” non sono veri semi ma embrioni avventizi, o tubercoli ipocotilici, in quanto non c’è stata fecondazione sessuale.
Quando inizia la crescita, da un’estremità del seme emerge un germoglio e dall’altra estremità una radice. Questa radice è di breve durata ed è sostituita da radici che si sviluppano alla base del germoglio. Essendo il processo di riproduzione vegetativo, c’è naturalmente poca variazione negli alberi che ne derivano e nei loro frutti.
Alcuni dei semi sono poliembrionici, producendo più di un germoglio. I singoli embrioni nucellari possono essere separati, se lo si desidera, prima della semina.
La percentuale di germinazione è direttamente correlata al peso del seme, per la semina dovrebbero essere scelti solo semi carnosi e completamente sviluppati.
A causa del fittone lungo e delicato e dello scarso sviluppo della radice laterale, il trapianto è notoriamente difficile. In ogni caso non va effettuato dopo che le piante hanno raggiunto i 60 cm. A quel punto la profondità del fittone può superare l’altezza della pianta.
La sopravvivenza della piantina è maggiore se i semi vengono piantati direttamente nella fila del vivaio rispetto a se coltivati prima in contenitori e poi trapiantati nel vivaio.
Il terreno del vivaio dovrebbe essere profondo almeno 1 metro. Le giovani piante impiegano 2 anni o più per raggiungere un’altezza di 30 cm, quando possono essere raccolte con una profonda palla di terra e disposte nelle loro posizioni definitive.
I semi sono recalcitranti e dovrebbero essere conservati nel loro frutto a temperatura ambiente, o in torba umida; anche questi perderanno vitalità in 5 giorni dopo la rimozione dal frutto, sebbene siano vitali per 3 – 5 settimane nel frutto. La vitalità può essere mantenuta per 1 – 2 mesi in una conservazione umida a 20 °C, la temperatura di conservazione di 10 °C risulta già dannosa.

Usi e Tradizioni –
Il mangostano è una pianta di cui si consumano i deliziosi frutti crudi. Il frutto è aromatico, succoso, con una consistenza così morbida da sciogliersi quasi in bocca ed ha un sapore dolce e delicato. Questo ha circa le dimensioni di una mela, la buccia può essere rimossa per rivelare circa 6 chicchi di polpa bianca dal sapore aspro e dolce, come un incrocio tra uva e fragole.
I migliori frutti da tavola sono quelli con il maggior numero di lobi dello stigma all’apice, poiché questi hanno il maggior numero di segmenti carnosi e il minor numero di semi.
Anche il seme viene mangiato occasionalmente dopo l’ebollizione o la tostatura; questi aggiungono un delizioso sapore di nocciola alle conserve quando vengono cotti con la polpa.
La pianta viene utilizzata anche dal punto di vista medico.
La scorza è astringente ed è stata utilizzata internamente per trattare dissenteria, diarrea, cistite e gonorrea. Viene applicata esternamente per trattare l’eczema e altri disturbi della pelle.
La scorza dei frutti parzialmente maturi produce un derivato poliidrossi-xantone chiamato mangostin ed anche ß-mangostin. Quella dei frutti completamente maturi contiene gli xantoni, la gartanina, l’8-disossichiaranina e la normangostina. Un derivato del mangostin, mangostin-e, 6-di-O-glucoside, è un depressivo del sistema nervoso centrale e provoca un aumento della pressione sanguigna.
Dalle foglie e dalla corteccia si preparano decotti ed infusi.
La buccia del frutto è fonte di tannini e contiene il 7-14% di tannino di catechina e colofonia. I tannini possono essere usati come colorante nero.
Tra gli altri usi si ricorda che i ramoscelli sono usati come bastoncini da masticare. Le bucce dei frutti mostrano attività antifungina e antiprotozoica.
Il legno marrone scuro è forte, pesante al punto che quasi affonda nell’acqua; è, inoltre, moderatamente durevole. Di solito è disponibile solo in piccole misure, viene utilizzato nell’edilizia e nella falegnameria, per realizzare manici per lance e martelli.
La commercializzazione dei derivati di questa pianta ha ingenerato una serie di controversie giudiziarie.
In Italia il succo di mangostano fu commercializzato dal 2009 dalla sussidiaria italiana della Xango LLC, la Xango Italy, che fu criticata poiché utilizzava un metodo di vendita a struttura piramidale e, a sua volta, decantava nella pubblicità le numerose proprietà terapeutiche della bevanda.
La rivista Altroconsumo pubblicò nel 2010 un articolo secondo cui non esistevano studi che dimostrassero le proprietà terapeutiche del prodotto vantate dalla Xango, rivelando inoltre l’ammonizione ricevuta al proposito negli Stati Uniti dalla Xango LLC nel 2006 dalla Food and Drug Administration.
La rivista italiana presentò quindi all’Autorità garante della concorrenza e del mercato una denuncia per pubblicità ingannevole e per pratica commerciale scorretta contro il prodotto in questione. Il 3 gennaio 2011 l’Antitrust, su denuncia della rivista, del Ministero della Salute e delle associazioni di consumatori Codacons, Adusbef, e Federsalus, bloccò la Xango Italy per sei mesi e le inflisse una sanzione di 250.000 euro per pratica commerciale scorretta. Il 9 gennaio 2012 la stessa autorità inflisse all’azienda un’ulteriore multa di 50.000 euro per inottemperanza alla precedente delibera, pur riconoscendo che da ottobre 2011 erano stati eliminati i problemi relativi al marketing piramidale.

Modalità di Preparazione –
La Garcinia mangostana è una pianta che oltre al consumo dei frutti viene utilizzata per alcune presenti qualità terapeutiche.
Dalle foglie e dalla corteccia si ricava un decotto che viene usato come astringente, febbrifugo e per trattare mughetto, diarrea, dissenteria e disturbi urinari.
Un estratto di corteccia chiamato “amibiasina” è stato commercializzato per il trattamento della dissenteria amebica.
Nelle aree originarie, dalle foglie si prepara un infuso, che combinato con banana acerba e un po’ di benzoino, viene applicato alla ferita della circoncisione.
Inoltre in alcune medicine popolari si prende un decotto di radice per regolare le mestruazioni.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




[:en]

Garcinia mangostana

Mangosteen (Garcinia mangostana L., 1753) is a tropical evergreen plant belonging to the Clusiaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Spermatophyta superdivision,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Dilleniidae,
Order Theales,
Clusiaceae family,
Subfamily Clusioideae,
Genus Garcinia,
G. mangostana species.
The term is synonymous:
– Mangostana garcinia Gaertn., 1791.

Etymology –
The term Garcinia of the genus was dedicated by Linnaeus to the French physician, botanist and naturalist Laurent Garcin (1683-1752) who herbalized in India, Indonesia, Malaysia, Iran and Arabia.
The specific mangosteen epithet derives from the Latinization of the Indian vernacular name (mangustan in Malay, mangosteen in English).

Geographic Distribution and Habitat –
Garcinia mangostana is a plant native to the Sunda Islands and the Moluccas Archipelago and found mainly in East Asia and Malaysia.
The tree is mainly known for cultivation, but is probably also present in the state also on slopes and ridges in undisturbed mixed dipterocarp forests at altitudes up to 200 meters.
It is currently widespread in Southeast Asia, Southwest India and has been introduced to other hot spots such as Puerto Rico, Florida, southern China, and Kenya. The largest producers in 2014 were India with 15,250 t, China with 4,400 t, Kenya with 2,782 t, Thailand with 2,650 t and Indonesia with 2,376 t.

Description –
Garcinia mangostana is an evergreen tree plant that grows to a maximum height of between 7 and 25 meters.
The bark is dark brown to black.
The leaves are ovate, opposite and of a shiny dark green color.
The flowers are pink.
The edible fruit is round in shape, with a diameter of about 5-7 cm, does not necessarily require fertilization (it also ripens parthenocarpically) and in this case it has no seed; when it is unripe it has a light green color, then the peel (pericarp) of the fruit takes on a deep purple color in the ripening period.
From a botanical point of view, the pulp is an aril (pulp detached from the skin and adhering to the seed) which is divided into 4-8 edible lobes or cloves, fragrant and creamy, milky white in color, with a vague flavor of peach and lychee. In the two months following formation, the fruit gradually increases in size as it darkens, the pericarp remains relatively hard throughout the ripening phase.
This fruit is considered to be one of the tastiest fruits in existence.

Cultivation –
Mangosteen is a slow-growing tree that is usually only grown in areas without a dry season and within 10 degrees of the equator. Its cultivation range goes from sea level up to 1,000 meters above sea level, but the growth rate is higher in the lowland areas.
It grows best in areas where annual daytime temperatures are between 20 and 30 ° C, but can tolerate temperatures between 15 and 40 ° C, while it does not tolerate temperatures below 4 ° C, nor above 38 ° C.
It prefers an average annual rainfall of between 1,600 and 2,000 mm, but tolerates 1,100 – 2,800 mm.
This plant grows both in full sun and in dim light.
It requires good, deep and rich organic soil that retains moisture but is also well drained.
From a pedological point of view it grows best in fertile clay with good drainage and prefers an acidic soil, with a pH between 5 and 6, tolerating 4.3 – 7.5.
The plants are intolerant to drought and also need to be sheltered from strong and brackish winds.
It takes at least 8 years for a tree to start bearing fruit, but yields of 200 – 1,500 fruit per tree have been recorded from mature specimens.
In colder climates it can take 15 to 20 years for plants to produce their first fruit.
The trees produce an economic yield of fruit for about 50 years.
Only female forms of this plant are known, but they are able to produce fruit without fertilization.
These plants thrive very well when grown around their banana plants which provide shelter from the wind and plenty of mulch material.
Some of the most fruitful mangosteen trees grow on the banks of streams, lakes, ponds or canals where the roots are almost constantly wet. However, dry weather just before flowering and during flowering induces a good fruit set.
Propagation can take place by seed which has a very short vitality and should be sown as soon as it matures.
Technically, the so-called “seeds” are not true seeds but adventitious embryos, or hypocotyl tubercles, as there was no sexual fertilization.
When growth begins, a shoot emerges from one end of the seed and a root from the other end. This root is short-lived and is replaced by roots that develop at the base of the shoot. As the reproduction process is vegetative, there is naturally little variation in the resulting trees and their fruits.
Some of the seeds are polyembryonic, producing more than one sprout. Individual nucellar embryos can be separated, if desired, before sowing.
The percentage of germination is directly related to the weight of the seed, only fleshy and fully developed seeds should be chosen for sowing.
Due to the long, delicate taproot and poor lateral root development, transplantation is notoriously difficult. In any case, it should not be done after the plants have reached 60 cm. At that point the depth of the taproot can exceed the height of the plant.
Seedling survival is greater if the seeds are planted directly in the nursery row than if grown first in containers and then transplanted into the nursery.
The nursery soil should be at least 1 meter deep. Young plants take 2 years or more to reach a height of 30cm when they can be collected with a deep ball of earth and placed in their final positions.
The seeds are recalcitrant and should be kept in their fruit at room temperature, or in moist peat; these too will lose vitality in 5 days after removal from the fruit, although they are viable for 3 – 5 weeks in the fruit. The viability can be maintained for 1 – 2 months in a humid storage at 20 ° C, the storage temperature of 10 ° C is already harmful.

Customs and Traditions –
Mangosteen is a plant whose delicious raw fruits are consumed. The fruit is aromatic, juicy, with a texture so soft that it almost melts in the mouth and has a sweet and delicate flavor. This is about the size of an apple, the peel can be removed to reveal about 6 grains of white flesh with a sour and sweet flavor, like a cross between grapes and strawberries.
The best table fruits are those with the most stigma lobes at the apex, as these have the most fleshy segments and the fewest seeds.
The seed is also eaten occasionally after boiling or roasting; these add a delicious nutty flavor to preserves when cooked with the pulp.
The plant is also used medically.
The rind is astringent and has been used internally to treat dysentery, diarrhea, cystitis and gonorrhea. It is applied externally to treat eczema and other skin disorders.
The rind of partially ripe fruit produces a polyhydroxy-xanthone derivative called mangostin and also ß-mangostin. That of fully ripe fruit contains xanthones, gartanine, 8-deoxychiaranin and normangostine. A derivative of mangostin, mangostin-e, 6-di-O-glucoside, is a central nervous system depressant and causes an increase in blood pressure.
Decoctions and infusions are prepared from the leaves and bark.
The peel of the fruit is a source of tannins and contains 7-14% of catechin and rosin tannin. Tannins can be used as a black dye.
Among other uses it should be remembered that the twigs are used as chewing sticks. The fruit peels show antifungal and antiprotozoal activity.
The dark brown wood is strong, heavy to the point that it almost sinks into the water; it is also moderately durable. It is usually only available in small sizes, is used in construction and carpentry, to make handles for spears and hammers.
The commercialization of the derivatives of this plant has generated a series of legal disputes.
In Italy, mangosteen juice was marketed in 2009 by the Italian subsidiary of Xango LLC, Xango Italy, which was criticized for using a pyramid-shaped sales method and, in turn, extolling the numerous therapeutic properties of the drink in advertising.
The magazine Altroconsumo published in 2010 an article according to which there were no studies demonstrating the therapeutic properties of the product claimed by Xango, also revealing the admonition received in the United States by Xango LLC in 2006 from the Food and Drug Administration.
The Italian magazine then filed a complaint with the Antitrust Authority for misleading advertising and unfair commercial practice against the product in question. On January 3, 2011, the Antitrust, following a complaint from the magazine, the Ministry of Health and the consumer associations Codacons, Adusbef, and Federsalus, blocked Xango Italy for six months and imposed a fine of 250,000 euros on it for unfair commercial practice. On 9 January 2012, the same authority imposed a further fine of 50,000 euros on the company for non-compliance with the previous resolution, while acknowledging that the problems relating to pyramid marketing had been eliminated from October 2011.

Preparation Method –
Garcinia mangostana is a plant that in addition to the consumption of fruits is used for some present therapeutic qualities.
A decoction is obtained from the leaves and bark which is used as an astringent, febrifuge and to treat thrush, diarrhea, dysentery and urinary disorders.
A bark extract called “amibiasin” has been marketed for the treatment of amoebic dysentery.
In the original areas, an infusion is prepared from the leaves, which combined with unripe banana and a little benzoin, is applied to the wound of the circumcision.
Also in some popular medicines a decoction of the root is taken to regulate menstruation.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.




[:es]

Garcinia mangostana

El mangostán (Garcinia mangostana L., 1753) es una planta tropical de hoja perenne que pertenece a la familia Clusiaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Superdivisión de espermatophyta,
División Magnoliophyta,
Clase Magnoliopsida,
Subclase Dilleniidae,
Orden Theales,
Familia Clusiaceae,
Subfamilia Clusioideae,
Género Garcinia,
Especies de G. mangostana.
El término es sinónimo:
– Mangostana garcinia Gaertn., 1791.

Etimología –
El término Garcinia del género fue dedicado por Linneo al médico, botánico y naturalista francés Laurent Garcin (1683-1752), quien hizo hierbas en India, Indonesia, Malasia, Irán y Arabia.
El epíteto específico del mangostán se deriva de la latinización del nombre vernáculo indio (mangustan en malayo, mangostán en inglés).

Distribución geográfica y hábitat –
Garcinia mangostana es una planta originaria de las islas de la Sonda y el archipiélago de las Molucas y se encuentra principalmente en el este de Asia y Malasia.
El árbol se conoce principalmente para el cultivo, pero probablemente también está presente en el estado también en laderas y crestas en bosques mixtos de dipterocarpos no perturbados a altitudes de hasta 200 metros.
Actualmente está muy extendido en el sudeste asiático, suroeste de la India y se ha introducido en otros puntos calientes como Puerto Rico, Florida, sur de China y Kenia. Los mayores productores en 2014 fueron India con 15.250 t, China con 4.400 t, Kenia con 2.782 t, Tailandia con 2.650 ty Indonesia con 2.376 t.

Descripción –
Garcinia mangostana es una planta de árbol de hoja perenne que alcanza una altura máxima de entre 7 y 25 metros.
La corteza es de color marrón oscuro a negro.
Las hojas son ovadas, opuestas y de color verde oscuro brillante.
Las flores son rosadas.
El fruto comestible es de forma redonda, con un diámetro de unos 5-7 cm, no necesariamente requiere fertilización (también madura partenocárpicamente) y en este caso no tiene semilla; cuando está verde tiene un color verde claro, luego la piel (pericarpio) de la fruta adquiere un color púrpura intenso en el período de maduración.
Desde el punto de vista botánico, la pulpa es un arilo (pulpa desprendida de la piel y adherida a la semilla) que se divide en 4-8 lóbulos o clavos comestibles, fragantes y cremosos, de color blanco lechoso, con un vago sabor a melocotón y lichi. En los dos meses posteriores a la formación, la fruta aumenta gradualmente de tamaño a medida que se oscurece, el pericarpio permanece relativamente duro durante la fase de maduración.
Esta fruta se considera una de las más sabrosas que existen.

Cultivo –
El mangostán es un árbol de crecimiento lento que generalmente solo se cultiva en áreas sin estación seca y dentro de los 10 grados del ecuador. Su rango de cultivo va desde el nivel del mar hasta los 1.000 metros sobre el nivel del mar, pero la tasa de crecimiento es mayor en las zonas bajas.
Crece mejor en áreas donde las temperaturas diurnas anuales están entre 20 y 30 ° C, pero puede tolerar temperaturas entre 15 y 40 ° C, mientras que no tolera temperaturas inferiores a 4 ° C ni superiores a 38 ° C.
Prefiere una precipitación media anual de entre 1.600 y 2.000 mm, pero tolera entre 1.100 y 2.800 mm.
Esta planta crece tanto a pleno sol como con poca luz.
Requiere un suelo orgánico bueno, profundo y rico que retenga la humedad pero que también esté bien drenado.
Desde el punto de vista pedológico, crece mejor en arcilla fértil con buen drenaje y prefiere un suelo ácido, con un pH entre 5 y 6, tolerando 4,3 – 7,5.
Las plantas son intolerantes a la sequía y también deben protegerse de los vientos fuertes y salobres.
Se necesitan al menos 8 años para que un árbol comience a dar frutos, pero se han registrado rendimientos de 200 a 1,500 frutos por árbol a partir de especímenes maduros.
En climas más fríos, las plantas pueden tardar entre 15 y 20 años en producir sus primeros frutos.
Los árboles producen un rendimiento económico de frutos durante unos 50 años.
Solo se conocen las formas femeninas de esta planta, pero pueden producir frutos sin fertilización.
Estas plantas prosperan muy bien cuando se cultivan alrededor de sus plantas de banano, que brindan refugio del viento y abundante material de mantillo.
Algunos de los árboles de mangostán más fructíferos crecen en las orillas de arroyos, lagos, estanques o canales donde las raíces están casi constantemente mojadas. Sin embargo, el tiempo seco justo antes de la floración y durante la floración induce un buen cuajado.
La propagación puede tener lugar por semilla que tiene una vitalidad muy corta y debe sembrarse tan pronto como madura.
Técnicamente, las llamadas “semillas” no son verdaderas semillas sino embriones adventicios o tubérculos hipocótilos, ya que no hubo fertilización sexual.
Cuando comienza el crecimiento, un brote emerge de un extremo de la semilla y una raíz del otro extremo. Esta raíz es de corta duración y es reemplazada por raíces que se desarrollan en la base del brote. Como el proceso de reproducción es vegetativo, naturalmente hay poca variación en los árboles resultantes y sus frutos.
Algunas de las semillas son poliembrionarias y producen más de un brote. Los embriones nucelares individuales se pueden separar, si se desea, antes de la siembra.
El porcentaje de germinación está directamente relacionado con el peso de la semilla, solo se deben elegir semillas carnosas y completamente desarrolladas para la siembra.
Debido a la raíz principal larga y delicada y al escaso desarrollo de la raíz lateral, el trasplante es muy difícil. En cualquier caso, no se debe realizar después de que las plantas hayan alcanzado los 60 cm. En ese punto, la profundidad de la raíz principal puede exceder la altura de la planta.
La supervivencia de las plántulas es mayor si las semillas se plantan directamente en la hilera del vivero que si se cultivan primero en contenedores y luego se trasplantan al vivero.
El suelo del vivero debe tener al menos 1 metro de profundidad. Las plantas jóvenes tardan 2 años o más en alcanzar una altura de 30 cm cuando se pueden recolectar con una bola profunda de tierra y colocar en sus posiciones finales.
Las semillas son recalcitrantes y deben mantenerse en su fruto a temperatura ambiente o en turba húmeda; estos también perderán vitalidad a los 5 días después de retirarlos de la fruta, aunque son viables durante 3 a 5 semanas en la fruta. La viabilidad se puede mantener durante 1 – 2 meses en un almacenamiento húmedo a 20 ° C, la temperatura de almacenamiento de 10 ° C ya es dañina.

Costumbres y tradiciones –
El mangostán es una planta cuyas deliciosas frutas crudas se consumen. La fruta es aromática, jugosa, con una textura tan suave que casi se deshace en la boca y tiene un sabor dulce y delicado. Es aproximadamente del tamaño de una manzana, la cáscara se puede quitar para revelar aproximadamente 6 granos de pulpa blanca con un sabor agrio y dulce, como un cruce entre uvas y fresas.
Las mejores frutas de mesa son las que tienen más lóbulos de estigma en el ápice, ya que tienen los segmentos más carnosos y la menor cantidad de semillas.
La semilla también se come ocasionalmente después de hervir o tostar; estos agregan un delicioso sabor a nuez a las conservas cuando se cocinan con la pulpa.
La planta también se usa médicamente.
La corteza es astringente y se ha utilizado internamente para tratar la disentería, la diarrea, la cistitis y la gonorrea. Se aplica externamente para tratar el eccema y otros trastornos de la piel.
La cáscara de la fruta parcialmente madura produce un derivado de polihidroxi-xantona llamado mangostin y también ß-mangostin. El de la fruta completamente madura contiene xantonas, gartanina, 8-desoxiciaranina y normangostina. Un derivado de mangostin, mangostin-e, 6-di-O-glucósido, es un depresor del sistema nervioso central y provoca un aumento de la presión arterial.
Las decocciones e infusiones se preparan a partir de las hojas y la corteza.
La piel de la fruta es fuente de taninos y contiene entre un 7 y un 14% de catequina y tanino de colofonia. Los taninos se pueden utilizar como tinte negro.
Entre otros usos conviene recordar que las ramitas se utilizan como palitos de mascar. Las cáscaras de los frutos muestran actividad antifúngica y antiprotozoaria.
La madera de color marrón oscuro es fuerte, pesada hasta el punto de que casi se hunde en el agua; también es moderadamente duradero. Por lo general, solo está disponible en tamaños pequeños, se utiliza en construcción y carpintería, para hacer mangos para lanzas y martillos.
La comercialización de los derivados de esta planta ha generado una serie de disputas legales.
En Italia, el jugo de mangostán fue comercializado en 2009 por la filial italiana de Xango LLC, Xango Italia, que fue criticada por utilizar un método de venta piramidal y, a su vez, ensalzar las numerosas propiedades terapéuticas de la bebida en la publicidad.
La revista Altroconsumo publicó en 2010 un artículo según el cual no existían estudios que demostraran las propiedades terapéuticas del producto reclamado por Xango, revelando también la amonestación recibida en Estados Unidos por Xango LLC en 2006 de la Food and Drug Administration.
A continuación, la revista italiana presentó una denuncia ante la Autoridad de Defensa de la Competencia por publicidad engañosa y práctica comercial desleal contra el producto en cuestión. El 3 de enero de 2011, la Defensa de la Competencia, tras una denuncia de la revista, el Ministerio de Sanidad y las asociaciones de consumidores Codacons, Adusbef y Federsalus, bloquearon Xango Italia durante seis meses y le impusieron una multa de 250.000 euros por práctica comercial desleal. . El 9 de enero de 2012, la misma autoridad impuso una multa adicional de 50.000 € a la empresa por incumplimiento de la resolución anterior, aunque reconoció que los problemas relacionados con el marketing piramidal habían sido eliminados desde octubre de 2011.

Método de preparación –
La Garcinia mangostana es una planta que además del consumo de frutos se utiliza por algunas cualidades terapéuticas presentes.
De las hojas y la corteza se obtiene una decocción que se utiliza como astringente, febrífugo y para tratar aftas, diarreas, disentería y trastornos urinarios.
Se ha comercializado un extracto de corteza llamado “amibiasina” para el tratamiento de la disentería amebiana.
En las zonas originales, se prepara una infusión a partir de las hojas, que combinadas con plátano verde y un poco de benjuí, se aplica sobre la herida de la circuncisión.
También en algunas medicinas populares se toma una decocción de la raíz para regular la menstruación.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos quirúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.




[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.