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Mappa geografica della Birmania

La Birmania o Myanmar è uno Stato dell’Asia sudorientale.
Questo Paese, nel 2017, aveva una popolazione di 55.499.500 abitanti.
La sua capitale è Naypyidaw, che nel censimento del 2014 contava 1.160.242 abitanti.
La maggioranza della popolazione è di etnia Bamar e di religione buddhista, ma vi sono anche numerose minoranze etniche, che sin dall’indipendenza sono state coinvolte in diversi conflitti armati con il governo centrale.
La Birmania confina a ovest con Bangladesh e India, a nord-est con la Cina e a Est con la Thailandia e con il Laos. Ha un’ampiezza di 678.500 km² ed è lo Stato più grande dell’Indocina e grande il doppio dell’Italia, poco più grande dell’Afghanistan e poco meno dello Zambia.
La Birmania è attraversata dal tropico del Cancro.
Il territorio può essere diviso in cinque parti dal punto di vista fisico: le montagne del nord, quelle dell’ovest, l’altopiano dell’est, il bacino centrale e la zona costiera.
Al nord le vette sono aspre ed elevate e si innestano direttamente nell’Himalaya, di cui costituiscono l’estremo contrafforte. Nella zona occidentale invece le catene sono meno elevate.
A est si estende l’altopiano di Shan, arido e incolto nella sua parte settentrionale, ricco di foreste tropicali in quella meridionale. Verso ovest l’altopiano scende a strapiombo mentre verso Sud esso si prolunga in rilievi che formano la zona costiera del Tenasserim.
La zona costiera procedendo da nord verso sud presenta coste alte e frastagliate, bagnate dal golfo del Bengala; il delta dell’Irrawaddy e le pianure costiere si affacciano sul golfo di Martaban,nella parte più meridionale le coste ridivengono alte e rocciose.
Dal punto di vista idrografico la Birmania è caratterizzata dal dal fiume Irrawaddy, che si estende per circa 2.200 km. Questo fiume attraversa il Paese da Nord a Sud ed è navigabile per circa 1.450 km; sfocia con un ampio delta, di 9 diramazioni, nel golfo di Martaban, dove sbocca anche il Sittang.
Il grande delta del fiume, costituisce un territorio ideale per la coltura del riso, tale da potere soddisfare l’intero fabbisogno del Paese, mentre il fiume stesso rappresenta un’importante via di comunicazione, attraverso la quale viaggiano tuttora le merci, specie legni pregiati, ed esotici.
La Birmania è attraversata anche dal fiume Saluen, che è più lungo dell’Irrawaddy (quasi 2.850 km), ma scarsamente navigabile, a causa della ridotta profondità, e lungo il quale il pregiato legno teak viene convogliato dall’altopiano dello Shan fino ai porti, e che attraversa la Birmania solo nel suo ultimo tratto; altro fiume è il Chindwin, la cui percorribilità dipende ampiamente dalla stagione delle piogge, e che è il principale affluente dell’Irrawaddy, dove confluisce all’altezza di Mandalay. Infine, vi è il fiume Mekong, che segna il confine con il Laos.
La Birmania è bagnata dal Mar delle Andamane e dal Golfo del Bengala, quindi è stata investita dallo tsunami del 26 dicembre 2004, che ha provocato 61 morti. Non ci sono laghi notevoli dal punto di vista idrografico, mentre è molto importante il lago Inle: meta di grande interesse turistico che si stende a circa 900 metri di altezza nella parte occidentale dell’altipiano Shan.

Clima –
Dal punto di vista climatico la Birmania è influenzata dal regime monsonico che soffia sulla costa, con temperature abbastanza alte e piogge abbondanti durante la stagione estiva. Durante la stagione invernale i venti portano temperature fredde e secche, mentre d’estate portano il caldo e l’umidità.
Nelle pianure centrali e sull’altopiano il clima è di tipo continentale, con scarse precipitazioni. Sulle coste le piogge raggiungono anche 5.000 mm annui.

Flora –
In Birmania i diversi habitat hanno favorito una natura estremamente ricca e variegata: acque salmastre e mangrovie lungo la costa, strani connubi di foresta tropicale e habitat montani più freschi a nord. Le pianure centrali (la zona secca) sono invece per lo più ricoperte di risaie.
Come nel resto dell’Asia tropicale, la vegetazione endemica della Birmania si può suddividere in due tipi di foresta tropicale: la foresta monsonica (caratterizzata da una stagione secca di tre o più mesi) e la foresta pluviale (che riceve precipitazioni per più di nove mesi l’anno). Si dice che il paese possegga oltre un migliaio di specie vegetali endemiche.
Le foreste monsoniche sono contraddistinte da alberi decidui che perdono le foglie durante la stagione secca, mentre gli alberi della foresta pluviale sono in genere sempreverdi. La regione compresa tra Yangon e Myitkyina è occupata prevalentemente da foreste monsoniche, mentre il Myanmar peninsulare fino a sud di Mawlamyine (Moulmein) è ricoperto soprattutto da foreste pluviali. Non esiste tuttavia un confine ben definito fra le due aree e in molti punti è presente una mescolanza di vegetazione monsonica e pluviale.
A nord del Tropico del Cancro, la flora della regione himalayana, è caratterizzata fino a 2.000 m di quota da una foresta subtropicale di latifoglie sempreverdi; nella fascia tra i 2.000 e i 3.000 m troviamo foreste di latifoglie semidecidue, mentre al di sopra dei 3.000 m si hanno le conifere sempreverdi che cedono il passo agli arbusti alpini a mano a mano che si sale di quota.
Lungo le coste di Rakhaing (Arakan) e Tanintharyi, si trovano foreste di mangrovie negli estuari dei fiumi, nelle lagune, nei canali di marea e lungo le isole basse. Qui la vegetazione è caratterizzata dalle mangrovie e altri alberi che vivono nel fango e sopportano la salinità dell’acqua di mare. Lungo le spiagge e le dune di sabbia delle medesime coste, ma al di sopra del livello delle maree, troviamo una foresta di palme, ibischi, casuarine e altri alberi in grado di resistere a forti venti e a occasionali mareggiate.
La flora della Birmania è caratterizzata da una incredibile varietà di alberi da frutta, più di 25.000 specie di fiori e numerosi alberi tropicali e bambù. La canna e il rattan sono anch’essi abbondanti.
Il paese detiene il 75% delle riserve mondiali di Tectona grandis, un albero meglio noto come tek (kyun in birmano). Questo legno compatto, resistente e assai pregiato costituisce la più importante voce delle esportazioni del Myanmar: i suoi principali acquirenti sono Cina, Singapore e India.

Fauna –
A differenza dei tempi in cui Marco Polo visito il Paese nel XIII secolo l’ambiente della Birmania è cambiato sia, per alcuni cicli naturali che per l’azione antropica.
Si ritiene che oggi ospiti 300 specie di mammiferi, 687 specie ornitologiche, 262 tipi di rettili e 80 varietà di anfibi; 94 specie sono a rischio di estinzione, tra cui la tigre, due varietà di rinoceronte e il panda rosso.
Al pari della flora, anche la fauna del Myanmar è strettamente legata alle caratteristiche geografiche e climatiche delle varie regioni del paese, per cui le specie autoctone della parte settentrionale sono prevalentemente di origine indocinese, mentre quelle stanziate nella parte meridionale sono tipiche dell’area della Sonda (Malesia, Sumatra, Borneo e Giava). La fauna della regione himalayana a nord del Tropico del Cancro (subito a nord di Lashio) è invece simile a quella che vive nel nord-est dell’India. La presenza di una vasta regione in cui queste tre aree si sovrappongono, e che va dalla zona di Myitkyina nel nord ai Monti di Bago nel centro, dimostra che il Myanmar possiede potenzialmente gli habitat adatti alle piante e agli animali delle tre zone.
Tra i mammiferi più caratteristici, presenti in numero sempre più esiguo nelle foreste più fitte del paese, ricordiamo il leopardo, il gatto pescatore, lo zibetto, la mangusta indiana e la mangusta granchivora, l’orso himalayano, l’orso nero asiatico, l’orso malese, il gaur (bisonte indiano), il banteng (un tipo di bovino selvatico), il serow (capra di montagna asiatica), il cinghiale selvatico, il sambar (tipo di cervo), il muntjac (cervo abbaiatore), il tragulo (una specie di piccolo cervo), il tapiro, il pangolino, il gibbone e il macaco. Tra i mammiferi marini figurano delfini e dugonghi.
In Birmania troviamo circa 8.000 elefanti asiatici, che rappresentano, grosso modo, un terzo della popolazione mondiale. Rientrano in questa stima anche i circa 4.000 pachidermi da lavoro che vengono prevalentemente utilizzati in agricoltura e nella raccolta del legname. Il numero di elefanti selvatici sta decrescendo rapidamente, soprattutto a causa del taglio indiscriminato del legname che porta alla distruzione del loro habitat naturale. Per ironia della sorte, gli elefanti addomesticati (spesso catturati da branchi che vivono in libertà) sono largamente utilizzati nell’industria del legname e contribuiscono a radere al suolo la foresta da cui dipende la vita dei loro cugini selvatici. Visto che l’industria dell’estrazione del legname cresce a ritmo esponenziale nel paese, si teme che il numero di elefanti allo stato brado possa solo diminuire in futuro.
Tra i rettili e gli anfibi vanno annoverate quattro specie di tartarughe marine insieme a numerosi tipi di serpenti: ben 52 specie di serpenti presenti nel paese sono velenosi, tra cui il cobra comune e il cobra reale (amadriade), il krait fasciato, la vipera malese, la vipera verde e la vipera di Russell.
Abbondante è anche l’avifauna di questo Paese, con almeno 687 specie tra migratorie e stanziali. I corsi d’acqua delle zone costiere o interne del Delta e della regione peninsulare meridionale costituiscono un habitat molto importante per gli uccelli acquatici del Sud-est asiatico. Due dei luoghi migliori per l’avvistamento sono il Monte Victoria, per accedere al quale, tuttavia, bisogna assumere una costosa guida governativa, e le terre umide di Moeyungyi, non lontano da Bago e quindi facile meta di una gita fuori città.

Guido Bissanti





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Geographical map of Burma

Burma or Myanmar is a state in Southeast Asia.
This country, in 2017, had a population of 55,499,500 inhabitants.
Its capital is Naypyidaw, which had 1,160,242 inhabitants in the 2014 census.
The majority of the population is of Bamar ethnicity and Buddhist religion, but there are also numerous ethnic minorities, which since independence have been involved in various armed conflicts with the central government.
Burma borders Bangladesh and India to the west, China to the north-east and Thailand and Laos to the east. It has a width of 678,500 km² and is the largest state in Indochina and twice the size of Italy, slightly larger than Afghanistan and slightly less than Zambia.
Burma is crossed by the Tropic of Cancer.
The territory can be divided into five parts from a physical point of view: the mountains of the north, those of the west, the plateau of the east, the central basin and the coastal area.
In the north the peaks are rugged and high and are grafted directly into the Himalayas, of which they form the extreme buttress. In the western area, on the other hand, the chains are lower.
To the east lies the Shan plateau, arid and uncultivated in its northern part, rich in tropical forests in the southern part. Towards the west the plateau descends steeply while towards the south it extends into reliefs that form the coastal area of ​​Tenasserim.
The coastal area proceeding from north to south has high and jagged coasts, bathed by the Bay of Bengal; the Irrawaddy delta and the coastal plains overlook the Gulf of Martaban, in the southernmost part the coasts become high and rocky again.
From the hydrographic point of view, Burma is characterized by the Irrawaddy River, which stretches for about 2,200 km. This river crosses the country from north to south and is navigable for about 1,450 km; it flows into a large delta, of 9 branches, in the Gulf of Martaban, where the Sittang also flows.
The great delta of the river constitutes an ideal territory for the cultivation of rice, such as to be able to satisfy the entire needs of the country, while the river itself represents an important communication route, through which goods, especially precious woods, still travel. , and exotic.
Burma is also crossed by the Saluen River, which is longer than the Irrawaddy (almost 2,850 km), but poorly navigable, due to its shallow depth, and along which the precious teak wood is conveyed from the Shan plateau to the ports. , and which crosses Burma only in its last stretch; another river is the Chindwin, whose practicability depends largely on the rainy season, and which is the main tributary of the Irrawaddy, where it flows into Mandalay. Finally, there is the Mekong River, which marks the border with Laos.
Burma is washed by the Andaman Sea and the Bay of Bengal, so it was hit by the tsunami of December 26, 2004, which caused 61 deaths. There are no significant lakes from the hydrographic point of view, while Lake Inle is very important: a destination of great tourist interest that extends about 900 meters high in the western part of the Shan plateau.

Climate –
From a climatic point of view, Burma is influenced by the monsoon regime that blows on the coast, with fairly high temperatures and abundant rains during the summer season. During the winter season the winds bring cold and dry temperatures, while in the summer they bring the heat and humidity.
In the central plains and on the plateau, the climate is continental, with scarce rainfall. On the coasts, the rains reach up to 5,000 mm per year.

Flora –
In Burma the different habitats have favored an extremely rich and varied nature: brackish waters and mangroves along the coast, strange combinations of tropical forest and cooler mountain habitats in the north. The central plains (the dry zone) are instead mostly covered with rice fields.
As in the rest of tropical Asia, Burma’s endemic vegetation can be divided into two types of tropical forest: monsoon forest (characterized by a dry season of three or more months) and rainforest (which receives rainfall for more than nine months). months a year). The country is said to have over a thousand endemic plant species.
Monsoon forests are characterized by deciduous trees that shed their leaves during the dry season, while rainforest trees are typically evergreen. The region between Yangon and Myitkyina is mainly occupied by monsoon forests, while the peninsular Myanmar up to the south of Mawlamyine (Moulmein) is mainly covered by rainforests. However, there is no well-defined border between the two areas and in many places there is a mixture of monsoon and rain vegetation.
North of the Tropic of Cancer, the flora of the Himalayan region is characterized up to 2,000 m above sea level by a subtropical evergreen broad-leaved forest; in the range between 2,000 and 3,000 m we find semi-deciduous broad-leaved forests, while above 3,000 m there are evergreen conifers that give way to alpine shrubs as you rise in altitude.
Along the coasts of Rakhaing (Arakan) and Tanintharyi, mangrove forests are found in river estuaries, lagoons, tidal channels and along low-lying islands. Here the vegetation is characterized by mangroves and other trees that live in the mud and withstand the salinity of sea water. Along the beaches and sand dunes of the same coasts, but above the tide level, we find a forest of palm trees, hibiscus, casuarine and other trees able to withstand strong winds and occasional storm surges.
The flora of Burma is characterized by an incredible variety of fruit trees, more than 25,000 species of flowers and numerous tropical and bamboo trees. Cane and rattan are also abundant.
The country holds 75% of the world reserves of Tectona grandis, a tree better known as teak (kyun in Burmese). This compact, resistant and highly prized wood is the most important item of Myanmar’s exports: its main buyers are China, Singapore and India.

Fauna –
Unlike the times when Marco Polo visited the country in the thirteenth century, the environment of Burma has changed both for some natural cycles and for human action.
Today it is believed to host 300 mammal species, 687 ornithological species, 262 types of reptiles and 80 varieties of amphibians; 94 species are at risk of extinction, including the tiger, two varieties of rhinoceros and the red panda.
Like the flora, the fauna of Myanmar is also closely linked to the geographical and climatic characteristics of the various regions of the country, so the native species of the northern part are mainly of Indochinese origin, while those located in the southern part are typical of the Probe (Malaysia, Sumatra, Borneo and Java). The fauna of the Himalayan region north of the Tropic of Cancer (immediately north of Lashio) is similar to that which lives in northeastern India. The presence of a vast region in which these three areas overlap, ranging from the Myitkyina area in the north to the Bago Mountains in the center, demonstrates that Myanmar potentially possesses suitable habitats for the plants and animals of the three areas.
Among the most characteristic mammals, present in ever smaller numbers in the densest forests of the country, we remember the leopard, the fishing cat, the civet, the Indian mongoose and the crab-eating mongoose, the Himalayan bear, the Asiatic black bear, the Malayan bear, gaur (Indian bison), banteng (a type of wild cattle), serow (Asian mountain goat), wild boar, sambar (type of deer), muntjac (barking deer), tragulo (a kind of small deer), the tapir, the pangolin, the gibbon and the macaque. Marine mammals include dolphins and dugongs.
In Burma we find about 8,000 Asian elephants, which represent roughly one third of the world population. This estimate also includes the approximately 4,000 working pachyderms which are mainly used in agriculture and in the harvesting of timber. The number of wild elephants is rapidly decreasing, mainly due to the indiscriminate logging which leads to the destruction of their natural habitat. Ironically, domesticated elephants (often captured by herds that live in the wild) are widely used in the timber industry and help to raze the forest on which the lives of their wild cousins ​​depend. As the logging industry grows exponentially in the country, it is feared that the number of elephants in the wild will only decrease in the future.
Among the reptiles and amphibians there are four species of sea turtles along with numerous types of snakes: as many as 52 species of snakes present in the country are poisonous, including the common cobra and the king cobra (hamadryad), the banded krait, the viper malay, green viper and Russell’s viper.
The birdlife of this country is also abundant, with at least 687 migratory and sedentary species. The waterways of the coastal or inland areas of the Delta and the southern peninsular region are a very important habitat for waterfowl in Southeast Asia. Two of the best spots for sighting are Mount Victoria, which, however, requires an expensive government guide to access, and the Moeyungyi Wetlands, not far from Bago and therefore an easy destination for a day trip out of town.

Guido Bissanti





[:es]

Mapa geográfico de Birmania

Birmania o Myanmar es un estado del sudeste asiático.
Este país, en 2017, tenía una población de 55,499,500 habitantes.
Su capital es Naypyidaw, que tenía 1.160.242 habitantes en el censo de 2014.
La mayoría de la población es de etnia bamar y religión budista, pero también existen numerosas minorías étnicas, que desde la independencia se han visto envueltas en diversos conflictos armados con el gobierno central.
Birmania limita con Bangladesh e India al oeste, China al noreste y Tailandia y Laos al este. Tiene una anchura de 678.500 km² y es el estado más grande de Indochina y el doble del tamaño de Italia, un poco más grande que Afganistán y un poco menos que Zambia.
Birmania está atravesada por el Trópico de Cáncer.
El territorio se puede dividir en cinco partes desde el punto de vista físico: las montañas del norte, las del oeste, la meseta del este, la cuenca central y la zona costera.
En el norte, los picos son escarpados y altos y están injertados directamente en el Himalaya, del cual forman el contrafuerte extremo. En la zona occidental, en cambio, las cadenas son más bajas.
Al este se encuentra la meseta de Shan, árida y sin cultivar en su parte norte, rica en bosques tropicales en la parte sur. Hacia el oeste la meseta desciende abruptamente mientras que hacia el sur se extiende en relieves que forman la zona costera de Tenasserim.
La zona costera que va de norte a sur tiene costas altas y escarpadas, bañadas por el golfo de Bengala; el delta del Irrawaddy y las llanuras costeras dominan el golfo de Martaban, en la parte más meridional las costas vuelven a ser altas y rocosas.
Desde el punto de vista hidrográfico, Birmania se caracteriza por el río Irrawaddy, que se extiende por unos 2.200 km. Este río atraviesa el país de norte a sur y es navegable por unos 1.450 km; desemboca en un gran delta, de 9 brazos, en el golfo de Martaban, donde también desemboca el Sittang.
El gran delta del río constituye un territorio ideal para el cultivo del arroz, como para poder satisfacer todas las necesidades del país, mientras que el propio río representa una importante vía de comunicación, por donde aún transitan mercancías, especialmente maderas preciosas. ., y exótico.
Birmania también es atravesada por el río Saluen, que es más largo que el Irrawaddy (casi 2.850 km), pero poco navegable debido a su poca profundidad, y por el que se transporta la preciosa madera de teca desde la meseta de Shan a los puertos, y que atraviesa Birmania solo en su último tramo; otro río es el Chindwin, cuya viabilidad depende en gran medida de la temporada de lluvias, y que es el principal afluente del Irrawaddy, donde desemboca en Mandalay. Finalmente, está el río Mekong, que marca la frontera con Laos.
Birmania está bañada por el mar de Andamán y la bahía de Bengala, por lo que fue azotada por el tsunami del 26 de diciembre de 2004, que provocó 61 muertos. No existen lagos significativos desde el punto de vista hidrográfico, mientras que el lago Inle es muy importante: un destino de gran interés turístico que se extiende a unos 900 metros de altura en la parte occidental de la meseta de Shan.

Clima –
Desde el punto de vista climático, Birmania está influenciada por el régimen monzónico que sopla en la costa, con temperaturas bastante altas y lluvias abundantes durante la temporada de verano. Durante la temporada de invierno los vientos traen temperaturas frías y secas, mientras que en verano traen calor y humedad.
En la llanura central y en la meseta, el clima es continental, con escasas precipitaciones. En las costas, las lluvias alcanzan los 5.000 mm anuales.

Flora –
En Birmania, los diferentes hábitats han favorecido una naturaleza extremadamente rica y variada: aguas salobres y manglares a lo largo de la costa, extrañas combinaciones de bosques tropicales y hábitats montañosos más fríos en el norte. En cambio, las llanuras centrales (la zona seca) están cubiertas en su mayoría por campos de arroz.
Como en el resto de Asia tropical, la vegetación endémica de Birmania se puede dividir en dos tipos de bosque tropical: bosque monzónico (caracterizado por una estación seca de tres o más meses) y bosque lluvioso (que recibe precipitaciones durante más de nueve meses). Meses a año). Se dice que el país tiene más de mil especies de plantas endémicas.
Los bosques monzónicos se caracterizan por árboles de hoja caduca que pierden sus hojas durante la estación seca, mientras que los árboles de la selva tropical suelen ser de hoja perenne. La región entre Yangon y Myitkyina está ocupada principalmente por bosques monzónicos, mientras que la península de Myanmar hasta el sur de Mawlamyine (Moulmein) está cubierta principalmente por selvas tropicales. Sin embargo, no hay una frontera bien definida entre las dos áreas y en muchos lugares hay una mezcla de vegetación de lluvia y monzón.
Al norte del Trópico de Cáncer, la flora de la región del Himalaya se caracteriza hasta los 2.000 m sobre el nivel del mar por un bosque subtropical perennifolio latifoliado; en el rango entre 2.000 y 3.000 m encontramos bosques latifoliados semicaducifolios, mientras que por encima de los 3.000 m hay coníferas siempreverdes que dan paso a arbustos alpinos a medida que se asciende.
A lo largo de las costas de Rakhaing (Arakan) y Tanintharyi, los bosques de manglares se encuentran en estuarios de ríos, lagunas, canales de marea y a lo largo de islas bajas. Aquí la vegetación se caracteriza por manglares y otros árboles que viven en el barro y resisten la salinidad del agua del mar. A lo largo de las playas y dunas de arena de las mismas costas, pero por encima del nivel de la marea, encontramos un bosque de palmeras, hibiscos, casuarinos y otros árboles capaces de soportar fuertes vientos y ocasionales tormentas.
La flora de Birmania se caracteriza por una increíble variedad de árboles frutales, más de 25.000 especies de flores y numerosos árboles tropicales y de bambú. También abundan la caña y el ratán.
El país posee el 75% de las reservas mundiales de Tectona grandis, un árbol más conocido como teca (kyun en birmano). Esta madera compacta, resistente y muy apreciada es el rubro más importante de las exportaciones de Myanmar: sus principales compradores son China, Singapur e India.

Fauna –
A diferencia de las épocas en las que Marco Polo visitó el país en el siglo XIII, el entorno de Birmania ha cambiado tanto por algunos ciclos naturales como por la acción antropogénica.
Hoy se cree que alberga 300 especies de mamíferos, 687 especies ornitológicas, 262 tipos de reptiles y 80 variedades de anfibios; 94 especies están amenazadas de extinción, incluido el tigre, dos variedades de rinoceronte y el panda rojo.
Al igual que la flora, la fauna de Myanmar también está muy ligada a las características geográficas y climáticas de las distintas regiones del país, por lo que las especies autóctonas de la parte norte son principalmente de origen indochino, mientras que las ubicadas en la parte sur son típicas de el área de Probe (Malasia, Sumatra, Borneo y Java). La fauna de la región del Himalaya al norte del Trópico de Cáncer (justo al norte de Lashio) es similar a la que vive en el noreste de la India. La presencia de una vasta región en la que estas tres áreas se superponen, que van desde el área de Myitkyina en el norte hasta las montañas Bago en el centro, demuestra que Myanmar posee potencialmente hábitats adecuados para las plantas y animales de las tres áreas.
Entre los mamíferos más característicos, presentes en cantidades cada vez menores en los bosques más densos del país, recordamos el leopardo, el gato pescador, la algalia, la mangosta india y la mangosta cangrejera, el oso del Himalaya, el oso negro asiático, el oso malayo, gaur (bisonte indio), banteng (un tipo de ganado salvaje), serow (cabra montesa asiática), jabalí, sambar (tipo de ciervo), muntjac (ciervo ladrador), tragulo (una especie de ciervo pequeño) , el tapir, el pangolín, el gibón y el macaco. Los mamíferos marinos incluyen delfines y dugongos.
En Birmania encontramos alrededor de 8.000 elefantes asiáticos, que representan aproximadamente un tercio de la población mundial. Los aproximadamente 4.000 paquidermos de trabajo que se utilizan principalmente en la agricultura y la extracción de madera también se incluyen en esta estimación. El número de elefantes salvajes está disminuyendo rápidamente, principalmente debido a la tala indiscriminada que conduce a la destrucción de su hábitat natural. Irónicamente, los elefantes domesticados (a menudo capturados por manadas que viven en la naturaleza) se utilizan ampliamente en la industria maderera y ayudan a arrasar el bosque del que dependen las vidas de sus primos salvajes. A medida que la industria maderera crece exponencialmente en el país, se teme que la cantidad de elefantes en estado salvaje solo disminuya en el futuro.
Entre los reptiles y anfibios hay cuatro especies de tortugas marinas junto con numerosos tipos de serpientes: hasta 52 especies de serpientes presentes en el país son venenosas, incluyendo la cobra común y la cobra real (hamadryad), el krait anillado, el víbora malaya, víbora verde y víbora de Russell.
La avifauna de este país también es abundante, con al menos 687 especies migratorias y sedentarias. Los cursos de agua de las zonas costeras o del interior del Delta y la región sur de la península son un hábitat muy importante para las aves acuáticas en el sudeste asiático. Dos de los mejores lugares para avistar son el monte Victoria, que, sin embargo, requiere una costosa guía del gobierno para acceder, y los humedales de Moeyungyi, no lejos de Bago y, por lo tanto, un destino fácil para una excursión de un día fuera de la ciudad.

Guido Bissanti





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