Cotinina

Cotinina

La cotinina, il cui termine nella nomenclatura ufficiale IUPAC è: (5S)-1-metil-5-(3-piridil)pirrolidin-2-one è un alcaloide con formula bruta o molecolare C10H12N2O.
La cotinina è un alcaloide presente nella pianta del tabacco (Nicotiana tabacum L.) ed un metabolita derivato dalla nicotina. Tra l’altro il nome cotinina è un anagramma di nicotina.
La cotinina, in maniera simile alla nicotina, si lega, attiva e desensibilizza i recettori neuronali nicotinici, anche se con una potenza di molto inferiore. Inoltre nel corso di alcuni esperimenti scientifici ha dimostrato effetti nootropi ed antipsicotici.
Questo alcaloide viene impiegato per quantificare l’esposizione al fumo attivo e passivo di una persona. La cotinina permane infatti per un lungo periodo nell’organismo ed è quindi possibile dosarla, oltre che nel sangue, anche nella saliva e nell’urina. Valori inferiori a 10 ug/L nelle urine indicano una probabile non esposizione passiva. Valori inferiori a 50 ug/L sono compatibili con esposizione passiva o astinenza prolungata dal fumo attivo. Mediamente, i fumatori in attività, hanno concentrazioni urinarie superiori a 300 ug/L.
Le determinazioni di cotinina forniscono quindi una misura quantitativa oggettiva che è più affidabile dei ricordi dei fumatori o del conteggio del numero di sigarette fumate al giorno. La cotinina permette, come detto, anche la misura dell’esposizione al fumo secondario (fumo passivo).

La cotinina ha una emivita in vivo di circa 20 ore e di norma è rilevabile fino ad un periodo di sette giorni circa, dopo l’ultimo utilizzo di tabacco. Anche il livello di cotinina nel sangue è proporzionale alla quantità di esposizione al fumo di tabacco; pertanto è un valido indicatore dell’esposizione al fumo di tabacco, incluso il fumo secondario (passivo). Inoltre i soggetti che fumano sigarette al mentolo possono trattenere la cotinina nel sangue per un periodo più lungo, in quanto il mentolo può competere con il metabolismo enzimatico della cotinina.
In questo senso possono influire le caratteristiche genetiche dei fumatori (attivi o passivi); infatti persone di origine africana solitamente presentano livelli ematici di cotinina più elevati rispetto ai caucasici, anche se molti fattori variabili (come la preferenza per le sigarette al mentolo e la durata della boccata) suggeriscono che la spiegazione per questa differenza sia più complessa del solo fattore di genere o etnia.
Inoltre alcuni programmi di eliminazione della dipendenza dal fumo fanno impiego di nicotina, il che comporta un risultato positivo nella determinazione della presenza di cotinina. Per questo motivo la presenza di cotinina non è risolutiva per l’indicazione dell’utilizzo di tabacco.
Da sottolineare, in ultimo, che i test per le droghe possono individuare la cotinina nel sangue, nell’urina o nella saliva.
La cotinina nei tempi passati veniva commercializzata come antidepressivo.

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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