Come si propaga il Fico d’India

Come si propaga il Fico d’India

Il fico d’India o ficodindia (Opuntia ficus-indica (L.) Mill., 1768) è una pianta succulenta della famiglia delle Cactacee.
Questa pianta è originaria del centro America ma oramai naturalizzata in tutto il bacino del Mediterraneo (soprattutto Sicilia, Calabria, Puglia, Sardegna, Campania, Lazio e Malta) e nelle zone temperate di America, Africa, Asia e Oceania.
Il fico d’India, da fine primavera fino all’estate la pianta produce numerosi fiori a coppa, di colore giallo o arancione, disposti sui margini delle pale; ai fiori succedono i frutti, ovali, lunghi 10-15 cm, carnosi, spinosi, verdi, divengono rosso porpora a maturazione. L’intera pianta è commestibile, le pale generalmente si cuociono, mentre i frutti si mangiano crudi, dopo averli privati della spessa scorza spinosa.
Per quanto riguarda la propagazione del Fico d’India, questa si può attuare per seme o per via vegetativa.

Propagazione per seme –
La propagazione per via gamica è possibile utilizzando i numerosi semi contenuti nei frutti. Tramite questa propagazione si ottengono piante con caratteristiche disomogenee (per via della fecondazione) e comunque il tempo per arrivare a piante che fruttifichino è maggiore.

Propagazione per talea –
Nella propagazione per agamica si ottengono invece individui identici alla pianta madre ed, inoltre, nel giro di due anni si iniziano ad avere le prime produzioni.
In questa tecnica, che risulta molto semplice, è sufficiente porre a dimora un intero segmento di fusto, dopo averlo fatto asciugare; queste piante radicano molto facilmente.
Per propagare il fico d’India per talea bisogna procedere in primavera o estate prelevando una talea (pala)di almeno due anni. Si lascerà asciugare il taglio per almeno una settimana (spolverandolo possibilmente con un prodotto contro marciumi e crittogame). A questo punto si inserisce la tale in pieno campo o in un vaso interrandola per ¾, con un substrato creato mettendo 2 parti di sabbia ed una di terriccio organico, oppure in un terreno di medio impasto tendente al sabbioso.
Il fico d’India nelle aree con clima mediterraneo attecchisce molto bene; in altre zone bisogna assicurarsi che la temperatura media sia intorno ai circa 13°. In queste condizioni la radicazione avverrà in circa tre settimane.
Si tenga conto, inoltre che, negli impianti specializzati le piante, ottenute per talea partendo da cladodi di due anni con 2-3 cladodi di un anno, possono essere messe a dimora sia con sesti dinamici di m 2-3 x 4-5, e diradate poi sulla fila al 5°-&° anno, oppure con sesti definitivi di m 5-7 x 4-5.
In Italia si sono affermate tre principali varietà, Gialla, Bianca e Rossa o Sanguigna, la cui denominazione deriva dal colore del frutto, mentre una varietà denominata Apirena, caratterizzata da un maggior numero di semi abortiti, è raramente presente in coltivazione. In genere si consiglia la coltivazione di tutte le varietà in modo da fornire al mercato un prodotto caratterizzato da un diverso cromatismo.

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