Asplenium ceterach

Asplenium ceterach

La cedracca comune (Asplenium ceterach L.) è una felce appartenente alla famiglia delle Aspleniaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Pteridophyta, Classe Polypodiopsida, Ordine Polypodiales, Famiglia Aspleniaceae e quindi al Genere Asplenium ed alla Specie A. ceterach.
È sinonimo il termine: Ceterach officinarum Willd..
In Italia sono presenti le seguenti sottospecie:
– Asplenium ceterach subsp. bivalens (D.E. Mey.) Greuter & Burdet;
– Asplenium ceterach L. subsp. ceterach;
– Asplenium ceterach subsp. cyprium (Viane & Van den heede) Viane.

Etimologia –
Il termine Asplenium proviene dal greco ἀσπλήνος asplénos, una felce citata da Dioscoride (dal prefisso privativo α- a- e da σπλήν, ηνόϛ splén, enós milza): pianta ritenuta in grado di curare i disturbi della milza.
L’epiteto specifico ceterach sembra che derivi da cetrack nome arabo della pianta.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La cedracca comune è una pianta tipica dell’Europa centrale. La specie è comune in Eurasia, nelle regioni a clima mite, in stazioni secche e calde.
Il suo habitat di crescita è sui vecchi muri a secco e sulle rocce in zone umide, soleggiate e calcaree.
Attualmente è diffusa negli ambienti mediterranei e fiorisce dal mese di maggio fino ad agosto.

Descrizione –
L’ Asplenium ceterach è una piccola felce che raggiunge i 6-20 cm di altezza, con foglie disposte a rosetta dalla forma lineare e lanceolata. Nella pagina inferiore, le foglie contengono gli sporangi detti sori, somiglianti per forma e dimensione a lenticchie, che a maturità assumono un colore marrone/rossastro (da qui proviene il nome volgare di Erba ruggine).
I sori contengono le spore che cadendo sul terreno faranno nascere nuove felci.
I sori sono lineari, con indusio rudimentale, seminascosti dalle squame. Spore ovate, brune; perisporio echinato-reticolato.

Coltivazione –
La cedracca comune è un’erba selvatica degli habitat mediterranei che cresce su vecchi muri a secco e sulle rocce in zone umide, soleggiate e calcaree.

Usi e Tradizioni –
La cedracca comune prende anche i nomi di Erba ruggine o rugginina, Felce ruggine e Spacca pietre.
In passato si utilizzava per imbottire i cuscini poiché si riteneva che avesse la proprietà di far passare il dolore e le disgrazie. Alla vigilia della festa di San Giovanni l’erba spaccapietra veniva raccolta perché si credeva che chi la sera di S. Giovanni se ne fosse infilato un ramoscello nella scarpa avrebbe trovato “un tesoro nascosto”.
Nel Medioevo veniva utilizzata come medicinale contro le malattie della milza.
In fitoterapia l’Asplenium ceterach viene proposta quale efficace rimedio disgregante i calcoli dell’apparato urinario (da cui il nome spaccapietra), come da tradizione mediterranea, sotto forma di varie preparazioni farmaceutiche anche in miscela con altre piante medicinali.
In generale, comunque, questa pianta possiede azione antinfiammatoria e diuretica, utilizzata da secoli per sciogliere i calcoli renali.
Il principale vantaggio della “spaccapietra” è quello di eliminare tutte le ostruzioni che possono formarsi nel tratto urinario, distruggendo completamente i calcoli. Oltre alla proprietà di “spaccare” i calcoli, quest’erba ha molte altre proprietà.
La cedracca comune possiede le seguenti proprietà:
– Riduce le infiammazioni e gli spasmi;
– Calma il dolore;
– Riduce la febbre (sconsigliata però nei bambini con meno di 5 anni);
– È leggermente lassativa;
– Protegge e depura il fegato;
– Elimina virus, batteri e vermi intestinali;
– Aumenta la minzione ed è un potente diuretico (utile in caso di insufficienza renale);
– Riduce la pressione arteriosa;
– Regola i livelli di zucchero e di colesterolo nel sangue;
– Migliora la digestione.
Per quanto riguarda le controindicazioni l’ Asplenium ceterach non ne presenta nessuna se viene assunta rispettando le dosi terapeutiche normali, fatta eccezione, naturalmente, per i casi di ipersensibilità individuale.

Modalità di Preparazione –
La cedracca comune si usa per la sua capacità di sciogliere o eliminare i calcoli, sia dei reni che della vescica. Viene utilizzata l’intera pianta, visto che sia il gambo, che i fiori, le radici e i frutti hanno proprietà medicinali. Per rendere tale prodotto un ottimo rimedio contro la formazione dei calcoli renali, è opportuno seguire le corrette indicazioni per la preparazione di una tisana.
Questa va bevuta per tre volte in ciascuna giornata (prima dei pasti) e va preparata con una quantità pari ad un bicchiere d’acqua per ciascun cucchiaino di erba.
Si consiglia l’assunzione della tisana, come rimedio contro la formazione di calcolosi renale, per un tempo limitato di 6 giorni consecutivi.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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