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Selenicereus grandiflorus

La regina della notte (Selenicereus grandiflorus (L.) Britton & Rose, 1909) è una specie perenne appartenente alla famiglia delle Cactaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Caryophyllidae, Ordine Caryophyllales, Famiglia Cactaceae, Sottofamiglia Cactoideae e quindi al Genere Selenicereus ed alla Specie S. grandiflorus.
Sono sinonimi i termini:
– Cactus grandiflorus L. (1753);
– Cereus donkelaarii Salm-Dyck Allg. Gartenz.;
– Cereus grandiflorus (L.) Mill. (1768) Gard. Dict.;
– Cereus grandiflorus affinis Salm-Dyck (1850);
– Cereus grandiflorus var. spectabilis Karwinsky in Förster (1846);
– Cereus scandens minor Boerhaave ad Arendt (1891);
– Cereus schmidtii (1894) Monatsschr. Kakteenk.;
– Cereus grandiflorus var. minore Salm-Dyck;
– Cereus tellii hort. a Hildmann (1895);
– Cereus grandiflorus var. haitiensis (1903);
– Cereus hondurensis K. Schumann a Weingart (1904);
– Cereus grandiflorus uranos Riccobono (1909);
– Selenicereus donkelaarii (Salm-Dyck) Britton & Rose (1917);
– Selenicereus grandiflorus var. affinis (Salm-Dyck) Borg (1951);
– Selenicereus grandiflorus var. tellii (hort. ex Riccobono) Borg (1951);
– Selenicereus grandiflorus var. uranos (Riccobono) Borg (1951);
– Cereus uranos hort.;
– Selenicereus hondurensis (K. Schumann) Britton & Rose (1909).
Di questa specie si riconoscono quattro sottospecie:
– Selenicereus grandiflorus ssp. donkelaarii (Salm-Dyck) Ralf Bauer;
– Selenicereus grandiflorus ssp. grandiflorus;
– Selenicereus grandiflorus ssp. hondurensis (K.Schum. ex Weing.) Ralf Bauer;
– Selenicereus grandiflorus ssp. lautneri Ralf Bauer.

Etimologia –
Il termine Selenicereus proviene dal greco Σελήνη Seléne Selene, dea della Luna, e da Cereus cero: per la forma colonnare di molte specie di questo genere e dalla fioritura notturna.
L’epiteto specifico grandiflorus viene da grandis grande e da flos fiore: dai grandi fiori.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La regina della notte è una pianta originaria dell’America meridionale: Grandi Antille (Cuba, Isole Cayman, Porto Rico, Giamaica e Haiti), Messico, Guatemala, Belize, Honduras, Nicaragua e poche altre località dell’America meridionale e centrale.
Il suo habitat è principalmente nella regione costiera degli stati di Vera Cruz e di Taumalipas. Viene coltivato in serra, come pianta ornamentale. Allo stato naturale si trova ad altitudini intorno a 700 metri s.l.m. arrampicata su alberi e rocce.

Descrizione –
Selenicereus grandiflorus è una pianta grassa con fusti scandenti, rampicanti o tentacolari, ramificati, che talvolta formano grovigli, producendo radici aeree, rigide, fino a 10 m di lunghezza o più, e con 15–25 (–30) mm di spessore.
Presenta sui rami costole che sono di meno sui rami più vecchi, separate da ampi intervalli arrotondati, da leggermente ondulati a fortemente nodosi; presenza di areole piccole, di colore bianco lana o bianco grigiastro ed internodi di (6–) 12–20 mm. Le spine in numero da 5-18, a 4,5-12 mm, alla base di circa 0,25 mm di diametro, aciculari, ellittiche o circolari in sezione trasversale, bulbose basalmente, diffuse, di colore da marrone giallastro a brunastro o giallo. Presenza di eventuali peli decidui dalla parte inferiore delle areole ± numerose areole vegetative mature, bianche o brunastre, generalmente prive di peli; allo stato giovanile le piante hanno meno spine e più corte.
L’epidermide è liscia di colore verde glauco o verde bluastro, spesso ± violaceo.
I fiori sono lunghi 17-22,5 cm e larghi fino a 38 cm. Questi hanno una fragranza che ricorda la vaniglia e il fiore d’arancio; il pericarpio è lungo 25 mm, con bretelle da 5 mm, a forma di cinturino e giallastro, ricoperto di peli quasi bianchi o fulvi e setole affilate; il ricettacolo è di 7,5–8,7 cm; presenta bratteole di 5–14 mm, di forma a cinghia a lineare, giallastra con peli ondulati lunghi, quasi bianchi o fulvi e setole affilate alle ascelle, lunghe circa 25 mm; i tepali esterni sono lunghi 7,5-10 cm, larghi in media 4,5 mm, lineari attenuati, di colore marrone chiaro, da salmone a rosa; i tepali interni sono lunghi 7,5–10 cm, 9–12 (–15) mm, più corti dei tepali esterni, larghi, lanceolati, gradualmente ridotti ad un apice appuntito o acuto, di colore bianco; gli stami sono lunghi 38-50 mm, bianchi, le antere sono lunghe 1,5 mm, giallastri; lo stilo è di 15-20 cm di lunghezza, spesso più lungo dei tepali interni, diametro massimo di 1,5 mm, lobi dello stigma 7-12, lunghi circa 7,5 mm, sottili.
Il frutto, di forma ovoidale, è lungo 5–9 cm, spesso 4,5–7 cm, di colore biancastro, in parte rosa, rosa, giallo o arancione, ricoperto da grappoli di spine e peli che presto cadono; è succoso.

Coltivazione –
La regina della notte è una pianta epifita o litofita facilmente coltivabile, a crescita rapida. Per essere coltivata ha bisogno di un terriccio contenente molto humus e sufficiente umidità in estate. Non dovrebbe essere mantenuta sotto i 5 °C nel periodo invernale.
Cresce bene soprattutto in pieno sole. La luminosità elevata all’inizio della primavera stimola il germogliamento.
La fioritura è a tarda primavera o all’inizio dell’estate, fiorisce solo una notte all’anno per diversi anni e appassisce in poche ore.

Usi e Tradizioni –
La Selenicereus grandiflorus è stata la prima specie ad essere portata in coltivazione. Linneo la descrisse nel 1753, ma era conosciuta molto prima. I registri di Hortus Kewensis indicano che la specie è stata coltivata ai Giardini Reali di Hampton Court prima del 1700. Ci sono stati dubbi su quale pianta fosse disponibile a Linné quando ha redatto la sua descrizione, ma il problema è stato risolto ed entrambe le tavole mostrano le specie autentiche.
Per quanto riguarda i principi attivi mancano dati di analisi recenti. È stata segnalata la presenza di un alcaloide, cactina, che non è stato trovato da altri autori.
A questa pianta viene attribuita un’azione qualitativamente paragonabile a quella della Digitale sebbene di questa meno attiva e dalla quale differisce anche per essere privo di azione cumulativa.
È stata raccomandata nella terapia dell’angina pectoris ed è stata raccomandata nei disturbi cardiaci che accompagnano il morbo di Basedow.
È stata utilizzata con buoni risultati nell’insufficienza valvolare aortica e anche nella debolezza cardiaca che consegue a malattie infettive, nell’asma cardiaca e nella eccitabilità cardiaca, dovuta ad aneurisma, allorché la Digitale è controindicata.
Altri autori l’hanno trovata utile nei casi di abuso di alcool, di tabacco, di caffè e di thè.
Non mancano però AA. che negano a questa droga ogni attività terapeutica, tra questi Gordon e Sharp che l’hanno sperimentata clinicamente e non hanno ottenuti risultati degni di nota e, più recentemente, altri AA hanno trovato terapeuticamente inerti alcuni preparati commerciali della droga, da essi sperimentati clinicamente.
Tutte le osservazioni riguardanti la Selenicereus grandiflorus, siano esse cliniche che sperimentali, risalgono ad un periodo compreso fra il 1890 e il 1911 e se si eccettuano alcune ricerche relativamente più recenti, eseguite da Madaus.

Modalità di Preparazione –
Per tutte le applicazioni terapeutiche di questa pianta si utilizzano i fiori disseccati, interi o tagliati a pezzi.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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Selenicereus grandiflorus

The queen of the night (Selenicereus grandiflorus (L.) Britton & Rose, 1909) is a perennial species belonging to the Cactaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Kingdom Plantae, Subarign Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Subclass Caryophyllidae, Order Caryophyllales, Family Cactaceae, Subfamily Cactoideae and therefore to the Genus Selenicereus grandus and to the Genus Selenicereus and therefore to the Genus Selenicereus.
The terms are synonymous:
– Cactus grandiflorus L. (1753);
– Cereus donkelaarii Salm-Dyck Allg. Gartenz .;
– Cereus grandiflorus (L.) Mill. (1768) Gard. Dict .;
– Cereus grandiflorus affinis Salm-Dyck (1850);
– Cereus grandiflorus var. spectabilis Karwinsky in Förster (1846);
– Cereus scandens minor Boerhaave in Arendt (1891);
– Cereus schmidtii (1894) Monatsschr. Kakteenk .;
– Cereus grandiflorus var. lesser Salm-Dyck;
– Cereus tellii hort. to Hildmann (1895);
– Cereus grandiflorus var. haitiensis (1903);
– Cereus hondurensis K. Schumann in Weingart (1904);
– Cereus grandiflorus uranos Riccobono (1909);
– Selenicereus donkelaarii (Salm-Dyck) Britton & Rose (1917);
– Selenicereus grandiflorus var. affinis (Salm-Dyck) Borg (1951);
– Selenicereus grandiflorus var. tellii (hort. ex Riccobono) Borg (1951);
– Selenicereus grandiflorus var. uranos (Riccobono) Borg (1951);
– Cereus uranos hort .;
– Selenicereus hondurensis (K. Schumann) Britton & Rose (1909).
Four subspecies of this species are recognized:
– Selenicereus grandiflorus ssp. donkelaarii (Salm-Dyck) Ralf Bauer;
– Selenicereus grandiflorus ssp. grandiflorus;
– Selenicereus grandiflorus ssp. hondurensis (K. Schum. ex Weing.) Ralf Bauer;
– Selenicereus grandiflorus ssp. lautneri Ralf Bauer.

Etymology –
The term Selenicereus comes from the Greek Σελήνη Seléne Selene, goddess of the Moon, and from Cereus cero: due to the columnar shape of many species of this genus and from the nocturnal flowering.
The specific epithet grandiflorus comes from grandis grande and flos fiore: with large flowers.

Geographic Distribution and Habitat –
The queen of the night is a plant native to South America: Greater Antilles (Cuba, Cayman Islands, Puerto Rico, Jamaica and Haiti), Mexico, Guatemala, Belize, Honduras, Nicaragua and a few other locations in South and Central America.
Its habitat is mainly in the coastal region of the states of Vera Cruz and Taumalipas. It is grown in greenhouses, as an ornamental plant. In its natural state it is found at altitudes around 700 meters above sea level. climbing trees and rocks.

Description –
Selenicereus grandiflorus is a succulent plant with scented, climbing or sprawling, branched stems, which sometimes form tangles, producing aerial, rigid roots, up to 10 m long or more, and 15–25 (–30) mm thick.
It has ribs on the branches which are less than on the older branches, separated by wide rounded intervals, from slightly wavy to strongly gnarled; presence of small areoles, wool white or greyish white and internodes of (6–) 12–20 mm. The spines in number from 5-18, to 4.5-12 mm, at the base of about 0.25 mm in diameter, acicular, elliptical or circular in cross section, bulbous basally, diffuse, yellowish brown to brownish or yellow. Presence of any deciduous hairs from the lower part of the areoles ± numerous mature vegetative areolas, white or brownish, generally without hair; in the juvenile state the plants have fewer thorns and shorter.
The epidermis is smooth, glaucous green or bluish green, often more or less purplish.
The flowers are 17-22.5 cm long and up to 38 cm wide. These have a fragrance reminiscent of vanilla and orange blossom; the pericarp is 25 mm long, with 5 mm braces, band-shaped and yellowish, covered with almost white or tawny hairs and sharp bristles; the receptacle is 7.5–8.7 cm; it has bracts of 5–14 mm, of linear belt shape, yellowish with long wavy hair, almost white or tawny and sharp bristles at the armpits, about 25 mm long; the external tepals are 7.5-10 cm long, 4.5 mm wide on average, linear attenuated, light brown, salmon to pink; the internal tepals are 7.5-10 cm long, 9-12 (-15) mm, shorter than the external tepals, wide, lanceolate, gradually reduced to a pointed or acute apex, white in color; the stamens are 38-50 mm long, white, the anthers are 1.5 mm long, yellowish; the stylus is 15-20 cm in length, often longer than the internal tepals, maximum diameter of 1.5 mm, stigma lobes 7-12, about 7.5 mm long, thin.
The fruit, ovoid in shape, is 5-9 cm long, 4.5-7 cm thick, whitish in color, partly pink, pink, yellow or orange, covered with clusters of thorns and hairs that soon fall off; it’s juicy.

Cultivation –
The queen of the night is an easily cultivable, fast-growing epiphyte or lithophyte plant. To be cultivated it needs a soil containing a lot of humus and sufficient humidity in summer. It should not be kept below 5 ° C in the winter.
It grows well especially in full sun. The high brightness in early spring stimulates budding.
Flowering is in late spring or early summer, blooms only one night a year for several years and withers within hours.

Customs and Traditions –
Selenicereus grandiflorus was the first species to be brought into cultivation. Linnaeus described it in 1753, but it was known much earlier. Records of Hortus Kewensis indicate that the species was grown in the Hampton Court Royal Gardens prior to 1700. There were doubts as to which plant was available in Linné when he wrote his description, but the problem has been solved and both tables show authentic species.
As regards the active ingredients, recent analysis data is lacking. The presence of an alkaloid, cactin, has been reported and has not been found by other authors.
An action qualitatively comparable to that of the Digitalis is attributed to this plant although less active and from which it also differs in being devoid of cumulative action.
It has been recommended in the treatment of angina pectoris and has been recommended in heart disorders accompanying Graves’ disease.
It has been used with good results in aortic valve insufficiency and also in cardiac weakness resulting from infectious diseases, cardiac asthma and cardiac excitability, due to aneurysms, when digitalis is contraindicated.
Other authors have found it useful in cases of alcohol, tobacco, coffee and tea abuse.
However, there is no shortage of AA. who deny this drug any therapeutic activity, including Gordon and Sharp who have tested it clinically and have not obtained noteworthy results and, more recently, other AAs have found some commercial preparations of the drug, which they have clinically tested, therapeutically inert.
All the observations concerning Selenicereus grandiflorus, both clinical and experimental, date back to a period between 1890 and 1911 and with the exception of some relatively more recent researches, carried out by Madaus.

Preparation Method –
For all the therapeutic applications of this plant, dried flowers are used, whole or cut into pieces.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; we therefore decline all responsibility for their use for curative, aesthetic or food purposes.



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Selenicereus grandiflorus

La reina de la noche (Selenicereus grandiflorus (L.) Britton & Rose, 1909) es una especie perenne perteneciente a la familia Cactaceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, Reino Plantae, Subarign Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, División Magnoliophyta, Clase Magnoliopsida, Subclase Caryophyllidae, Orden Caryophyllales, Familia Cactaceae, Subfamilia Cactoideae y, por lo tanto, al Género Grandus Selenifllidae y luego al Género Selenicereus tolen.
Los términos son sinónimos:
– Cactus grandiflorus L. (1753);
– Cereus donkelaarii Salm-Dyck Allg. Gartenz.;
– Molino Cereus grandiflorus (L.). (1768) Gard. Dict.;
– Cereus grandiflorus affinis Salm-Dyck (1850);
– Cereus grandiflorus var. spectabilis Karwinsky en Förster (1846);
– Cereus scandens minor Boerhaave en Arendt (1891);
– Cereus schmidtii (1894) Monatsschr. Kakteenk.;
– Cereus grandiflorus var. menor Salm-Dyck;
– Cereus tellii hort. a Hildmann (1895);
– Cereus grandiflorus var. haitiensis (1903);
– Cereus hondurensis K. Schumann en Weingart (1904);
– Cereus grandiflorus uranos Riccobono (1909);
– Selenicereus donkelaarii (Salm-Dyck) Britton & Rose (1917);
– Selenicereus grandiflorus var. affinis (Salm-Dyck) Borg (1951);
– Selenicereus grandiflorus var. tellii (hort. ex Riccobono) Borg (1951);
– Selenicereus grandiflorus var. uranos (Riccobono) Borg (1951);
– Cereus uranos hort.;
– Selenicereus hondurensis (K. Schumann) Britton y Rose (1909).
Se reconocen cuatro subespecies de esta especie:
– Selenicereus grandiflorus ssp. donkelaarii (Salm-Dyck) Ralf Bauer;
– Selenicereus grandiflorus ssp. grandiflorus;
– Selenicereus grandiflorus ssp. hondurensis (K. Schum. ex Weing.) Ralf Bauer;
– Selenicereus grandiflorus ssp. lautneri Ralf Bauer.

Etimología –
El término Selenicereus proviene del griego Σελήνη Seléne Selene, diosa de la Luna, y de Cereus cero: debido a la forma columnar de muchas especies de este género y a la floración nocturna.
El epíteto específico grandiflorus proviene de grandis grande y flos fiore: con flores grandes.

Distribución geográfica y hábitat –
La reina de la noche es una planta nativa de América del Sur: Antillas Mayores (Cuba, Islas Caimán, Puerto Rico, Jamaica y Haití), México, Guatemala, Belice, Honduras, Nicaragua y algunos otros lugares en América del Sur y Central.
Su hábitat se encuentra principalmente en la región costera de los estados de Vera Cruz y Taumalipas. Se cultiva en invernaderos, como planta ornamental. En su estado natural se encuentra en altitudes cercanas a los 700 metros sobre el nivel del mar. trepando árboles y rocas.

Descripción –
Selenicereus grandiflorus es una planta suculenta con tallos ramificados perfumados, trepadores o extendidos, que a veces se enredan, produciendo raíces aéreas y rígidas, de hasta 10 m de largo o más y de 15–25 (–30) mm de espesor.
Tiene nervaduras en las ramas menores que en las ramas más viejas, separadas por amplios intervalos redondeados, de levemente ondulados a fuertemente nudosos; presencia de pequeñas areolas, blanco lana o blanco grisáceo y entrenudos de (6–) 12–20 mm. Las espinas en número de 5-18, a 4.5-12 mm, en la base de aproximadamente 0.25 mm de diámetro, aciculares, elípticas o circulares en sección transversal, bulbosas basalmente, difusas, de color marrón amarillento a marrón o amarillo. Presencia de pelos caducifolios de la parte inferior de las areolas ± numerosas areolas vegetativas maduras, blancas o parduscas, generalmente sin pelo; en el estado juvenil las plantas tienen menos espinas y son más cortas.
La epidermis es lisa, verde glauco o verde azulado, a menudo más o menos violácea.
Las flores miden 17-22,5 cm de largo y hasta 38 cm de ancho. Tienen una fragancia que recuerda a la vainilla y la flor de azahar; el pericarpio mide 25 mm de largo, con tirantes de 5 mm, en forma de banda y amarillentos, cubierto de pelos casi blancos o leonados y cerdas afiladas; el receptáculo es de 7,5 a 8,7 cm; tiene brácteas de 5-14 mm, de forma de cinturón lineal, amarillentas con pelo largo ondulado, casi blancas o leonado y con cerdas puntiagudas en las axilas, de unos 25 mm de largo; los tépalos externos miden 7.5-10 cm de largo, 4.5 mm de ancho en promedio, lineales atenuados, café claro, salmón a rosado; los tépalos internos miden 7.5-10 cm de largo, 9-12 (-15) mm, más cortos que los tépalos externos, anchos, lanceolados, gradualmente reducidos a un ápice puntiagudo o agudo, de color blanco; los estambres miden 38-50 mm de largo, blancos, las anteras miden 1,5 mm de largo, amarillentos; la aguja mide 15-20 cm de longitud, a menudo más larga que los tépalos internos, diámetro máximo de 1,5 mm, lóbulos de estigma 7-12, aproximadamente 7,5 mm de longitud, delgada.
El fruto, de forma ovoide, mide 5-9 cm de largo, 4.5-7 cm de grosor, de color blanquecino, parcialmente rosado, rosado, amarillo o anaranjado, cubierto de racimos de espinas y pelos que pronto se caen; es jugoso.

Cultivo –
La reina de la noche es una planta epífita o litófita de rápido crecimiento y fácil cultivo. Para su cultivo necesita un suelo que contenga mucho humus y suficiente humedad en verano. No debe mantenerse por debajo de los 5 ° C en invierno.
Crece bien, especialmente a pleno sol. El alto brillo a principios de primavera estimula la brotación.
La floración es a fines de la primavera o principios del verano, florece solo una noche al año durante varios años y se seca en unas horas.

Costumbres y tradiciones –
Selenicereus grandiflorus fue la primera especie que se puso en cultivo. Linneo lo describió en 1753, pero se conocía mucho antes. Los registros de Hortus Kewensis indican que la especie se cultivó en Hampton Court Royal Gardens antes de 1700. Había dudas sobre qué planta estaba disponible en Linné cuando escribió su descripción, pero el problema se ha resuelto y ambas tablas mostrar especies auténticas.
En cuanto a los principios activos, faltan datos de análisis recientes. Se ha informado de la presencia de un alcaloide, la cactina, y otros autores no la han encontrado.
A esta planta se le atribuye una acción cualitativamente comparable a la de la Digitalis, aunque menos activa y de la que también se diferencia por carecer de acción acumulativa.
Se ha recomendado en el tratamiento de la angina de pecho y se ha recomendado en los trastornos cardíacos que acompañan a la enfermedad de Graves.
Se ha utilizado con buenos resultados en la insuficiencia valvular aórtica y también en la debilidad cardíaca por enfermedades infecciosas, asma cardíaca y excitabilidad cardíaca, por aneurismas, cuando la digital está contraindicada.
Otros autores lo han encontrado útil en casos de abuso de alcohol, tabaco, café y té.
Sin embargo, no hay escasez de AA. quienes niegan a este fármaco cualquier actividad terapéutica, incluidos Gordon y Sharp que lo han probado clínicamente y no han obtenido resultados notables y, más recientemente, otros AA han encontrado algunas preparaciones comerciales del fármaco, que han probado clínicamente, terapéuticamente inertes.
Todas las observaciones sobre Selenicereus grandiflorus, tanto clínicas como experimentales, se remontan a un período entre 1890 y 1911 y con la excepción de algunas investigaciones relativamente más recientes, realizadas por Madaus.

Método de preparación –
Para todas las aplicaciones terapéuticas de esta planta se utilizan flores secas, enteras o cortadas en trozos.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, declinamos toda responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.



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