Corvus cornix

Corvus cornix

La cornacchia grigia (Corvus cornix Linnaeus, 1758) è un uccello appartenente alla famiglia dei Corvidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclasse Tetrapoda, Classe Aves, Sottoclasse Neornithes, Superordine Neognathae, Ordine Passeriformes, Sottordine Oscines, Infraordine Corvida, Superfamiglia Corvoidea, Famiglia Corvidae e quindi al Genere Corvus ed alla Specie C. cornix.
Di questa specie si riconoscono quattro sottospecie, con i relativi areali:
– Corvus cornix cornix Linnaeus, 1758; la sottospecie nominale, diffusa nella porzione europea dell’areale occupato dalla specie;
– Corvus cornix sharpii Oates, 1889; diffusa ad est degli Urali fino allo Enisej, oltre che nel sud dei Balcani, a Creta ed in Sud Italia;
– Corvus cornix pallescens (Madarász, 1904); diffusa nel Levante;
– Corvus cornix capellanus Sclater, 1877; diffusa lungo il corso dell’Eufrate da Kirkuk a Bushehr.
Quest’ultima specie, secondo alcuni autori, sarebbe da classificare come specie a sé stante.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La cornacchia grigia vive in un areale alquanto vasto che si estende dal Nord Europa (isole Faroe, Highland scozzesi, isola di Man, Irlanda, Fennoscandia, Danimarca) alla Siberia centrale attraverso l’Europa Orientale, la Russia europea, i Balcani, la penisola italiana (isole comprese), la Turchia, il Caucaso, l’Asia Centrale (ad est fino alle pendici occidentali del Pamir), a sud fino alle coste iraniane del Golfo Persico, alla Mesopotamia e alle coste mediterranee del Vicino Oriente ed all’Egitto nord-orientale: la specie è inoltre presente a Creta, in Corsica ed a Cipro.
Il suo habitat preferenziale è quello delle aree con alternanza di spiazzi aperti dove cercare il cibo e macchie alberate o alberi isolati dove nidificare e passare la notte. Tuttavia il Corvus cornix si è adattato molto bene all’urbanizzazione, colonizzando le aree coltivate rurali, quelle suburbane e quelle urbane, dimostrando di non avere un bisogno assoluto di copertura arborea ed adattandosi a cibarsi di scarti e avanzi e a nidificare su edifici alti, antenne o torri.

Descrizione –
La cornacchia grigia è un uccello con i due sessi indistinguibili, di medie dimensioni, con una lunghezza di 43-52 cm, un’apertura alare di 92-100 cm e per un peso di 360 – 370 g.
Spesso confusa con il corvo, Corvus corax, o con la cornacchia nera, Corvus corone corone, la cornacchia grigia, Corvus corone cornix, si riconosce per la dimensione intermedia tra le altre due specie e per la tipica colorazione grigia del petto e della schiena, mentre ali, coda e capo sono neri.
La testa ha una forma arrotondata con fronte sfuggente, becco conico, forte e dalla punta lievemente adunca, collo robusto, lunghe ali digitate, zampe forti e coda dalla forma squadrata e di media lunghezza.
Il piumaggio si presenta di colore nero lucido su testa, petto, ali (copritrici e remiganti) e coda: resto delle ali, dorso, codione, sottocoda, fianchi, ventre e area scapolare, invece, sono (come del resto intuibile da nome comune) di colore grigio cenere. Nelle aree nere del corpo, in particolar modo su faccia e petto, sono presenti riflessi metallici di colore verde o purpureo, ben evidenti quando l’animale è nella luce diretta.
Il becco e le zampe sono di colore nero: gli occhi si presentano invece di colore bruno scuro.
Il richiamo di questi uccelli consiste in un craaak aspro e ripetuto in genere tre volte: alcuni richiami, spesso quelli emessi da posatoi elevati, hanno significato territoriale, come il cosiddetto miewing call (letteralmente miagolio) emesso mentre l’animale effettua ritmici inchini del capo e del dorso.

Biologia –
Il Corvus cornix è una specie monogama in cui le cui coppie rimangono insieme per anni, non di rado per la vita.
L’inizio della stagione riproduttiva è nella metà di marzo e può andare alla fine di maggio, con le popolazioni delle aree più fredde (nord della Scozia, isole Faroe, Russia settentrionale) che cominciano a riprodursi più tardi, a partire da maggio o da giugno, mentre quelle delle aree più calde (Golfo Persico) cominciano a nidificare già in febbraio.
Si ha generalmente una singola covata l’anno, cominciandone una seconda qualora la prima vada perduta per qualche motivo durante le fasi iniziali (costruzione del nido o cova delle uova).
Sia maschio che femmina collaborano alla costruzione del nido, che di norma viene costruito fra i rami di un grosso albero isolato o su una ripida parete rocciosa, ma non di rado anche su un edificio o una costruzione umana.
L’aspetto del nido è voluminoso e con forma a coppa, molto simile a quello della cornacchia nera e, questo viene realizzato soprattutto con rametti e fibre vegetali, avendo cura di foderare l’interno con materiale più morbido: in aree costiere, all’intelaiatura del nido vengono aggiunte alghe e piante acquatiche, mentre in aree urbane per la sua costruzione prevale l’uso di materiali sintetici: non è infrequente che nella porzione esterna del nido vengano aggiunte ossa di piccoli animali.
La femmina depone e cova 4-6 uova, di colore azzurrino, fittamente maculato di bruno e di aspetto liscio e leggermente lucide. La cova dura 18-20 giorni, al termine dei quali schiudono pulli ciechi ed implumi.
Il maschio, durante la cova, staziona di guardia nei pressi del nido, scacciando eventuali intrusi ed occupandosi inoltre di reperire il cibo per sé e per la compagna) .
I nidiacei vengono imbeccati dalla sola femmina per i primi 17-19 giorni di vita: in seguito, ambedue i genitori partecipano alla cura ed all’alimentazione della prole, non di rado con la collaborazione di uno o più giovani non riproduttivi della nidiata dell’anno precedente. Nel periodo dell’allevamento dei piccoli frequentano spesso pollai per catturare i pulcini che rappresentano un ottimo cibo altamente proteico per la crescita dei loro piccoli.
I giovani prendono il volo dopo circa 4-5 settimane, anche se, dopo l’involo, continuano a rimanere coi genitori, seguendoli nei loro spostamenti, entrando a far parte dello stesso stormo e continuando (sebbene sempre più sporadicamente man mano che raggiungono la maturità) a chiedere loro l’imbeccata.
La cornacchia grigia ha un’aspettativa di vita che si aggira attorno ai 4 anni, potendo arrivare anche ai 16 anni.

Ruolo Ecologico –
La cornacchia grigia ha abitudini di vita diurne e gregarie: gli stormi, che in condizioni di sufficiente disponibilità di cibo raggiungono anche consistenza importante (talvolta in associazione con altre specie dalle abitudini di vita simili, come la cornacchia nera ed il corvo) durante il giorno tendono a frazionarsi in gruppi di dimensioni inferiori, che si dedicano perlopiù alla ricerca del cibo al suolo.
Nelle ore pomeridiane invece si concentrano fra gli alberi o i luoghi sopraelevati (come antenne o edifici svettanti), dedicandosi a lungo alla socializzazione e al gioco, prima di ritirarsi fra la vegetazione o in luoghi più appartati per passare la notte al riparo dalle intemperie e da eventuali predatori.
Dal punto di vista dell’alimentazione, il Corvus cornix è onnivoro ed opportunista, con predominanza della componente saprofaga della dieta. Si nutre di una grande varietà di cibi, soprattutto di origine animale, ma sporadicamente anche vegetale: inoltre, con l’urbanizzazione sempre maggiore del loro areale, grazie alla loro grande versatilità ed intelligenza essi hanno tratto grande vantaggio dall’aumento esponenziale della disponibilità di cibo, sotto forma di rifiuti e scarti.
Inoltre possono attaccare in coppia, soprattutto nei centri abitati, altri volatili, come i piccioni, a volte anche più grossi di loro, con cui si sfamano tenendoli sotto le zampe e facendoli a brandelli; spesso attaccano gatti e talvolta cani; qualche volta assalgono i passanti che occasionalmente transitano nel territorio di un loro nido nel periodo riproduttivo, ed inoltre è accaduto che si introducessero in abitazioni per trafugare cibi.
Nel loro habitat frequenta spesso le scogliere e le aree costiere per reperire il cibo sotto forma di molluschi e crostacei nascosti sotto la sabbia o nelle pozze di marea, dove essi reperiscono inoltre pesci ed echinodermi rimasti intrappolati.
Gli animali muniti di guscio o esoscheletro vengono portati in quota e lasciati cadere fra le rocce. Fra gli scogli, inoltre, le cornacchie reperiscono uova e nidiacei delle specie che vi nidificano (gabbiani, urie, cormorani e procellarie), aspettando che i genitori si allontanino (oppure facendosi inseguire appositamente, facendo lasciare così il nido scoperto) per nutrirsene.
Nella dieta di questo uccello rientra, inoltre, tutto quanto incontra durante la sua caccia a ricerca del cibo, come: uova e nidiacei di piccoli e grandi uccelli, topolini, piccoli rettili, anfibi, insetti ed altri invertebrati (nonché le loro larve) e, sebbene sporadicamente, semi e granaglie, bacche e frutta matura.
Inoltre consumano grandi consumatrici di carcasse, dalle quali piluccano sia pezzetti di carne che insetti e larve saprofagi.
Questo uccello, similmente agli altri corvidi, ha la tendenza a nascondere il cibo in eccesso (come carne o frutta a guscio) in vari nascondigli.
Infine, secondo l’IUCN, la popolazione italiana stimata è di in 110.000-520.000 coppie ed è considerata stabile (BirdLife International 2004).

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.



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