Carlina acaulis subsp. simplex

Carlina acaulis subsp. simplex

La Carlina acaule (Carlina acaulis L. subsp. simplex (Waldst. & Kit.) Nyman) è una specie erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Asterales, Famiglia Asteraceae, Sottofamiglia Cichorioideae, Tribù Cardueae, Sottotribù Carduinae e quindi al Genere Carlina, alla Specie C. acaulis ed alla Sottospecie C. a. simplex.
Sono sinonimi i termini:
– Carlina simplex Waldst. & Kit.;
– Carlina acaulis L. subsp. caulescens (Lam.) Schübl. & M.Martens;
– Carlina acaulis subsp. aggregata.

Etimologia –
Il termine Carlina del genere è stato dedicato a Carlo Magno; secondo un’altra ipotesi si suppone che si tratti del diminutivo di cardo, pianta molto simile alla Carlina.
L’epiteto specifico acaulis proviene dal prefisso privativo greco α- a- senza e da καυλόϛ caulós gambo: acaule, privo di gambo.
Il nome simplex viene da simplex, -plicis semplice, singolo, non complesso: per la presenza di un caule corto, indiviso.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Carlina acaule è una pianta che vive negli ambienti montani del continente europeo. In Italia è presente nelle Alpi e Prealpi con una distribuzione altitudinale tra 200 e 2100 metri s.l.m..
L’habitat caratteristico è quello delle praterie alpine, pascoli e prati aridi, orli, pinete e gineprai, preferenzialmente calciofila, xerofila, diffusa dal piano montano a quello alpino.

Descrizione –
La Carlina acaule ha dimensioni variabili da 10 a 40 cm ed è molto simile alla Carlina acaulis; qust’ultima si distingue per avere fusto non elevato (max 5 cm) e denti dei lobi con larghezza basale di 2-6 mm.
Secondo alcuni autori tale caratteristica non ha significato tassonomico.
La radice è a fittone.
Il fusto ipogeo è assente mentre quello epigeo è eretto e foglioso.
Le foglie sono picciolate alterne, glabre, con lamina coriacea spatolata lunga 10-20 (35) cm, pennatosette con 6-8 coppie di segmenti stretti, lobati (base 2-6 mm) e spinosi.
L’infiorescenza è a capolino unico, con diametro di 3-4,5 cm, (con le foglie involucrali fino a 12) involucro cilindrico, foglie involucrali lineari spinose, squame raggianti bianco-avorio, venate di scuro sul dorso (2-3 cm).
I fiori sono attinomorfi, tutti ermafroditi tubulosi con corolla purpurea, cilindrica di 1,2-1,5 cm, stami (inseriti alla base) e stimma gialli emergenti dal tubo corollino.
L’antesi è tra giugno a settembre.
I frutti sono acheni pubescenti con pappo piumoso.

Coltivazione –
La Carlina acaule è una pianta spontanea che viene impollinata tramite insetti, quali farfalle (anche notturne) e api (impollinazione entomogama).
La fecondazione avviene fondamentalmente tramite l’impollinazione dei fiori e la dispersione avviene con i semi che cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Usi e Tradizioni –
Questa sottospecie si confonde spesso con la specie Cirsium acaule, da cui si distingue per alcuni caratteri vegetativi.
I ricettacoli prima della fioritura sono commestibili e chiamati, nelle Alpi, “pane dei cacciatori”.
Di questa specie si utilizzano le radici per scopi medicinali.

Modalità di Preparazione –
Questa specie veniva utilizzata soprattutto un tempo per le sue radici, per scopi medicinali, mentre i giovani ricettacoli sono commestibili.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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