Mappa Geografica dell’ Etiopia

Mappa Geografica dell’ Etiopia

L’Etiopia che ufficialmente è denominata Repubblica Federale Democratica d’Etiopia è uno Stato dell’Africa orientale situato nel Corno d’Africa.
Questo Stato, privo di sbocchi sul mare, occupa una superficie totale di 1.126.829 chilometri quadrati ma con una bassa densità di popolazione ed una popolazione totale di 102,3 milioni di abitanti.
La capitale dell’Etiopia è Addis Abeba.
L’Etiopia confina a nord con l’Eritrea, a nord-est con Gibuti e Somaliland, a est con la Somalia, a ovest con il Sudan e il Sudan del Sud e a sud con il Kenya.
L’Etiopia si trova tra le latitudini di 3 ° e 15 ° N, e longitudini 33 ° e 48 ° E. La maggior parte della nazione etiope si trova sul Corno d’Africa, la parte più orientale del continente africano.
All’interno del Paese è presente un vasto e complesso altopiano di montagne e altopiani separati dalla Great Rift Valley, valle che si estende a nord-est circondata da pianure, steppe, o semi-deserto. La grande varietà orografica determina ampie escursioni climatiche, suolo, vegetazione naturale, e modelli di insediamento.
Dal punto di vista politico è una repubblica parlamentare federale, in cui il primo ministro è capo del governo. Il potere esecutivo è esercitato dal governo, mentre il potere federale e il potere legislativo sono esercitati sia dal governo che dalle due camere del parlamento. Sulla base dell’articolo 78 della Costituzione etiope del 1994, la magistratura è completamente indipendente dal potere esecutivo e legislativo. Il governo etiope è organizzato su più livelli e composto da un governo federale formato da stati su base etnica regionale, zone, distretti (woreda) e quartieri (kebele).
Dal punto di vista internazionale, l’Etiopia fa parte, dal 1986, dell’Autorità intergovernativa per lo sviluppo, organizzazione politico-commerciale formata dai paesi del Corno d’Africa. Nel giugno 1994 avvenne l’elezione dell’assemblea costituente etiopica, che contava 549 membri. Questa assemblea approvò nel dicembre 1994 la costituzione della Repubblica Democratica Federale di Etiopia. Nel giugno 1995 si tennero le prime elezioni democratiche per l’elezione del parlamento etiopico nazionale e di vari parlamenti regionali.
Il clima dell’Etiopia è fondamentalmente tropicale monsonico. Gli altopiani etiopi coprono la maggior parte del paese e sono dotati di un clima generalmente molto più fresco rispetto ad altre regioni equatoriali. La maggior parte delle principali città del paese si trova ad altitudini comprese tra i 2.000 e i 2.500 m sul livello del mare, tra cui le capitali storiche come Gondar e Axum.
La capitale Addis Abeba è situata ai piedi del Monte Entoto, ad un’altitudine di circa 2.400 metri, e quindi con un clima mite per tutto il corso dell’anno. Le stagioni nella capitale Addis Abeba sono in gran parte caratterizzate da piogge, con una stagione secca, da ottobre a febbraio, una stagione delle piogge, da marzo a maggio, e una stagione di forti piogge, da giugno a settembre. La piovosità media annua è di circa 1.200 mm, mentre in media vi sono 7 ore di sole al giorno. La stagione secca è il periodo più soleggiato dell’anno, anche se è possibile avere alcuni giorni soleggiati anche al culmine della stagione delle piogge nel mese di luglio e agosto. La temperatura media annuale di Addis Abeba è di 16 °C, con temperature giornaliere massime che raggiungono mediamente i 20-25 °C tutto l’anno, con minime notturne in media tra i 5 e i 10 °C. La maggior parte delle città e siti turistici della nazione etiope si trovano a una quota simile ad Addis Abeba. Nelle regioni più basse, nella parte orientale del paese, si trovano sia praterie di xerofite che arbusteti, mentre il clima può essere molto più caldo e secco. A Dallol, nella depressione della Dancalia, è stata registrata la più alta temperatura media annuale mondiale di 34 °C.
L’Etiopia è un paese dotato di una grande biodiversità: dai deserti lungo il confine orientale, alle foreste tropicali del sud, ad ampie zone afromontane, nelle parti settentrionali e del sud-ovest. Il Lago Tana nel nord è la fonte del Nilo Azzurro. In questa regione sono presenti un gran numero di specie endemiche, in particolare il Gelada, il Walia Ibex e il lupo etiope. La presenza di vasti territori situati a diverse altitudini vede la formazione di aree ecologicamente distinte, contribuendo a favorire l’evoluzione delle specie endemiche in isolamento ecologico.
Per tutelare questo grande patrimonio di biodiversità, purtroppo in declino, sono stati istituiti nove Parchi nazionali, oltre ad alcune aree protette. I Parchi Nazionali sino i seguenti:
– Parco nazionale di Abiata-Sciala, situato nei pressi dei laghi Abiata (o Abijatta) e Sciala (o Shalla);
– Parco nazionale dell’Auasc, limitato a sud dal fiume Auasc;
– Parco nazionale delle montagne di Bale, lungo la catena montuosa più alta dell’Etiopia sud-orientale;
– Parco nazionale di Gambela;
– Parco nazionale di Mago, a cavallo del fiume Mago, affluente dell’Omo;
– Parco nazionale di Nechisar, bagnato dai laghi di Abaja (o Margherita) e Ciamò (o Ruspoli);
– Parco nazionale dell’Omo, uno dei più estesi, è situato nella valle del fiume Omo e confina con il Parco Nazionale di Mago;
– Parco nazionale del Semien, che include la vetta più alta d’Etiopia, il Ras Dejen di 4620 m. Ospita numerose specie endemiche;
– Parco nazionale di Yangudi Rassa, nella regione di Afar.
A questi si devono aggiungere altri tipi di aree protette a livello nazionale: santuari naturali, foreste, riserve, aree di caccia controllata, ecc.
Allo stato attuale, una guerra civile di 17 anni e una grave siccità hanno influenzato negativamente le condizioni ambientali etiopi, portando a un maggiore degrado degli habitat. La loro distruzione è il fattore principale del processo di desertificazione . Quando si trasforma rapidamente un habitat, gli animali non hanno il tempo di adattarsi. L’impatto dell’uomo minaccia molte specie, come risultato del cambiamento climatico indotto dalle emissioni di gas a effetto serra.
Con emissioni di anidride carbonica nel 2010 di 6,494,000 tonnellate, l’Etiopia contribuisce solo con lo 0,02% al rilascio antropico annuale di gas a effetto serra. Le specie minacciate in Etiopia possono essere suddivise in tre categorie (sulla base del sondaggio IUCN): in pericolo critico, in pericolo d’estinzione e vulnerabile.

Fauna –
L’Etiopia possiede 31 specie endemiche di mammiferi. Il cane selvaggio africano sin dalla preistoria ha avuto una distribuzione capillare sul suo territorio. Tuttavia, con gli ultimi avvistamenti a Fincha, questo canide in Etiopia rischia l’estinzione. Il lupo etiope è forse il più ricercato di tutte le specie in via di estinzione del Paese. L’Etiopia è un centro globale di biodiversità volatile. A oggi sono state individuate e registrate più di 856 specie di uccelli, 20 delle quali sono endemiche del paese. Sedici specie sono in pericolo o gravemente in pericolo. Un gran numero di questi uccelli si nutrono di farfalle, come l’Anynana bicyclus.
La fauna varia, ovviamente, col variare del clima, del territorio o della presenza o meno d’acqua. Nella savana per esempio troviamo il dik dik, piccola antilope, oppure l’orice, la gazzella e lo struzzo. Nella Rift Valley e andando verso il sud del paese invece, possiamo trovare zebre, antilopi, gnu, bufali, elefanti, facoceri, leoni, leopardi, iene e sciacalli. Tra l’altopiano, le basse terre e la savana l’Etiopia ha il più grande numero di specie animali dell’Africa anche se spesso questo non salta così facilmente all’occhio. Basti pensare alle innumerevoli specie di uccelli e di animali acquatici presenti in quello che è il territorio con più acqua del continente, grazie ai suoi laghi ed agli innumerevoli fiumi. Facili da trovare in quest’ultimi luoghi è il pellicano ed i meravigliosi fenicotteri.
Storicamente, in tutto il continente africano, la fauna selvatica è però, come detto, in rapido declino a causa di guerre civili, inquinamento, bracconaggio e altre interferenze umane.

Flora –
La flora in Etiopia è alquanto vasta e complessa. La vegetazione qui varia dalla foresta, alla savana alle specie tipiche del deserto, tutto ciò è dovuto alle differenze di altitudine e latitudine. Nella zona diciamo più bassa tra i 600 e 1800 metri la vegetazione si pregia di acacie, euforbie anche endemiche che arrivano ai 10 metri di altezza ed infine i baobab. Il Baobab è un albero millenario dalla grandezza smisurata, il cui frutto è molto buono e nutriente e da cui si può ricavare una bevanda molto dissetante, e dai semi invece viene ricavato un olio particolare. La leggenda africana racconta che dovuta alla propria bellezza e maestosità il baobab un tempo era molto vanitoso e Dio per punirlo lo capovolse punendolo, ed ecco il motivo per cui la chioma del baobab somiglia a delle radici di albero. Nella Dancalia e nell’Ogaden (parte confinante con la Somalia) l’ambientazione è di tipo desertico mentre nel sud-ovest si trovano i ficus, il tamarindo e l’endemica ensete il falso banano, ed infine il caffè selvatico. Nelle lunghe e assolate savane del sud cresce anche la rosa del deserto una pianta con piccoli fiori rosa e con un succo altamente tossico che viene usato anche come veleno. La zona più elevata detta dega, compresa tra i 1800 e 2500 metri, il cui nome deriva dalla vite che lì viene coltivata; è composta da acacie anch’essa, euforbie, il ginepro, il podocarpo e l’aloe. L’aloe viene usata anche come pianta medicinale per le più svariate patologie di tipo infiammatorio. Nei monti Bale sopra i 4000 metri troviamola lobelia gigante, pianta con un fusto oltre di due metri con bellissime e lunghe foglie. L’eucalipto che nell’altopiano dell’Etiopia si trova in molte parti, venne introdotto dall’Australia, per far fronte al progressivo disboscamento provocato in gran parte dall’uomo. La savana ha invece una vegetazione tipica del luogo stesso e rappresenta uno spettacolo incredibile e assolutamente unico. Può essere una semplice ma estasiante distesa quasi un mare d’erba, a cespugli, oppure a boscaglia o alberata. All’interno vivono le più svariate specie di piante con le più svariate razze di uccelli che vanno a nidificare al loro interno.

Guido Bissanti




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