Monosteira unicostata

Monosteira unicostata

La Cimicetta del mandorlo (Monosteira unicostata Mulsant & Rey, 1852) è un insetto appartenente alla famiglia dei Tingidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Ordine Hemiptera, Sottordine Heteroptera, Famiglia Tingidae e quindi al Genere Monosteira ed alla Specie M. unicostata.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Cimicetta del mandorlo è un insetto eterottero che vive preferibilmente a spese del madorlo ma che può attaccare ugualmente il Pero, i Pioppi e i Tremoli (Populus spp.) ed, inoltre può divenire un un comune parassita di molte colture agricole.

Morfologia –
Questo insetto si riconosce, nella generazione estiva, in quanto è una piccola cimice piatta di 2,1 x 0,65 mm, per i maschi e di 2 – 2,1 x 0,7 – 0,75 mm per le femmine.
Il rostro è ben visibile sulla testa.
Presenta antenne a quattro articoli.
Il protorace e le emelitre sono ornate da reticoli in rilievo; un punto mediano molto poco visibile, sopra l’emelitra.
Il corpo assume un colore ocraceo-brunastro, con macchie trasversali più scure del fondo dovute alle ali che sono trasparenti ma macchiate di scuro in alcuni punti e distese sul corpo.
Le zampe anteriori sono inserite sulla parte posteriore del posternum ed i tarsi sono biarticolati.
La larva, che attraversa 5 stadi larvali assume dimensioni rispettive: di 0,3 – 0,4 mm; di 0,5 – 0,6 mm; di 0,68 – 0,71 mm; di 0,9 – 1,0 mm e di 1,25 – 1,35 mm per l’ultimo stadio.
Le uova si riconoscono per essere di colore bianco brillante, di forma ellissoidale, con dimensioni di 0,7 – 0,8 mm x 0,17 mm.

Attitudine e Ciclo biologico –
La Monosteira unicostata sverna allo stadio di adulto tra residui vegetali secchi o alla base delle piante o, ancora, negli anfratti della scorza.
L’attività dello stadio svernante, secondo le condizioni climatiche, riprende da fine marzo fino a maggio.
L’accoppiamento degli adulti avviene subito dopo e la ovideposizione è visibile tra le nervature, dentro il mesofillo con l’uovo che sporge parzialmente all’esterno. Uovo che viene ricoperto da abbondanti escrementi scuri prodotti dagli adulti e, in un secondo tempo, dalle neanidi
Ogni femmina depone circa 70 uova, individualmente o in gruppi, inserendo il suo ovopositore nella foglia vicino alla nervatura principale.
Da queste uova si ha la prima generazione, attiva nel periodo tra maggio e giugno, i cui adulti sfarfallano in giugno e che daranno origine alla seconda generazione, attiva a luglio, con gli adulti che sfarfallano a fine mese.
L’evoluzione embrionale dura dai 15 ai 18 giorni (prima generazione), o dai 10 ai 12 giorni (generazioni successive). I 5 stadi larvali durano rispettivamente dalle 10 alle 12 ore, 36 ore, 48 ore, 48 ore e 72 ore.
In condizioni climatiche favorevoli, e soprattutto nelle aree più meridionali, gli adulti di questa seconda generazione, danno origine ad una eventuale terza generazione che si verifica a fine estate; gli adulti di questa sverneranno.
Pertanto l’’insetto compie da 2 a 3 generazioni all’anno.
La Cimicetta del mandorlo vive in colonie sulla pagina inferiore delle foglie, soprattutto vicino alle nervature dove, con le punture nutrizionali, provocano il danno.

Ruolo Ecologico –
La principale coltura attaccata dalla Monosteira unicostata è il mandorlo soprattutto nel periodo estivo; altre colture interessate di frequente possono essere pioppi, ciliegi, peschi, susini e peri.
Questi insetti eseguono molte punture sulle foglie per estrarre la linfa, indebolendo la pianta che, nei casi più gravi, può perdere le foglie o subire un rallentamento vegetativo per la necessità di sopperire a questi attacchi. Le foglie attaccate risultano di colore biancastro.
Sulla pagina superiore delle foglie si nota la comparsa di aree clorotiche argentee, in corrispondenza delle quali, sulla pagina inferiore, si notano numerosissimi puntini nerastri (costituiti dalle uova infisse parzialmente nel mesofillo e ricoperte di escrementi) e le forme mobili degli insetti.
La eventuale lotta contro questo fitofago va eseguita solo in presenza di attacchi che possano determinare gravi ripercussioni sulla produzione e, normalmente per quelli legati alla seconda o terza generazione.
Inoltre alcune specie delle famiglie Anthocoridae, Cecidomyidae e Coccinellidae sono dei predatori naturali di questi parassiti.
La loro presenza è però spesso limitata da trattamenti antiparassitari per altri fitofagi col risultato che, in questi casi, il contenimento della Monosteira unicostata può diventare più problematico.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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