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Barbarea vulgaris

L’erba di santa Barbara (Barbarea vulgaris R. Br., 1812) è una specie erbacea, perenne appartenente alla famiglia delle Brassicaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Dilleniidae, Ordine Capparales, Famiglia Brassicaceae e quindi al Genere Barbarea ed alla Specie B. vulgaris.
All’interno di questa specie esiste un’alta variabilità con numerose sottospecie ed ibridi.
Tra le sottospecie si ricordano:
– Barbarea vulgaris R.Br. formato hirsuta (Weihe) Fernald (1943);
– Barbarea vulgaris R.Br. formato plena Fernald (1943);
– Barbarea vulgaris R.Br. formato vulgaris;
– Barbarea vulgaris R.Br. proles arcuata (Opiz) Rouy & Foucaud in Rouy (1893) (sinonimo della subsp. arcuata);
– Barbarea vulgaris R.Br. proles rivularis (Martrin-Donos) Rouy & Foucaud in Rouy (1893) (sinonimo della subsp. vulgaris var. rivularis);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. arcuata (Opiz.) Fries.;
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. arcuata (Opiz) Neuman (1901);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. intermedia (Boreau) Bonnier (1912) (sinonimo = B. intermedia);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. intermedia (Boreau) Maire (1932);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. pinnata (Lebel ex Rouy & Foucaud) Bonnier (1912) (sinonimo = B. intermedia);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. praecox (Sm.) Bonnier (1912) (sinonimo = B. verna);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. pyrenaica (Jordan) Bonnier (1912) (sinonimo = B. intermedia);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. rivularis (Martrin-Donos) Sudre (1907) (sinonimo della var. rivularis);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. silvestris (Jordan) Bonnier (1912);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. stricta (Andrz.) Arcangeli (1882) (sinonimo = B. stricta);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. taurica (DC.) Arcangeli (1882) (sinonimo della subsp. arcuata);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. vulgaris;
– Barbarea vulgaris R.Br. var. arcuata (Opiz ex J. & C. Presl) Fries. : presenta silique arcuate;
– Barbarea vulgaris R.Br. var. brachycarpa Rouy & Foucaud (1893) (sinonimo della subsp. arcuata);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. gracilis DC. (1824);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. hirsuta Fernald (1909);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. longisiliquosa Carion (sinonimo della var. rivularis);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. orthoceras (Ledeb.) Regel;
– Barbarea vulgaris R.Br. var. pinnatifida Regel (1861);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. plantaginea (DC.) Regel (1861);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. rivularis (Martrin-Donos) P. Fourn. (1936);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. stricta (Andrz.) Coss.;
– Barbarea vulgaris R.Br. var. sibirica (Regel) Kom. (1904);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. sicula (C. Presl) Hook. f. & T. Anderson (1872);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. sylvestris Fries;
– Barbarea vulgaris R.Br. var. taurica (DC.) Hook. f. & T. Anderson (1872);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. tenella Regel (1861);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. transiens Pau & Font Quer (1931);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. vulgaris.
Di seguito si riportano, inoltre, alcuni ibridi interspecifici:
– Barbarea × abortiva Hausskn. (1886) – Ibrido fra: B. vulgaris subsp. arcuata e B. vulgaris subsp. vulgaris;
– Barbarea × krausei P. Fourn. (1936) – Ibrido fra: B. intermedia e B. vulgaris subsp. vulgaris;
– Barbarea × schulzeana Hausskn. (1886) – Ibrido fra: B. stricta e B. vulgaris;
– Barbarea × subarcuata P. Fourn. (1936) – Ibrido fra: B. intermedia e B. vulgaris subsp. arcuata.
Inoltre sono sinonimi i seguenti termini:
– Barbarea arcuata (Opiz ex J. & C. Presl) Rchb (sinonimo della var. arcuata);
– Barbarea australis Hooker fil. (1867), non Jordan;
– Barbarea barbarea (L.) MacMill.;
– Barbarea hirsuta Weihe (1830);
– Barbarea iberica (Willd.) DC. (1821);
– Barbarea kayseri Schur (1853);
– Barbarea lyrata Ascherson (1866);
– Barbarea macrophylla Halácsy;
– Barbarea pseudostricta Brendes (sinonimo della var. rivularis);
– Barbarea rivularis Martrin-Donos (1864), non Loret (sinonimo della var. rivularis);
– Barbarea stricta auct. non Andrz.;
– Barbarea silvestris Jordan (1860);
– Barbarea stolonifera Pomel (1875);
– Barbarea taurica DC. (1821) (sinonimo della subsp. arcuata);
– Campe barbarea (L.) W. Wight ex Piper.;
– Campe stricta auct. non (Andrz.) W. Wight Ex Piper;
– Crucifera barbarea (L.) E.H.L. Krause;
– Erysimum arcuatum Opiz ex J. & C. Presl;
– Erysimum barbarea L..

Etimologia –
Il termine Barbarea del genere è dedicato a Santa Barbara, protettrice di artiglieri, minatori e pompieri, viene invocata per scongiurare fulmini ed esplosioni. Rembert Dodoens nel suo Cruydeboeck (1564) chiamò una di queste piante Herba Sanctae Barbarae, nome tradotto in Barbarea da Henry Lyte nel suo A niewe Herball del 1578 e venne ripreso dal botanico scozzese William Townsend Aiton nel 1812.
L’epiteto specifico vulgaris proviene da vúlgus volgo: molto comune, ordinario per la grande diffusione, banale.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’erba di santa Barbara è una specie presente in quasi tutte le zone del mondo soprattutto delle aree fredde e temperato-fredde dell’Eurasia.
In Italia l’erba di Santa Barbara è presente, con due sottospecie, in tutte le regioni, tranne che in Sardegna. La distribuzione regionale si estende su tutto il territorio, dalle coste ai fondovalle del settore alpino; in Carso la specie è sparsa e incostante.
Il suo habitat è quello dei bordi delle strade, prati umidi drenati, dove gradisce terreni neutri o acidi.

Descrizione –
La Barbarea vulgaris è una pianta erbacea perenne alta fino a 90 cm., con portamento eretto.
Le foglie superiori sono poco divise, contrariamente a quelle inferiori.
I fiori sono crociformi, di colore giallo e sono riuniti in densi e grandi racemi che vanno a formare una pannocchia.
Fiorisce da aprile a luglio
I frutti sono delle silique dritte, eretto-patenti, di 1-1,5 X 20-25 mm, attenuate all’apice, a sezione subtetragona, con stilo di 2-3 mm, su peduncoli eretto-patenti di 3-5 mm. Semi di 1,3-1,5 mm, ovoidi o ellissoidi, brunastri.

Coltivazione –
L’erba di santa Barbara è una pianta che cresce allo stato spontaneo ma che può essere coltivata tenendo conto che predilige terreni umidi e terreni a tessitura argilloso-limosa.
Può essere propagata tramite seme e va tenuta comunque sottocontrollo perché tende, soprattutto in suoli con buona dotazione di sostanza organica, e quindi di azoto, a prendere il sopravvento.
In generale è comunque una pianta di facile coltivazione che, oltre per seme, si moltiplica per “divisione del piede” nelle varietà a petali doppi.

Usi e Tradizioni –
Il nome di questa pianta è dedicato a Santa Barbara che è la patrona di artiglieri, minatori e cavatori, cioè di quei lavoratori che risultano esposti ai pericoli di esplosioni. La Barbarea vulgaris era dedicata a questa santa perché le sue foglie venivano ampiamente usate nella cura delle ferite subite nel corso di tali attività. Quasi per corrispondere a questo onore, la pianta è sempre di un verde splendente il giorno di Santa Barbara, cioè il 4 dicembre.
Le foglie di Barbarea vulgaris, verdi e lucide, assomigliano a quelle del crescione (Nasturtium officinale) e in passato venivano usate per le insalate, costituendo una ricca fonte di vitamina C. Il sapore alquanto amaro, però, la fece sostituire da nuove varietà di crescione. In alcune regioni geografiche, per esempio in Scandinavia e nell’America del Nord, B. vulgaris è ancora usata come verdura.
Questa pianta viene chiamata “crescione dei prati”, nome abbastanza appropriato poiché il suo ambiente di vita sono i cigli delle strade e i margini delle siepi, oltre che le rive dei torrenti e dei fossi.
La pianta possiede proprietà farmaceutiche: Antiscorbutiche, diuretiche, vulnerarie. Comunque alcuni testi sconsigliano un uso prolungato delle foglie in quanto potrebbero essere dannose per i reni. La pianta fresca è ricca di vitamina C e perciò antiscorbutica e depurativa. Le foglie fresche hanno proprietà detergenti e cicatrizzanti.
In cucina si usano le foglie che vengono consumate cotte o crude in insalata; i gambi giovani vengono raccolti prima che si aprano i fiori e cucinati come i broccoli.
Anche se la Barbarea vulgaris non è una pianta di grande decorazione, viene ugualmente usata nel giardinaggio soprattutto come pianta da mosaico e bordure. Esistono delle varietà da coltivazione (o cultivar) con più ordini di petali.
A livello dei pascoli non tutti gli animali si cibano di questa pianta (mentre i bovini la brucano regolarmente, i cavalli la rifiutano).

Modalità di Preparazione –
Oltre che per usi farmaceutici dove viene utilizzata con infusi e decotti questa pianta viene consumata per uso alimentare dove si utilizzano sia le foglie che i fiori e i gambi teneri.
Come detto, le foglie, insieme ai firoi, vengono mangiate cotte o crude in insalata ed i gambi giovani vengono raccolti prima che si aprano i fiori e cucinati come i broccoli.
In diverse parti dell’Europa (come in Inghilterra e Svezia) vengono raccolte le foglie dell’Erba di Santa Barbara, bollite in acqua e quindi mangiate come ortaggio.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




[:en]

Barbarea vulgaris

The bittercress (Barbarea vulgaris R. Br., 1812) is a perennial herbaceous species belonging to the Brassicaceae family.

Systematic –
From a systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, the Plantae Kingdom, the Spermatophyta Superdivision, the Magnoliophyta Division, the Magnoliopsida Class, the Dilleniidae Subclass, the Capparales Order, the Brassicaceae Family and therefore the Barbarea Genus and the B. vulgaris Species.
Within this species there is a high variability with numerous subspecies and hybrids.
The subspecies include:
– Barbarea vulgaris R.Br. hirsuta format (Weihe) Fernald (1943);
– Barbarea vulgaris R.Br. plena format Fernald (1943);
– Barbarea vulgaris R.Br. vulgaris format;
– Barbarea vulgaris R.Br. proles arcuata (Opiz) Rouy & Foucaud in Rouy (1893) (synonymous with the subsp. arcuata);
– Barbarea vulgaris R.Br. proles rivularis (Martrin-Donos) Rouy & Foucaud in Rouy (1893) (synonymous with the subsp. vulgaris var. rivularis);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. arcuata (Opiz.) Fries .;
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. arcuata (Opiz) Neuman (1901);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. intermedia (Boreau) Bonnier (1912) (synonym = B. intermedia);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. intermediate (Boreau) Maire (1932);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. pinnata (Lebel ex Rouy & Foucaud) Bonnier (1912) (synonym = B. intermedia);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. praecox (Sm.) Bonnier (1912) (synonym = B. verna);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. pyrenaica (Jordan) Bonnier (1912) (synonym = B. intermedia);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. rivularis (Martrin-Donos) Sudre (1907) (synonymous with the var. rivularis);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. silvestris (Jordan) Bonnier (1912);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. stricta (Andrz.) Arcangeli (1882) (synonym = B. stricta);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. taurica (DC.) Arcangeli (1882) (synonymous with the subsp. arcuata);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. vulgaris;
– Barbarea vulgaris R.Br. var. arcuata (Opiz ex J. & C. Presl) Fries. : has arched siliques;
– Barbarea vulgaris R.Br. var. brachycarpa Rouy & Foucaud (1893) (synonymous with the subsp. arcuata);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. DC gracilis. (1824);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. hirsuta Fernald (1909);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. longisiliquosa Carion (synonym of the var. rivularis);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. orthoceras (Ledeb.) Regel;
– Barbarea vulgaris R.Br. var. pinnatifida Regel (1861);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. plantaginea (DC.) Regel (1861);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. rivularis (Martrin-Donos) P. Fourn. (1936);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. stricta (Andrz.) Coss .;
– Barbarea vulgaris R.Br. var. sibirica (Regel) Kom. (1904);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. sicula (C. Presl) Hook. f. & T. Anderson (1872);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. sylvestris Fries;
– Barbarea vulgaris R.Br. var. taurica (DC.) Hook. f. & T. Anderson (1872);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. tenel Regel (1861);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. transiens Pau & Font Quer (1931);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. vulgaris.
In addition, some interspecific hybrids are shown below:
– Barbarea × Hausskn abortive. (1886) – Hybrid between: B. vulgaris subsp. arcuata and B. vulgaris subsp. vulgaris;
– Barbarea × krausei P. Fourn. (1936) – Hybrid between: B. intermedia and B. vulgaris subsp. vulgaris;
– Barbarea × schulzeana Hausskn. (1886) – Hybrid between: B. stricta and B. vulgaris;
– Barbarea × subarcuata P. Fourn. (1936) – Hybrid between: B. intermedia and B. vulgaris subsp. arcuate.
Furthermore, the following terms are synonyms:
– Barbarea arcuata (Opiz ex J. & C. Presl) Rchb (synonymous with the var. Arcuata);
– Barbarea australis Hooker fil. (1867), not Jordan;
– Barbarea barbarea (L.) MacMill .;
– Barbarea hirsuta Weihe (1830);
– Iberian Barbarea (Willd.) AD. (1821);
– Barbarea kayseri Schur (1853);
– Barbarea lyrata Ascherson (1866);
– Barbarea macrophylla Halácsy;
– Barbarea pseudostricta Brendes (synonym of the var. Rivularis);
– Barbarea rivularis Martrin-Donos (1864), not Loret (synonymous with the var. Rivularis);
– Barbarea stricta auct. not Andrz .;
– Barbarea silvestris Jordan (1860);
– Barbarea stolonifera Pomel (1875);
– Barbarea taurica DC. (1821) (synonymous with the subsp. Arcuata);
– Campe barbarea (L.) W. Wight ex Piper .;
– Campe stricta auct. not (Andrz.) W. Wight Ex Piper;
– Crucifera barbarea (L.) E.H.L. Krause;
– Erysimum arcuatum Opiz ex J. & C. Presl;
– Erysimum barbarea L.

Etymology –
The term Barbarea of ​​the genus is dedicated to Santa Barbara, protector of artillerymen, miners and firefighters, is invoked to prevent lightning and explosions. Rembert Dodoens in his Cruydeboeck (1564) called one of these plants Herba Sanctae Barbarae, name translated in Barbarea by Henry Lyte in his A niewe Herball of 1578 and was taken up by the Scottish botanist William Townsend Aiton in 1812.
The specific epithet vulgaris comes from vúlgus volgo: very common, ordinary due to its large diffusion, banal.

Geographical Distribution and Habitat –
Bittercress is a species found in almost all areas of the world, especially in the cold and temperate-cold areas of Eurasia.
In Italy the herb of Santa Barbara is present, with two subspecies, in all regions, except in Sardinia. The regional distribution extends over the whole territory, from the coasts to the valley bottom of the Alpine sector; in Karst the species is sparse and inconstant.
Its habitat is that of roadsides, drained wet meadows, where it likes neutral or acid soils.

Description –
Barbarea vulgaris is a perennial herbaceous plant up to 90 cm high, with erect bearing.
The upper leaves are slightly divided, unlike the lower ones.
The flowers are cruciform, yellow in color and gathered in dense and large racemes which form a panicle.
It blooms from April to July
The fruits are straight, erect-patent siliques, 1-1.5 X 20-25 mm, attenuated at the apex, with subtetragonal section, with 2-3 mm stylus, on 3-5 mm erect-patent peduncles . Seeds of 1.3-1.5 mm, ovoid or ellipsoid, brownish.

Cultivation –
Bittercress is a plant that grows spontaneously but that can be grown taking into account that it prefers moist soils and clayey-silty soils.
It can be propagated by seed and must however be kept under control because it tends, especially in soils with a good supply of organic substance, and therefore nitrogen, to gain the upper hand.
In general, however, it is an easy-to-grow plant that, in addition to seed, multiplies by “division of the foot” in the double-petal varieties.

Uses and Traditions –
The name of this plant is dedicated to Santa Barbara who is the patroness of artillerymen, miners and quarrymen, that is, of those workers who are exposed to the dangers of explosions. Barbarea vulgaris was dedicated to this saint because its leaves were widely used in the treatment of wounds suffered during these activities. As if to correspond to this honor, the plant is always of a shining green on the day of Santa Barbara, that is on December 4th.
The leaves of Barbarea vulgaris, green and shiny, resemble those of watercress (Nasturtium officinale) and in the past were used for salads, constituting a rich source of vitamin C. The somewhat bitter taste, however, made it replace by new varieties of watercress. In some geographic regions, for example in Scandinavia and North America, B. vulgaris is still used as a vegetable.
This plant is called “cress of meadows”, a quite appropriate name since its living environment is the edges of the roads and the edges of the hedges, as well as the banks of the streams and ditches.
The plant has pharmaceutical properties: antiscorbutic, diuretic, vulnerable. However some texts advise against prolonged use of the leaves as they could be harmful to the kidneys. The fresh plant is rich in vitamin C and therefore antiscorbutic and purifying. Fresh leaves have cleansing and healing properties.
In the kitchen we use the leaves which are eaten cooked or raw in salads; young stems are collected before the flowers open and cooked like broccoli.
Although Barbarea vulgaris is not a highly decorative plant, it is equally used in gardening especially as a mosaic and border plant. There are cultivation varieties (or cultivars) with multiple orders of petals.
At pasture level not all animals feed on this plant (while cattle regularly graze it, horses reject it).

Preparation method –
In addition to pharmaceutical uses where it is used with infusions and decoctions, this plant is consumed for food use where both leaves and tender flowers and stems are used.
As mentioned, the leaves, together with the firoi, are eaten cooked or raw in a salad and the young stalks are collected before the flowers open and cooked like broccoli.
In different parts of Europe (such as in England and Sweden) the leaves of the Santa Barbara herb are collected, boiled in water and then eaten as a vegetable.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Tips and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for information purposes only, they do not in any way represent a medical prescription; therefore, no responsibility is accepted for their use for healing, aesthetic or food purposes.




[:es]

Barbarea vulgaris

La hierba de Santa Bárbara (Barbarea vulgaris R. Br., 1812) es una especie herbácea perenne perteneciente a la familia Brassicaceae.

Sistemático –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, el Reino Plantae, la Superdivisión Spermatophyta, la División Magnoliophyta, la Clase Magnoliopsida, la Subclase Dilleniidae, el Orden Capparales, la Familia Brassicaceae y, por lo tanto, el Género Barbarea y la Especie B. vulgaris.
Dentro de esta especie hay una alta variabilidad con numerosas subespecies e híbridos.
Las subespecies incluyen:
– Barbarea vulgaris R.Br. formato hirsuta (Weihe) Fernald (1943);
– Barbarea vulgaris R.Br. formato plena Fernald (1943);
– Barbarea vulgaris R.Br. formato vulgaris;
– Barbarea vulgaris R.Br. proles arcuata (Opiz) Rouy y Foucaud en Rouy (1893) (sinónimo de la subespecie arcuata);
– Barbarea vulgaris R.Br. proles rivularis (Martrin-Donos) Rouy y Foucaud en Rouy (1893) (sinónimo de la subespecie vulgaris var. rivularis);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. arcuata (Opiz.) papas fritas;
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. arcuata (Opiz) Neuman (1901);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. intermedia (Boreau) Bonnier (1912) (sinónimo = B. intermedia);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. intermedio (Boreau) Maire (1932);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. pinnata (Lebel ex Rouy y Foucaud) Bonnier (1912) (sinónimo = B. intermedia);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. praecox (Sm.) Bonnier (1912) (sinónimo = B. verna);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. pyrenaica (Jordan) Bonnier (1912) (sinónimo = B. intermedia);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. rivularis (Martrin-Donos) Sudre (1907) (sinónimo de la var. rivularis);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. silvestris (Jordania) Bonnier (1912);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. stricta (Andrz.) Arcangeli (1882) (sinónimo = B. stricta);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. taurica (DC.) Arcangeli (1882) (sinónimo de la subsp. arcuata);
– Barbarea vulgaris R.Br. subsp. vulgaris
– Barbarea vulgaris R.Br. var. arcuata (Opiz ex J. & C. Presl) Papas fritas. : tiene siliques arqueados;
– Barbarea vulgaris R.Br. var. brachycarpa Rouy y Foucaud (1893) (sinónimo de la subespecie arcuata);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. DC gracilis. (1824);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. hirsuta Fernald (1909);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. longisiliquosa Carion (sinónimo de la var. rivularis);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. ortoceras (Ledeb.) Regel;
– Barbarea vulgaris R.Br. var. pinnatifida Regel (1861);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. plantaginea (DC.) Regel (1861);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. rivularis (Martrin-Donos) P. Fourn. (1936);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. stricta (Andrz.) Coss .;
– Barbarea vulgaris R.Br. var. sibirica (Regel) Kom. (1904);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. sicula (C. Presl) Gancho F. & T. Anderson (1872);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. sylvestris papas fritas;
– Barbarea vulgaris R.Br. var. Taurica (DC.) Gancho. F. & T. Anderson (1872);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. Tenel Regel (1861);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. transiens Pau y Font Quer (1931);
– Barbarea vulgaris R.Br. var. vulgaris
Además, a continuación se muestran algunos híbridos interespecíficos:
– Barbarea × Hausskn abortivo. (1886) – Híbrido entre: B. vulgaris subsp. arcuata y B. vulgaris subsp. vulgaris
– Barbarea × krausei P. Fourn. (1936) – Híbrido entre: B. intermedia y B. vulgaris subsp. vulgaris
– Barbarea × schulzeana Hausskn. (1886) – Híbrido entre: B. stricta y B. vulgaris;
– Barbarea × subarcuata P. Fourn. (1936) – Híbrido entre: B. intermedia y B. vulgaris subsp. arqueado.
Además, los siguientes términos son sinónimos:
– Barbarea arcuata (Opiz ex J. & C. Presl) Rchb (sinónimo de la var. Arcuata);
– Barbarea australis Hooker fil. (1867), no Jordan;
– Barbarea barbarea (L.) MacMill.
– Barbarea hirsuta Weihe (1830);
– Barbarea Ibérica (Willd.) AD. (1821);
– Barbarea kayseri Schur (1853);
– Barbarea lyrata Ascherson (1866);
– Barbarea macrophylla Halácsy;
– Barbarea pseudostricta Brendes (sinónimo de la var. Rivularis);
– Barbarea rivularis Martrin-Donos (1864), no Loret (sinónimo de la var. Rivularis);
– Barbarea stricta auct. no Andrz .;
– Barbarea silvestris Jordan (1860);
– Barbarea stolonifera Pomel (1875);
– Barbarea taurica DC. (1821) (sinónimo de la subsp. Arcuata);
– Campe barbarea (L.) W. Wight ex Piper.
– Campe stricta auct. no (Andrz.) W. Wight Ex Piper;
– Crucifera barbarea (L.) E.H.L. Krause
– Erysimum arcuatum Opiz ex J. & C. Presl;
– Erysimum barbarea L.

Etimología –
El término Barbarea del género está dedicado a Santa Bárbara, protector de artilleros, mineros y bomberos, se invoca para evitar rayos y explosiones. Rembert Dodoens en su Cruydeboeck (1564) llamó a una de estas plantas Herba Sanctae Barbarae, nombre traducido en Barbarea por Henry Lyte en su A niewe Herball de 1578 y fue tomada por el botánico escocés William Townsend Aiton en 1812.
El epíteto vulgar específico proviene del vúlgus volgo: muy común, ordinario debido a su gran difusión, banal.

Distribución geográfica y hábitat –
La hierba de Santa Bárbara es una especie que se encuentra en casi todas las áreas del mundo, especialmente en las zonas frías y templadas y frías de Eurasia.
En Italia, la hierba de Santa Bárbara está presente, con dos subespecies, en todas las regiones, excepto en Cerdeña. La distribución regional se extiende por todo el territorio, desde las costas hasta el fondo del valle del sector alpino; En Karst la especie es escasa e inconstante.
Su hábitat es el de las carreteras, prados húmedos y drenados, donde le gustan los suelos neutros o ácidos.

Descripción –
Barbarea vulgaris es una planta herbácea perenne de hasta 90 cm de altura, con porte erecto.
Las hojas superiores están ligeramente divididas, a diferencia de las inferiores.
Las flores son cruciformes, de color amarillo y reunidas en racimos densos y grandes que forman una panícula.
Florece de abril a julio.
Los frutos son siliques rectos, de patente erecta, 1-1.5 X 20-25 mm, atenuados en el ápice, con sección subtetragonal, con stylus de 2-3 mm, en pedúnculos de patente erecta de 3-5 mm. . Semillas de 1.3-1.5 mm, ovoides o elipsoides, parduzcas.

Cultivo –
La hierba de Santa Bárbara es una planta que crece espontáneamente, pero que puede cultivarse teniendo en cuenta que prefiere suelos húmedos y suelos arcillosos y limosos.
Puede propagarse por semilla y, sin embargo, debe mantenerse bajo control porque tiende, especialmente en suelos con un buen suministro de sustancia orgánica y, por lo tanto, nitrógeno, a ganar ventaja.
En general, sin embargo, es una planta fácil de cultivar que, además de la semilla, se multiplica por “división del pie” en variedades de doble pétalo.

Usos y Tradiciones –
El nombre de esta planta está dedicado a Santa Bárbara, que es la patrona de los artilleros, mineros y canteros, es decir, de aquellos trabajadores que están expuestos a los peligros de las explosiones. Barbarea vulgaris se dedicó a este santo porque sus hojas fueron ampliamente utilizadas en el tratamiento de heridas sufridas durante estas actividades. Como para corresponder a este honor, la planta siempre es de un verde brillante el día de Santa Bárbara, es decir, el 4 de diciembre.
Las hojas de Barbarea vulgaris, verdes y brillantes, se asemejan a las de berros (Nasturtium officinale) y en el pasado se usaban para ensaladas, constituyendo una rica fuente de vitamina C. Sin embargo, el sabor algo amargo lo hizo reemplazar por nuevas variedades de berro. En algunas regiones geográficas, por ejemplo en Escandinavia y América del Norte, B. vulgaris todavía se usa como vegetal.
Esta planta se llama “berro de prados”, un nombre bastante apropiado ya que su entorno de vida son los bordes de las carreteras y los bordes de los setos, así como las orillas de los arroyos y zanjas.
La planta tiene propiedades farmacéuticas: antiescorbútica, diurética, vulnerable. Sin embargo, algunos textos desaconsejan el uso prolongado de las hojas, ya que pueden ser perjudiciales para los riñones. La planta fresca es rica en vitamina C y, por lo tanto, es antiescorbútica y purificante. Las hojas frescas tienen propiedades limpiadoras y curativas.
En la cocina usamos las hojas que se comen cocidas o crudas en ensaladas; Los tallos jóvenes se recogen antes de que las flores se abran y se cocinan como el brócoli.
Aunque Barbarea vulgaris no es una planta altamente decorativa, se usa igualmente en jardinería, especialmente como mosaico y planta de borde. Hay variedades de cultivo (o cultivares) con múltiples órdenes de pétalos.
A nivel de pasto no todos los animales se alimentan de esta planta (mientras que el ganado la pasta regularmente, los caballos la rechazan).

Método de preparación –
Además de los usos farmacéuticos donde se usa con infusiones y decocciones, esta planta se consume para uso alimentario, donde se usan tanto hojas como flores tiernas y tallos.
Como se mencionó, las hojas, junto con los firoi, se comen cocidas o crudas en una ensalada y los tallos jóvenes se recogen antes de que las flores se abran y se cocinen como el brócoli.
En diferentes partes de Europa (como en Inglaterra y Suecia), las hojas de la hierba de Santa Bárbara se recolectan, se hierven en agua y luego se comen como vegetales.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se acepta responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.




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