Alloro

Alloro

L’alloro (Laurus nobilis L., 1753) è una specie arborea aromatica e pianta officinale utilizzata da tempi storici per le sue molteplicità proprietà.

Origini e Storia –
L’alloro, o lauro, appartiene al novero di quelle piante a cui, sin dalla mitologia, sono state legate tradizioni e credenze.
Nella mitologia greco-romana l’alloro era una pianta sacra e simboleggiava la sapienza e la gloria: una corona di alloro cingeva la fronte dei vincitori nei Giochi pitici o Delfici e costituiva il massimo onore per un poeta che diveniva un poeta laureato. Da qui l’accezione figurativa di simbolo della vittoria, della fama, del trionfo e dell’onore. Inoltre questa pianta era sacra ad Apollo poiché Dafne, la ninfa di cui il dio si invaghì, chiese che fosse eliminata la causa dell’invaghimento di Apollo nei suoi confronti, e dunque le fu tolto l’aspetto umano venendo trasformata in Alloro. Apollo a quel punto mise la pianta di Alloro nel suo giardino e giurò di portarne sul suo capo in forma di corone per sempre, e disse che allo stesso modo facessero i Romani durante le sfilate in Campidoglio. Sarebbe stato proprio Apollo, infatti, a rendere questo albero sempreverde.
Il dio stabilì inoltre, cingendosi il capo con ghirlande fatte di fronde d’alloro, che tutti i mortali che si fossero distinti per atti eroici avrebbero potuto fare altrettanto. Fu così che nelle prime olimpiadi del 776 a.C. i vincitori vennero incoronati con l’alloro.
Il “lauro” viene spesso citato nel Canzoniere di Petrarca. Nell’opera, infatti, Laura, (anche il gioco omofonico che il poeta realizza è funzionale a questa metafora), la donna amata dall’io lirico, viene in parte assimilata a questo arbusto (emblematica la sestina “Giovene donna sotto un verde lauro”). Riprendendo le immagini della mitologia greca (in particolare il mito di Dafne e Apollo), l’alloro è simbolo di rifiuto e inaccessibilità, caratteristiche di Laura. Il “lauro” è simbolo di sapienza e gloria (nell’antichità i poeti ottenevano l’onorificenza poetica attraverso una corona di alloro posta sopra la fronte, divenendo “laureati”). Interessante il gioco di parole architettato dal poeta: egli realizza l’accostamento da un lato tra “lauro-l’auro” (dove “l’auro” sta a significare “l’oro” ed è riferito alla lucentezza tipica della donna, in particolare alle sue chiome); mentre compare anche la coppia Laura-l’aura(=l’aria), come accade nel sonetto 90 Erano i capei d’oro a l’aura sparsi.
Secondo antiche credenze, all’alloro era connesso anche il potere della divinazione (Apollo era infatti anche il dio dei vaticini): la sacerdotessa del dio (la Pizia) usava masticare foglie di alloro prima di profetizzare. Nella tradizione popolare, invece, introdurre una foglia di alloro nella federa del cuscino, fa sì che si avveri il sogno di quella notte.
Onor d’imperatori e poeti, le foglie e le bacche dell’alloro essiccate, entrano in cucina come componenti aromatiche in un gran numero di salse e intingoli.
In età romana, come accennato, corone di alloro cingevano il capo dei sommi, quali poeti, consoli, letterati, imperatori, e tutt’oggi il termine “laureato”, con il quale viene insignito chi porta a termine un percorso di studi universitari, deriva da questa pianta aromatica.
In Italia la tradizione di porre una corona di alloro sul capo di uno studente che ha conseguito la laurea discende proprio da questa antica usanza.
Nel medioevo, il botanico de’ Crescenzi rammentava che foglie di alloro avvolgevano i fichi e si ponevano nelle gelatine per profumarle, affermando anche che “con qualunque cosa si mettano a cuocere, il suo odore grandemente accrescono confortando stomaco e cervello”.

Descrizione –
L’alloro è una pianta che si presenta, poiché spesso sottoposto a potatura, in forma di arbusto di varie dimensioni ma è un vero e proprio albero alto fino a 10 m, con rami sottili e glabri che formano una densa corona piramidale.
Le foglie sono ovate, sono verde scuro, coriacee, lucide nella pagina superiore e opache in quella inferiore, sono inoltre molto profumate e si utilizzano per vari usi: in cucina, per aromatizzare carni e pesci, come rimedio casalingo per allontanare le tarme dagli armadi (ottimo e più profumato sostituto della canfora), per preparare decotti rinfrescanti e dalle qualità digestive o pediluvi, o trattato con alcool per ricavarne un profumato e aromatico liquore dalle proprietà digestive, stimolanti, antisettiche ed è utile contro tosse e bronchite.
I frutti sono drupe nere e lucide (quando mature) con un solo seme. Queste bacche maturano a ottobre-novembre e si formano a seguito di impollinazione è principalmente entomofila, ovvero ad opera di insetti.
Dalle bacche si può ricavare un olio aromatico, l’olio laurino e con proprietà medicinali, ingrediente peculiare dell’antichissimo sapone di Aleppo. Veniva inoltre utilizzato per preservare libri e pergamene e per preparare le classiche coroncine d’alloro.

Principi attivi –
Le foglie dell’alloro e soprattutto le bacche sono ricche di oli essenziali (dal 3 al 10 %), composti da pinene, fellandrene, geraniolo, cineolo, eugenolo, terpineolo, eucaliptolo, acido laurico, tannini, etere acetico, butirrico e valerianico, mucillagini e molti altri.
L’alloro è ricco, inoltre, anche di sali minerali (calcio, mangano, potassio, magnesio, ferro, sodio e zinco), vitamine B1, B2, PP e C.

Proprietà ed Usi –
L’alloro è un arbusto sempreverde il cui legno è aromatico ed emana il tipico profumo delle foglie.
A marzo, quando fiorisce l’alloro, soprattutto nei climi temperati freddi dove non ci sono altre fioriture rilevanti, è un’importante fonte di nettare e polline per le api.
Esistono due varietà. Il Laurus nobilis var. aurea – il più comune, con foglie giallastre, ovali-lanceolate, lucide ed ondulate sul bordo, ed il Laurus nobilis var. angustifolia, con foglie più strette e lunghe. La seconda varietà dell’alloro è conosciuta per la maggiore resistenza alle avversità ambientali.
Oggi la pianta dell’alloro trova il suo impiego soprattutto in cucina, ma nel passato era considerata un medicinale contro l’emicrania, la gotta, l’asma, la febbre; le sue foglie secche venivano messe negli armadi per tenere lontani gli insetti, mentre quelle fresche, erano inserite tra le pagine dei libri per impedirne l’ingiallimento.
In generale le foglie dell’alloro, così come i semi di carvi, aiutano la digestione, combattono i dolori dello stomaco e l’inappetenza.
Le sostanze tanniche dell’alloro diminuiscono lo zucchero nel sangue e agiscono contro il diabete.
L’infuso di alloro si usa per la tosse secca e il raffreddore.
Per uso esterno, si usa l’olio essenziale per frizioni contro reumatismi, slogature e distorsioni.
Il grande campo di applicazione dell’alloro sono i disturbi digestivi e le intossicazioni alimentari. Quando lo stomaco sembra incapace di digerire anche solo un bicchiere d’acqua e gli alimenti stazionano nell’addome, fermentando e producendo gonfiore, mal di stomaco, intossicazione, emicranie e senso di spossatezza, si ricorre a una tisana.
Benché sia noto principalmente come pianta digestiva, l’alloro possiede anche una notevole proprietà espettorante e diaforetica, utile in tutti i casi di febbre, stati influenzali e congestione delle vie respiratorie per stimolare la sudorazione e favorire l’espulsione del catarro bronchiale.
Le foglie dell’alloro contengono, inoltre, un olio essenziale dalle notevoli proprietà antibiotiche, antiparassitarie, antiputrefattive, digestive, stimolanti, antisettiche, sedative, ipotensive, sudorifere, stomachiche, antireumatiche ed espettoranti, da tenere sempre a portata di mano.
Con le bacche fresche di alloro si prepara un oleolito dall’azione antinfiammatoria, miorilassante e antidolorifica, da applicare localmente per contrastare dolori reumatici o muscolari, traumi di varia natura, ecchimosi e per facilitare la ripresa funzionale delle articolazioni dopo le ingessature. L’oleolito di bacche d’alloro è anche un eccellente rimedio da applicare sulla cute per tenere lontane le zanzare. Applicato sui capelli prima dello shampoo e lasciato in posa venti minuti, rende la chioma più forte e lucente.
Infine, in cucina, l’abitudine di usare foglie di alloro per cucinare arrosti e bolliti è più antica della nostra tradizione culinaria ma la ragione di questa pratica non origina tanto dalla volontà di migliorare il gusto delle carni, quanto dalle qualità medicamentose delle foglie. Non a caso Greci e Romani le usavano già per la sua capacità di contrastare la degenerazione dei cibi: in un’epoca in cui non esistevano i frigoriferi e le moderne tecniche di conservazione era ovviamente importante assicurarsi che le carni da mettere in tavola non si guastassero e allo scopo si raccomandava di avvolgerle in foglie di alloro fresco prima e durante la cottura.

Preparazioni –
Le foglie essiccate di alloro, più ricche di essenze aromatiche se raccolte nei mesi estivi, si conservano in ambiente fresco, areato, poco illuminato ed in assenza di umidità
Le foglie e le bacche di alloro vengono utilizzate, in cucina, per aromatizzare carni, selvaggina, pesce, patate, sughi soprattutto a base di pomodoro, verdure sottolio e sottaceto.
In campo terapeutico l’alloro trova applicazione nella preparazione di infusi e tisane.
La tisana si può preparare versando un cucchiaino di foglie d’alloro seccate in una tazza d’acqua; lasciare riposare per qualche minuto, poi filtrare e bere: il suo potere antifermentativo, digestivo e stimolante sgombra lo stomaco, restituisce energia al corpo e schiarisce la mente.
In caso di tosse, febbre e influenza si può assumere due volte al giorno un infuso di alloro. Per prepararlo porre in una tazza di acqua bollente due o tre foglie fresche d’alloro sminuzzate, lasciate riposare circa sei minuti, poi filtrare e bere, addolcendolo con un cucchiaino di miele di limone.
Per favorire una buona digestione si possono versare cinque gocce di olio essenziale di alloro in un diffusore aromatico per ambienti durante i pasti principali, oppure aspirarne l’aroma direttamente dalla boccetta.
Contro pesantezza di stomaco, emicrania digestiva o sonnolenza post-prandiale, si possono diluire cinque gocce di olio essenziale di alloro in un cucchiaio di olio di mandorle dolci e frizionando delicatamente, con un movimento circolare in senso orario, la zona del plesso solare e le tempie.
Per disinfettare da virus e batteri l’aria della stanza in cui si soggiorna si può versare in un brucia-essenze qualche goccia di olio essenziale di alloro.
Con le bacche di alloro si può, inoltre, preparare un oleolito.
Per preparare l’oleolito di alloro si deve pestare in un mortaio 40 gr di bacche fresche, versarle in un contenitore di vetro scuro a chiusura ermetica, aggiungere 300 ml di olio d’oliva fino a ricoprirle, chiudere e posizionare il vaso vicino ad una fonte di calore, lasciandolo riposare per un mese. Successivamente conservare il vaso in luogo fresco e al riparo dalla luce solare, filtrandone una piccola quantità al momento dell’utilizzo.

Guido Bissanti

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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