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Nera Giapponese

La Nera Giapponese è una razza bovina (Bos taurus Linnaeus, 1758) che si è originata nel sud-ovest del Giappone, ad attitudine per la produzione di carne.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclasse Tetrapoda, Classe Mammalia, Sottoclasse Theria, Infraclasse Eutheria, Superordine, Laurasiatheria, Clade Ungulata, Ordine Artiodactyla, Sottordine Ruminantia, Infraordine Pecora, Famiglia Bovidae, Sottofamiglia Bovinae e quindi al Genere Bos, alla Specie Taurus ed alla Nera Giapponese.

Distribuzione Geografica ed Areale –
La Nera Giapponese è una razza bovina originaria del Giappone dove si è originata da bestiame proveniente dalla Cina, con successivi incroci, ed allevata soprattutto in Giappone.

Origini e Storia –
La Nera Giapponese (giapponese: 黒 毛 和 種, Kuroge Washu) è una razza di bovini da carne originatasi in Giappone.
Questa razza è una delle sei razze bovine giapponesi native ed una delle quattro razze giapponesi conosciute col nome di wagyū; le altre razze sono la giapponese Brown, la giapponese acorna e la giapponese Shorthorn.
Tutti i bovini wagyū derivano da incroci di allevamento avvenuti all’inizio del XX secolo tra bovini giapponesi autoctoni con bestiame importato, principalmente dall’Europa.
La razza nera giapponese, in particolare, è il risultato di incroci con razze europee tra cui Braunvieh, Shorthorn, Devon, Simmental, Ayrshire e Holstein.
La storia dei bovini presenti in Giappone risale al periodo del II secolo d.C., che corrisponde al periodo Yayoi; siamo nel periodo della coltivazione del riso ed i bovini furono importati in Giappone provenienti dalla Cina.
Successivamente, fino al periodo della Restaurazione Meiji nel 1868, questi bovini furono usati esclusivamente come animali da tiro, in agricoltura, silvicoltura, nelle miniere e per il trasporto ma anche come fonte di sostanza organica per i campi.
Il motivo di questo uso esclusivamente per lavoro dei bovini risiede nel fatto che il consumo di latte era sconosciuto e, per motivi culturali e religiosi, la carne non veniva consumata. Tra l’altro il bestiame era molto apprezzato e prezioso e troppo costoso per essere acquistato da un povero contadino.
Questi bovini rimasero geneticamente inalterati per lungo tempo in quanto il Giappone rimase isolato dal resto del mondo dal 1635 al 1854; periodo in cui non vi era alcuna possibilità di introduzione di geni estranei nella popolazione bovina.
Bisogna aspettare il 1868, anno della Restaurazione Meiji e il 1887, quando furono importati circa 2600 capi di bestiame stranieri. Inizialmente c’era poco interesse per l’allevamento incrociato di questi con ceppi autoctoni, ma a partire dal 1900 la pratica divenne molto diffusa.
L’incrocio di questi bovini con razze straniere cessò però bruscamente nel 1910, quando ci si rese conto che, sebbene le razze incrociate potessero essere più grandi e avere qualità lattiero-casearie migliori, la loro capacità di lavoro e la qualità della carne risultavano inferiori.
Da sottolineare come dal 1919, le popolazioni eterogenee regionali risultanti da questo breve periodo di incroci furono registrate e selezionate come “Bestiame giapponese migliorato”.
Si considerarono comunque quattro ceppi separati, basati principalmente sul tipo di bestiame straniero che aveva maggiormente influenzato gli ibridi, e furono riconosciuti come razze nel 1944.
Queste, appunto, erano le quattro razze wagyū, la Nera Giapponese, la Brown Giapponese, la Giapponese acorna e la Shorthorn Giapponese.
La razza Nera Giapponese si è sviluppata nel sud-ovest del Giappone, nelle prefetture di Kyoto e Hyogo nella regione del Kansai; di Hiroshima, Okayama, Shimane, Tottori e Yamaguchi nella regione di Chūgoku; di Kagoshima e Oita sull’isola di Kyūshū; e di Ehime sull’isola di Shikoku.
Tra le razze europee che hanno influenzato la formazione della Nera Giapponese ritroviamo bestiame Braunvieh e Simmental dalla Svizzera, Ayrshire, Devon e Shorthorn dal Regno Unito e bestiame Holstein proveniente dalla Germania e dai Paesi Bassi.
Nel 1960 la popolazione totale della razza era di oltre 1.800.000 capi. Nel 2008 è stata riportato un censimento che ne dichiarava circa 707.000 capi.
Inoltre nel 1999, razza Nera Giapponese costituiva circa il 93% delle mandrie di bovini Giapponesi.
Da sottolineare che, quando nel 1919 iniziò la registrazione del “Bestiame giapponese migliorato”, vi furono notevoli variazioni tra le popolazioni regionali.
A quel tempo fu lasciato all’amministrazione della prefettura decidere gli obiettivi della razza. Fu così che diversi ceppi o sottotipi si sono sviluppati con la popolazione giapponese nera.
Uno di questi è il ceppo Tajima (giapponese: 但 馬 牛, Tajima Ushi o Tajima-gyu). Solo la carne proveniente da animali di questo ceppo, allevato solo nella prefettura di Hyōgo, può essere approvata per la commercializzazione come carne di manzo di Kobe.

Morfologia –
La Nera Giapponese è una razza bovina caratterizzata dalla presenza di un mantello nero abbastanza uniforme su tutto il corpo.
L’ altezza al garrese varia mediamente tra 120 e 140 cm, con i maschi che hanno un’altezza prevalente intorno a 145 cm e le femmine intorno a 129 cm.
Il peso è di 900-1.000 kg per i tori e di 500-600 kg per le vacche.
Questi animali presentano le corna ed hanno un musello pigmentato.

Attitudine produttiva –
La Nera Giapponese, anche se originariamente utilizzata come bestiame da lavoro, col tempo, anche attraverso i vari incroci e selezioni, si è trasformata in una razza da carne.
Questa razza è nota per l’ottima qualità delle sue carni dotate di splendida marezzatura.

Guido Bissanti

Fonti-
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Roberto Parigi Bini, 1983. Le razze bovine, Pàtron editore, Bologna.
– Daniele Bigi, Alessio Zanon , 2010. Atlante delle razze autoctone. Bovini, equini, ovicaprini, suini allevati in Italia, Edagricole-New Business Media, Bologna.





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Japanese Black

The Japanese Black is a bovine breed (Bos taurus Linnaeus, 1758) that originated in the south-west of Japan, with an aptitude for the production of meat.

Systematic –
From a systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Animalia Kingdom, Sub-Kingdom Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclass Tetrapoda, Class Mammalia, Subclass Theria, Infraclasse Eutheria, Order, Suborder Ruminantia, Infraorder Sheep, Family Bovidae, Subfamily Bovinae and therefore to the Genus Bos, the Taurus Species and the Japanese Black.

Geographical and Area Distribution –
The Japanese Black is a bovine breed originating in Japan where it originated from cattle from China, with subsequent crossbreeds, and bred mainly in Japan.

Origins and History –
The Japanese Black (Japanese: 黒 毛 和 種, Kuroge Washu) is a breed of beef cattle that originated in Japan.
This breed is one of the six native Japanese cattle breeds and one of the four Japanese breeds known by the name of wagyū; the other breeds are the Japanese Brown, the Japanese acorna and the Japanese Shorthorn.
All wagyū cattle derive from breeding crossings that took place at the beginning of the twentieth century between indigenous Japanese cattle with imported cattle, mainly from Europe.
The Japanese black breed, in particular, is the result of crossbreeding with European breeds including Braunvieh, Shorthorn, Devon, Simmental, Ayrshire and Holstein.
The history of cattle present in Japan dates back to the period of the second century AD, which corresponds to the Yayoi period; we are in the period of rice cultivation and the cattle were imported into Japan from China.
Subsequently, until the Meiji Restoration period in 1868, these cattle were used exclusively as draft animals, in agriculture, forestry, in mines and for transport but also as a source of organic matter for the fields.
The reason for this use exclusively for cattle work lies in the fact that the consumption of milk was unknown and, for cultural and religious reasons, the meat was not consumed. Among other things, cattle were highly valued and valuable and too expensive to be purchased by a poor farmer.
These cattle remained genetically unchanged for a long time as Japan remained isolated from the rest of the world from 1635 to 1854; period in which there was no possibility of introduction of foreign genes in the bovine population.
We must wait until 1868, the year of the Meiji Restoration and 1887, when about 2600 foreign cattle were imported. Initially there was little interest in the cross breeding of these with native strains, but starting in 1900 the practice became widespread.
The crossing of these cattle with foreign breeds however stopped abruptly in 1910, when it was realized that, although the cross breeds could be bigger and have better dairy qualities, their working capacity and the quality of the meat were lower .
It should be noted that since 1919, the heterogeneous regional populations resulting from this short period of crossbreeding were registered and selected as “improved Japanese cattle”.
However, four separate strains were considered, based primarily on the type of foreign cattle that had most influenced the hybrids, and were recognized as breeds in 1944.
These, in fact, were the four wagyū breeds, the Japanese Black, the Japanese Brown, the Japanese acorna and the Japanese Shorthorn.
The Japanese Black breed developed in southwest Japan, in the prefectures of Kyoto and Hyogo in the Kansai region; Hiroshima, Okayama, Shimane, Tottori and Yamaguchi in the Chūgoku region; of Kagoshima and Oita on the island of Kyūshū; and Ehime on the island of Shikoku.
Among the European breeds that influenced the formation of the Japanese Black we find Braunvieh and Simmental cattle from Switzerland, Ayrshire, Devon and Shorthorn from the United Kingdom and Holstein cattle from Germany and the Netherlands.
In 1960 the total population of the breed was over 1,800,000 heads. In 2008, a census was reported stating about 707,000 leaders.
In addition, in 1999, the Japanese Black breed constituted about 93% of the Japanese cattle herds.
It should be noted that when the registration of the “improved Japanese cattle” began in 1919, there were considerable variations among the regional populations.
At that time it was left to the administration of the prefecture to decide the objectives of the breed. Thus it was that several strains or subtypes developed with the Japanese black population.
One of them is the Tajima strain (Japanese: 但 馬 牛, Tajima Ushi or Tajima-gyu). Only meat from animals of this strain, bred only in Hyōgo prefecture, can be approved for marketing as Kobe beef.

Morphology –
The Japanese Black is a bovine breed characterized by the presence of a fairly uniform black coat over the whole body.
The height at the withers varies on average between 120 and 140 cm, with the males having a prevalent height around 145 cm and the females around 129 cm.
The weight is 900-1,000 kg for bulls and 500-600 kg for cows.
These animals have horns and have a pigmented muzzle.

Productive attitude –
The Japanese Black, although originally used as working cattle, over time, also through the various crosses and selections, has turned into a meat breed.
This breed is known for the excellent quality of its meats with splendid marbling.

Guido Bissanti

Authorities-
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Roberto Parigi Bini, 1983. The bovine breeds, Pàtron publisher, Bologna.
– Daniele Bigi, Alessio Zanon, 2010. Atlas of native breeds. Cattle, horses, sheep and goats, pigs reared in Italy, Edagricole-New Business Media, Bologna.





[:es]

Negro japonés

El negro japonés es una raza bovina (Bos taurus Linnaeus, 1758) que se originó en el suroeste de Japón, con una aptitud para la producción de carne.

Sistemático –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Animalia Kingdom, Sub-Kingdom Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclass Tetrapoda, Class Mammalia, Subclass Theria, Infraclasse Eutheria, Order, Suborden Ruminantia, Infraorden Sheep, Family Bovidae, Subfamily Bovinae y, por lo tanto, al género Bos, la especie Taurus y el negro japonés.

Distribución geográfica y de área –
El negro japonés es una raza bovina originaria de Japón, donde se originó del ganado de China, con cruces posteriores, y se crió principalmente en Japón.

Orígenes e historia –
El negro japonés (japonés: 黒 毛 和 種, Kuroge Washu) es una raza de ganado de carne que se originó en Japón.
Esta raza es una de las seis razas nativas de ganado japonés y una de las cuatro razas japonesas conocidas con el nombre de wagyū; las otras razas son el marrón japonés, la bellota japonesa y el shorthorn japonés.
Todo el ganado wagyū se deriva de cruces de cría que tuvieron lugar a principios del siglo XX entre el ganado indígena japonés con ganado importado, principalmente de Europa.
La raza negra japonesa, en particular, es el resultado de cruces con razas europeas como Braunvieh, Shorthorn, Devon, Simmental, Ayrshire y Holstein.
La historia del ganado presente en Japón se remonta al período del siglo II dC, que corresponde al período Yayoi; estamos en el período de cultivo de arroz y el ganado fue importado a Japón desde China.
Posteriormente, hasta el período de Restauración Meiji en 1868, estos bovinos se utilizaron exclusivamente como animales de tiro, en agricultura, silvicultura, minas y para el transporte, pero también como fuente de materia orgánica para los campos.
La razón de este uso exclusivamente para el trabajo del ganado radica en el hecho de que el consumo de leche era desconocido y, por razones culturales y religiosas, la carne no se consumía. Entre otras cosas, el ganado era muy valioso y valioso y demasiado caro para ser comprado por un granjero pobre.
Este ganado permaneció sin cambios genéticos durante mucho tiempo, ya que Japón permaneció aislado del resto del mundo desde 1635 hasta 1854; período en el que no hubo posibilidad de introducción de genes extraños en la población bovina.
Debemos esperar hasta 1868, el año de la Restauración Meiji y 1887, cuando se importaron alrededor de 2600 reses extranjeras. Inicialmente había poco interés en el cruce de estos con cepas nativas, pero a partir de 1900 la práctica se generalizó.
Sin embargo, el cruce de estos bovinos con razas extranjeras se detuvo abruptamente en 1910, cuando se dio cuenta de que, aunque las razas cruzadas podían ser más grandes y tener mejores cualidades lácteas, su capacidad de trabajo y la calidad de la carne eran menores. .
Cabe destacar que desde 1919, las poblaciones regionales heterogéneas resultantes de este corto período de cruzamiento se registraron y seleccionaron como “ganado japonés mejorado”.
Sin embargo, se consideraron cuatro cepas separadas, basadas principalmente en el tipo de ganado extranjero que más había influido en los híbridos, y fueron reconocidas como razas en 1944.
Estas, de hecho, eran las cuatro razas wagyū, el negro japonés, el marrón japonés, la bellota japonesa y el shorthorn japonés.
La raza negra japonesa se desarrolló en el suroeste de Japón, en las prefecturas de Kyoto y Hyogo en la región de Kansai; Hiroshima, Okayama, Shimane, Tottori y Yamaguchi en la región de Chūgoku; de Kagoshima y Oita en la isla de Kyūshū; y Ehime en la isla de Shikoku.
Entre las razas europeas que influyeron en la formación del negro japonés encontramos el ganado Braunvieh y Simmental de Suiza, Ayrshire, Devon y Shorthorn del Reino Unido y el ganado Holstein de Alemania y los Países Bajos.
En 1960, la población total de la raza era de más de 1,800,000 cabezas. En 2008, se informó un censo que indicaba unos 707,000 líderes.
Además, en 1999, la raza negra japonesa constituía aproximadamente el 93% de los rebaños de ganado japoneses.
Cabe señalar que cuando el registro del “ganado japonés mejorado” comenzó en 1919, hubo variaciones considerables entre las poblaciones regionales.
En ese momento se dejó a la administración de la prefectura decidir los objetivos de la raza. Así fue que se desarrollaron varias cepas o subtipos con la población negra japonesa.
Una de ellas es la cepa Tajima (en japonés: 但 馬 牛, Tajima Ushi o Tajima-gyu). Solo la carne de animales de esta cepa, criada solo en la prefectura de Hyōgo, puede ser aprobada para su comercialización como carne de res Kobe.

Morfología
El negro japonés es una raza bovina caracterizada por la presencia de un pelaje negro bastante uniforme en todo el cuerpo.
La altura a la cruz varía en promedio entre 120 y 140 cm, con los machos con una altura prevalente alrededor de 145 cm y las hembras alrededor de 129 cm.
El peso es de 900-1,000 kg para toros y 500-600 kg para vacas.
Estos animales tienen cuernos y tienen un hocico pigmentado.

Actitud productiva –
El negro japonés, aunque originalmente utilizado como ganado de trabajo, con el tiempo, también a través de las diversas cruces y selecciones, se ha convertido en una raza de carne.
Esta raza es conocida por la excelente calidad de sus carnes con marmoleado espléndido.

Guido Bissanti

Autoridades-
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Roberto Parigi Bini, 1983. Las razas bovinas, editor de Pàtron, Bolonia.
– Daniele Bigi, Alessio Zanon, 2010. Atlas de razas nativas. Bovinos, equinos, ovinos y caprinos, cerdos criados en Italia, Edagricole-New Business Media, Bolonia.





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