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Ginepro

Il Ginepro è una spezia ricavata dalle “bacche” del Ginepro comune (Juniperus communis L.) che è una specie che si presenta in forma arbustiva o arborea.

Origini e Storia –
Il Ginepro è una pianta di antico utilizzo tant’è che lo troviamo già presso i Romani, e Apicio lo elenca fra le spezie essenziali per un cuoco in quanto era considerato anche un sostituto popolare del pepe.
Nel periodo del medioevo i suoi rametti avevano un grande utilizzo ed apprezzamento, alcuni autori sottolineano quanto fosse: “odorifero e buono per la carne allo spiedo, perché lascia dentro di essa il suo sapore”.
Da questo periodo il ginepro è entrato a far parte di molte ricette dedicate alla selvaggina, e il suo legno è stato utilizzato nelle cotture allo spiedo o alla griglia perché trasmetteva alle carni un gradevole aroma resinoso.
Nelle credenze popolari il ginepro era consigliato, per le sue foglie pungenti, come rimedio contro le streghe, e di questa pianta doveva essere fatto sia il bastone per girare la polenta, che un ramo appeso sopra la porta della casa o della stalla.
Inoltre con i rami di ginepro, che possiede proprietà toniche, digestive, stimolanti, diuretiche e sudorifere, si alimentava il fuoco quando in casa c’era un malato, arrivando a distribuirne le foglie appena raccolte su piastre incandescenti del camino, in modo che i suoi effluvi aromatici e medicamentosi inondassero la stanza.
Il famoso abate Kneipp suggeriva addirittura di avvolgere il malato d’influenza in una coperta che doveva essere riscaldata ai vapori di una pentola in cui bollivano rami e bacche di ginepro. Questo suggerimento è passato alla storia della fitoterapia popolare col nome di mantello del dottor Kneipp.
Come condimento e aromatizzante il ginepro è oggi molto apprezzato in gastronomia: le sue coccole (le cosiddette bacche) servono nelle marinate, nei ripieni, nelle zuppe, nelle marmellate. Inoltre le sue spiccate caratteristiche aromatiche lo rendono indispensabile in liquoristica, basti pensare al gin e alle grappe.

Descrizione –
Il ginepro comune è una conifera che cresce sotto forma di arbusto o alberello sempreverde con tronco contorto, alto da 1 a 10 m, con foglie lineari-aghiformi, pungenti, riunite in verticilli di 3.
È una pianta dioica, con fiori maschili e femminili su piante diverse e con questi ultimi che producono le bacche, chiamate anche “coccole” che maturano nell’autunno successivo all’impollinazione e sono racchiusi in un cono di colore brunastro chiamato galbulo; squamoso e pruinoso, è composto da 4 squame carnose saldate tra loro contenenti da 1 a 3 semi angolosi ricchi di un olio essenziale aromatico.
Per il loro aspetto i coni sono facilmente scambiati per bacche e dunque volgarmente chiamati “bacche di ginepro”. Sono ampiamente apprezzati per le loro doti aromatiche.

Principi attivi –
Le bacche del ginepro contengono un’alta percentuale di olio essenziale, che contiene mircene, sabinene, pinene alfa e beta, 1,4-cineolo, 1-terpinen-4-olo, canfene, thujene, thujopsene, limonene, borneolo, geraniolo e cadinene.
Inoltre sono presenti Acidi diterpenici: acido communico, acido torulosico, acido isopimarico, acido sandaracopimarico.
Un’altra serie di principi attivi è costituita da Flavonoidi: tannini, juniperosidi, apigenina, rutina, ipolaetina-7-pentoside, gossipetina-glucopentoside, quercitrina.
Le ceneri contenute sono tra il 3 ed il 4 %.

Proprietà ed Usi –
Il Ginepro è una pianta diffusa in Italia sia sulle Alpi che sull’Appennino fino al Lazio e in Sardegna.
Questa pianta è al centro di una favola dei fratelli Grimm e di diverse storie e credenze popolari, inoltre sarebbe stata l’unica (secondo una leggenda medioevale) a dare riparo alla Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto e per questo il ginepro fu benedetto dalla Vergine.
La tradizione popolare ha sempre attribuito al ginepro il potere di tenere lontane streghe e spiriti maligni, per questo i suoi rami venivano appesi alle porte delle stalle per preservare la salute del bestiame, venivano posti sul tetto delle case appena costruite e Greci e Romani li bruciavano come fossero incensi per purificare l’aria.
Il ginepro comunque è sempre stato considerato dalla medicina popolare un rimedio naturale per la cura di diversi disturbi ma anche in cucina; al tempo dei Romani Apicio lo indicava come spezia indispensabile nella cucina di un cuoco e ottimo sostituto del pepe; nel XIX secolo, come detto, l’abate tedesco Sebastian Kneipp suggeriva ai malati di influenza di avvolgersi in una coperta riscaldata ai vapori di una pentola in cui venivano fatti bollire bacche e rami di ginepro.
Il ginepro possiede numerose virtù: è stomachico e masticarne le bacche facilita la digestione, è un antisettico naturale per le vie urinarie e respiratorie (utile per la cura della calcolosi urinaria, per sedare la tosse o come espettorante) e ha proprietà antireumatiche, spesso infatti l’olio essenziale di ginepro viene usato per massaggi. Massaggiare il corpo con olio di ginepro aiuta a rilassare i muscoli contratti, a previene i crampi e a tonificare i tessuti connettivi.
Le bacche del ginepro hanno un sapore ed un gusto, allo stesso tempo dolce ed aromatico ed acidulo, per questo smorzano bene cibi forti come la selvaggina e i crauti.
Sono molto apprezzate anche per insaporire preparazioni di patate o pesce al cartoccio.
Molto utilizzato nella preparazione di alcolici facendo fermentare il succo delle bacche e quindi distillando (gineprato e acquavite di ginepro) e per fare liquori tramite distillazione dello spirito sulle bacche (gin).
Inoltre il legno del ginepro è molto profumato, per questo viene usato per affumicare i salumi (è il caso del rinomato speck del Trentino) e posto nei forni a legna per dare aroma al pane durante la cottura. Curiosità sul gineproIl nome ginepro deriva dalla parola celtica juneprus che significa “acre”.
Il legno di ginepro veniva utilizzato per costruire utensili da cucina, così da inebriare del suo dolce aroma tutte le pietanze che si preparavano, un esempio era il mestolo per girare la polenta.
Alcuni arbusti di ginepro (Juniperus rigida e Juniperus chinensis) vengono utilizzati in Giappone nell’arte Bonsai poiché permettono di ottenere forme molto originali e ardite.
Per quanto riguarda invece il detto “trovarsi in un ginepraio” si riferisce ai rami intricati del ginepro e alle sue foglie pungenti per indicare metaforicamente una situazione difficile e problematica.
L’olio essenziale del ginepro è un liquido oleoso ottenuto per distillazione dalle bacche sminuzzate. Inoltre, mediante la lavorazione con acqua e concentrazione sottovuoto dei residui, è anche possibile ricavarne gli estratti di ginepro.
La resa nella distillazione dell’olio essenziale è parecchio eterogenea tra le varie qualità di ginepro. Quella italiana (soprattutto dal crinale appenninico) è considerata tra le più sopraffini e contiene fino all’1,5% (più spesso l’1%) di olio essenziale. Paiono maggiormente redditizie le varietà bosniaca e francese, con il 2%, mentre quella germanica (meno redditizia) è probabilmente la più pregiata.
L’essenza di ginepro è un liquido dal colore verde sbiadito, tendenzialmente instabile, che inacidisce/irrancidisce molto rapidamente. L’odore ricorda vagamente la trementina, mentre il gusto è balsamico, piccante ed amaro.
L’olio essenziale di ginepro nacque per impiego aromatico nella liquoreria. Oggi se ne conosce anche una certa funzione officinale. Per la medicina interna, l’olio essenziale dimostra buone proprietà diuretiche, stomatiche e come carminativo. Ad uso topico, invece, si adopera prevalentemente per le sue qualità revulsive. È utilizzato internamente come stomachico, diuretico e antielmintico; esternamente come disinfettante e revulsivo. L’olio essenziale di ginepro ha anche un ampio utilizzo nell’aromatizzazione gastronomica delle salse, delle carni e aceti aromatici.
Per quanto attiene alle proprietà delle sostanze contenute nelle bacche e nell’olio essenziale di ginepro, il terpinen-4-olo ed altri diterpeni dell’olio stimolano l’epitelio renale secernente, conferendo proprietà diuretica volumetrica. In caso di infezione delle vie urinarie basse, inoltre, essi fungono da batteriostatici verso stafilococco aureo, streptococco piogeno, Escherichia coli e Salmonella typhi.
L’ altra serie di principi attivi che è costituita dai Flavonoidi: tannini, juniperosidi, apigenina, rutina, ipolaetina-7-pentoside, gossipetina-glucopentoside e quercitrina conferiscono a questa pianta proprietà antiossidanti, ipoglicemizzanti ed eupeptiche, che ne giustificano l’impiego popolare in caso di diabete e coliche intestinali. Nella tintura usata esternamente, questi composti conferiscono potere antinfiammatorio in caso di nevralgie o dolori reumatici.
Infine il pinene, si è visto che in vitro inibisce la sintesi di alcune citochine infiammatorie a livello delle cellule della cartilagine umana o condrociti.
Si ricorda comunque che i preparati a base di ginepro non devono essere usati in caso di: infiammazione delle alte vie urinarie, gravidanza ed allattamento ed insufficienza renale grave.

Preparazioni –
Le bacche di ginepro si possono acquistare in commercio fresche ed in seguito fatte seccare, o anche già seccate nei supermercati o nei negozi specializzati nella vendita di spezie.
Le bacche del ginepro vanno conservate in luoghi riparati dalla luce e ben ventilati, in assenza di umidità. Conservato in modo non ottimale o troppo a lungo può dar luogo a fenomeni di fermentazione anche intensi, che conferiscono al prodotto un tipico sgradevole odore di “vinaccia”.
Si possono far seccare al naturale in un luogo ventilato e asciutto in un unico strato, per evitare muffe, oppure si possono mettere nel forno a bassa temperatura.
Le bacche di ginepro vengono di solito frantumate prima dell’uso, ma si possono anche usare intere nella preparazione di un brodo.
In cucina le bacche di ginepro vengono usate generalmente nella preparazione di pietanze a base di carne come la selvaggina. Si sposa ottimamente con ripieni a base di castagne e frutta e con le verdure della famiglia del cavolo. Essendo una spezia piuttosto forte è consigliabile usare non più di 6-7 bacche per volta. Vengono usate anche per affumicare i salumi ed in particolar modo il prosciutto.
In Trentino Alto Adige, il suo uso è particolarmente apprezzato non solo per dare sapore a patate e crauti, ma anche per affumicare alcuni dei prodotti tipici della regione quale lo speck, la carne fumada e la Mortandela.
Il ginepro viene impiegato anche nella cottura del pesce al cartoccio.
Si può preparare un particolare Gin, che è un distillato forte, incolore, prodotto dalla distillazione di un fermentato ottenuto da frumento ed orzo in cui viene messa a macerare una miscela di erbe, spezie, piante e radici, tra le quali appunto le bacche di ginepro che ne caratterizzano il profumo e il gusto e il nome stesso.
Per quanto attiene agli impieghi terapeutici si possono preparare anche degli infusi.
Per preparare un infuso di ginepro lasciare in infusione per 5 minuti delle bacche di ginepro (15 gr) schiacciate in 1 litro d’acqua bollente. Bere 2 tazze al giorno di questo infuso favorisce la diuresi, calma la tosse e purifica le vie urinarie.
Lasciando macerare per 2 settimane 10 gr di bacche schiacciate in 1 litro di vino bianco con una scorza di limone si otterrà un macerato di ginepro che, assunto dopo i pasti (ne basta un bicchierino), previene bruciori di stomaco e meteorismo.
Inoltre l’olio essenziale di ginepro è perfetto per un massaggio rilassante ed emolliente, soprattutto se unito a quello di mandorle o di jojoba.
È ottimo per purificare e tonificare la pelle: per questi utilizzo schiacciare in una tazza d’acqua fredda 20 bacche, fare bollire e filtrare. Passare questo tonico dopo il solito latte detergente. Anche in caso di acne e pelli impure il tonico al ginepro è un ottimo rimedio naturale.
Per l’alitosi si consiglia di masticare le bacche di ginepro.
Come tonificante va aggiunto all’acqua del bagno, in quanto, come detto, il ginepro ha proprietà tonificanti e riscaldanti.

Guido Bissanti

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.





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Juniper

Juniper is a spice obtained from the “berries” of the common Juniper (Juniperus communis L.) which is a species that occurs in a shrubby or arboreal form.

Origins and History –
Juniper is a plant of ancient use so much so that we already find it among the Romans, and Apicius lists it among the essential spices for a cook as it was also considered a popular substitute for pepper.
During the Middle Ages, its twigs had a great use and appreciation, some authors underline what it was: “odoriferous and good for skewered meat, because it leaves its flavor inside”.
From this period, juniper has become part of many recipes dedicated to game, and its wood has been used in cooking on the spit or on the grill because it gave the meat a pleasant resinous aroma.
In popular beliefs, juniper was recommended, for its pungent leaves, as a remedy for witches, and both the stick to turn the polenta, and a branch hung above the door of the house or stable, had to be made of this plant.
Furthermore, with the juniper branches, which have tonic, digestive, stimulating, diuretic and sweat properties, the fire was fed when there was a patient in the house, distributing its freshly picked leaves on incandescent plates of the fireplace, so that the its aromatic and medicinal scents flooded the room.
The famous abbot Kneipp even suggested wrapping the sick person in a blanket that had to be heated to the steam of a pot in which boiled juniper branches and berries. This suggestion has gone down in the history of popular herbal medicine with the name of Dr. Kneipp’s cloak.
As a condiment and flavoring, juniper is now highly appreciated in gastronomy: its pampering (the so-called berries) are used in marinades, fillings, soups, jams. Furthermore, its marked aromatic characteristics make it indispensable in liquor products, just think of gin and grappa.

Description –
The common juniper is a conifer that grows in the form of an evergreen shrub or sapling with a twisted trunk, 1 to 10 m high, with linear-needle-like, pungent leaves, gathered in verticils of 3.
It is a dioecious plant, with male and female flowers on different plants and with the latter producing berries, also called “pampering” which ripen in the autumn following pollination and are enclosed in a brownish colored cone called a galbulo; scaly and pruinose, it is composed of 4 fleshy scales welded together containing from 1 to 3 angular seeds rich in an aromatic essential oil.
Because of their appearance, the cones are easily mistaken for berries and therefore commonly called “juniper berries”. They are widely appreciated for their aromatic qualities.

Active principles –
Juniper berries contain a high percentage of essential oil, which contains myrcene, sabinene, pinene alpha and beta, 1,4-cineol, 1-terpinen-4-ol, camphene, thujene, thujopsene, limonene, borneol, geraniol and cadinene.
Also present are diterpenic acids: communic acid, torulosic acid, isopimaric acid, sandaracopimaric acid.
Another series of active ingredients is made up of Flavonoids: tannins, juniperosides, apigenin, rutin, hypolaetin-7-pentoside, gossipetine-glucopentoside, quercitrine.
The ashes contained are between 3 and 4%.

Properties and Uses –
Juniper is a plant common in Italy both in the Alps and in the Apennines up to Lazio and Sardinia.
This plant is at the center of a fairy tale by the Grimm brothers and of various popular stories and beliefs, moreover it would have been the only one (according to a medieval legend) to shelter the Holy Family during the flight to Egypt and for this the juniper was blessed by the Virgin.
Popular tradition has always attributed to juniper the power to keep away witches and evil spirits, for this reason its branches were hung on the doors of the stables to preserve the health of the cattle, they were placed on the roof of the newly built houses and the Greeks and Romans burned them as if they were incense to purify the air.
Juniper, however, has always been considered by folk medicine a natural remedy for the treatment of various ailments but also in the kitchen; at the time of the Romans Apicius indicated it as an indispensable spice in the kitchen of a cook and an excellent substitute for pepper; in the 19th century, as mentioned, the German abbot Sebastian Kneipp suggested that people suffering from flu should wrap themselves in a steam-heated blanket in a pot in which berries and juniper branches were boiled.
Juniper has numerous virtues: it is stomachic and chewing its berries facilitates digestion, it is a natural antiseptic for the urinary and respiratory tracts (useful for the treatment of urinary stones, to sedate the cough or as an expectorant) and has anti-rheumatic properties, often in fact Juniper essential oil is used for massages. Massaging the body with juniper oil helps relax contracted muscles, prevents cramps and tones up connective tissues.
Juniper berries have a flavor and taste, both sweet and aromatic and acidulous, which is why they dampen strong foods such as game and sauerkraut.
They are also highly appreciated for flavoring baked potato or fish preparations.
Much used in the preparation of spirits by fermenting the juice of the berries and then distilling (juniper and juniper brandy) and for making liqueurs by distilling the spirit on the berries (gin).
In addition, the juniper wood is very fragrant, which is why it is used to smoke cured meats (this is the case with the renowned Trentino speck) and placed in wood-burning ovens to give aroma to the bread during cooking. Juniper curiosityThe name juniper derives from the Celtic word juneprus which means “acrid”.
Juniper wood was used to build kitchen utensils, so as to inebriate all the dishes that were prepared with its sweet aroma, an example was the ladle to turn the polenta.
Some juniper shrubs (Juniperus rigida and Juniperus chinensis) are used in Bonsai art in Japan because they allow to obtain very original and daring shapes.
As far as the saying “being in a juniper” is concerned, it refers to the intricate branches of the juniper and its prickly leaves to metaphorically indicate a difficult and problematic situation.
Juniper essential oil is an oily liquid obtained by distillation from chopped berries. Furthermore, through the processing with water and vacuum concentration of the residues, it is also possible to obtain juniper extracts.
The yield in the distillation of essential oil is quite heterogeneous among the various qualities of juniper. The Italian one (especially from the Apennine ridge) is considered among the most superfine and contains up to 1.5% (more often 1%) of essential oil. The Bosnian and French varieties seem more profitable, with 2%, while the Germanic (less profitable) variety is probably the most valuable.
Juniper essence is a faded green liquid, tending to be unstable, which sours / turns rancid very quickly. The smell vaguely resembles turpentine, while the taste is balsamic, spicy and bitter.
Juniper essential oil was born for aromatic use in the liquor store. Today, a certain officinal function is also known. For internal medicine, essential oil demonstrates good diuretic, stomatic and carminative properties. For topical use, however, it mainly works for its revulsive qualities. It is used internally as a stomachic, diuretic and anthelmintic; externally as a disinfectant and revulsive. Juniper essential oil also has a wide use in the gastronomic flavoring of sauces, meats and aromatic vinegars.
As regards the properties of the substances contained in the berries and in the juniper essential oil, terpinen-4-ol and other diterpenes of the oil stimulate the secreting renal epithelium, giving it volumetric diuretic properties. In addition, in case of low urinary tract infection, they act as bacteriostats towards staphylococcus aureus, streptococcus pyogenic, Escherichia coli and Salmonella typhi.
The other series of active ingredients consisting of Flavonoids: tannins, juniperosides, apigenin, rutin, hypolaetin-7-pentoside, gossipetine-glucopentoside and quercitrine confer to this plant antioxidant, hypoglycemic and eupeptic properties, which justify its popular use. in case of diabetes and intestinal colic. In the tincture used externally, these compounds confer anti-inflammatory power in case of neuralgia or rheumatic pain.
Finally the pinene, it has been seen that in vitro inhibits the synthesis of some inflammatory cytokines at the level of human cartilage cells or chondrocytes.
However, please note that juniper preparations should not be used in the case of: inflammation of the upper urinary tract, pregnancy and breastfeeding and severe renal failure.

Preparations –
Juniper berries can be bought on the market fresh and then dried, or even dried in supermarkets or in shops specializing in the sale of spices.
Juniper berries must be kept in places protected from light and well ventilated, in the absence of humidity. If not stored in an optimal way or for too long, it can give rise to intense fermentation phenomena, which give the product a typical unpleasant smell of “marc”.
They can be dried naturally in a ventilated and dry place in a single layer, to avoid mold, or they can be put in the oven at a low temperature.
Juniper berries are usually crushed before use, but they can also be used whole in the preparation of a broth.
In the kitchen, juniper berries are generally used in the preparation of meat dishes such as game. It goes well with chestnut and fruit based fillings and vegetables from the cabbage family. Being a rather strong spice it is advisable to use no more than 6-7 berries at a time. They are also used to smoke cured meats and especially ham.
In Trentino Alto Adige, its use is particularly appreciated not only to give flavor to potatoes and sauerkraut, but also to smoke some of the typical products of the region such as speck, carne fumada and Mortandela.
Juniper is also used in cooking fish in foil.
You can prepare a particular Gin, which is a strong, colorless distillate, produced by the distillation of a fermented obtained from wheat and barley in which a mixture of herbs, spices, plants and roots is macerated, including the berries of juniper that characterize its aroma and taste and the name itself.
As regards therapeutic uses, infusions can also be prepared.
To prepare a juniper infusion, leave the juniper berries (15 g) crushed in 1 liter of boiling water for 5 minutes. Drinking 2 cups a day of this infusion promotes diuresis, calms the cough and purifies the urinary tract.
By leaving to macerate for 10 weeks 10 g of mashed berries in 1 liter of white wine with a lemon zest you will obtain a juniper macerate which, taken after meals (just a glass is enough), prevents heartburn and bloating.
In addition, juniper essential oil is perfect for a relaxing and emollient massage, especially if combined with that of almonds or jojoba.
It is excellent for purifying and toning the skin: for these I use to crush 20 berries in a cup of cold water, boil and filter. Switch this tonic after the usual cleansing milk. Even in case of acne and impure skin, the juniper tonic is an excellent natural remedy.
For halitosis it is recommended to chew juniper berries.
As a tonic it must be added to the bath water, as, as mentioned, juniper has toning and warming properties.

Guido Bissanti

Warning: The information shown is not medical advice and may not be accurate. The contents are for illustrative purposes only and do not replace medical advice.





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Enebro

El enebro es una especia obtenida de las “bayas” del enebro común (Juniperus communis L.), que es una especie que se presenta en forma arbustiva o arbórea.

Orígenes e historia –
El enebro es una planta de uso antiguo tanto que ya lo encontramos entre los romanos, y Apicio lo enumera entre las especias esenciales para un cocinero, ya que también se consideraba un sustituto popular de la pimienta.
En la Edad Media sus ramas tenían un gran uso y apreciación, algunos autores subrayan cómo era: “oloroso y bueno para la carne en un asador, porque deja su sabor adentro”.
A partir de este período, el enebro se ha convertido en parte de muchas recetas dedicadas al juego, y su madera se ha utilizado para cocinar en el asador o en la parrilla porque le dio a la carne un agradable aroma resinoso.
En las creencias populares, se recomendaba el enebro, por sus hojas picantes, como remedio para las brujas, y tanto el palo para girar la polenta, como una rama colgada sobre la puerta de la casa o establo, tenían que estar hechos de esta planta.
Además, con las ramas de enebro, que tienen propiedades tónicas, digestivas, estimulantes, diuréticas y de sudor, el fuego se alimentó cuando había un paciente en la casa, distribuyendo sus hojas recién cortadas en platos incandescentes de la chimenea, de modo que Sus aromas aromáticos y medicinales inundaron la habitación.
El famoso abad Kneipp incluso sugirió envolver a la persona enferma en una manta que debía calentarse al vapor de una olla en la que hervían ramas de enebro y bayas. Esta sugerencia ha pasado a la historia de la medicina herbal popular con el nombre de la capa del Dr. Kneipp.
Como condimento y saborizante, el enebro ahora es muy apreciado en la gastronomía: sus mimos (las llamadas bayas) se usan en adobos, rellenos, sopas, mermeladas. Además, sus características aromáticas marcadas lo hacen indispensable en los productos de licor, solo piense en la ginebra y la grappa.

Descripción –
El enebro común es una conífera que crece en forma de arbusto o retoño de hoja perenne con un tronco retorcido, de 1 a 10 m de altura, con hojas punzantes en forma de aguja lineal, reunidas en verticilos de 3.
Es una planta dioica, con flores masculinas y femeninas en diferentes plantas y con estas últimas bayas, también llamadas “mimos”, que maduran en el otoño después de la polinización y están encerradas en un cono de color parduzco llamado galbulo; escamosa y pruinosa, se compone de 4 escamas carnosas soldadas que contienen de 1 a 3 semillas angulares ricas en un aceite esencial aromático.
Debido a su apariencia, los conos se confunden fácilmente con bayas y, por lo tanto, comúnmente se llaman “bayas de enebro”. Son ampliamente apreciados por sus cualidades aromáticas.

Ingredientes activos –
Las bayas de enebro contienen un alto porcentaje de aceite esencial, que contiene mirceno, sabineno, pineno alfa y beta, 1,4-cineol, 1-terpinen-4-ol, canfeno, tujene, tujopseno, limoneno, borneol, geraniol y cadinene.
También están presentes los ácidos diterpénicos: ácido comunico, ácido torulósico, ácido isopimérico, ácido sandaracopimérico.
Otra serie de ingredientes activos está compuesta por flavonoides: taninos, juniperósidos, apigenina, rutina, hipolaetina-7-pentosido, gossipetine-glucopentoside, quercitrine.
Las cenizas contenidas son entre 3 y 4%.

Propiedades y Usos –
El enebro es una planta común en Italia tanto en los Alpes como en los Apeninos hasta Lacio y Cerdeña.
Esta planta está en el centro de un cuento de hadas de los hermanos Grimm y de varias historias y creencias populares, además, habría sido la única (según una leyenda medieval) en proteger a la Sagrada Familia durante el vuelo a Egipto y para esto el enebro fue bendecido por el virgen.
La tradición popular siempre ha atribuido al enebro el poder de alejar a las brujas y los espíritus malignos, por esta razón sus ramas fueron colgadas en las puertas de los establos para preservar la salud del ganado, fueron colocadas en el techo de las casas recién construidas y los griegos y romanos las quemaron. como si fueran incienso para purificar el aire.
El enebro, sin embargo, siempre ha sido considerado por la medicina popular como un remedio natural para el tratamiento de diversas dolencias, pero también en la cocina; en la época de los romanos, Apicio lo indicó como una especia indispensable en la cocina de un cocinero y un excelente sustituto de la pimienta; En el siglo XIX, como se mencionó, el abad alemán Sebastian Kneipp sugirió que las personas que padecen gripe se envolvieran en una manta calentada por vapor en una olla en la que se hervían las bayas y las ramas de enebro.
El enebro tiene numerosas virtudes: es estomacal y masticar sus bayas facilita la digestión, es un antiséptico natural para las vías urinarias y respiratorias (útil para el tratamiento de cálculos urinarios, para sedar la tos o como expectorante) y tiene propiedades antirreumáticas, a menudo de hecho. El aceite esencial de enebro se usa para masajes. Masajear el cuerpo con aceite de enebro ayuda a relajar los músculos contraídos, previene los calambres y tonifica los tejidos conectivos.
Las bayas de enebro tienen un sabor y un sabor, tanto dulces como aromáticos y ácidos, por lo que humedecen los alimentos fuertes como el juego y el chucrut.
También son muy apreciados para sazonar papas al horno o preparaciones de pescado.
Muy utilizado en la preparación de bebidas espirituosas fermentando el jugo de las bayas y luego destilando (enebro y brandy de enebro) y para hacer licores por destilación de alcohol en las bayas (ginebra).
Además, la madera de enebro es muy fragante, por eso se usa para fumar carnes curadas (este es el caso de la famosa mota Trentino) y se coloca en hornos de leña para darle aroma al pan durante la cocción. La curiosidad del enebro El nombre del enebro deriva de la palabra celta juneprus que significa “acre”.
La madera de enebro se usó para construir utensilios de cocina, para embriagar todos los platos que se prepararon con su dulce aroma, un ejemplo fue el cucharón para girar la polenta.
Algunos arbustos de enebro (Juniperus rigida y Juniperus chinensis) se usan en Japón en el arte Bonsai ya que permiten obtener formas muy originales y atrevidas.
En lo que respecta al dicho “estar en un enebro”, se refiere a las intrincadas ramas del enebro y sus hojas espinosas indican metafóricamente una situación difícil y problemática.
El aceite esencial de enebro es un líquido aceitoso obtenido por destilación de bayas picadas. Además, a través del procesamiento con agua y la concentración al vacío de los residuos, también es posible obtener extractos de enebro.
El rendimiento en la destilación del aceite esencial es bastante heterogéneo entre las diversas cualidades del enebro. El italiano (especialmente de la cordillera de los Apeninos) se considera uno de los más extrafinos y contiene hasta un 1,5% (más a menudo un 1%) de aceite esencial. Las variedades bosnia y francesa parecen más rentables, con un 2%, mientras que la variedad germánica (menos rentable) es probablemente la más valiosa.
La esencia de enebro es un líquido verde desteñido, que tiende a ser inestable, que se agrieta / se vuelve rancio muy rápidamente. El olor se asemeja vagamente a la trementina, mientras que el sabor es balsámico, picante y amargo.
El aceite esencial de enebro nació para uso aromático en la licorería. Hoy en día, también se conoce una determinada función oficial. Para la medicina interna, el aceite esencial demuestra buenas propiedades diuréticas, estomáticas y carminativas. Sin embargo, para uso tópico, funciona principalmente por sus cualidades repulsivas. Se utiliza internamente como estomacal, diurético y antihelmíntico; externamente como desinfectante y revulsivo. El aceite esencial de enebro también tiene un amplio uso en el sabor gastronómico de salsas, carnes y vinagres aromáticos.
En cuanto a las propiedades de las sustancias contenidas en las bayas y en el aceite esencial de enebro, el terpinen-4-ol y otros diterpenos oleosos estimulan el epitelio renal secretor, dándole propiedades diuréticas volumétricas. Además, en caso de infección baja del tracto urinario, actúan como bacteriostáticos contra Staphylococcus aureus, Streptococcus pyogenic, Escherichia coli y Salmonella typhi.
La otra serie de ingredientes activos consistentes en flavonoides: taninos, juniperósidos, apigenina, rutina, hipolaetina-7-pentosido, gossipetine-glucopentoside y quercitrine confieren a esta planta propiedades antioxidantes, hipoglucemiantes y eupépticas, que justifican su uso popular. en caso de diabetes y cólico intestinal. En la tintura utilizada externamente, estos compuestos confieren poder antiinflamatorio en caso de neuralgia o dolor reumático.
Finalmente el pineno, se ha visto que in vitro inhibe la síntesis de algunas citocinas inflamatorias a nivel de células de cartílago humano o condrocitos.
Sin embargo, tenga en cuenta que las preparaciones de enebro no deben usarse en el caso de: inflamación del tracto urinario superior, embarazo y lactancia e insuficiencia renal grave.

Preparaciones –
Las bayas de enebro se pueden comprar en el mercado frescas y luego secas, o incluso secas en supermercados o en tiendas especializadas en la venta de especias.
Las bayas de enebro deben mantenerse en lugares protegidos de la luz y bien ventiladas, en ausencia de humedad. Si no se almacena de forma óptima o durante demasiado tiempo, puede dar lugar a fenómenos de fermentación intensa, que le dan al producto un olor desagradable típico de “orujo”.
Se pueden secar naturalmente en un lugar ventilado y seco en una sola capa, para evitar el moho, o se pueden poner en el horno a baja temperatura.
Las bayas de enebro generalmente se trituran antes de su uso, pero también se pueden usar enteras en la preparación de un caldo.
En la cocina, las bayas de enebro se usan generalmente en la preparación de platos de carne como el juego. Va bien con rellenos a base de castañas y frutas y verduras de la familia del repollo. Al ser una especia bastante fuerte, es aconsejable usar no más de 6-7 bayas a la vez. También se usan para fumar carnes curadas y especialmente jamón.
En Trentino Alto Adige, su uso es particularmente apreciado no solo para dar sabor a las papas y chucrut, sino también para fumar algunos de los productos típicos de la región, como la mota, la carne fumada y la Mortandela.
El enebro también se usa para cocinar pescado en papel de aluminio.
Puede preparar una Ginebra particular, que es un destilado fuerte e incoloro, producido por la destilación de un fermentado obtenido de trigo y cebada en el que se macera una mezcla de hierbas, especias, plantas y raíces, incluidas las bayas de enebro que caracteriza su aroma y sabor y el nombre en sí.
En cuanto a los usos terapéuticos, también se pueden preparar infusiones.
Para preparar una infusión de enebro, deje trituradas las bayas de enebro (15 g) en 1 litro de agua hirviendo durante 5 minutos. Beber 2 tazas al día de esta infusión promueve la diuresis, calma la tos y purifica el tracto urinario.
Al dejar macerar durante 10 semanas 10 gr de bayas trituradas en 1 litro de vino blanco con una ralladura de limón, obtendrá un macerado de enebro que, tomado después de las comidas (solo un vaso es suficiente), previene la acidez estomacal y la hinchazón.
Además, el aceite esencial de enebro es perfecto para un masaje relajante y emoliente, especialmente si se combina con el de almendras o jojoba.
Es excelente para purificar y tonificar la piel: para esto utilizo para triturar 20 bayas en una taza de agua fría, hervir y filtrar. Cambie este tónico después de la leche de limpieza habitual. Incluso en caso de acné y piel impura, el tónico de enebro es un excelente remedio natural.
Para la halitosis se recomienda masticar bayas de enebro.
Como tónico, debe agregarse al agua del baño, ya que, como se mencionó, el enebro tiene propiedades tonificantes y de calentamiento.

Guido Bissanti

Advertencia: La información que se muestra no es un consejo médico y puede no ser precisa. El contenido es solo para fines ilustrativos y no reemplaza el consejo médico.





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