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Chiodi di garofano

I chiodi di garofano sono i boccioli fiorali della Eugenia caryophyllata (Syzygium aromaticum (L.) Merr. & L.M.Perry).

Origini e Storia –
I chiodi di garofano sono ricavati, come detto, dai boccioli essiccati ancora chiusi dell’Eugenia caryophyllata, un albero originario delle Molucche (Indonesia), ma oggi coltivato in molte aree tropicali: Antille, Africa orientale, Cina e Zanzibar, piccola isola dell’oceano Indiano, che è la maggior produttrice mondiale di questa spezia.
Le proprietà farmacologiche e aromatiche di questa pianta sono conosciute da tempi remoti in Cina ma vennero ignorate a lungo da greci e latini.
Sembra che furono gli Arabi nel IV sec. ad introdurre questa spezia in Occidente, esaltandone il valore e la provenienza mitologica.
Risale al VI sec. la prima testimonianza archeologica, rinvenuta in Alsazia (FR), in una tomba contenete una piccola scatola d’oro che racchiudeva due chiodi di garofano. Il mito di questa pianta crebbe con il tempo, e in piano Medioevo una manciata di chiodi valeva mezzo bue o un montone.
Una testimonianza di questa pianta si trova nel XXIX canto dell’Inferno dove Dante ne testimonia la preziosità, condannando il comportamento scialacquatore di un ricco senese del Duecento: “… e Niccolò che la costuma ricca del garofano prima discoperse nell’orto dove tal seme s’appicca; e tra ‘ne la brigata in che disperse…”.
Nel Medioevo si faceva uso di un qualche tipo di chiodi di garofano, chiamati “gariofili”, anche per scopi terapeutici. La Scuola Medica Salernitana li valutava una vera e propria panacea, efficace per combattere la fatica mentale o la perdita di memoria. Si credeva addirittura che le arance nelle quali fossero stati conficcati dei chiodi di garofano proteggessero dalla peste, e a tale scopo a Napoli si preparavano pastiglie con questa spezia.
Bisogna arrivare però nel Cinquecento affinché questa spezia dal gradevolissimo aroma divenga uno dei prodotti più ricercati e cari, e i medici consigliavano di metterla in infusione nel latte perché avrebbe “mirabilmente aumentato le forze di Venere”. I chiodi erano considerati così potenti come afrodisiaci, che il loro uso era proibito agli appartenenti a vari ordini monastici.
Nel 1500 i chiodi di garofano iniziarono a essere importati direttamente dagli europei, grazie ai portoghesi di ritorno da Timor Est e gli olandesi, che ne scoprirono un’ottima fonte nell’isola di Zanzibar e alle Maldive: come già per la Cannella, divennero i principali importatori di una spezie tra le più amate e tra le più care. Gli olandesi e i belgi ne ricavarono successivamente l’olio essenziale che divenne un componente molto amato dalla cosmesi, che nei due paesi fiorì anche grazie a questo.
I trattati medici dell’Ottocento continuarono a ritenere i chiodi di garofano validi a curare l’impotenza, e ottimo rimedio anestetico da introdurre all’interno di un dente dolorante o sopra una ferita indolenzita.

Descrizione –
Il Syzygium aromaticum, da cui si ricavano i chiodi di garofano, è una pianta che ama il clima umido e l’aria marina. I fiori, raccolti ancora in boccio, essiccati assumono una colorazione rosso bruna, diventando simili nell’aspetto a dei chiodi.
I boccioli fiorali così raccolti ed essiccati costituiscono la spezia chiamata chiodi di garofano. Nonostante il nome, essi non hanno nulla a che vedere con la pianta di garofano: l’accostamento tra i due deriva semplicemente dalla forma simile a un garofano che i boccioli assumono una volta essiccati.
Un singolo chiodo di garofano è quindi formato dal lungo calice gamosepalo formato da 4 sepali e da 4 petali ancora chiusi che formano la parte tonda centrale.

Principi attivi –
La composizione dei chiodi di garofano è caratterizzata della predominanza di un propenilfenolo: l’eugenolo che rappresenta fino all’80% dell’olio essenziale ed è proprio questo componente a dare alla spezia i particolari aromi e fragranze che l’hanno resa protagonista non solo delle cucine ma anche di profumi e oli balsamici.
L’eugenolo ha inoltre poteri antisettici e anestetici. Nei chiodi di garofano sono presenti anche discrete quantità di beta cariofillene, un antinfiammatorio naturale.
Mediamente 100 g di chiodi di garofano contengono 274 kcal, oltre a: Proteine 5,97 g, Carboidrati 65,53 g, Zuccheri 2,38 g, Grassi 13 g, Colesterolo 0 mg, Fibra alimentare 33,9 g, Sodio 277 mg.

Proprietà ed Usi –
Le principali aree di coltivazione dei I chiodi di garofano sono: Zanzibar, Indonesia e Madagascar.
I chiodi di garofano hanno proprietà anestetiche locali e analgesiche, per questo venivano usati in passato come rimedio naturale contro il mal di denti e ancora oggi sono presenti nella composizione di molti disinfettanti orali.
Stimolano la circolazione sanguigna, aiutano a vincere la spossatezza, il mal di testa e la perdita di memoria, sono digestivi e tonificanti. Inoltre, sembrerebbe che i chiodi di garofano rientrino tra i cibi dalle proprietà afrodisiache.
Altra virtù di questa preziosa spezia è quella di essere un potente antiossidante naturale: combatte l’azione dei radicali liberi mantenendo giovane l’organismo.
Questa spezia ha un potere antiossidante (ORAC) tra i più elevati in assoluto, un indice di valore 314.446, circa 80 volte più potente di una mela. I chiodi di garofano hanno un profumo forte, dolce e fiorito, con una punta di pepato e di “caldo”. Il composto maggiormente responsabile di questo aroma è l’eugenolo. Il gusto dei chiodi di garofano può ricordare gli infusi di carcadè. Si presentano con la caratteristica forma di chiodo che gli ha tributato il nome. Si acquistano interi in vasetti, e si utilizzano per infusione.
Nell’uso alimentare si usano sia nel dolce sia nel salato. Tra i piatti più noti alcuni dolci di frutta, specie di mele, pandolci e panpepati, biscotti, creme e farciture, liquori e vini aromatizzati; nel Nord Italia è notissimo il vin brulé. Nel salato accompagnano marinate di selvaggina, arrosti, brodi (specie di pollo o gallina) e talvolta formaggi stagionati. Si sposano bene con alcune verdure dolci, come cipolle, cipolline, carote che spesso vengono riposte in conserva con l’accompagnamento di un paio di chiodi di garofano. Sono frequentemente usati per aromatizzare il tè o alcuni infusi.
Fuori della cucina trovano ampio spazio come già accennato nella cosmesi, e nell’oggettistica, come pot-pourri e deodorante naturale per ambienti.
I chiodi di garofano inseriti in un’arancia sono usati come alternativa naturale alla canfora e altre sostanze chimiche contro le tarme, per i vestiti del guardaroba.
I chiodi di garofano inseriti in mezzo limone sono usati come alternativa naturale alle sostanze chimiche contro le zanzare nelle camere da letto. Funziona fino a quando il limone è fresco, poi va sostituito.

Preparazioni –
Oggi questa spezia, dall’aroma penetrante e il sapore amaro pungente, entra in quasi tutte le miscele, dal garam masala al baharat. Viene pure ampiamente utilizzata per migliorare la conservazione delle carni marinate, oltre che per insaporire umidi e stufati.
Negli Stati Uniti i chiodi di garofano profumano e decorano il cosciotto di maiale al forno. In Europa sono ingrediente del pan di spezie, del vin brulé, di conserve di frutta, di liquori e bevande.
In cucina vengono comunque impiegati sia nelle ricette dolci come in quelle salate.
Vengono utilizzati per aromatizzare dolci, frutta cotta, panpepati, biscotti, creme, liquori e vini aromatizzati (ad esempio il vin brulé).
I chiodi di garofano accompagnano molto bene la carne: si aggiungono a minestre o zuppe con carne, si usano negli stufati, con la selvaggina e per arricchire salse barbecue. Aromatizzano formaggi stagionati, alcune verdure dolci come le cipolle e le carote e verdure sott’aceto.
Con questa vengono spesso aromatizzati tè e infusi. I chiodi di garofano sono molto aromatici: per dare un tono speziato a un piatto senza coprirne il sapore ne basterà uno. Il particolare profumo dei chiodi di garofano, così intenso e pungente e leggermente fruttato, li ha resi un ingrediente di molti profumi e il loro olio essenziale è ampiamente usato nell’industria cosmetica.
In Indonesia vengono utilizzati per produrre delle sigarette aromatiche, dal sapore davvero particolare.
Mettere in un sacchettino nell’armadio una manciata di chiodi di garofano (volendo si può unire un po’ di cannella) è utile per tenere lontane le tarme, così come riporli in una ciotolina nella dispensa terrà lontane le farfalline del cibo.

Guido Bissanti

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.





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Cloves

Cloves are the flower buds of Eugenia caryophyllata (Syzygium aromaticum (L.) Merr. & L.M. Perry).

Origins and History –
The cloves are obtained, as mentioned, from the dried closed buds of Eugenia caryophyllata “, a tree originating in the Moluccas (Indonesia), but today cultivated in many tropical areas: the Antilles, East Africa, China and Zanzibar, a small island in the the Indian ocean, which is the world’s largest producer of this spice.
The pharmacological and aromatic properties of this plant have been known since ancient times in China but were long ignored by the Greeks and Latins.
It seems that the Arabs were in the fourth century. to introduce this spice to the West, enhancing its value and mythological origin.
It dates back to the 6th century. the first archaeological evidence, found in Alsace (FR), in a tomb containing a small gold box that contained two cloves. The myth of this plant grew with time, and in the Middle Ages a handful of nails was worth half an ox or a ram.
A testimony of this plant is found in the XXIX canto of the Inferno where Dante testifies its preciousness, condemning the wasting behavior of a rich Sienese of the thirteenth century: “… and Niccolò that the rich costume of the carnation was first discovered in the garden where this seed ‘appicca; and between ‘the brigade in which he dispersed … “.
In the Middle Ages some type of clove was used, called “gariofili”, also for therapeutic purposes. The Salerno Medical School rated them as a real panacea, effective for fighting mental fatigue or memory loss. It was even believed that oranges in which cloves had been stuck protected from the plague, and for this purpose in Naples tablets were prepared with this spice.
However, it is necessary to arrive in the sixteenth century for this spice with a pleasant aroma to become one of the most sought after and dearest products, and doctors advised to infuse it in milk because it would “admirably increase the strength of Venus”. Nails were considered so powerful as aphrodisiacs that their use was forbidden to members of various monastic orders.
In 1500 cloves began to be imported directly from Europeans, thanks to the Portuguese returning from East Timor and the Dutch, who discovered an excellent source on the island of Zanzibar and in the Maldives: as already for Cinnamon, they became the main importers of one of the most loved and dearest spices. The Dutch and Belgians subsequently obtained the essential oil which became a much loved component of cosmetics, which flourished in the two countries thanks to this.
Medical treatments of the nineteenth century continued to consider cloves valid for treating impotence, and an excellent anesthetic remedy to be introduced inside a sore tooth or on top of a sore wound.

Description –
Syzygium aromaticum, from which cloves are obtained, is a plant that loves the humid climate and the sea air. The flowers, still collected in bud, dried take on a brown red color, becoming similar in appearance to nails.
The flower buds so collected and dried make up the spice called cloves. Despite the name, they have nothing to do with the carnation plant: the combination between the two simply derives from the carnation-like shape that the buds take when dried.
A single clove is therefore formed by the long gamosepal calyx formed by 4 sepals and 4 still closed petals that form the central round part.

Active principles –
The composition of the cloves is characterized by the predominance of a propenylphenol: the eugenol which represents up to 80% of the essential oil and it is precisely this component that gives the spice the particular aromas and fragrances that have made it the protagonist not only of kitchens but also of balsamic perfumes and oils.
Eugenol also has antiseptic and anesthetic powers. In cloves there are also discrete quantities of beta caryophyllene, a natural anti-inflammatory.
On average 100 g of cloves contain 274 kcal, as well as: Proteins 5.97 g, Carbohydrates 65.53 g, Sugars 2.38 g, Fats 13 g, Cholesterol 0 mg, Dietary fiber 33.9 g, Sodium 277 mg.

Properties and Uses –
The main areas of cultivation of Cloves are: Zanzibar, Indonesia and Madagascar.
Cloves have local anesthetic and analgesic properties, which is why they were used in the past as a natural remedy for toothache and are still present in the composition of many oral disinfectants.
They stimulate blood circulation, help overcome exhaustion, headaches and memory loss, they are digestive and invigorating. Furthermore, it would seem that cloves are among the foods with aphrodisiac properties.
Another virtue of this precious spice is that of being a powerful natural antioxidant: it fights the action of free radicals while keeping the body young.
This spice has one of the highest antioxidant power (ORAC), an index of value 314.446, about 80 times more powerful than an apple. Cloves have a strong, sweet and flowery scent, with a hint of peppery and “warm”. The compound most responsible for this aroma is eugenol. The taste of cloves can remember carcadè infusions. They present themselves with the characteristic nail shape that gave it its name. They are purchased whole in jars, and used for infusion.
In food use they are used in both sweet and savory. Among the best known dishes are some fruit desserts, especially apples, pandolci and gingerbreads, biscuits, creams and fillings, liqueurs and flavored wines; in Northern Italy mulled wine is very well known. In the savory they accompany game marinades, roasts, broths (especially chicken or chicken) and sometimes seasoned cheeses. They go well with some sweet vegetables, such as onions, spring onions, carrots that are often stored in preserves with the accompaniment of a couple of cloves. They are frequently used to flavor tea or some infusions.
Outside the kitchen they find ample space as already mentioned in cosmetics, and in objects, as potpourri and natural air freshener.
Cloves inserted into an orange are used as a natural alternative to camphor and other moth chemicals, for wardrobe clothes.
Cloves placed in half a lemon are used as a natural alternative to chemicals against mosquitoes in bedrooms. It works until the lemon is fresh, then it must be replaced.

Preparations –
Today this spice, with a penetrating aroma and a pungent bitter taste, enters almost all blends, from garam masala to baharat. It is also widely used to improve the preservation of marinated meats, as well as to flavor stews and stews.
In the United States, cloves perfume and decorate the baked pork leg. In Europe they are an ingredient in spice bread, mulled wine, fruit preserves, liqueurs and drinks.
In the kitchen, however, they are used both in sweet and savory recipes.
They are used to flavor sweets, cooked fruit, gingerbreads, biscuits, creams, liqueurs and flavored wines (for example mulled wine).
Cloves accompany meat very well: they are added to soups or soups with meat, they are used in stews, with game and to enrich barbecue sauces. They season aged cheeses, some sweet vegetables such as onions and carrots and pickled vegetables.
Tea and infusions are often flavored with this. Cloves are very aromatic: to give a dish a spicy tone without covering its flavor, just one will suffice. The particular aroma of cloves, so intense and pungent and slightly fruity, has made them an ingredient of many perfumes and their essential oil is widely used in the cosmetic industry.
In Indonesia they are used to produce aromatic cigarettes, with a very particular flavor.
Putting a handful of cloves in a small bag in the closet (if you want you can add a little cinnamon) is useful to keep moths away, as well as putting them in a bowl in the pantry will keep the food butterflies away.

Guido Bissanti

Warning: The information shown is not medical advice and may not be accurate. The contents are for illustrative purposes only and do not replace medical advice.





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Clavos

Los clavos son los botones florales de Eugenia caryophyllata (Syzygium aromaticum (L.) Merr. Y L.M. Perry).

Orígenes e historia –
Los dientes se obtienen, como se mencionó, de los brotes secos y secos de Eugenia caryophyllata “, un árbol originario de las Molucas (Indonesia), pero que hoy se cultiva en muchas áreas tropicales: las Antillas, África Oriental, China y Zanzíbar, una pequeña isla en el el océano Índico, que es el mayor productor mundial de esta especia.
Las propiedades farmacológicas y aromáticas de esta planta se conocen desde la antigüedad en China, pero fueron ignoradas por los griegos y latinos.
Parece que los árabes estaban en el siglo IV. para introducir esta especia en Occidente, mejorando su valor y origen mitológico.
Se remonta al siglo VI. La primera evidencia arqueológica, encontrada en Alsacia (FR), en una tumba que contiene una pequeña caja de oro que contenía dos dientes. El mito de esta planta creció con el tiempo, y en la Edad Media un puñado de clavos valía la mitad de un buey o un carnero.
Un testimonio de esta planta se encuentra en el canto XXIX del Infierno, donde Dante testifica su preciosidad, condenando el comportamiento de desgaste de un rico de Siena del siglo XIII: “… y Niccolò que el rico traje del clavel se descubrió por primera vez en el jardín donde esta semilla ‘appicca; y entre ‘la brigada en la que se dispersó … “.
En la Edad Media se usaba algún tipo de clavo, llamado “gariofili”, también con fines terapéuticos. La Escuela de Medicina de Salerno los calificó como una verdadera panacea, efectiva para combatir la fatiga mental o la pérdida de memoria. Incluso se creía que las naranjas en las que los clavos habían quedado atrapados estaban protegidas de la peste, y para este propósito en Nápoles se prepararon tabletas con esta especia.
Sin embargo, es necesario llegar en el siglo XVI para que esta especia con un aroma agradable se convierta en uno de los productos más buscados y queridos, y los médicos aconsejaron infundirla en la leche porque “aumentaría admirablemente la fuerza de Venus”. Las uñas se consideraban tan poderosas como afrodisíacos que su uso estaba prohibido a los miembros de varias órdenes monásticas.
En 1500 comenzaron a importarse clavos directamente de los europeos, gracias a que los portugueses regresaron de Timor Oriental y los holandeses, quienes descubrieron una excelente fuente en la isla de Zanzíbar y en las Maldivas: como ya para la canela, se convirtieron Importadores principales de una de las especias más queridas y queridas. Posteriormente, los holandeses y belgas obtuvieron el aceite esencial que se convirtió en un componente muy querido de los cosméticos, que floreció en los dos países gracias a esto.
Los tratamientos médicos del siglo XIX continuaron considerando que los dientes eran válidos para tratar la impotencia, y un excelente remedio anestésico para ser introducido dentro de un diente dolorido o encima de una herida dolorida.

Descripción –
Syzygium aromaticum, de donde se obtienen los clavos, es una planta que ama el clima húmedo y el aire del mar. Las flores, aún recolectadas en yema, se secan y adquieren un color marrón rojizo, con un aspecto similar a las uñas.
Los capullos de flores tan recogidos y secos forman la especia llamada clavo. A pesar del nombre, no tienen nada que ver con la planta de clavel: la combinación entre los dos simplemente se deriva de la forma de clavel que toman los brotes cuando se secan.
Por lo tanto, un solo diente está formado por el largo cáliz gamosepal formado por 4 sépalos y 4 pétalos aún cerrados que forman la parte central central.

Ingredientes activos –
La composición de los clavos se caracteriza por el predominio de un propenilfenol: el eugenol que representa hasta el 80% del aceite esencial y es precisamente este componente el que le da a la especia los aromas y fragancias particulares que lo han convertido en el protagonista no solo de cocinas pero también de perfumes y aceites balsámicos.
Eugenol también tiene poderes antisépticos y anestésicos. En los dientes también hay cantidades discretas de beta cariofileno, un antiinflamatorio natural.
En promedio, 100 g de clavos contienen 274 kcal, así como: proteínas 5.97 g, carbohidratos 65.53 g, azúcares 2.38 g, grasas 13 g, colesterol 0 mg, fibra dietética 33.9 g, sodio 277 mg.

Propiedades y Usos –
Las principales áreas de cultivo de clavos son: Zanzíbar, Indonesia y Madagascar.
Los clavos tienen propiedades anestésicas y analgésicas locales, por lo que se usaron en el pasado como un remedio natural para el dolor de muelas y todavía están presentes en la composición de muchos desinfectantes orales.
Estimulan la circulación sanguínea, ayudan a superar el agotamiento, los dolores de cabeza y la pérdida de memoria, son digestivos y estimulantes. Además, parece que los dientes están entre los alimentos con propiedades afrodisíacas.
Otra virtud de esta preciosa especia es la de ser un poderoso antioxidante natural: combate la acción de los radicales libres y mantiene el cuerpo joven.
Esta especia tiene uno de los más altos poderes antioxidantes (ORAC), un índice de valor 314.446, aproximadamente 80 veces más potente que una manzana. Los clavos tienen un aroma fuerte, dulce y floral, con un toque de pimienta y “cálido”. El compuesto más responsable de este aroma es el eugenol. El sabor de los clavos puede recordar infusiones de carcadè. Se presentan con la forma de uña característica que le dio su nombre. Se compran enteros en frascos y se usan para infusión.
En el uso de alimentos se usan tanto en dulces como en salados. Entre los platos más conocidos se encuentran algunos postres de frutas, especialmente manzanas, pandolci y panes de jengibre, galletas, cremas y rellenos, licores y vinos aromatizados; En el norte de Italia, el vino caliente es muy conocido. En el sabroso acompañan marinados de caza, asados, caldos (especialmente pollo o pollo) y, a veces, quesos sazonados. Van bien con algunas verduras dulces, como cebollas, cebolletas, zanahorias que a menudo se almacenan en conservas con el acompañamiento de un par de dientes. Con frecuencia se usan para dar sabor al té o algunas infusiones.
Fuera de la cocina encuentran un amplio espacio como ya se mencionó en cosméticos y en objetos, como popurrí y ambientador natural.
Los clavos insertados en una naranja se usan como una alternativa natural al alcanfor y otros productos químicos de la polilla, para la ropa de vestuario.
Los clavos colocados en medio limón se usan como una alternativa natural a los químicos contra los mosquitos en las habitaciones. Funciona hasta que el limón esté fresco, luego debe ser reemplazado.

Preparaciones –
Hoy, esta especia, con un aroma penetrante y un sabor amargo penetrante, entra en casi todas las mezclas, desde garam masala hasta baharat. También se usa ampliamente para mejorar la conservación de carnes marinadas, así como para dar sabor a guisos y guisos.
En los Estados Unidos, los clavos perfuman y decoran la pierna de cerdo al horno. En Europa son un ingrediente en pan de especias, vino caliente, conservas de frutas, licores y bebidas.
En la cocina, sin embargo, se usan tanto en recetas dulces como saladas.
Se utilizan para dar sabor a dulces, frutas cocidas, panes de jengibre, galletas, cremas, licores y vinos aromatizados (por ejemplo, vino caliente).
Los clavos acompañan muy bien la carne: se agregan a sopas o sopas con carne, se usan en guisos, con caza y para enriquecer salsas de barbacoa. Sazonan quesos añejos, algunas verduras dulces como cebollas y zanahorias y verduras en escabeche.
El té y las infusiones a menudo se condimentan con esto. Los clavos son muy aromáticos: para darle a un plato un tono picante sin cubrir su sabor, solo uno será suficiente. El aroma particular de los clavos, tan intenso y picante y ligeramente afrutado, los ha convertido en un ingrediente de muchos perfumes y su aceite esencial es ampliamente utilizado en la industria cosmética.
En Indonesia se utilizan para producir cigarrillos aromáticos, con un sabor muy particular.
Es útil colocar un puñado de dientes en una bolsa pequeña en el armario (si lo desea, puede agregar un poco de canela) para mantener alejadas a las polillas, así como colocarlas en un tazón en la despensa mantendrá alejadas las mariposas.

Guido Bissanti

Advertencia: La información que se muestra no es un consejo médico y puede no ser precisa. El contenido es solo para fines ilustrativos y no reemplaza el consejo médico.





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