Anemopaegma arvense

Anemopaegma arvense

La Catuaba (Anemopaegma arvense (Vell.) Stelffeld ex De Souza) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Bignoniaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Scrophulariales, Famiglia Bignoniaceae e quindi al Genere Anemopaegma ed alla Specie A. arvense
Sono sinonimi i termini:
– Anemopaegma mirandum (Cham.) Mart. ex DC.;
– Anemopaegma sessilifolium Mart. ex DC.;
– Anemopaegma subundulatum Bureau & K.Schum.;
– Bignonia arvensis Vell.;
– Bignonia miranda Cham.;
– Jacaranda arvensis (Vell.) Steud..

Etimologia –
Il termine Anemopaegma proviene dalla parola ànemo, proveniente dal greco ἄνεμος, vento, corrente d’aria e dal greco paigma, sport.
L’epiteto specifico arvense proviene da arvum campo, suolo arativo, in riferimento all’ambiente di crescita.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Catuaba è una pianta medicinale originaria della vegetazione del Cerrado, una grande savana tropicale, ecoregione del Brasile, caratterizzata da una grande biodiversità di fauna e flora.
Il Cerrado, secondo il WWF è la savana più ricca biologicamente nel mondo, caratterizzato da un clima caldo, semi-umido, e stagionale, con inverni secchi da maggio a settembre-ottobre. Le precipitazioni annuali si attestano intorno ai 800–1600 mm e con suoli alquanto poveri di elementi.

Descrizione –
La Catuaba è un piccola pianta in forma di arbusto.
Le foglie sono lunghe e lanceolate, con nervatura centrale.
I fiori sono a forma di campanula di colore giallognolo – bianco nella parte terminale.
I frutti sono di colore verde, tondeggianti – ovoidali.

Coltivazione –
L’ Anemopaegma arvense è una pianta che cresce allo stato spontaneo, ampiamente distribuita nel Cerrado brasiliano, in suoli tipicamente poveri di elementi nutritivi.
Purtroppo queste specie, per via della manomissione di alcuni habitat, è considerata una specie in via di estinzione.

Usi e Tradizioni –
Questa pianta, popolarmente noto come catuaba, tatuaba, verga-tesa è usata come afrodisiaco e tonico per il sistema nervoso e la perdita di memoria.
La parte normalmente impiegata è la radice, sebbene vengano utilizzate anche le parti aeree.
La specie contiene triterpeni, flavonoidi, proantocianine ed epicatechine sostituite con fenilpropanoidi, per le quali sono stati riportati effetti antimicrobici, antiossidanti e citoprotettivi.
Sono stati condotti studi tossicologici con un medicinale a base di erbe contenente sia l’Anemopaegma arvense che altre specie e la formulazione è stata considerata sicura. Tuttavia, non ci sono studi che confermano il suo uso popolare come afrodisiaco.
Col termine Catuaba comunque si fa una gran confusione in quanto ci si riferisce, oltre ai sinonimi, ad altre specie come l’Erythroxylum vaccinifolium Mart. 1840 (sinonimo: Erythroxylum catuaba A.J.Silva ex Raym.-Hamet, 1936) e alla Trichilia catigua A.Juss., conosciuta come grande Catuaba.
Comunque della Anemopaegma arvense nella tradizione popolare si utilizza il decotto della corteccia per l’impotenza sessuale, agitazione, ansia, nervosismo, fragilità di nervi, problemi di memoria e stimolante in genere del sistema nervoso centrale. Ha effetti benefici sia negli uomini che nelle donne come afrodisiaco ma è nell’area dell’impotenza maschile che si sono avuti i risultati migliori e non sono stati evidenziati effetti secondari nemmeno a lungo termine.
Inoltre, secondo alcune ricerche, sono stati dimostrati i potenziali effetti citoprotettivi di uno degli estratti commerciali di Anemopaegma arvense.
Attualmente estratti della Catuaba vengono utilizzati spesso nel trattamento di affaticamento, insonnia, ipocondria, impotenza, disfunzione erettile, sciatica. Supporta il sistema immunitario e fornisce energia al corpo.
Alcuni studi hanno dimostrato le sue capacità nel difendere le cellule della pelle contro i radicali liberi, e gli agenti chimici. Il suo consumo combatte quindi l’invecchiamento della pelle e i possibili effetti tossici su di essa.
Inoltre è in corso uno studio che andrebbe a dimostrare come l’estratto di Anemopaegma arvense sia capace di combattere l’apaptosi delle cellule causate da malattie neurodegenerative come il parkinson e altre.

Modalità di Preparazione –
Con questa pianta si preparano delle tisane per i suoi effetti afrodisiaci, per le capacità sulla salute e sulla pelle, oltre che per combattere i processi di invecchiamento e neurodegenerativi della pelle.
Un metodo prevede di versare in un recipiente 200 ml circa di acqua e un cucchiaio di Catuaba. Portare a ebollizione e bollire per 10 minuti. Spegnere e lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare, dolcificare a piacere.
La modalità d’uso prevede da 1 a 2 tazze al giorno preferibilmente al mattino e primo pomeriggio.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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