Galanga

Galanga

La galanga è una radice commestibile ricavata dall’ Alpinia officinarum (Alpinia officinarum Hance) ma anche dalla Alpinia Galanga (Alpinia galanga (L.) Willd.).

Origini e Storia –
Il nome latino Alpinia fu dato alla pianta da Linneo per commemorare Prospero Alpini, un botanico italiano che visse a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento, che catalogò e descrisse numerose piante e fu il primo a comprendere la differenza sessuale tra le piante.
La parola galanga è una distorsione della parola araba Khalanjan che a sua volta deriva dal termine cinese Liangtiang (zenzero dolce).
Pare che nell’antico Egitto ci si preparassero le fumigazioni, mentre per l’introduzione in Europa bisogna attendere il Medioevo, dove figura tra gli ingredienti dell’Ippocrasso, un popolarissimo liquore speziato.
Santa Ildegarda di Bingen, famosa per i suoi studi sulle erbe e le spezie, nel X secolo, definiva la galanga come “la spezia della vita e la usava in molte delle sue preparazioni erboristiche per guarire numerosi mali: dal mal di cuore e il mal di stomaco alla sordità.
Nel tredicesimo e quattordicesimo secolo, la galanga era usata dai Turchi per fare un tè e gli Arabi la usavano come stimolante per i cavalli. Ancora oggi, in Russia, a lungo dominata dai Turchi, è usata per fare un aceto e dei liquori.
Nell’antichità, inoltre,la pianta è stata ampiamente utilizzata anche per i suoi effetti afrodisiaci e per la sua azione rilassante grazie alle sue qualità aromatiche.

Descrizione –
La galanga è ricavata dalla radice sia dell’Alpinia officinarum che della Alpinia Galanga.
La parte commestibile è la radice rizomatosa, che deve essere sbucciata e poi schiacciata; in commercio si trova anche essiccata o in polvere.

Principi attivi –
La galanga è una radice dalle minime proprietà nutrizionali, motivo per il quale viene utilizzata generalmente in piccole quantità solo per insaporire i piatti.
Un cucchiaio di galanga cotta, contiene soltanto 5 calorie ma contiene, ovviamente, apprezzabili quantità di fibre, vitamine e minerali.
I principi attivi della radice di galanga sono rappresentati dall’olio volatile e la resina.
Gli oli volatili, contenuti in questa pianta, sono in generale, come per le erbe aromatiche, conferiscono un particolare profumo e rappresentano anche la chiave di alcuni benefici chimici, legati all’assunzione della galanga.
Questa contiene una quantità di oli volatili che varia da una concentrazione dello 0.5% al 1%. Sono presenti anche numerose sostanze chimiche attive, tra cui: sequiterpeni, l’eugenolo ed inoltre è contenuta una miscela di sostanze chimiche tra cui: cineolo, isomeri del cardinene e galangina, che è in altre parole un enzima antiossidante.

Proprietà ed Usi –
La galanga vanta numerose proprietà, sia alimentari che terapeutiche e si può considerare un’alternativa allo zenzero, di cui condivide l’appartenenza alla stessa famiglia, per il suo sapore pungente.
Sono state rilevate proprietà antifungine, anche se ancora non sono state ufficialmente testate per poterne permettere un utilizzo della galanga come antimicotico.
Sono per altro offerti degli ingredienti in essa che sono classificati come aromatici, carminativi, diaforetici e stomachici, ovvero con proprietà positive per il sistema digestivo. Si rilevano per altro proprietà toniche ed antibatteriche, le quali vengono sfruttate nella medicina veterinaria ed anche in quella omeopatica. Nello specifico queste proprietà sono ottime per la risoluzione di problemi quali ad esempio infezioni fungine, dolori alle articolazioni ed ai muscoli, in altre parole reumatismi.
In alcune applicazioni popolari la galanga viene utilizzata per curare sintomi quali mal di stomaco e diminuzione dell’appetito.
Storicamente, la galanga è stata utilizzata così come lo zenzero, in trattamenti di nausea ed eccessive presenze di gas nello stomaco. Ancora, altri usi della pianta si incontrano nel caso in cui si debbano abbassare i livelli della pressione sanguigna o al contrario si debbano aumentare i quantitativi e la motilità degli spermatozoi. Importante beneficio è che la galanga, secondo alcuni studi ancora in fase di sviluppo, mostra di essere un valido strumento nella lotta contro il cancro e nello specifico per quanto riguarda la lotta del cancro ai polmoni ed alla mammella. Le proprietà antiossidanti di questa pianta la rendono efficace a tal proposito. L’azione benefica è stata osservata sia per la galanga maggiore che per quella minore. Gli esperimenti hanno precisamente rilevato che grazie all’uso della galanga si riescono ad uccidere le cellule tumorali ed allo stesso tempo si garantisce una protezione alle cellule sane, che in tal maniera non rischiano di essere attaccate e divenire cancerose.
L’uso di galanga nella lotta a questo male, promette risultati davvero sorprendenti, tuttavia l’uso non è ancora consigliato dai medici dal momento che è possibile che si incorra in sgradevoli effetti collaterali, perciò si attendono gli esiti di nuove ricerche in questa direzione.
In India viene usata come deodorante corporeo.
La radice è la parte commestibile della galanga. Questa viene ampiamente utilizzata come condimento in cucina, specialmente nella tradizione asiatica e del Medio Oriente, sebbene in realtà la galanga sia strettamente legata alla tradizione thailandese. Viene usata, in particolar modo, in cucina per la preparazione di piatti tipici indonesiani e ad ogni modo è possibile sostituire sempre il curry con la galanga. Il suo uso è ottimo per arricchire piatti a base di pesce, ma anche zuppe, salse, pollo, carne rossa e verdure. È possibile trovare la galanga in forma congelata o altrimenti sotto forma di polvere o secca. Per l’uso in cucina viene scelta soprattutto la galanga maggiore (Alpinia galanga), che è per altro la tipologia maggiormente distribuita. La galanga minore (Alpinia officinalis) è invece, per lo più limitata ai mercati del Sud Est asiatico, dove viene utilizzata per la preparazione di ricette più sofisticate. In entrambi i casi, la quantità adottata è variabile.
Dalla radice di galanga è possibile trarre il relativo olio, in seguito ad un processo di distillazione in acqua. Oltre che per fini culinari, la galanga è anche utilizzata per uso medico, ed in particolare è famosa nella medicina cinese. Essa viene utilizzata contro la nausea, flatulenza, dispepsia, reumatismi, catarro ed enteriti.
Un uso interessante della galanga può essere come additivo alimentare nella conservazione di alimenti e nello specifico per quella di carne: con l’uso di galanga si riesce infatti a ottenere una migliore e prolungata durata di stabilità ossidativa della carne macinata.
Per quanto concerne le controindicazioni, non sono ancora stati effettuati studi ufficiali sugli utilizzi della galanga, pertanto nel caso in cui se ne desideri fare un uso per fini medici è bene innanzitutto informarsi adeguatamente con un medico o un esperto.

Preparazioni –
Nell’uso in cucina della galanga si consiglia di sbucciare, tagliare in piccoli pezzi e schiacciare la radice per far sprigionare l’aroma. Una fetta di radice equivale a mezzo cucchiaio di polvere. Questa si accompagna bene con zenzero e lemon grass o pepe bianco.
La galanga è apprezzata soprattutto per la dolcezza a cui fa da contrappunto un retrogusto pungente, in larga parte assimilabile allo zenzero. L’aroma è fruttato, con tonalità di vaniglia. Spesso figura tra le spezie con cui si compone il curry. Nelle gastronomie thailandese e indonesiana è usatissima per aromatizzare e insaporire pesci, carni e zuppe (famosa la zuppa di pollo thailandese), generalmente insieme a aglio, limone, peperoncino o pepe bianco.
Viene usata, inoltre, per dare un sapore particolare ai risotti o alle preparazioni a base di legumi. Risulta perfetta per tisane e decotti, aggiungendo ai benefici normalmente riconosciuti allo zenzero freschezza e aroma floreale.
Una possibile alternativa è quella di consumare la galanga, preparando un tè. Per la preparazione basta aggiungere 0,5 grammi, massimo 1 grammo di galanga essiccata, assieme ad una piccola dose di rizoma, in dell’acqua bollente. Lasciare dunque, il tè in infusione per un tempo di 5 o 10 minuti al massimo e successivamente è possibile filtrare il tè e consumarlo 30 minuti prima dei pasti. Il tè così preparato può essere consumato anche tre volte al giorno.

Guido Bissanti

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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