Aloe africana

Aloe africana

L’Aloe Africana o Aloe spinosa (Aloe africana (L.) Burm.f.) è una specie arborescente appartenente alla famiglia delle Aloeaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Liliopsida, Ordine Liliales, Famiglia Aloeaceae e quindi al Genere Aloe ed alla Specie A. africana.

Etimologia –
Il termine Aloe proviene da aloe in Plinio (forse dal greco ἅλς, ἁλός háls, halós mare, sale o, più probabilmente, dall’arabo aluat cosa amara, per il succo amarissimo).
L’epiteto specifico africana in quanto proveniente o di origine africana, dell’Africa.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Aloe Africana è una pianta originaria della Provincia del Capo Orientale, in Sudafrica, dove la sua distribuzione è centrata nell’area intorno a Port Elizabeth e Uitenhage.
Il suo habitat è quello delle aree collinari o di pianura, dove cresce in vegetazioni folte, ma è una pianta che si adatta a svariate condizioni climatiche e pedologiche e con piovosità che oscillano tra 600 e 700 mm per anno.
Cresce spesso in associazione con Aloe ferox, Aloe pluridens e Aloe speciosa e non è rara la formazione di ibridi con queste specie.

Descrizione –
L’Aloe Africana si riconosce per le foglie sottili che formano delle rosette più disordinate rispetto ad altre specie di Aloe. Le foglie hanno una forma più curva e sono disposte in una densa rosetta apicale ed hanno forma allungata, lanceolata, con una superficie di colore grigio-verde; i margini e il lato inferiore di ogni foglia sono munite di piccoli denti rossastri, che è comunque una caratteristica comune nel genere delle Aloe.
Tra le caratteristiche distintive di questa specie ricordiamo i fiori, di colore giallo-arancio che hanno un’angolatura di quasi 90 gradi, in forma di racemi grandi, alti e affusolati fino a un certo punto.
La pianta cresce lentamente e fiorisce quando ha compiuto dai quattro ai cinque anni. Il periodo di fioritura va dall’inverno all’inizio della primavera (da luglio a settembre in Sudafrica).

Coltivazione –
L’Aloe Africana, come altre Aloe cresce bene in zone soleggiate e suoli tendenzialmente sciolti e ben drenati.
Il clima deve essere comunque moderato, caldo e umido durante le estati e senza gelate nel periodo invernale.
Dal punto di vista pluviometrico le precipitazioni ottimali si aggirano tra 600 e 700 mm durante tutto l’anno.
Può essere coltivata per giardini rocciosi dove può essere posta come pianta pricipale attorno a cui far crescere altre piante grasse. Importante è tenerla lontana dai passaggi di persone per evitare, con le sue spine di rovinare vestiti o danneggiare la pelle di chi passa.

Usi e Tradizioni –
L’Aloe Africana è una pianta che fu descritta nel 1768 dal botanico scozzese Philip Miller, che era anche il capo giardiniere del Chelsea Physic Garden. È stata coltivata in Europa prima ancora che fossero descritte altre specie di Aloe ed ancora prima che Linneo stabilisse il sistema di classificazione binominale attualmente in uso. L’epiteto specifico che Miller gli ha dato è semplicemente in riferimento alle sue origini africane.
Oggi questa pianta viene largamente impiegata nella medicina popolare sudafricana come curativa.
All’interno delle sue foglie è presente un gel che può inoltre essere impiegato come un equivalente di quello contenuto in Aloe vera, date le sostanze simili, ossia come lenitivo della pelle in caso di ferite, scottature o escoriazioni.
Tra le altre caratteristiche si ricorda che i suoi fiori sono visitati ed impollinati da api e colibrì.

Modalità di Preparazione –
L’Aloe Africana viene utilizzata ed impiegata con le stesse modalità e gli stessi utilizzi dell’Aloe vera o di altre Aole.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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