Nyctereutes procyonoides

Nyctereutes procyonoides

Il nittereute o cane procione (Nyctereutes procyonoides Gray, 1834) è un mammifero appartenente alla famiglia dei Canidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Phylum Chordata, Classe Mammalia, Ordine Carnivora, Famiglia Canidae, Sottofamiglia Caninae, Tribù Vulpini e quindi al Genere Nyctereutes ed alla Specie N. procyonoides.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il cane procione è un canide originario dell’estremo oriente, dall’Indocina settentrionale all’angolo sudorientale della Russia ed è presente anche in Mongolia e nell’arcipelago giapponese, in cui è ristretto all’areale relativo a Hokkaido, Honshu, Shikoku, Kyushu, Awaki, Sado e altre isole a nord del Kyushu.
È stato introdotto in Europa nel 1928, nei pressi di Mosca, dove fu allevato per anni in cattività per la sua pelliccia in Russia; successivamente fu deciso, intorno alla seconda metà degli anni venti, di rilasciare migliaia di esemplari della sottospecie N. p. ussuriensis in vari zone della porzione europea dell’Unione Sovietica per stabilire una nuova popolazione di animali da pelliccia.
È stato così che in tempi successivi questo mammifero si è diffuso in altri Paesi europei e segnalato, in momenti successivi in varie zone.
I primi segnalamenti in Finlandia risalgono agli anni trenta e quaranta, per poi colonizzare il Paese negli anni cinquanta fino ad abitare la maggior parte della Finlandia centrale e meridionale a metà degli settanta.
La colonizzazione in Estonia e Lituania avvenne negli anni cinquanta ed in Svezia nel 1945, dove però ha cominciato a proliferare solo all’inizio del XXI secolo. In Norvegia, la prima segnalazione avvenne nel 1983 e non vi furono ulteriori avvistamenti fino al 2008, quando una manciata di esemplari furono abbattuti nella Norvegia centrale.
In Polonia le prime segnalazioni avvennero nel 1955, e nella Germania dell’Est nel 1961-1962. Dal 1995 al 2003, ci furono piccole segnalazioni anche in Danimarca.
In Francia, la specie fu prima segnalata nella seconda metà degli anni settanta, con la prima riproduzione confermata nel 1988. Oggi, la specie si trova anche, se in maniera sporadica nei Paesi Bassi, Moldavia, Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, e Serbia. Inoltre c’è stata almeno una segnalazione in Macedonia del Nord, e nel 2008 un esemplare fu investito da un’auto nella Spagna sudorientale.
Anche in Italia si sono avvenuti avvistamenti a partire dalla seconda metà degli anni ottanta nella Val di Non (Trentino), con un’ulteriore segnalazione nell’Oltre Po Pavese durante la primavera del 1990 ed altre segnalazioni successive.
In definitiva oggi è presente in Europa ed Asia centro-settentrionale e, probabilmente è presente in tutta l’area alpina e nord-appenninica.
L’habitat di questa specie è quello delle foreste umide e delle rive dei fiumi e dei laghi in estate e le brughiere in autunno e inverno. Nell’arcipelago finlandese, abita soprattutto nelle foreste di pini, dove si nutre di mirtilli blu.

Descrizione –
Il Nyctereutes procyonoides è un mammifero di media taglia della lunghezza, tra testa e corpo di 50-85 cm, con una lunghezza della coda di 15-31 cm, una lunghezza degli orecchi di 4-6,5 cm ed un’altezza al garrese di 35-39 cm. la specie presenta un certo dimorfismo sessuale con il maschio, normalmente più grande della femmina, che pesa 4,2-9,2 kg e la femmina 3,5-8,7 kg. La taglia adulta è normalmente ottenuta nel primo autunno dopo la nascita, e la maturità sessuale arriva a 9-11 mesi.
Si riconosce, inoltre, per avere il corpo circa come una volpe, ma più compresso.
Il pelo è lungo e folto, e superiormente di colore grigio – bruno – nerastro, mentre inferiormente è scuro.
Il cranio è robusto, con una fronte elevata, una regione facciale corta, e una cresta sagittale ben sviluppata. La mandibola dispone d’una grande protuberanza, separata dal processo angolare da un incavo, un tratto primitivo condiviso con gli urocioni del nuovo mondo. I denti sono relativamente piccoli e deboli, con spesso il terzo molare inferiore mancante.
Presenta un muso appuntito, con naso nero, maschera facciale scura, che dagli occhi (bruni-rossastri) arriva alla gola; gli orecchi sono brevi, arrotondati, poco sporgenti dal pelo. Ha zampe brevi e coda breve e folta.
In generale il Nyctereutes procyonoides è una specie anomala che mantiene tratti di altri caniformi, come i procionidi e i tassi, andati perduti negli altri canini, essendo insolitamente tozzo e lento, disponendo d’una mascherina di pelo scuro attorno agli occhi, e andando in letargo.

Biologia –
Il nittereute è un animale strettamente monogamo, che difende il proprio territorio dagli esemplari dello stesso genere; l’ampiezza del territorio dipende dall’abbondanza di cibo. Questo animale si accoppia solitamente nel periodo di marzo ed entrambi i genitori scavano o s’impadroniscono di una tana una settimana prima del parto.
La gestazione dura 8-9 settimane (mediamente 62 gironi) ed il parto avviene in primavera, con 4-8 piccoli inetti con occhi chiusi e pelo nero, allevati in tane sotterranee o in nicchie.
Nelle are della Finlandia, Polonia e Russia sudorientale, la cucciolata media consiste in nove piccoli, pesanti 120 grammi. Nelle zone più fredde, come la Russia nordoccidentale, le cucciolate sono più piccole, con solitamente solo sei cuccioli.
La prole viene accudita da tutti e due i genitori ed i cuccioli emergono dalla tana all’età di 3-4 settimane.
Come molti caniformi, ma unicamente fra i canini, il nittereute va in letargo.
Così nella prima metà dell’inverno, questo mammifero aumenta il suo grasso sottocutaneo del 18-23% e il grasso interno del 3-5%. Gli esemplari che non riescono ad ottenere questi livelli di grasso solitamente non sopravvivono all’inverno. Quando la profondità della neve raggiunge i 15-20 cm, la mobilità del nittereute è limitata a 150-200 metri dalla tana. Durante il letargo, il metabolismo rallenta del 25%, tornando alla normalità verso febbraio, quando le femmine entrano in calore e il cibo diventa più disponibile.

Ruolo Ecologico –
Il cane procione è un mammifero dalle abitudini crepuscolari-notturne, solitarie o più raramente in coppia o in gruppi familiari.
In generale è soprattutto un animale notturno ed opportunista, che occupa una nicchia ecologica simile a quello del tasso e della volpe rossa, cibandosi di qualsiasi fonte di cibo disponibile, sebbene possa diventare un cacciatore specializzato di anfibi nelle zone umide.
Si tratta infatti di un animale onnivoro, con una dieta che varia stagionalmente. Nella prima metà dell’estate, si ciba soprattutto di rane, lucertole, invertebrati, insetti, di uccelli e delle loro uova. La sua alimentazione è comunque rappresentata anche da piante, in particolare di bacche e frutti, prima di andare in letargo. Indipendentemente dalla stagione, i piccoli roditori rappresentano la loro principale preda. Se se ne presenta l’opportunità, il nittereute può nutrirsi anche di carogne, di pesci e di crostacei come granchi e gamberi di fiume.
Il nittereute non abbaia, ma ringhia se minacciato.
Tra i suoi principali predatori c’è da annoverare il lupo che ne uccide gran numero soprattutto durante la primavera e l’estate, ma anche raramente in autunno. Le volpi rosse uccidono i cuccioli di questo animale, e sono state segnalate a mordere gli adulti fino alla morte. Inoltre sia le volpi rosse che i tassi fanno concorrenza ai nittereuti per il cibo, e quando questi entrano nelle loro tane possono essere uccisi. Casi di predazione da parte delle linci sono rari, ma i nittereuti sono vulnerabili ad attacchi da parte di vari uccelli rapaci come le aquile reali, le aquile di mare, gli astori e i gufi cornuti.
Per quanto riguarda il suo rapporto con l’uomo il nittereute fornisce una pelliccia folta e durevole, ma ispida ed in cattività, può produrre 100 grammi di lana di una qualità solo poco inferiore a quella di capra.
Le pellicce di nittereute sono quasi esclusivamente usate per le finiture, poiché i peli di guardia hanno la tendenza di arruffarsi.
inoltre la carne del nittereute è altamente nutriente, con un contenuto del 18% di proteine e del 3% di grassi. Essa è apprezzata dagli abitanti dell’estremo oriente russo.
Il nittereute rappresenta invece qualche problema per la fauna locale, in particolare per gli anfibi e per la selvaggina da penna, soprattutto sulle isole. Tra l’altro nelle zone fluviali, durante la primavera, si nutre quasi esclusivamente delle uova e dei pulcini; risulta dannoso inoltre per gli animali di pelliccia come i topi muschiati, poiché distrugge le loro tane e si ciba dei loro piccoli. In Ucraina e nella Russia meridionale, il nittereute causa parecchi danni agli orti, alle coltivazioni di meloni, ai vigneti e ai campi di grano.
Inoltre questa specie può veicolare parassiti e malattie dannose per l’uomo e il bestiame. È inoltre un importante vettore di rabbia: in Polonia ed Estonia, il 30-50% dei casi di rabbia sono stati attribuiti ai nittereuti, così come circa il 75% dei casi in Finlandia durante l’epidemia nel 1988-1989.
Per questo motivo in vari Paesi esistono diverse regolamentazioni per la caccia di questo mammifero, più o meno restrittive. In Italia, per esempio, la specie non è protetta, ma non può essere cacciata senza il permesso delle autorità competenti, in quanto non è inclusa nella lista delle specie oggetto di prelievo.
Per quanto riguarda il suo status ecologico il Nyctereutes procyonoides è classificato dalla IUCN tra le specie a rischio minimo, dato che è comune nel suo areale indigeno asiatico e ampiamente diffuso in Europa dopo introduzioni artificiali.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guida dei mammiferi d’Europa. Franco Muzzio Editore.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. La grande enciclopedia degli animali. Gribaudo Editore.

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