Urospermum dalechampii

Urospermum dalechampii

Il boccione maggiore (Urospermum dalechampii (L.) Schmidt, 1795) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Asterales, Famiglia Asteraceae, Sottofamiglia Cichorioideae, Tribù Cichorieae, Sottotribù Hypochaeridinae e quindi al Genere Urospermum ed alla Specie dalechampii.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Arnopogon dalechampii (L.) Willd.;
– Tragopogon bicolor Moench;
– Tragopogon dalechampii L., 1753;
– Tragopogon laetus Salisb.;
– Tragopogon verticillatus Lam.;
– Urospermum grandiflorum St. -Lag..

Etimologia –
Il termine Urospermum proviene dal greco οὐρά ourá coda, becco e da σπέρμα spérma seme: per il lungo prolungamento dell’achenio.
L’epiteto specifico dalechampii è legato al medico e botanico francese Jacques Daléchamp (Daléchamps) (1513-1588), autore dell’opera enciclopedica Historia generalis plantarum (1586), a cui è stata dedicata la specie.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il boccione maggiore è una specie tipicamente euro-mediterranea, distribuita soprattutto nel versante centro occidentale del continente.
In Italia è presente soprattutto al centro e al sud. La si ritrova anche sui rilievi dei dipartimenti di Alpes-de-Haute-Provence, Alpes-Maritimes e Drôme, nel massiccio centrale, in Francia e sui Pirenei.
Fuori dall’Europa è presente anche in Africa ed in Asia, con esclusione in quella tropicale.
Il suo habitat è quello dei luoghi soleggiati dei prati aridi, delle garighe, degli incolti ma anche dei vigneti ed uliveti, di aree lungo le vie, di ambienti ruderali, nelle scarpate e nei luoghi rocciosi misti a prato, dove cresce sia su suoli calcarei che silicei con pH neutro e medi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido. La pianta cresce dal livello del mare sino ai 1200 m. s.l.m., con una graduale rarefazione verso le quote più alte.

Descrizione –
L’ Urospermum dalechampii è una pianta erbacea, perenne, setoso-pelosa che cresce tra 20 e 40 cm.
Il fusto si presenta eretto-ascendente, semplice o poco ramoso, foglioso nella metà inferiore.
Le foglie basali sono pennatosette, le cauline progressivamente indivise ed infine intere e lanceolate.
I fiori, dall’aspetto di piccole margheritine, sono riuniti in un grande capolino, di 3-4 cm, solitario, portato su lungo peduncolo ingrossato; il capolino è di colore giallo limone, con gli esterni con strie purpuree e si presenta con squame involucrali lanceolate, di colore verde, concresciute in basso e libere in alto, Frutto ad achenio rugoso e piumato.
Il frutto è una cipsela di 5-6 mm, compressa lateralmente. con 4-6 coste tubercolate e rostrata con un becco scabroso di 11-14 mm, allargato alla base e gradualmente ristretto all’apice dove supporta un pappo di 12 – 13 mm, piumoso e scuro, disposto con setole in 2 serie.

Coltivazione –
Il boccione maggiore è una specie che cresce allo stato spontaneo con una distribuzione quasi indifferente rispetto alle caratteristiche pedologiche del substrato e che si diffonde tramite semi.
Predilige comunque le aree aride e soleggiate.

Usi e Tradizioni –
L’ Urospermum dalechampii, per le sue caratteristiche organolettiche e per i principi attivi contenuti è da considerare una pianta commestibile ed officinale.
Di questa pianta si utilizzano le foglioline basali tenere, raccolte prima della fioritura, lesse e condite, inoltre i boccioli fiorali si possono conservare in salamoia come i capperi.
Le foglie basali, di gusto amarognolo, vengono utilizzate come quelle della cicoria, di norma insieme ad altre erbe.
Il periodo di raccolta più idoneo è quello tra Marzo ed Aprile.
Di queste erbe dal caratteristico sapore amaro, si consiglia, nella raccolta delle foglioline, di non estirpare l’intera pianta.

Modalità di Preparazione –
Il boccione maggiore, come molte piante alimurgiche, si presta per la preparazione di molti piatti legati soprattutto alle tradizioni locali dove cresce. In generale, comunque, vengono raccolte le foglie più tenere per consumarle lesse. Anche i boccioli, come detto, si prestano ad essere conservati allo stesso modo dei capperi.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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