Rhododendron ferrugineum

Rhododendron ferrugineum

Il Rododendro rosso o Rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum L.) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Ericaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Ericales, Famiglia Ericaceae e quindi al Genere Rhododendron ed alla Specie R. ferrugineum.

Etimologia –
Il termine Rhododendron proviene dal greco ῥόδον rhódon rosa e da δένδρον déndron albero: per il colore dei fiori di molte specie di questo genere.
L’epiteto specifico ferrugineum viene da ferrum ferro: ferrugineo, color rosso bruno, color ruggine.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Rhododendron ferrugineum è una specie endemica dell’Europa meridionale e centro-occidentale costituendo popolamenti nelle zone montuose (Alpi e Pirenei) di Spagna, Andorra, Francia, Svizzera, Austria e Germania. In Italia è presente sulle Alpi e Appenino tosco-emiliano.
Il suo habitat è quello dei mmacereti, delle praterie d’altitudine, nelle cenge e su pendii a innevamento prolungato, con optimum su substrati silicei nei lariceti della fascia subalpina. Supera frequentemente il limite degli alberi colonizzando le praterie alpine: popolamenti estesi rivestono di preferenza i versanti freschi ed esposti a nord ad innevamento prolungato.

Descrizione –
Il Rododendro rosso è una pianta che cresce in forma di arbusto, sempreverde e che può raggiungere un’altezza massima di 1,5 m.
Ha un apparato radicale superficiale e con radici molto sottili.
I rami sono fragili eretti o ascendenti.
Le foglie sono di forma lanceolata tendente all’ellittico, di 2,8 – 4cm, semplici, glabre, lucide e coriacee nella pagina superiore.
Agli apici dei rami sono posizionate sia piccole gemme vegetative, che daranno vita a nuovi rami nel periodo di crescita, che le più grandi gemme fiorali. Queste ultime contengono i fiori protetti dalle perule coriacee.
I fiori sono raggruppati in infiorescenze racemose a corimbo con un rachide centrale sul quale si innestano i peduncoli fiorali.
La corolla è generalmente di un colore rosa acceso e di rado bianca, con piccole macchie gialle sulla superficie esterna.
I petali sono 5, saldati alla base e liberi all’estremità dando una forma campanulata e stretta al fiore. L’androceo è composto da stami con antere giallo chiaro sorrette da peduncoli ricurvi verso l’alto.
Il periodo di fioritura è tra giugno e luglio.
I frutti sono delle piccole capsule ovoidali, di 4-11 mm, con 5 valve, che seccandosi a maturazione si dividono secondo cinque setti spargendo i semi.
I semi sono minuti, piani, alati di 1 mm.

Coltivazione –
Il Rhododendron ferrugineum può essere coltivato, durante la bella stagione, all’aperto purché collocata all’ombra e all’umido, durante i mesi freddi (che corrispondono al periodo di intensa fioritura) si può tenere anche in casa ma non alla luce diretta del sole e non accanto a fonti di calore.
Per vegetare bene questa pianta ha bisogno di una temperatura compresa tra gli 8 °C ei 16 °C.
Il substrato va mantenuto costantemente umido con acqua essere senza calcare perché altrimenti le foglie ingialliscono e cadono; inoltre si consiglia un substrato soffice, acido, privo di calcare.
La potatura del rododendro si esegue a metà primavera con una leggera accorciatura dei rami. La pianta va poi sempre mantenuta simmetrica.
La moltiplicazione consigliata è per talea e si effettua tra luglio a settembre prelevando dei germogli, lunghi circa 10 cm, erbacei o semi-legnosi di azalee, e mettendoli a radicare in una cassetta con torba e perlite.
Le talee si tagliano sotto il nodo in senso obliquo poi vanno sistemate in una composta di torba e perlite ad una profondità di 1,5-2 cm ed ad una temperatura intorno ai 20°C. il terriccio va sempre leggermente umido.
Ci vuole un mese perché le talee sviluppino l’ apparato radicale, poi vanno invasate in pieno campo o in vasi con diametro di 8 cm circa con substrato di torba, aghi di pino e terra di brughiera. Dopo 20 giorni spunterà il bocciolo fiorale che va asportato, va contestualmente fatta una cimatura.
Se tenute nei vasi piccoli, dopo due mesi si rinvasa in vasi più grandi, di circa 15 cm di diametro con substrato soffice e poroso.

Usi e Tradizioni –
Il rododendro ferrugineo condivide il nome comune di “rosa delle Alpi” con un’altra molto simile che è il Rhododendron hirsutum.
Le foglie di questa pianta contengono glucosidi che sono stati causa di avvelenamenti di cavalli, pecore ed altri erbivori. Mettendo a macerare in olio le galle prodotte dal fungo Exobasidium rhododendri si ottiene il famoso “olio di marmotta”, ritenuto efficace contro i dolori reumatici e come vulnerario.
È una pianta mellifera e lungo l’arco alpino esiste una produzione esclusiva di miele di puro rododendro; dal momento che le alte quote non permettono la sopravvivenza degli alveari durante tutto l’anno, questa produzione è basata sull’apicoltura nomade: il miele è di colore molto chiaro, lievemente acido. In passato i rametti secchi del rododendro venivano utilizzati come scope e filtri per il latte.
Il Rhododendron ferrugineum è considerato a ragione come simbolo della fioritura alpina. Ricopre, spesso a manto continuo, i pendii montuosi con fioritura di un bellissimo colore rosso aurora.

Modalità di Preparazione –
Da questa pianta, soprattutto dalle foglie, come da altri rododendri si estraggono glucosidi che vantano proprietà antisettiche e antireumatiche e sostanze che sono impiegate come stabilizzanti nella stampa fotografica a colori.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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