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Lawsonia inermis

L’Henna o Henné (Lawsonia inermis L.) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Lythraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Magnoliidae, Ordine Myrtales, Famiglia Lythraceae e quindi al Genere Lawsonia ed alla Specie L. inermis.
È sinonimo il termine Lawsonia alba Lam..

Etimologia –
Il termine Lawsonia è stato dedicato da Linneo all’amico ed editore Isaac Lawson.
L’epiteto specifico inermis, è dovuto in quanto originariamente questa pianta era stata classificata con tre nomi diversi (inermis, spinosa, alba) attribuiti rispettivamente alla forma giovanile, a quella adulta e a una varietà dai fiori bianchi; quando i botanici riconobbero che si trattava di un’unica specie mantennero il nome dello stadio giovanile anche se crescendo la pianta diventa spinosa.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Lawsonia inermis è una pianta originaria delle regioni subtropicali del bacino del Mediterraneo oggi è diffusa e coltivata in tutti i paesi arabi, in Nordafrica dal Marocco, all’Egitto, alla Tunisia, in Asia minore, Iran, fino all’India occidentale; ma la coltivazione si è estesa fino alla Cina e alla Florida.

Descrizione –
La Lawsonia inermis è una specie arbustiva suffruticosa, spinosa che può raggiungere, in condizioni ottimali, anche 6 – 7 metri di altezza, diventando molto longeva.
Ha foglie opposte, lanceolate o obovate.
I fiori sono piccoli, il cui colore varia dal bianco al rosato.
La fioritura è da maggio a luglio, ed i frutti sono delle capsule.

Coltivazione –
La Lawsonia intermis, anche se di origine tropicale e sub-tropicale, grazie alla sua facile adattabilità può essere coltivata quasi ovunque nelle zone a clima mite e con le dovute accortezze, anche in ambiente chiuso.
Nelle zone in cui la temperatura non scende quasi mai sotto i 15 °C, il periodo di semina avviene nel mese di marzo.
La quantità di seme si aggira intorno a 7 – 10 kg di seme per ettaro. La semina, da effettuare, verso la metà di febbraio possono essere messi anche in una ciotola con dell’acqua, che andrà cambiata con frequenza, finché non saranno spuntati i primi germogli. Giunto questo momento, si provvederà a mettere i semi germogliati in vasetti con la terra sabbiosa, che poi verrà riposta sulla terra finale, preparata per le future piante di hennè. A questo punto i semi andranno coperti con terra concimata ed innaffiati molto frequentemente. Più avanti, le piccole piantine prediligeranno un ambiente con poca acqua, da aggiungere solo quando la terra sarà quasi secca, simulando cioè le condizioni climatiche delle zone desertiche.
Dopo 3 o 4 mesi le piantine iniziano a raggiungere circa 30-40 cm di altezza. Questo è il momento di preparare il terreno, preventivamente concimato con sostanza organica, in cui trapiantarle, così da poterle disporre in file a 30-45 cm di distanza. Una volta impiantate l’irrigazione deve essere sporadica e a richiesta. Un’irrigazione frequente rischia di creare funghi e favorisce gli attacchi parassitari alla pianta. Le piccole piantine continueranno a crescere e, se ben radicate, produrranno fiori e foglie per circa sessant’anni e più.
Dopo tre anni le foglie di Lawsonia intermis sono pronte per il primo raccolto. La fioritura e il periodo balsamico della pianta sono compresi nei mesi di aprile-maggio e di ottobre-novembre, permettendo così due momenti di raccolta durante l’anno. La raccolta delle foglie avviene tagliando i rami e potando le foglie mature alla base della pianta, poi raccolte in luogo d’ombra, fresco ed asciutto per procedere all’essiccazione.

Usi e Tradizioni –
La pianta di Lawsonia intermis è conosciuta sin dall’antichità, soprattutto nella sua zona d’origine, il Medio Oriente (Mesopotamia e antico Egitto), ma i termini italiani henna e alcanna come anche il prestito linguistico francese henné sono più recenti, infatti derivano tutti dall’arabo al hanna, di origine persiana, nome entrato nella lingua italiana nel XVI secolo.
Il suo uso è molto antico, perfino nelle tombe dei faraoni egizi sono state ritrovate polveri ricavate dalle sue foglie e mummie con le unghie colorate con hennè.
L’Hennè, conosciuto anche come Alcanna vera o Alcanna d’Oriente, è usato da secoli nei paesi di origine come colorante dei capelli, che assumono riflessi ramati più o meno intensi a seconda del colore di base. Per la pelle è utilizzato per tatuaggi temporanei; la polvere di Hennè era utilizzata come pratica religiosa e tradizionale per tingere la barba e i capelli, per tatuaggi che decorano le mani, i piedi e altre parti del corpo; in molti paesi questa usanza è ancora molto viva. È adoperato, inoltre, anche per tingere fibre vegetali, legno, e pelli animali (cuoio).
In Nordafrica e India viene usata per tatuaggi temporanei su mani e piedi nei matrimoni e altri riti religiosi come mehndi o per la tintura dei capelli. La conoscenza delle proprietà coloranti e antisettiche risale a tempi antichissimi; se ne trovano tracce fin nelle mummie egiziane.
Dalle foglie e dai rami essiccati e macinati si ricava una polvere giallo-verdastra utilizzata come colorante su tessuti e pelle animale. La molecola colorante è chiamata lawsone (un naftochinone), una sostanza di colore rosso arancione che è presente nelle foglie della pianta.
Il contenuto in lawsone delle foglie di hennè varia da regione a regione, ed il livello più alto è stato stimato attorno all’1%.
Il lawsone si lega alla cheratina, la proteina dei capelli, delle unghie e della pelle, colorando queste strutture, attraverso la formazione di legami di tipo elettrostatico. La molecola del lawsone, reagisce anche con i gruppi solforati e con i gruppi amminici presenti nella cheratina.
La tonalità rosso bruna varia in funzione della composizione in rami (rosso) e foglie (marrone). Le foglie raccolte vengono essiccate, polverizzate e setacciate per creare la famosa polvere riflessante colorante. Spesso henné viene mescolato con l’indaco, per disporre di una maggior gamma di colori scuri, e con la Cassia obovata.
Nell’industria tessile, inoltre, l’hennè è stato adoperato con successo nella colorazione di molte fibre; il suo uso in combinazione con vari sali inorganici ha permesso di ottenere una vasta gamma di colori, oltre a quello rosso originale. Se poi il filato viene messo a bagno, prima e dopo la colorazione in una soluzione acida, la tintura diventa permanente, resistente al lavaggio ed alla luce del sole.
L’hennè è utilizzato in Italia, come nel resto del mondo, soprattutto come tintura naturale per capelli, in alternativa, non certo in sostituzione, ai coloranti di sintesi chimica e di recente è utilizzato anche per fare tatuaggi temporanei color rosso-bruno.
L’hennè riflessa di rosso i capelli bruni, di rosso mogano quelli castani, colora in rosso medio i biondi scuri e in rosso carota biondi chiari e capelli ossigenati o bianchi.
In definitiva conferisce la medesima colorazione a tutti i capelli e le differenze sono dovute esclusivamente al colore di fondo sui quali è applicato.
L’ambiente alcalino limita la capacità di legame tra fibra (lana, cotone, capello ecc.) e tintura, mentre un ambiente lievemente acido (circa a pH 5,5) favorisce una colorazione duratura. L’hennè al contrario delle tinture chimiche non penetra all’interno del capello, ma si deposita e lega sulle squame della cuticola. Si ha un effetto definito “sostantivante”, cioè il diametro del capello aumenta leggermente, e la capigliatura risulta anche più voluminosa e resistente agli agenti esterni.
La colorazione dei capelli con l’hennè è un caso particolare di usanza antica che non solo è riuscita ad arrivare fino ai nostri giorni, ma che, grazie alla assenza di potere sensibilizzante e spiacevoli reazioni allergiche, è tuttora in auge in tutti i paesi del mondo.
In commercio esistono preparati addizionati ai coloranti chimici che permettono di raggiungere rossi intensi impossibili da ottenere con la Lawsonia tale e quale. Tra questi coloranti, il più rinomato è il Picramato di sodio (CI 76540, un colorante per capelli), che in alcuni casi viene aggiunto alla polvere dell’hennè, a concentrazioni minime (intorno al 2-3%), e che trasforma l’arancio dell’hennè in rosso acceso: sono i cosiddetti hennè super-rinforzati.
Nei paesi di origine l’Hennè entra a far parte della medicina tradizionale, come rimedio per una grande varietà di disturbi: si utilizza l’estratto acquoso come collutorio per fare gargarismi contro il mal di gola; poiché gli si attribuiscono proprietà astringenti e antimicotiche, è anche utilizzato contro infiammazioni ed eruzioni della pelle, herpes, psoriasi, foruncoli, scottature, ematomi, forfora, seborrea del cuoio capelluto; sempre nei paesi di origine viene adoperato anche per uso interno per diversi disturbi dell’apparato gastrointestinale, nonostante il suo sapore molto amaro, e come abortivo per le proprietà oxitociche.
Nella moderna fitoterapia occidentale l’Hennè non è usato come fitoterapico, poiché le sue proprietà medicinali non sono ancora state studiate e confermate.
In definitiva gli usi della Lawsonia intermis sono destinati a scopo:
– religioso: soprattutto utilizzato dalle donne, l’henné è un simbolo beneaugurante;
– cosmetico ed estetico; abbellisce e può anche essere applicato sui capelli, piedi e mani;
– terapeutico: secondo analisi di laboratorio, l’henné possiede virtù antimicotiche e astringenti, anti dermatite e anti seborrea.

Modalità di Preparazione –
L’henné che si trova in vendita è costituito da foglie disseccate e polverizzate, di colore da verde a bruno giallo-marrone, a seconda dell’età: quello più recente è verde, quello più vecchio è giallognolo. L’henné viene spesso mescolato a molti frammenti o foglie di altre piante, oltre a varie altre impurità (sabbia, terriccio), per cui si rende necessario standardizzarne il livello qualitativo, se si vuole ottenere una colorazione di intensità e riflesso costante.
Viene utilizzato, inoltre, come estratto acquoso come collutorio per fare gargarismi contro il mal di gola; è anche utilizzato contro infiammazioni ed eruzioni della pelle, herpes, psoriasi, foruncoli, scottature, ematomi, forfora, seborrea del cuoio capelluto e, nei paesi di origine, anche per uso interno per diversi disturbi dell’apparato gastrointestinale, nonostante il suo sapore molto amaro, e come abortivo per le proprietà oxitociche.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




[:en]

Lawsonia inermis

Henna tree (Lawsonia inermis L.) is a shrub species belonging to the Lythraceae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Kingdom Plantae, Sub-Trinchebionta, Superdivision Spermatophyta, Division Magnoliophyta, Class Magnoliopsida, Subclass Magnoliidae, Order Myrtales, Family Lythraceae and therefore to the Genus Lawsonia and the Species L. inermis.
The term Lawsonia alba Lam is synonymous.

Etymology –
The term Lawsonia was dedicated by Linnaeus to his friend and editor Isaac Lawson.
The specific epithet inermis, is due as originally this plant had been classified with three different names (inermis, spinosa, alba) attributed respectively to the juvenile, to the adult form and to a variety with white flowers; when the botanists recognized that it was a single species, they kept the name of the juvenile stage even if growing the plant becomes thorny.

Geographical Distribution and Habitat –
Lawsonia inermis is a plant native to the subtropical regions of the Mediterranean basin. Today it is widespread and cultivated in all Arab countries, in North Africa from Morocco, Egypt, Tunisia, Asia Minor, Iran, to western India; but cultivation has spread to China and Florida.

Description –
Lawsonia inermis is a suffruticosa shrub species, spiny that can reach, in optimal conditions, even 6 – 7 meters high, becoming very long-lived.
It has opposite, lanceolate or obovate leaves.
The flowers are small, whose color varies from white to pink.
Flowering is from May to July, and the fruits are capsules.

Cultivation –
The Lawsonia intermis, even if of tropical and sub-tropical origin, thanks to its easy adaptability can be cultivated almost everywhere in the areas with a mild climate and with due care, even in a closed environment.
In areas where the temperature almost never drops below 15 ° C, the sowing period takes place in March.
The quantity of seed is around 7 – 10 kg of seed per hectare. The sowing, to be carried out, in mid-February can also be placed in a bowl with water, which will have to be changed frequently, until the first shoots have sprung up. When this time comes, the sprouted seeds will be placed in jars with the sandy earth, which will then be placed on the final earth, prepared for future henna plants. At this point the seeds will be covered with fertilized earth and watered very frequently. Later, the small plants will prefer an environment with little water, to be added only when the earth is almost dry, ie simulating the climatic conditions of the desert areas.
After 3 or 4 months the plants begin to reach about 30-40 cm in height. This is the time to prepare the soil, previously fertilized with organic substance, in which to transplant them, so that they can be arranged in rows at a distance of 30-45 cm. Once implanted the irrigation must be sporadic and on request. Frequent irrigation risks creating fungi and favors parasitic attacks on the plant. The small seedlings will continue to grow and, if well rooted, will produce flowers and leaves for about sixty years and more.
After three years the Lawsonia intermis leaves are ready for the first harvest. The flowering and the balsamic period of the plant are included in the months of April-May and October-November, thus allowing two moments of harvest during the year. The leaves are harvested by cutting the branches and pruning the mature leaves at the base of the plant, then collected in a place of shade, fresh and dry to proceed with drying.

Uses and Traditions –
The Lawsonia intermis plant has been known since ancient times, especially in its area of ​​origin, the Middle East (Mesopotamia and ancient Egypt), but the Italian terms henna and alcanna as well as the French linguistic loan henna are more recent, in fact they derive all from the Arabic to the hanna, of Persian origin, a name that entered the Italian language in the 16th century.
Its use is very ancient, even in the tombs of the Egyptian pharaohs dusts were found obtained from its leaves and mummies with henna colored nails.
Henna, also known as Alcanna vera or Alcanna d’Oriente, has been used for centuries in the countries of origin as a hair colorant, which takes on more or less intense coppery reflections depending on the base color. For the skin it is used for temporary tattoos; Henna powder was used as a religious and traditional practice to dye beard and hair, for tattoos that decorate hands, feet and other parts of the body; in many countries this custom is still very much alive. It is also used to dye vegetable fibers, wood, and animal skins (leather).
In North Africa and India it is used for temporary tattoos on hands and feet in weddings and other religious rituals such as mehndi or hair dyeing. The knowledge of coloring and antiseptic properties dates back to ancient times; traces of it can be found in Egyptian mummies.
From the dried and ground leaves and branches a yellow-greenish powder is obtained, used as a dye on fabrics and animal skin. The coloring molecule is called lawsone (a naphthoquinone), an orange-red substance that is present in the leaves of the plant.
The lawsone content of henna leaves varies from region to region, and the highest level has been estimated at around 1%.
The lawsone binds to keratin, the hair, nail and skin protein, coloring these structures, through the formation of electrostatic bonds. The molecule of the lawsone also reacts with the sulfur groups and with the amino groups present in keratin.
The brown red shade varies according to the composition in branches (red) and leaves (brown). The collected leaves are dried, pulverized and sieved to create the famous reflective coloring powder. Often henna is mixed with indigo to provide a greater range of dark colors, and with the Cassia obovata.
Furthermore, in the textile industry, henna has been successfully used in the coloring of many fibers; its use in combination with various inorganic salts has allowed to obtain a wide range of colors, in addition to the original red one. If then the yarn is soaked, before and after coloring in an acid solution, the dye becomes permanent, resistant to washing and to sunlight.
Henna is used in Italy, as in the rest of the world, especially as a natural dye for hair, as an alternative, certainly not a substitute, to synthetic chemical dyes and recently it is also used to make temporary reddish-brown tattoos.
Henna reflected in red, brown hair, mahogany red, brown hair, dark red, medium blond, carrot red, light blond and oxygenated or white hair.
Ultimately it gives the same color to all the hair and the differences are due exclusively to the background color on which it is applied.
The alkaline environment limits the bonding capacity between fiber (wool, cotton, hair, etc.) and dyeing, while a slightly acid environment (about pH 5.5) favors a lasting color. Henna, unlike chemical dyes, does not penetrate inside the hair, but deposits and binds to the cuticle scales. It has an effect called “substantivante”, ie the diameter of the hair increases slightly, and the hair is also more voluminous and resistant to external agents.
The coloring of the hair with henna is a special case of ancient custom that has not only succeeded in reaching up to our days, but that, thanks to the absence of sensitizing power and unpleasant allergic reactions, is still in vogue in all the countries of the world.
In the market there are preparations added to chemical dyes that allow to reach intense reds impossible to obtain with Lawsonia as such. Among these dyes, the most famous is sodium Picramate (CI 76540, a hair dye), which in some cases is added to the henna powder, at minimum concentrations (around 2-3%), and which transforms the henna orange in bright red: these are the so-called super-reinforced henna.
In the countries of origin, the Hennè becomes part of traditional medicine, as a remedy for a great variety of disorders: the aqueous extract is used as a mouthwash to gargle against sore throats; since astringent and antifungal properties are attributed to it, it is also used against skin inflammations and eruptions, herpes, psoriasis, boils, burns, hematomas, dandruff, scalp seborrhea; always in the countries of origin it is also used for internal use for various disorders of the gastrointestinal tract, despite its very bitter taste, and as an abortifacient for oxitocic properties.
In modern western herbal medicine, Henna is not used as a phytotherapy, as its medicinal properties have not yet been studied and confirmed.
Ultimately the uses of Lawsonia intermis are intended for purpose:
– religious: especially used by women, henna is a symbol of good luck;
– cosmetic and aesthetic; beautifies and can also be applied to hair, feet and hands;
– therapeutic: according to laboratory analysis, henna has anti-fungal and astringent virtues, anti dermatitis and anti seborrhea.

Preparation Mode –
The henna on sale is made up of dried and powdered leaves, green to brown-yellow-brown in color, depending on the age: the most recent one is green, the older one is yellowish. Henna is often mixed with many fragments or leaves of other plants, as well as various other impurities (sand, soil), so it is necessary to standardize the quality level, if you want to obtain a color of intensity and constant reflection.
It is also used as an aqueous extract as a mouthwash to gargle against a sore throat; it is also used against inflammations and eruptions of the skin, herpes, psoriasis, boils, burns, hematomas, dandruff, seborrhea of ​​the scalp and, in the countries of origin, also for internal use for various disorders of the gastrointestinal tract, despite its very taste bitter, and as an abortifacient for oxitocic properties.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attention: Pharmaceutical applications and food uses are indicated for informational purposes only, do not in any way represent a medical prescription; therefore no responsibility is assumed for their use for curative, aesthetic or food purposes.




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Lawsonia inermis

Henna (Lawsonia inermis L.) es una especie de arbusto perteneciente a la familia Lythraceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, Kingdom Plantae, Sub-Trinchebionta, Superdivision Spermatophyta, Division Magnoliophyta, Class Magnoliopsida, Subclass Magnoliidae, Order Myrtales, Family Lythraceae y, por lo tanto, al género Lawsonia y Species L. inermis.
El término Lawsonia alba Lam es sinónimo.

Etimología –
El término Lawsonia fue dedicado por Linneo a su amigo y editor Isaac Lawson.
El epíteto específico inermis, se debe a que originalmente esta planta se había clasificado con tres nombres diferentes (inermis, spinosa, alba) atribuidos respectivamente al juvenil, a la forma adulta y a una variedad con flores blancas; Cuando los botánicos reconocieron que se trataba de una sola especie, mantuvieron el nombre de la etapa juvenil incluso si el cultivo de la planta se vuelve espinoso.

Distribución geográfica y hábitat –
Lawsonia inermis es una planta nativa de las regiones subtropicales de la cuenca mediterránea, hoy en día está muy extendida y se cultiva en todos los países árabes, en el norte de África desde Marruecos, Egipto, Túnez, Asia Menor, Irán, hasta el oeste de India; Pero el cultivo se ha extendido a China y Florida.

Descripción –
Lawsonia inermis es una especie de arbusto sufruticosa, espinosa que puede alcanzar, en condiciones óptimas, incluso de 6 a 7 metros de altura, llegando a ser muy longeva.
Tiene hojas opuestas, lanceoladas u obovadas.
Las flores son pequeñas, cuyo color varía de blanco a rosa.
La floración es de mayo a julio, y los frutos son cápsulas.

Cultivo –
La Lawsonia intermis, incluso si es de origen tropical y subtropical, gracias a su fácil adaptabilidad se puede cultivar en casi todas partes en las zonas de clima templado y con la debida astucia, incluso en un entorno cerrado.
En áreas donde la temperatura casi nunca cae por debajo de los 15 ° C, el período de siembra tiene lugar en marzo.
La cantidad de semilla es de alrededor de 7 a 10 kg de semilla por hectárea. La siembra, que se realizará a mediados de febrero, también se puede colocar en un recipiente con agua, que deberá cambiarse con frecuencia, hasta que hayan surgido los primeros brotes. Cuando llegue este momento, las semillas germinadas se colocarán en frascos con la tierra arenosa, que luego se colocará en la tierra final, preparada para futuras plantas de henna. En este punto, las semillas se cubrirán con tierra fertilizada y se regarán con mucha frecuencia. Más tarde, las plantas pequeñas preferirán un ambiente con poca agua, que se agregará solo cuando la tierra esté casi seca, es decir, simulando las condiciones climáticas de las áreas desérticas.
Después de 3 o 4 meses, las plantas comienzan a alcanzar unos 30-40 cm de altura. Este es el momento de preparar el suelo, previamente fertilizado con sustancia orgánica, para trasplantarlo, de modo que puedan organizarse en hileras a una distancia de 30-45 cm. Una vez implantado, el riego debe ser esporádico y bajo pedido. El riego frecuente corre el riesgo de crear hongos y favorece los ataques parasitarios en la planta. Las pequeñas plántulas continuarán creciendo y, si están bien enraizadas, producirán flores y hojas durante unos sesenta años y más.
Después de tres años, las hojas de Lawsonia intermis están listas para la primera cosecha. La floración y el período balsámico de la planta se incluyen en los meses de abril-mayo y octubre-noviembre, lo que permite dos momentos de cosecha durante el año. Las hojas se cosechan cortando las ramas y podando las hojas maduras en la base de la planta, luego se recolectan en un lugar de sombra, frescas y secas para proceder al secado.

Usos y Tradiciones –
La planta Lawsonia intermis se conoce desde la antigüedad, especialmente en su área de origen, el Medio Oriente (Mesopotamia y el antiguo Egipto), pero los términos italianos henna y alcanna, así como el henna de préstamo lingüístico francés, son más recientes, de hecho, derivan todo desde el árabe hasta la hanna, de origen persa, un nombre que ingresó al idioma italiano en el siglo XVI.
Su uso es muy antiguo, incluso en las tumbas de los faraones egipcios se encontraron polvos obtenidos de sus hojas y momias con uñas de color henna.
La henna, también conocida como Alcanna vera o Alcanna d’Oriente, se ha utilizado durante siglos en los países de origen como un colorante para el cabello, que adquiere reflejos cobrizos más o menos intensos según el color base. Para la piel se usa para tatuajes temporales; El polvo de henna se usaba como una práctica religiosa y tradicional para teñir la barba y el cabello, para tatuajes que decoran manos, pies y otras partes del cuerpo; En muchos países, esta costumbre sigue muy viva. También se usa para teñir fibras vegetales, madera y pieles de animales (cuero).
En el norte de África y la India se usa para tatuajes temporales en manos y pies en bodas y otros rituales religiosos como mehndi o teñirse el cabello. El conocimiento de las propiedades colorantes y antisépticas se remonta a la antigüedad; rastros de esto se pueden encontrar en las momias egipcias.
De las hojas y ramas secas y molidas se obtiene un polvo amarillo verdoso, utilizado como tinte en telas y pieles de animales. La molécula colorante se llama lawson (una naftoquinona), una sustancia de color rojo anaranjado que está presente en las hojas de la planta.
El contenido de lawone de las hojas de henna varía de región a región, y el nivel más alto se estima en alrededor del 1%.
La lawone se une a la queratina, el cabello, las uñas y las proteínas de la piel, coloreando estas estructuras, mediante la formación de enlaces electrostáticos. La molécula de la lawone también reacciona con los grupos de azufre y con los grupos amino presentes en la queratina.
El tono rojo marrón varía según la composición en ramas (rojo) y hojas (marrón). Las hojas recogidas se secan, pulverizan y tamizan para crear el famoso polvo colorante reflectante. A menudo, la henna se mezcla con índigo para proporcionar una mayor gama de colores oscuros y con la Cassia obovata.
Además, en la industria textil, la henna se ha utilizado con éxito en la coloración de muchas fibras; Su uso en combinación con varias sales inorgánicas ha permitido obtener una amplia gama de colores, además del rojo original. Si el hilo se empapa, antes y después de colorear en una solución ácida, el tinte se vuelve permanente, resistente al lavado y a la luz solar.
La henna se usa en Italia, como en el resto del mundo, especialmente como un tinte natural para el cabello, como una alternativa, ciertamente no un sustituto, a los tintes químicos sintéticos y recientemente también se usa para hacer tatuajes temporales de color marrón rojizo.
La alheña se refleja en el cabello rojo, castaño, rojo caoba, cabello castaño, rojo oscuro, rubio medio, rojo zanahoria, rubio claro y cabello oxigenado o blanco.
Finalmente, le da el mismo color a todo el cabello y las diferencias se deben exclusivamente al color de fondo sobre el que se aplica.
El ambiente alcalino limita la capacidad de unión entre la fibra (lana, algodón, cabello, etc.) y el teñido, mientras que un ambiente ligeramente ácido (aproximadamente pH 5.5) favorece un color duradero. La henna, a diferencia de los tintes químicos, no penetra dentro del cabello, sino que se deposita y se une a las escamas de la cutícula. Tiene un efecto llamado “sustantivo”, es decir, el diámetro del cabello aumenta ligeramente, y el cabello también es más voluminoso y resistente a los agentes externos.
La coloración del cabello con henna es un caso especial de costumbres antiguas que no solo ha logrado llegar hasta nuestros días, sino que, gracias a la ausencia de poder sensibilizador y reacciones alérgicas desagradables, todavía está de moda en todos los países del país. mundo.
En el mercado hay preparaciones agregadas a los colorantes químicos que permiten alcanzar rojos intensos imposibles de obtener con Lawsonia como tal. Entre estos tintes, el más famoso es el picramato de sodio (CI 76540, un tinte para el cabello), que en algunos casos se agrega al polvo de henna, en concentraciones mínimas (alrededor del 2-3%), y que transforma el henna naranja en rojo brillante: estas son las llamadas henna súper reforzadas.
En los países de origen, el Hennè se convierte en parte de la medicina tradicional, como remedio para una gran variedad de trastornos: el extracto acuoso se usa como enjuague bucal para hacer gárgaras contra el dolor de garganta; dado que se le atribuyen propiedades astringentes y antifúngicas, también se usa contra inflamaciones y erupciones cutáneas, herpes, psoriasis, forúnculos, quemaduras, hematomas, caspa, seborrea del cuero cabelludo; siempre en los países de origen también se usa para uso interno para diversos trastornos del tracto gastrointestinal, a pesar de su sabor muy amargo, y como abortivo de las propiedades oxitocicas.
En la medicina herbal occidental moderna, la henna no se usa como fitoterapia, ya que sus propiedades medicinales aún no se han estudiado y confirmado.
En última instancia, los usos de Lawsonia intermis están destinados a un propósito:
– religioso: especialmente utilizado por mujeres, la henna es un símbolo de buena suerte;
– cosmética y estética; embellece y también se puede aplicar al cabello, pies y manos;
– terapéutico: según análisis de laboratorio, la henna tiene virtudes antifúngicas y astringentes, anti dermatitis y anti seborrea.

Modo de preparación –
La henna en venta está compuesta de hojas secas y en polvo, de color verde a marrón-amarillo-marrón, dependiendo de la edad: la más reciente es verde, la más vieja es amarillenta. La henna a menudo se mezcla con muchos fragmentos u hojas de otras plantas, así como con otras impurezas (arena, tierra), por lo que es necesario estandarizar el nivel de calidad, si se desea obtener un color de intensidad y reflexión constante.
También se usa como extracto acuoso como enjuague bucal para hacer gárgaras contra el dolor de garganta; También se usa contra inflamaciones y erupciones de la piel, herpes, psoriasis, forúnculos, quemaduras, hematomas, caspa, seborrea del cuero cabelludo y, en los países de origen, también para uso interno para diversos trastornos del tracto gastrointestinal, a pesar de su sabor. amargo, y como abortivo de las propiedades oxitocicas.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Atención: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimentarios están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.




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