Bora

Bora

La Bora è un vento di nord-est e di est-nord-est, secco e freddo, che soffia violentemente e con raffiche che possono raggiungere la velocità di 180-200 km l’ora, lungo le coste orientali dell’Adriatico, specialmente nei mesi invernali.
La bora si origina dallo squilibrio esistente fra la zona di alte pressioni dell’Europa centrale, che si prolunga anche sulla penisola balcanica, e la zona di basse pressioni esistente sull’Adriatico.
Per Bora chiara, o anticiclonica, viene detta quella accompagnata da tempo sereno e temperature basse; col termine di bora scura, o ciclonica, si intende quella accompagnata da annuvolamenti, piogge o nevicate. Notissima è anche la bora che soffia sul Mar Nero, alle falde del Caucaso.
La bora è un vento catabatico (dal termine greco katabatikos, che significa “che va verso il basso”), cioè un vento che soffia scendendo da un’inclinazione topografica, come una collina, montagna, ghiacciaio o un plateau.
Il termine Bora deriva da Borea, personificazione del vento del nord nella mitologia greca. La bora conosciuta in Italia è quella di Trieste.

In Croazia è celebre quella di Segna e Fiume e in Slovenia quella di Aidussina. Si origina dal nord della Dalmazia.
Un’altra caratteristica della Bora è che non si orienta in un’unica direzione, secondo la legge di Buys Ballot, ma fluttua intorno a una direzione media che è tipica per ogni località. La sua caratteristica è di essere un vento “discontinuo”, ovvero di manifestarsi con raffiche più forti, intervallate dalle raffiche meno intense. Tali raffiche sono comunemente dette “refoli”. Soffia specialmente in inverno, ed è denominata “bora scura” con cielo coperto o con pioggia.
Questo vento, sul golfo di Trieste, dove spira di frequente ha una direzione tipica di E-NE. Nella Venezia Giulia il vento, a causa delle grandi differenze di temperatura tra il Carso e il litorale, si rinforza notevolmente, divenendo furioso e turbolento, con raffiche che possono superare la soglia dei 150–160 km/h.
Questo vento, anche se in maniera ridotta di un 25 %, interessa anche alcune località della provincia di Gorizia, tra le quali Gorizia, Grado e Monfalcone, Cividale del Friuli, la Bassa friulana orientale e le Valli del Natisone in provincia di Udine, nonché i comuni confinanti con il Collio Sloveno.

Guido Bissanti

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