Gariga

Gariga

La gariga rappresenta il primo gradino dell’evoluzione vegetale che termina nella foresta sempreverde.
La gariga costituisce, assieme alla macchia, la principale associazione vegetale presente nel Mediterraneo; la gariga prende diversi nomi nelle varie nazioni del mediterraneo; in Grecia é conosciuta con il nome di “Phryganà”, in Spagna come “Tomillares”, in Palestina “Batha”.
La gariga è quindi una vegetazione mediterranea legnosa, xerofitica, costituita da arbusti e suffrutici sempreverdi molto bassi (rosmarino, timo, ginestra, palma nana ecc.), tra i quali vivono abbondanti specie erbacee, spesso a rapido ciclo vitale; tra le piante sono intercalati spazi privi di vegetazione. La gariga si insedia primariamente su pendii semirupestri e, in conseguenza di incendio reiterato e di sovrappascolo, può giungere a ricoprire ampie estensioni.
La presenza abbondante della gariga nel mediterraneo é dovuta, oltre che alla natura del terreno e al clima, anche al degrado della macchia a causa di un eccessivo sfruttamento antropico. Questa associazione si manifesta in terreni sassosi, acclivi, soleggiati e aridi; é costituita da arbusti radi, aromatici, spinosi, a foglie tomentose, ricoperte di lanugine; (accorgimenti per sopportare il periodo di siccità estivo).
La gariga é più ricca in varietà della macchia perché gli arbusti radi lasciano ampi spazi dove possono insediarsi numerose specie erbacee, sia perenni (in prevalenza bulbose) sia annue.
La gariga è un’associazione che si manifesta in ambiente “termòfilo”, la maggior parte delle sue specie termina il ciclo biologico prima del grande caldo; lasciando sul terreno i semi per la riproduzione.
Essenze tipiche della gariga locale sono rappresentate da: timo, santoreggia, lavanda, elicriso, cisto tomentoso, euforbia greca, ginepro, rosmarino e afillante.
All’interno della descrizione generale si registra una notevole variabilità di manifestazioni e di stati intermedi, in funzione delle differenti caratteristiche climatiche, della variabilità pedologica del sostrato, della più o meno completa ablazione degli strati umiferi e, in generale, delle diverse intensità con cui si esprimono quei fattori di disturbo precedentemente elencati.

Quale elemento di diversificazione non va nemmeno trascurata la diversa capacità, esibita da alcuni generi, nel far fronte ai fattori di disturbo; così alcuni generi sono in grado di opporre una risposta più efficace all’azione del pascolo mediante repulsione chimica (Cistus o Euphorbia) o fisica (arbusti molto spinosi del genere Carlina o Eryngium).
All’interno di una simile varietà di espressioni, si riconoscono delle tipologie ricorrenti che possono offrire interessanti esempi delle diverse comunità di gariga. Nella elencazione schematica che segue, di tipo esemplificativo e suscettibile di ampliamento, le denominazioni sono attribuite, secondo l’uso, facendo riferimento ai generi o alle specie dominanti; si potranno avere così:
-gariga a Quercus coccifera
-gariga a cisti
-gariga ad euforbie
-gariga a elicriso
-gariga a ginestra
-gariga a efedre
-gariga ad asfodeli
-gariga a rosmarino
-gariga a timo
-gariga a lavanda
-gariga a salvia
-gariga a palma nana.
Quando un territorio occupato dalla gariga si “rigenera”, cioè termina ogni intervento umano, dopo un certo tempo appare la macchia; avviene un salto di qualità nella scala evolutiva.
Nella serie evolutiva la macchia è la flora tipica del mediterraneo; questa può derivare dalla rigenerazione della gariga ma, in senso contrario, dal disboscamento della foresta sempreverde, secondo la direzione evolutiva.




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